ENTHYMEMA https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema <p>Rivista internazionale di critica, teoria e filosofia della letteratura</p> Università degli Studi di Milano it-IT ENTHYMEMA 2037-2426 <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/" rel="license"><img style="border-width: 0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by/3.0/88x31.png" alt="Creative Commons License" /></a><br />Except where otherwise noted, the content of this site is licensed under a <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/" rel="license">Creative Commons Attribution 4.0 Unported License</a>. "Se una notte d'inverno un viaggiatore" quarant'anni dopo https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14938 <p>"Se una notte d'inverno un viaggiatore" quarant'anni dopo. Atti del Seminario MOD, Università IULM, 17-18 ottobre 2019. A cura di Filippo Pennacchio e Silvia T. Zangrandi</p> Filippo Pennacchio Silvia T. Zangrandi Copyright (c) 2021 ENTHYMEMA 2021-01-08 2021-01-08 26 Introduzione https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14866 <p><span lang="IT">Sono introdotti gli atti del Seminario MOD svoltosi all’Università IULM il 17-18 ottobre 2019. I «quarant’anni dopo» del titolo segnalano l’esigenza di mettere a fuoco le ricezioni ‘generazionali’ di <em>Se una notte d’inverno un viaggiatore. </em>In particolare, emerge la difficoltà di cogliere la specificità ‘lettoriale’ del romanzo, di cui oggi si mettono a fuoco soprattutto le problematiche legate alla figura dell’autore, persino della sua esperienza privata. La voce narrante particolarissima escogitata da Calvino pone infine problemi narratologici che forse richiedono ulteriori approfondimenti.</span></p> Paolo Giovannetti Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 1 8 10.13130/2037-2426/14866 Il disagio del piacere. Effetti di lettura in "Se una notte d’inverno un viaggiatore" di Italo Calvino https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14867 <p><span lang="IT">Il romanzo del lettore si presenta anche come un ‘inventario di effetti’ del leggere, ritratti nei modi del racconto di diversi stili di lettura (nella cornice, soprattutto) oppure – soprattutto negli incipit – in quelli di una simulazione di esperienze di ricezione (e dell’incubazione, ideazione dello scrivere); secondo una pluralità di modelli di genere, ma più ancora secondo una pluralità di tipi di esperienze mentali-sensibili, ossia delle varie forme del coinvolgimento emotivo-razionale del lettore nel lavoro di costruzione dei mondi di finzione. La struttura d’esperienza che <em>Se una notte d’inverno un viaggiatore</em> offre ai suoi diversi tipi di lettori reali è imperniata su un sistema di tensioni binarie (protagonismo/spossessamento, immersione/distacco, corposità/dissolvenza), in alterno equilibrio. Calvino ci mette a disposizione un oggetto estetico ambivalente, marcatamente ambiguo, di una piacevolezza irritante, insoddisfacentemente appassionante, che a fine lettura lasci un disagio del piacere, un nitido senso delle potenzialità e dei limiti dell’espressione letteraria.</span></p> Bruno Falcetto Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 9 19 10.13130/2037-2426/14867 «Il potere d’evocazione dei nomi» in "Se una notte d’inverno un viaggiatore" https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14868 <p><span lang="IT">L’<em>interpretatio nominis </em>è da sempre tra gli interessi di Italo Calvino: spie sono i diversi pseudonimi che lo scrittore adottò per sé nel corso degli anni, le indagini ermeneutiche da lui condotte attorno al suo nome, ma soprattutto i ragionamenti riguardanti l’argomento. All'interno del potenziale onomastico offerto dal romanzo <em>Se una notte d’inverno un viaggiatore</em>, non sfugge a chi legge l’accumulo di nomi propri che identificano i personaggi: tra questi sono stati scelti a campione alcuni nomi-spia. Nel romanzo Calvino intrattiene un dialogo anche con la metaonomastica, in consonanza con l’orientamento metanarrativo sviluppato nel romanzo. Lungo la narrazione, infatti, si incontrano diverse considerazioni sull’importanza della <em>nominatio</em>. Calvino pare dirci che tutto ruota attorno al nome proprio perché è attraverso di esso che si viene riconosciuti. È quindi facile concludere che le indagini onomastiche possono indicare un’altra modalità per addentrarsi in questo romanzo.