Dissertation Nursing https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing <p><em><strong>Dissertation Nursing</strong></em> è una rivista open access, double blind e peer reviewed che pubblica lavori di ricerca originali o revisioni effettuate prevalentemente dagli studenti delle discipline infermieristiche a qualunque livello (Laurea Triennale, Master, Laurea Magistrale, Dottorato, etc).</p> it-IT stefano.terzoni@unimi.it (Stefano Terzoni) mauro.parozzi@unimi.it (Mauro Parozzi) Fri, 29 Jul 2022 00:00:00 +0000 OJS 3.2.1.2 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 La Cannabis terapeutica nel trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress: Protocollo per una Scoping Review https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17688 <p><strong>INTRODUZIONE:</strong><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">Risultati recenti di alcuni studi sembrano riscontrare dei miglioramenti nella sintomatologia dei pazienti affetti da PTSD sottoposti a terapia con cannabis terapeutica (THC, CBD e NABILONE). Alcune revisioni hanno messo in luce, tuttavia, come si siano riscontrate diverse metodologie di assunzione e diverse forme di agente terapeutico e di come gli studi inclusi presentassero bias di varia natura. A fronte di queste evidenze, ha senso effettuare una nuova Scoping Review finalizzata ad eseguire una mappatura degli studi primari presenti in letteratura che riportino prove di efficacia rispetto l’utilizzo della cannabis per il trattamento della sintomatologia del PTSD riscontrate sino ad oggi, col fine di descrivere le modalità d’utilizzo, le posologie l’aderenza alla terapia dei pazienti ed alcune caratteristiche specifiche del campione che potrebbero risultare influenti come l’abuso precedente di alcool e droghe e l’aderenza a terapie pregresse.</span></p> <p> </p> <p><strong>METODI E ANALISI:</strong><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">Questa scoping review seguirà la metodologia del Joanna Briggs Institute, contenuta nel JBI Manual for Evidence Synthesis. La ricerca della letteratura sarà condotta attraverso i database PubMed, Scopus, Web Of Science, Cochrane Library, Elsevier, Psycinfo; in aggiunta, saranno consultate anche fonti di letteratura grigia. Saranno inclusi unicamente trial clinici (randomizzati e non) e studi quasi sperimentali in lingua italiana o inglese e disponibili in versione full text. Le informazioni chiave degli studi saranno estratte e presentate sia in forma narrativa che in forma riassuntiva con opportune tabelle per dare una panoramica adeguata dei contenuti della letteratura scientifica esistente sull’argomento.</span></p> Simone Costantinopoli Copyright (c) 2022 Simone Costantinopoli https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17688 Fri, 29 Jul 2022 00:00:00 +0000 Consegna infermieristica con metodo SBAR: uno studio quasi-sperimentale https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17691 <p><strong>INTRODUZIONE:<br /></strong>Il passaggio delle consegne è un aspetto cruciale per la sicurezza del paziente e per la continuità delle cure. Molti fattori possono influenzare la qualità delle informazioni trasmesse rendendo il processo inefficace o addirittura dannoso se le informazioni sono incomplete o omesse.</p> <p><strong>OBIETTIVI:<br /></strong>L'obiettivo primario dello studio era descrivere i cambiamenti nella qualità della consegna infermieristica dopo l'introduzione del metodo Situation, Background, Assestment and Raccomandation (SBAR).</p> <p>Gli obiettivi secondari erano la descrizione dei cambiamenti nel numero di interruzioni e dei cambiamenti nelle abilità di comunicazione nell'handover infermieristico.</p> <p><strong>MATERIALI E METODI:<br /></strong>Uno studio quasi sperimentale, monocentrico con disegno pre/post test è stato implementato con un campionamento di convenienza.</p> <p><strong>RISULTATI:<br /></strong>198 infermieri hanno partecipato allo studio e sono stati analizzati 208 handover infermieristici.</p> <p>Dopo l'introduzione del metodo SBAR c'è stato un miglioramento significativo della qualità dei passaggi di consegne, una riduzione del numero di interruzioni e un aumento delle capacità di comunicazione.