AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu <p>La rivista «AOQU. Achilles Orlando Quixote Ulysses» nasce dall’esperienza di un gruppo di ricerca sul poema in ottave come ricettore di generi. Essa si propone quale luogo di confronto sul modello epico nei suoi confini più allargati, fra spinte innovative e persistenze profonde: come sistema valoriale, proiezione di sé sulla storia e sulla società, auto-identificazione in rapporto all’altro, ideologia e immaginario; e naturalmente come genere caratterizzato da costanti e diffrazioni, e ripercorribile nel suo articolato manifestarsi – non necessariamente in forma letteraria – fino al presente.</p> <p>«AOQU» è dunque aperta a contributi di carattere scientifico in Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, sul ruolo dell’epica (come genere o come registro) nei differenti sistemi culturali, e prevede anche numeri monografici su specifici aspetti e questioni.</p> <p>&nbsp;</p> Università degli Studi di Milano it-IT AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2724-3346 Premessa https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/17273 <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> Michele Comelli Franco Tomasi Copyright (c) 2022 AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2021-12-30 2021-12-30 2 II 7 11 10.54103/2724-3346/17273 Il valore esemplare della morte di Bhīṣma nel "Mahābhārata" https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/17207 <p>1. Il personaggio – 2. L’arco narrativo si tende – 2a. Antefatto – 2b. Culmine – 3. Le colpe di Bhīṣma verso le donne – 3a. Ambā – 3b. Draupadī – 4. Declino e apogeo: Bhīṣma morente come <em>exemplum</em> – 5. Bhīṣma e Karṇa – 6. Tre morti inique: Bhīṣma, Droṇa, Karṇa – 7. Sospensione dell’arco narrativo – 8. Deporre il fardello – Bibliografia.</p> Alberto Pelissero Copyright (c) 2022 AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2021-12-30 2021-12-30 2 II 13 42 10.54103/2724-3346/17207 Puer, iuvenis, vir. Morte di giovani eroi nell’"Eneide" https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/17256 <p>Nell’<em>Eneide</em>, Virgilio inventa il personaggio del <em>puer</em> che, volendo combattere come un guerriero (<em>iuuenis</em>) e mostrarsi un degno eroe (<em>uir</em>), finisce per essere abbattuto da un <em>maior hostis</em>. L’articolo presenta un’analisi comparativa di queste figure e riflette sulle possibili ragioni che hanno portato Virgilio a insistere così tanto su di loro.</p> Massimo Gioseffi Copyright (c) 2022 AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2021-12-30 2021-12-30 2 II 43 73 10.54103/2724-3346/17256 Vivere per morire o morire per vivere: l’archetipo della morte precoce nelle tradizioni eroiche https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/17258 <p>Ponendo in triangolazione le pratiche militari del mondo premoderno, le ideologie delle “società di vergogna” (<em>shame societies</em>) e i plessi simbolici della poesia eroica universale, il presente articolo riattraversa il tema cruciale della morte precoce – subitanea rossa violenta –, momento di densità rivelativa mediante il quale il guerriero d’<em>élite</em> compie sé stesso e modella il finale della propria vita. Onnipresente e pervasiva nell’epica internazionale, l’ossessione della “bella morte” è un portato delle culture marziali fondate sul senso dell’onore e sul faccia a faccia. Morire anzitempo sul campo di battaglia è il modo con cui il combattente sconfigge la mortalità ordinaria, sottraendosi una volta per tutte all’avvizzimento della carne. Il trapasso glorioso e prematuro non soltanto costruisce la fama postuma del campione entro il quadro della memoria tribale, ma fissa perennemente il suo corpo nello splendore della bellezza giovanile, impedendone il decadimento. Vista in tale prospettiva, la morte precoce si pone come una delle prestazioni tramite le quali l’eroe milita contro le forze del preformale e del caos indifferenziato. Nelle società tradizionali il prode è sempre dalla parte dell’or-dine e della luce: le sue imprese personali, eseguite nel punto di massima visibilità, profilano la singol-arità del gesto individuale entro l’anonimo brulichio della mischia amorfa; il suo decesso – unico e grandioso – preserva il fulgore del corpo virile dall’usura dell’età e dall’ombra del disfacimento, agenti della corruzione che consumano gli uomini e li avviano, un giorno dopo l’altro, verso l’abisso del non-essere.