Abstract
Il contributo prende in esame le caratteristiche distintive del Filostrato di Boccaccio rispetto alle narrazioni di materia troiana precedenti. In primo luogo, il poemetto differisce dalle fonti per la scelta del soggetto, eminentemente lirico-elegiaco, e per l’attenta analisi del fenomeno amoroso. L’innovazione boccacciana è visibile nel diverso trattamento delle due figure che si contendono l’amore di Criseida: Troiolo e Diomede. Lo scarto tra i personaggi si gioca a livello ideologico e a livello linguistico: se Troiolo utilizza un lessico di estrazione lirica-stilnovistica, le parole di Diomede rivelano al contrario una trita ideologia feudale basata sulla nobiltà di sangue. Nella seconda parte del contributo è indagato invece il sostrato filosofico che sorregge la riflessione sull’amicizia sviluppata dall’autore grazie all’invenzione di un nuovo personaggio: Pandaro, amico e confidente di Troiolo. Boccaccio costruisce infatti il rapporto amicale tra i due personaggi ricorrendo ai testi teorici più importanti sull’argomento: l’Etica Nicomachea di Aristotele e il Laelius de amicitia ciceroniano.

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