</p> <p><strong>CONCLUSIONI:<br /></strong>Il metodo SBAR migliora la qualità delle consegne infermieristiche riducendo il numero di interruzioni e migliorando le capacità di comunicazione.</p> <p>L'introduzione del metodo di consegna SBAR contribuisce alla qualità ed alla sicurezza della trasmissione delle informazioni.</p> Maria Cristina Monti , Stefano Maiandi, Lucia Rossi, Miriam Villani, Cinzia Garofalo Copyright (c) 2022 Maria Cristina Monti , Stefano Maiandi, Lucia Rossi, Miriam Villani, Cinzia Garofalo https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17691 Fri, 29 Jul 2022 00:00:00 +0000 La Valutazione dei pazienti pediatrici disabili per l'accesso alle cure palliative: validazione di un nuovo strumento https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17791 <p><strong>INTRODUZIONE: </strong>Esaminando la letteratura, non sono emersi lavori sulla presenza di una rete di cure palliative dedicata alla popolazione pediatrica disabile italiana, tuttavia, si registra un aumento della prevalenza di bambini con malattia radicata e/o grave disabilità che necessitano di tali cure. Persiste la difficoltà di definire quando un bambino diventi incurabile. Insieme alla diagnosi di incurabilità, l'altro fattore cruciale è l'entità dei "bisogni di cura".<strong><br /><br />OBIETTIVI: </strong>lo scopo dello studio è quello di costruire uno strumento di valutazione per definire i criteri di accesso alle cure palliative pediatriche per i pazienti con malattia avanzata e/o grave disabilità. </p> <p><strong>METODI: </strong>è stato condotto uno studio osservazionale, prospettico, multicentrico, utilizzando la scala Clinical Assessment Tool (CAT), che è stata proposta dall'hospice pediatrico di Padova (Italia) senza validazione formale. Abbiamo studiato un campione non randomizzato di 101 pazienti di cinque strutture sanitarie del nord Italia. Abbiamo modificato la scala CAT aggiungendo item di altri strumenti utilizzati nelle cure palliative. Lo studio è stato diviso in due periodi a distanza di un mese, al fine di valutare l'evoluzione clinica dei pazienti.</p> <p><strong>RISULTATI:</strong> la consistenza interna dello strumento CAT era buona (alpha=0,83). L'analisi fattoriale esplorativa ha mostrato carichi accettabili su ogni item. I valori predittivi positivi e negativi erano 0,97 e 0,98, rispettivamente.</p> <p><strong>CONCLUSIONI</strong>: la scala è affidabile nell'identificare i soggetti bisognosi di cure palliative pediatriche e sembra uno strumento promettente per valutare i bisogni di cure palliative nei bambini con malattia radicata e/o grave disabilità.</p> Eleonora Maria Migliavacca, Alessandra Di Bari Copyright (c) 2022 Eleonora Maria Migliavacca, Alessandra Di Bari https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17791 Fri, 29 Jul 2022 00:00:00 +0000 Validazione della versione italiana della White Fast-track Scoring Criteria: uno studio prospettico osservazionale https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/18293 <p><strong>INTRODUZIONE</strong>: <br />Nelle ore immediatamente successive alla dimissione dalla sala operatoria i pazienti sottoposti a intervento chirurgico sono soggetti a eventi avversi. La scala “White Fast-Track” è adatta a rilevare precocemente il rischio di complicanze postoperatorie, tuttavia, non risulta esser validata in italiano. Inoltre, per consentire una sorveglianza post-operatoria complete, dovrebbe essere completata con parametri aggiuntivi.</p> <p><strong>OBIETTIVI:<br /></strong> Questo studio si propone di tradurre e validare in italiano la scala “White fast-track scoring criteria” e di realizzarne una versione modificata per ottenere una valutazione più completa degli interventi di chirurgia maggiore.</p> <p><strong>METODI:</strong> <br />Studio quantitativo, osservazionale, prospettico, monocentrico, su un campione non randomizzato di pazienti di almeno 18 anni, sottoposti a chirurgia generale, toracica, vascolare, urologica, ortopedica, ginecologica, endocrinologica, mammaria, naso-gola o facciale, nella sala di rianimazione di un ospedale universitario di Milano.</p> <p><strong>RISULTATI:</strong> <br />Sono stati arruolati 250 pazienti. La scala originale ha mostrato una buona affidabilità inter-rater, consistenza interna e affidabilità test-retest; lo stesso vale per la versione modificata. La scala originale ha permesso di identificare 18 pazienti a rischio; la versione modificata ne ha identificati 20 che avrebbero potuto essere dimessi secondo i criteri originali e che in realtà hanno sviluppato complicanze postoperatorie.