</span></p> Silvia T. Zangrandi Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 20 32 10.13130/2037-2426/14868 Italo Calvino tra le forme e i generi del discorso metaletterario https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14869 <p><em><span lang="IT">Se una notte d’inverno un viaggiatore</span></em><span lang="IT"> rappresenta l’esito naturale di un percorso creativo che, soprattutto da un certo momento in avanti, esibisce una marcata inclinazione metaletteraria: l’originale esperimento narrativo del 1979 porta infatti a saturazione questa tendenza, sommando plurime e complesse strategie metatestuali che confondono i <em>livelli della realtà</em> (per usare un celebre titolo calviniano) e insieme lo statuto identitario di autore, narratore e personaggio. Il risultato è una struttura elaborata e spiazzante che, mentre riprende rielabora e combina procedimenti già presenti in alcuni testi di Borges e Nabokov (autori dichiaratamente cari a Calvino), individua il suo precedente più prossimo (anche temporalmente) nella <em>Tia Julia y el escribidor</em> (1977) di Mario Vargas Llosa.</span></p> Nicola Turi Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 33 41 10.13130/2037-2426/14869 «Cose vaghe come i sentimenti, come il senso della vita». L’antidoto del Lettore https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14870 <p><span lang="IT">L’articolo propone un itinerario attraverso i tanti personaggi lettori disseminati nell’opera narrativa di Italo Calvino per approdare infine al Lettore protagonista del <em>Se una notte d’inverno un viaggiatore</em>. Se da questo confronto è possibile dedurre il riemergere nel <em>Viaggiatore</em> dell’esigenza, prioritaria nella prima stagione, di una correlazione tra <em>mondo scritto</em>e <em>mondo non scritto</em>, i termini di questo nesso sarebbero, tuttavia, ormai del tutto sbilanciati a favore del <em>mondo scritto</em>, ultimo baluardo contro quelle «cose vaghe come i sentimenti, come il senso della vita» che inficiano la leggibilità del mondo reale.</span></p> Isotta Piazza Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 42 55 10.13130/2037-2426/14870 Il libro dello spreco. Sullo stile tardo di Italo Calvino https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14871 <p><span lang="IT">Il contributo intende analizzare <em>Se una notte d’inverno un viaggiatore </em>come prodotto della stagione senile di Calvino, cominciata programmaticamente con il trasferimento a Parigi del 1967. In particolare, nel romanzo si può riconoscere la divaricazione tra convenzioni artistiche e soggettività dell’autore, innescata dall’approssimarsi della morte, su cui Adorno fondava il concetto di <em>stile tardo</em>. Si cercherà di mostrare come lo spreco formale del romanzo senza <em>self</em>, virtuosistico e barocco, rispecchi in realtà l’etica del difficile del suo autore, per il quale ogni cosa, uomini e libri, va giustificata all’interno di un progetto fatto di «scelte volontarie» e di «rinunce attive».</span></p> Davide Savio Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 56 67 10.13130/2037-2426/14871 «Potrei scriverlo tutto in seconda persona». "Se una notte d’inverno un viaggiatore" come you-narrative https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14872 <p><span lang="IT">In termini narratologici, <em>Se una notte d’inverno un viaggiatore</em> è una <em>you-narrative</em>, cioè un racconto in seconda persona, che ruota intorno a un ‘tu’. Da un lato, questo articolo intende soffermarsi su tale aspetto, mettendo in luce la peculiarità nell’uso della seconda persona da parte di Calvino. Dall’altro lato, intende invece spiegare perché il ‘tu’ si rivela decisivo nell’economia del romanzo. Dopo aver descritto le dinamiche enunciative che ne sono alla base, si ragionerà su come la scelta del ‘tu’ si inserisca in un discorso più ampio, relativo al rapporto fra autore e lettore e all’esperienza del testo che Calvino sembra voler rappresentare.</span></p> Filippo Pennacchio Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 68 83 10.13130/2037-2426/14872 «Scrivo, correggo e riscrivo». Su alcuni aspetti del dattiloscritto di "Se una notte d’inverno un viaggiatore" https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14873 <p><span lang="IT">L’intervento si concentra su alcuni aspetti del dattiloscritto di <em>Se una notte d’inverno un viaggiatore</em>. Dopo una breve descrizione delle caratteristiche che determinano la complessità del documento, si propone, in particolare, una lettura di alcune correzioni d’autore, e a partire da queste ultime si suggeriscono alcune ipotesi circa la possibile collocazione di questo testimone all’interno della storia del testo.