</p> Alvaro Barbieri Copyright (c) 2022 AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2021-12-30 2021-12-30 2 II 75 91 10.54103/2724-3346/17258 Differire o uccidere: la morte tra i duelli del "Furioso" https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/17259 <p>In un genere, come quello cavalleresco, nel quale l’esercizio d’armi è la manifestazione più insigne del valore del cavaliere, una parte consistente della narrazione si risolve in una serie di duelli. Il <em>Furioso</em> si struttura fin dall’esordio come radicalmente diverso rispetto all’<em>Innamorato</em>: se la sequela di duelli che punteggiano il poema boiardesco culminano, già nel libro primo, nel lungo e mortale duello tra Orlando e Agricane, Ariosto oppone una struttura basata sul differimento e l’elusione. Il saggio mira a evidenziare come nella prima parte del <em>Furioso</em> i duelli siano più giochi d’arme che battaglie sanguinose, e come, procedendo con la narrazione, il romanzo si incupisca e vada verso una fine tragica.</p> Sabrina Stroppa Copyright (c) 2022 AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2021-12-30 2021-12-30 2 II 93 113 10.54103/2724-3346/17259 Gli amari frutti del martirio. Sulla morte di Brandimarte ("Orlando furioso" XLI-XLIII) https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/17261 <p>Il saggio ripercorre le vicende di Brandimarte, personaggio di invenzione boiardesca, concentrandosi in particolare sull’episodio della sua morte nel <em>Furioso</em> (XLI-XLIII). Se è vero (come mostrato da Monteverdi, Quint e altri studiosi) che nel duello di Lipadusa Ariosto immola il personaggio del fedele amico di Orlando al trionfo di un <em>epos</em> che riattualizza il sacrificio di Roncisvalle, in queste pagine si tenta di mostrare come il connubio tra vocazione politico-pragmatica e <em>ethos</em> cortese di cui Boiardo sostanzia il suo personaggio riaffiori sintomaticamente anche nel <em>Furioso</em> (particolarmente nel colloquio con Agramante del canto XLI), pur messo in ombra dal martirio cristiano cui il personaggio è finalmente (ma anche ambiguamente) destinato. Infine, si propone l’ipotesi di un parallelo sotterraneo nella memoria ariostesca tra la morte (e in particolare i funerali) del giovane Brandimarte e quelli di Gaston de Foix, caduto a Ravenna nel 1512.</p> Gabriele Bucchi Copyright (c) 2022 AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2021-12-30 2021-12-30 2 II 115 142 10.54103/2724-3346/17261 Rodomonte e Corsamonte devono morire. Erocità, morte e fine del racconto a metà Cinquecento https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/17266 <p>Il contributo intende indagare il rapporto tra la nozione di eroe, la morte e la fine del racconto nella difficile transizione dal romanzo al poema eroico a metà Cinquecento, prima dell’esperienza tassiana. In particolare, vengono indagati e posti a confronto, al fine di metterne in rilievo gli elementi di continuità e discontinuità, i duelli risolutivi dell’<em>Orlando Furioso </em>di Ludovico Ariosto e dell’<em>Italia liberata dai Goti </em>di Gian Giorgio Tissino, che rappresentano due poli opposti ma interdipendenti della suddetta transizione. Nei duelli tra Ruggiero e Rodomonte, e nella disfida di Lipadusa, nel poema ariostesco, e nella parabola di Corsamonte e nello scontro finale narrati da Trissino, si concretizza, attraverso la dialettica <em>epos</em>/romanzo, un nuovo modello eroico, in grado di rispondere alle esigenze della modernità.</p> Michele Comelli Copyright (c) 2022 AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2021-12-30 2021-12-30 2 II 143 182 10.54103/2724-3346/17266 «Questa che ’l vulgo appella morte»: il martirio (e la morte) degli eroi nella "Gerusalemme liberata" https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/17267 <p>Il pensiero della morte quale esito possibile del destino di un eroe costituisce un momento cruciale nella definizione etica dei cavalieri della <em>Gerusalemme liberata</em>. È in particolare la <em>fortitudo </em>di marca aristotelica a guidare alcuni cavalieri cristiani che dimostrano di affrontare la morte con piena consapevolezza in nome della logica del martirio: Sofronia, Goffredo e Sveno rappresentano tre diverse manifestazioni di questa ideologia in nome della quale la morte si configura come una vittoria. Anche i cavalieri pagani, soprattutto la figura di Solimano, illustrano spesso una visione pienamente consapevole della propria morte in nome di un valore collettivo, alternando così la partecipazione allo spettacolo orroroso della guerra con momenti di introspettiva riflessione.