Lingue e culture dei media

Mancava, nel pur ampio panorama delle riviste dedicate alla lingua italiana, una rivista dedicata ai mass media: confidiamo dunque di fare cosa utile con l’apertura di questa “Lingue e culture dei media”.

Vi confluiscono, e la motivano, prima di tutto gli studi che i due direttori, colleghi e allievi hanno dedicato da anni e decenni alla lingua dei mass media, collaborando tra l’altro con altre università, ma anche, e in modo consistente, i frutti dell’attività didattica svolta nei corsi di Lettere e, a partire dall’inizio degli anni Duemila, di Comunicazione, dell’Università degli Studi di Milano. Ci è sembrato dunque giusto prevedere nella rivista uno spazio per la pubblicazione di saggi a partire dalle tesi.

Un campo in evoluzione continua e velocissima, quello dei media, al quale i linguisti hanno dedicato studi importanti, avvalendosi spesso anche del fondamentale contributo dei sociologi e dei massmediologi: lo studio della lingua dei media ha investito prima i giornali e la radio, poi il cinema, la televisione, il web da ultimo. L’espansione straordinaria che questo medium sta attraversando, e il suo collegamento  sempre più stretto con gli altri determinano una situazione di crossmedialità e di intreccio tra i media che sta sconvolgendo i metodi di ricerca e di analisi seguiti in passato dai linguisti. Se prima era opportuno, anzi necessario, studiare e analizzare ogni medium secondo parametri e modalità ad esso specifici, a partire dalla collocazione del mezzo sulla scala diamesica, ora l’intreccio e la cooperazione dei media tra loro impongono un’analisi che parta da tale connessione. La scala della diamesia resta determinante nel trasmesso dei media, ma esige continui passaggi e confronti tra scritto, parlato, e mescolanza tra di essi. E la dimensione dialogica diventa centrale, come nella rete in sé e per sé, nella sua interazione con giornali, radio, televisione.

All’obiettivo della rivista di contribuire allo studio dei media sotto il profilo linguistico, nella complessità del presente e nel passato, si affianca una finalità di carattere trasversale e interdisciplinare, che si riflette nella necessaria attenzione per una prospettiva  più strettamente massmediologica e nell’apertura all’apporto di discipline storiche, letterarie, filosofiche attente agli ambiti della comunicazione, e inoltre ben rappresentate dai membri del Comitato scientifico.

 

Ilaria Bonomi

Mario Piotti