Literary anthropology

Natura o cultura? L’antropologia della letteratura tra Wolfgang Iser e Darwinismo letterario

Salvatore Cifuni

Abstract


La ricerca iseriana di un’antropologia della letteratura cerca di innestare la riflessione sulla narrazione in un campo multidisciplinare molto più ampio del tradizionale settore della critica. Concentrandosi sui concetti di fiction e di fictionalizing, di finzione e del finzionalizzare, Iser prova a mostrare il carattere strumentale della letteratura, intesa quale dispositivo universale d’interpretazione e di creazione di significato.
Non c'è dubbio che l’idea iseriana della letteratura come grimaldello esperienziale abbia trovato terreno fertile negli Stati Uniti, seppur in maniera indiretta e probabilmente solo coincidenziale. Qui, infatti, grazie soprattutto a Joseph Carroll, è nato e si è diffuso il cosiddetto Literary Darwinism che, come Iser, ritiene che la letteratura – e quindi la finzione – sia un tratto radicalmente caratteristico dell’essere umano. Altrettanto chiaro però è che le assonanze tra le due visioni finiscono qui, almeno nella misura in cui è possibile riscontrare una prima divergenza sul modo in cui esse intendono il termine “finzione”: mentre per Iser, infatti, la finzione è limitata esclusivamente all’ambito letterario, per i darwinisti letterari il termine arriva a includere un macrocosmo di fenomeni – tra i quali, ad esempio, il sogno e le finzioni del “quotidiano”, due realtà che Iser, viceversa, esclude dal regno finzionale.
Ora, è innanzitutto su questo punto di divergenza che il presente contributo intende riflettere, sforzandosi, in primo luogo, di mettere in evidenza le diverse accezioni che i concetti di finzione e finzionalizzazione assumono nelle visioni prese in considerazione. Ma non solo. A differenziare le due prospettive, infatti, c'è soprattutto la diversa ambizione che le caratterizza. All’atteggiamento spregiudicato dei darwinisti letterari, pronti ad affermare l’origine evolutiva dello storytelling e quindi più tesi verso un’antropologia evoluzionistica, si contrappone il carattere strettamente culturale dell’elemento antropologico ricercato da Iser. In questo senso, pur nella consapevolezza della comune condivisione dell’ideale di un’antropologia della letteratura, si cercherà di mostrare, in seconda battuta, la radicale diversità in cui tale ideale si colloca. Così, pur nella convinzione che sia corretto vedere le tesi del darwinismo letterario come un ampiamento e un potenziamento di quelle iseriane – se si vuole una loro potenziale evoluzione – il presente contributo proverà a indicare alcuni limiti della posizione evoluzionista mostrando come, almeno per il momento, la bilancia della riflessione sulla narrazione penda decisamente a favore di una prospettiva antropologica più cautamente culturale.


Parole chiave

Finzione; Iser; Letteratura; Antropologia; Darwinismo

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DOI: https://doi.org/10.13130/2037-2426/8323

NBN: http://nbn.depositolegale.it/urn%3Anbn%3Ait%3Aunimi-20571

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