</p> <p><strong>DISCUSSIONE:</strong> <br />La versione italiana della “White fast-track scoring criteria” sembra attestarsi come uno strumento valido e può essere utilizzato dal personale infermieristico per effettuare un'adeguata sorveglianza postoperatoria finalizzata a prevenire le complicanze postoperatorie precoci.</p> <p><strong>CONCLUSIONI:<br /></strong>La versione modificata riflette la reale sorveglianza effettuata in recovery room e mostra affidabilità, sensibilità e specificità soddisfacenti rispetto allo strumento originale</p> Paola Casati, Claudia Sansone Copyright (c) 2022 Paola Casati, Claudia Sansone https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/18293 Fri, 29 Jul 2022 00:00:00 +0000 Le complicanze stomali prima e dopo l’introduzione dello stoma siting effettuato dall’infermiere: uno studio retrospettivo https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17946 <p><strong>PREMESSA:</strong> Il 3%-82% dei pazienti stomizzati va incontro a complicanze stomali, che determinano un aggravio assistenziale con allungamento della degenza e dei tempi di recupero dell’autonomia gestionale dello stoma. In letteratura emerge come la mancanza del disegno stomale preoperatorio risulti uno dei fattori che aumenta l’incidenza di complicanze stomali, insieme al carattere d’urgenza dell’intervento, all’altezza, al tipo di stoma e all’indice di massa corporea.</p> <p><strong>SCOPO:</strong> Valutare il numero e le caratteristiche delle complicanze stomali, nel periodo precedente all’introduzione della procedura del disegno stomale preoperatorio eseguito dall’infermiere e confrontare tali numeri con quelli riguardanti le complicanze rilevate nel periodo successivo all’introduzione della procedura di stoma siting.</p> <p><strong>METODI:</strong> Studio osservazionale retrospettivo monocentrico presso le U.U.O.O. di Chirurgia generale e Urologia nell’Ospedale San Paolo dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano. Campione di convenienza composto da pazienti sottoposti a confezionamento di una stomia enterale e urinaria. </p> <p><strong>RISULTATI: </strong>Sono stati reclutati 264 pazienti. Il 51,1% ha manifestato complicanze stomali; il 42,9% aveva effettuato lo stoma siting il 61,5% no. Le complicanze più frequenti sono state le alterazioni cutanee peristomali (29,9%); la differenza di numero tra i singoli tipi di complicanze nei due gruppi è clinicamente rilevante.</p> <p><strong>CONCLUSIONI:</strong> Lo stoma siting è una procedura di competenza infermieristica che, se ben eseguita, porta alla riduzione delle complicanze stomali. È responsabilità dell’infermiere garantire a ciascun paziente sottoposto a confezionamento di stomia la corretta esecuzione del disegno stomale, ogni volta che le condizioni del quadro clinico lo consentono.</p> Laura Foresti Copyright (c) 2022 Laura Foresti https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17946 Fri, 29 Jul 2022 00:00:00 +0000 Misurare lo stress psico-fisico del caregiver di pazienti cronici: risultati di uno studio https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17647 <p><strong>INTRODUZIONE: </strong>Il carico dei <em>caregiver</em> è associato a un peggioramento della loro qualità di vita: aumentato rischio d'insorgenza di malattie cardiovascolari, ipertensione arteriosa, depressione e disturbi d'ansia vengono riportati in letteratura. Ad un aumento del carico assistenziale del <em>caregiver</em> è associata anche una precoce istituzionalizzazione del familiare.</p> <p><strong>OBIETTIVI:</strong> Misurare i livelli di <em>burden</em> in un campione dei <em>caregiver</em> informali di pazienti cronici attraverso la creazione e validazione di una versione italiana modificata del <em>Caregiver Strain Index.</em></p> <p><strong>METODI: </strong>Lo studio ha previsto la traduzione e modifica del <em>Caregiver Strain Index</em>, in seguito somministrato ad un campione di convenienza di <em>caregivers</em> informali di pazienti cronici arruolato nei poliambulatori di un singolo centro ospedaliero.