</span></p> Ada D'Agostino Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 84 94 10.13130/2037-2426/14873 Macchine leggenti e macchine scriventi https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14874 <p><span lang="IT">L’intervento si basa sull’ipotesi che la presenza di congegni automatizzati di lettura e scrittura presenti in <em>Se una notte d’inverno un viaggiatore</em> si possa proiettare non solo alla luce delle previsioni avanzate dall’autore in “Cibernetica e fantasmi” ma anche a ritroso, ovvero inseguendo il legame di Calvino con la tradizione letteraria cinque-settecentesca (si pensi ad esempio alla macchina per generare discorsi in Swift o alla fissazione e scomposizione delle ‘parole gelate’ in Rabelais)<em>. </em>Tale prospettiva punterà a verificare come l’immaginario calviniano, nel suo dualismo intrinseco, mantenga salda la propria impostazione fantastico-fiabesca, anche quando tratta di </span><span lang="IT">«</span><span lang="IT">macchine di ferro che obbediscono ai <em>bit</em>senza peso</span><span lang="IT">»</span><span lang="IT">.</span></p> Annabella Petronella Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 95 106 10.13130/2037-2426/14874 Tavola rotonda. Metaromanzo e romanzo editoriale https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14875 <p><span lang="IT">In questa sezione si riportano gli interventi esposti durante la tavola rotonda che ha chiuso il seminario, assieme al dibattito che ne è seguito.</span></p> Marco Bazzocchi Alberto Cadioli Laura Di Nicola Claudio Milanini Elisabetta Mondello Luisa Finocchi Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 107 135 10.13130/2037-2426/14875 To Teach, Delight, and Inspire. Experiences with Kim Sowol’s Jindallaekkot (Azaleas) as a Printed Facsimile, Printed Scholarly Edition, Web-based Reading Text, and Virtual Reality Experience https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/13840 <p>Here we document how college students responded to a canonical book of Korean poems, Kim Sowol’s 1925 <em>Jindallaekkot</em> (Azaleas), presented in a variety of formats: as part of a 2014 printed facsimile, a 2007 printed scholarly edition, a reading text articulated as a web page on a tablet, and a radical refiguration as a virtual reality forest. We asked students to describe if they enjoyed and felt inspired by their encounters with Kim Sowol’s poetry in these different formats. We also asked if they felt their experiences were educational and if they engendered a desire to share Kim Sowol’s poetry with international peers. Student responses suggest that encounters with novel forms of canonical texts are enjoyable, inspiring, and created a desire to share them with international peers, especially if novel presentations are complemented by more familiar textual idioms, which students found the most educational.</p> Wayne de Fremery Jusub Kim Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-10-05 2020-10-05 26 136 155 10.13130/2037-2426/13840 Demitizzare Cesare Pavese. Studio su colpa e destino https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/13637 <p>Il saggio affronta il mito nell’opera narrativa di Cesare Pavese, secondo una prospettiva ermeneutica di stampo ricœuriano. L’autore prenderà in analisi alcuni passi tratti dalle sue opere in prosa, in cui il narratore autodiegetico, al culmine tragico della scena, introduce puntualmente il sentimento di colpa. La colpa, che spesso è stata collegata al pensiero di Pavese per motivi biografici, è qui riletta alla luce di una specifica teoria del mito. A tale rivalutazione, l’autore giunge attraverso un lungo percorso teso a 1) affrontare il problema della demitizzazione, centrale negli scritti teorici di Pavese; 2) portare in evidenza il rapporto che la colpa istituisce (anche in termini narratologici) con la concezione del tempo; 3) mostrare come la colpa non abbia ragioni biografiche, bensì nasca da una riflessione sul tempo, sul problema del male ed infine sul senso di “finitudine” della vita umana.</p> Riccardo Gasperina Geroni Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-10-01 2020-10-01 26 156 175 10.13130/2037-2426/13637 Lo specchio e la prigione. Il realismo popolare di "Menzogna e Sortilegio" https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14028 <p>Questo articolo si pone l’obiettivo di interpretare la particolare forma romanzo elaborata da Elsa Morante nel contesto letterario novecentesco europeo. Attraversando le dichiarazioni di poetica d’autrice raccolte in <em>Pro o contro la bomba atomica</em> e focalizzando l’analisi sul romanzo d’esordio, <em>Menzogna e sortilegio </em>(1948), si intende mettere in luce la funzione strutturante della trama nelle opere di questa scrittrice, come tensione a un dominio logico-temporale della realtà e come volontà comunicativa rivolta al lettore. Una simile eredità realista – secondo l’interpretazione che di realismo dà G. Lukács – viene osservata nel suo intrecciarsi a modi tipici della letteratura popolare e considerata in relazione dialettica con gli aspetti novecenteschi della scrittura di Morante.