</p> Franco Tomasi Copyright (c) 2022 AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2021-12-30 2021-12-30 2 II 183 204 10.54103/2724-3346/17267 La morte elusa e l’eroismo rifiutato https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/17268 <p>La morte del protagonista nel poema eroicomico è un evento decisamente inusuale. Anche considerando come parte di questa produzione il poema giocoso e le parodie dei miti classici, la lista degli <em>eroi</em> che cadono gloriosamente sul campo di battaglia rimane decisamente breve. E non si tratta di un caso: a parte i personaggi che scoppiano letteralmente dalle risate o che muoiono perché morsi da un piccolo granchio, gli <em>eroi</em> del poema eroicomico sono uomini pieni di paura, renitenti all’eroismo, desiderosi soprattutto di rimanere vivi per poter continuare a mangiare a crepapelle, a fare l’amore, a godersi l’esistenza. E l’idea stessa dell’eroismo è costantemente condannata e derisa. Questa rivendicazione per la vita contro l’obbligo del sacrificio – nella cultura Controriformistica – è più politica di quanto i critici abbiano in genere creduto. Uno sguardo alle opere di scrittori quali Aretino, Folengo, Tassoni, Lippi, de’ Bardi, Corsini, ma anche Traiano Boccalini, fornisce un’elo-quente prova dell’esistenza di una mentalità alternativa ai dogmi della civiltà aristocratica.</p> Massimiliano Malavasi Copyright (c) 2022 AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2021-12-30 2021-12-30 2 II 205 245 10.54103/2724-3346/17268 Johnny (non) deve morire. Su filologia e critica del "Partigiano Johnny" https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/17270 <p>L’intervento ripercorre le vicende redazionali ed editoriali del <em>Partigiano Johnny </em>di Beppe Fenoglio per mostrare il rapporto tra costruzione narrativa ed esito destinale del protagonista e le ragioni che spiegano il contrasto tra chi ha interpretato questo capolavoro della letteratura del Novecento in chiave epico-tragica e chi ne ha invece proposta una interpretazione secondo i moduli formali del romanzo di formazione.</p> Giancarlo Alfano Copyright (c) 2022 AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2021-12-30 2021-12-30 2 II 247 263 10.54103/2724-3346/17270 Tracce di non finito. Alla ricerca della morte (e) dell’eroe in contesto kassena https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/17271 <p>Questo articolo affronta il tema della morte dell’eroe nella cultura kassena dell’Africa occidentale (Ghana e Burkina Faso). La mancanza di dettagli sulla morte dell’individuo eccellente nella mitologia kassena può essere messa in connessione con una cosmologia che concepisce il mondo e la vita come processi sempre in corso e l’azione creatrice degli antenati come perdurante. Se le narrazioni kassena esplorano o incorporano il tema del non finito, questo va inteso non come fatto episodico o accidentale, ma come tratto estetico coerente con un quadro culturale.</p> Gaetano Mangiameli Copyright (c) 2022 AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2021-12-30 2021-12-30 2 II 265 286 10.54103/2724-3346/17271 La morte dell'eroe nella tradizione giapponese https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/17272 <p>Nella tradizione epica giapponese, come pure nei racconti basati su eventi storici e tramandati di generazione in generazione, spiccano le figure di eroi la cui apoteosi coincide con la morte – talvolta autoinflitta tramite la pratica del <em>seppuku</em>, il taglio rituale del ventre. Vi sono certo motivazioni legate alle principali religioni e dottrine che hanno formato la cultura nipponica, come lo <em>shintō</em>, il confucianesimo e il buddhismo; ma soprattutto, alla radice dell’affetto che tali figure suscitano nella coscienza collettiva in Giappone, si intrecciano un senso di commozione per la transitorietà della vita e il riconoscimento di una purezza di intenti, di un’autenticità che si rende tanto più evidente ed esplicita quanto meno è sostenuta dalla vittoria, personale o politica. La fedeltà a una causa o a un ideale si misura non dall’utile che se ne ricava, ma dalla capacità di aderirvi con la totalità del proprio essere. La figura dell’eroe guerriero, perennemente esposto al rischio della morte, diviene quindi insieme al caduco fiore di ciliegio l’emblema della capacità di accogliere la pienezza nella vita, senza avvinghiarsi ad essa spasmodicamente e senza fuggirla o tradirla, lasciandola accadere e pure passare, sfiorire, tornare alla dimensione originaria, non ancora attualizzata.</p> Marcello Ghilardi Copyright (c) 2022 AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2021-12-30 2021-12-30 2 II 287 311 10.54103/2724-3346/17272