</p> <p><strong>RISULTATI </strong>La scala ha un’ottima validità di contenuto (CVI-S=0.95) e di facciata e una buona consistenza interna (α di Cronbach=0.78). Il 75% del campione presenta una situazione di <em>burden</em> eccessivo (Me =8, IQR = [7; 9] cutoff 8). Valori più alti sono riportati nelle donne, nei soggetti con licenza media-inferiore e laurea, nei caregiver conviventi, in quelli che assistono più persone e in quelli i cui assistiti sono affetti da Parkinson (p&lt;0.05 per tutte le variabili).</p> <p><strong>Conclusioni:</strong> La versione italiana modificata del <em>Caregiver Strain Index </em>è uno strumento valido, affidabile, veloce e di semplice utilizzo capace di valutare i livelli di <em>burden</em> nei <em>caregivers</em> che assistono i pazienti cronici. Gli alti livelli di <em>burden</em> riferiti rivelano la necessità della figura dell’infermiere <em>case manager </em>per la continuità assistenziale al domicilio.</p> Francesca Ardizzone Copyright (c) 2022 Francesca Ardizzone https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17647 Fri, 29 Jul 2022 00:00:00 +0000 La "towel bath" può ridurre l'aggressività in pazienti affetti da demenza? Risultati di un trial crossover https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17511 <p><strong>INTRODUZIONE:</strong> <br />Il bagno è una delle attività più intime durante le quali le persone affette da demenza vengono assistite. La letteratura suggerisce che il 20-40% dei pazienti con deterioramento cognitivo, ricoverati in strutture a lungo termine, può reagire con comportamenti aggressivi.</p> <p><strong>OBIETTIVI</strong>: <br />valutare l'efficacia della tecnica del bagno con asciugamano nel ridurre l'agitazione, l'aggressività e il disagio dei pazienti con demenza ricoverati in casa di cura.</p> <p><strong>MATERIALI E METODI:</strong> <br />È stato condotto uno studio crossover intenzionale; è stato arruolato un campione di pazienti con demenza. I comportamenti aggressivi sono stati valutati utilizzando la versione italiana del Care Recipient Behavior Assessment (CAREBA- ita).</p> <p><strong>RISULTATI:</strong> <br />Sono stati arruolati 71 residenti. La tecnica del bagno con l'asciugamano ha mostrato una riduzione degli episodi di aggressività e del tempo di esecuzione della procedura con una differenza statisticamente significativa (p &lt; 0,05).</p> <p><strong>CONCLUSIONI:</strong> <br />La tecnica Towel bath fornisce una valida alternativa al bagno tradizionale per ridurre l'aggressività nei pazienti con demenza.</p> Giada Cocciolo, Lara Carelli, Laura DiPrisco, Paolo Ferrara, Mauro Parozzi, Giancarlo Celeri, Elena Sala, Agostino D'Antuono, Stefano Terzoni, Roberta Lodini Copyright (c) 2022 Giada Cocciolo, Lara Carelli, Laura DiPrisco, Paolo Ferrara, Mauro Parozzi, Giancarlo Celeri, Elena Sala, Agostino D'Antuono, Stefano Terzoni, Roberta Lodini https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17511 Mon, 01 Aug 2022 00:00:00 +0000 Monitoraggio clinico e complessità assistenziale dei pazienti nel Dipartimento di Emergenza-Accettazione (DEA): aspetti assistenziali e organizzativi https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17506 <p><strong>BACKGROUND:</strong><span style="font-weight: 400;"> <br />L’analisi della complessità assistenziale si è rivelata necessaria per rispondere al meglio ai bisogni di cura e di assistenza del paziente a livello del pronto soccorso; da qui nasce l'esigenza di monitorare la complessità assistenziale nel Dipartimento di emergenza-accettazione (DEA), in quanto non esistono studi né strumenti che trattano tale argomento in questo contesto.</span></p> <p><strong>OBIETTIVI:</strong><span style="font-weight: 400;"> <br />Mappare la complessità assistenziale dei pazienti ricoverati in DEA presso l'ospedale San Paolo di Milano, verificando l'applicabilità dello strumento e dei metodi già utilizzati per lo studio in pronto soccorso, eventualmente adattandoli al contesto oggetto di studio. A tale scopo l'elaborato presenta una validazione di uno strumento per la rilevazione della complessità assistenziale dei pazienti in DEA, discutendone le implicazioni per la pratica infermieristica.</span></p> <p><strong>METODI:</strong><span style="font-weight: 400;"><br />Studio osservazionale prospettico, monocentrico su campione di convenienza, con arruolamento di tutti i pazienti con età ≥ 18 anni, ricoverati all'interno del DEA e provenienti dal pronto soccorso del presidio San Paolo.</span></p> <p><strong>RISULTATI: <br /></strong><span style="font-weight: 400;">Sono stati reclutati 203 pazienti. Lo strumento proposto ha mostrato una soddisfacente consistenza interna (0.71). L'analisi statistica inoltre ha permesso di vedere i bisogni più compromessi dei pazienti presi in esame, in base alla diagnosi di accesso e alle comorbilità.</span></p> <p><span style="font-weight: 400;"><strong>CONCLUSIONI:<br /></strong></span><span style="font-weight: 400;">Lo strumento proposto può essere dunque utilizzato per monitorare la complessità assistenziale in DEA con integrazione da parte dell'infermiere, di valutazioni che emergono durante il contatto con la persona assistita. In Italia risulta essere l'unico studio che si occupa della complessità assistenziale nel DEA di I° livello.</span></p> Erika Trionfetti, Giovanni Di Pietro Copyright (c) 2022 Erika Trionfetti, Giovanni Di Pietro https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17506 Fri, 29 Jul 2022 00:00:00 +0000 Un team di infermieri dedicato alla gestione degli accessi vascolari https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17763 <p><strong><span data-contrast="auto">INTRODUZIONE:</span></strong><span data-contrast="auto"> <br />L’ accesso vascolare difficile si manifesta nel 30% degli assistiti che necessitano un accesso vascolare. E’ una condizione clinica che determina l’esecuzione di molteplici tentativi di incannulamento della vena. La gestione è affidata ad un team infermieristico dedicato con competenze avanzate nell’impianto di cateteri venosi periferici (CVP), PICC e Midline tramite tecnica ad ultrasuoni. <br /><br /></span><strong><span data-contrast="auto">OBIETTIVO:<br /></span></strong><span data-contrast="auto">Effettuare un’analisi della letteratura indagando outcome e benefici della gestione di questi assistiti da parte di un team infermieristico con competenze avanzate negli accessi vascolari. <br /><br /></span><strong><span data-contrast="auto">METODI: <br /></span></strong><span data-contrast="auto">Sono state consultate le banche dati PubMed, CINAHL, EMBASE, Cochrane Library, ILISI e Web of Science ed i siti ufficiali dell’ INS e del GAVeCeLT. <br /><br /></span><strong><span data-contrast="auto">RISULTATI: <br /></span></strong><span data-contrast="auto">Sette studi sono stati inclusi. Il team è composto in media da 15 infermieri e 4 medici specialisti. Emerge un tasso di successo della procedura al primo tentativo dell’88-100% ed una riduzione del 90% e 70 % dei tassi di CLABSI e infezioni catetere-correlate. In media il 44.1% dei device sono stati rimossi per termine del trattamento. L’ attesa del device idoneo si è ridotta dell’ 80%. Il tasso medio di soddisfazione è risultato dell’ 88.23% (score medio registrato 8.56/10) ed una media di 2.85/10 per il dolore percepito. Le aziende hanno riportato una riduzione media di 261.358,27 euro/anno sulle spese aziendali. <br /><br /></span><strong><span data-contrast="auto">CONCLUSIONI: <br /></span></strong><span data-contrast="auto">Un team dedicato per gli accessi vascolari difficili rappresenta una risorsa fondamentale per l’ erogazione di cure di qualità grazie ad una gestione tempestiva, una riduzione dei tassi di complicazioni, un’ ottimizzazione del timing assistenziale e delle spese aziendali. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p> Ilaria Cerardi, Giorgio Gadda Copyright (c) 2022 Ilaria Cerardi, Giorgio Gadda https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/17763 Fri, 29 Jul 2022 00:00:00 +0000 DISSERTATION NURSING https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/18418 <p>In un momento storico in cui gli investimenti globali su ricerca e formazione sono estremamente ridotti, vogliamo cogliere un celebre invito:</p> <p>“<em>Osare. Il progresso si ottiene solo così</em>”. (Victor Hugo)</p> Anne Destrebecq, Mauro Parozzi, Stefano Terzoni, Paolo Ferrara, Maura Lusignani Copyright (c) 2022 Anne Destrebecq, Mauro Parozzi, Stefano Terzoni, Paolo Ferrara, Maura Lusignani https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://riviste.unimi.it/index.php/dissertationnursing/article/view/18418 Fri, 29 Jul 2022 00:00:00 +0000