</p> Stefania Giroletti Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-10-05 2020-10-05 26 176 192 10.13130/2037-2426/14028 “Teach me to pray”: the prayerological structure of the novel Anna Karenina of L.N. Tolstoy in the context of Christian Revival in the last half of 19th century https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/12972 <p>The role of prayers in the themes of Anna Karenina is considered. It is noted that Leo Tolstoy typology of characters is based on their attitude to prayers and praying. The paper analyzes origins and textual parallels of Levin’s prayers on the background of Christian revival in Russia during Alexander II’s reign, as well as certain aspects of Tolstoy <em>prayerology</em> (i.e. theology and theory of prayer, concept of prayer).</p> Tatiana Korenkova Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-11-03 2020-11-03 26 193 210 10.13130/2037-2426/12972 Sartre et Foucault : l’hétérotopie du jardin public dans La Nausée https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/12553 <p>L’hétérotopie est un concept forgé pour la première fois par Michel Foucault et représente une localisation physique de l’utopie, liée à deux autres concepts&nbsp;: l’hétérologie et l’hétérochronie. L’hétérologie, c’est un discours sur l’« autre&nbsp;», tandis que l’hétérochronie est une sorte d’utopie temporelle. La littérature offre des exemples innombrables d’hétérotopies qui donnent la possibilité de réfléchir sur l’idée d’«&nbsp;altérité&nbsp;». Cet article montre que le concept foucauldien d’hétérotopie peut être appliqué à <em>La Nausée </em>de Sartre, et se concentre sur une hétérotopie particulière qui est présente dans l’œuvre de Sartre&nbsp;: le jardin public.</p> <p>&nbsp;</p> Piero Latino Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 211 220 10.13130/2037-2426/12553 Stanare l’autore. Sulle interviste a Luigi Meneghello https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/13624 <p>Nel guardare alle interviste rilasciate da Luigi Meneghello nel corso della sua attività di scrittore, il presente contributo intende analizzare la dicotomia persistente tra dissimulazione e autocommento, nonché l’atteggiamento autoriale nei confronti della pratica stessa dell’intervista, pronto a risolversi in una diffidenza verso lo scambio dialogico e, nello specifico, lo slittamento dall’oralità alla scrittura. Ciononostante, le interviste a Luigi Meneghello si fanno grimaldello ermeneutico per una lettura trasversale della sua produzione, in base a delle ricorsività tematiche che per tale ragione illuminano il suo macrotesto. &nbsp;</p> Diego Salvadori Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-09-09 2020-09-09 26 221 229 10.13130/2037-2426/13624 The Representation of Trauma in "Lolita"’s hypertexts. The case of Pia Pera’s "Diario di Lo" https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/13103 <p>This paper aims to discuss the phenomenon of <em>Lolita</em>’s hypertexts in the light of the issues of trauma and the unspeakable, adopting the framework offered by psychiatry and psychoanalysis on pedophilia. In the first chapter I will be particularly concerned with three revisionary texts, namely Kim Morrissey’s <em>Poems for Men Who Dream of Lolita</em>, Christophe Tison’s <em>Le Journal de Lolita</em> and Emily Prager’s <em>Roger Fishbite</em>, whereas the second one will provide a close analysis of another revisionary text, <em>Diario di Lo</em>, written by Pia Pera.</p> Valeria Invernizzi Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-10-02 2020-10-02 26 230 243 10.13130/2037-2426/13103 Appunti per una teoria del personaggio-artista nel romanzo italiano contemporaneo https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14412 <p>Il personaggio-artista è una figura ricorrente nella produzione narrativa italiana degli ultimi decenni, a dimostrazione della lunga durata della tradizione del romanzo dell’artista e anche di una sua centralità nell’immaginario contemporaneo. A fronte di questa presenza continua, mancano però in Italia studi dedicati in maniera specifica all’analisi di questo personaggio, che richiede un ricorso a strumenti metodologici differenti in virtù della sua collocazione all’incrocio tra diversi piani della costruzione del senso di un testo. Le nozioni cardine elaborate nell’ambito dei <em>visual studies</em> – oggi dominanti nell’ambito delle interazioni tra letteratura e arti visive – necessitano infatti di essere integrate con l’indagine di aspetti narratologici e anche sociologici che la sua figura chiama in causa. Contestualizzando il problema e analizzando le implicazioni che questo carattere determina all’interno di una narrazione, in questo intervento si propone un primo, embrionale tentativo di elaborare i fondamenti di una teoria del personaggio-artista nel romanzo italiano contemporaneo, allo scopo di dare una base metodologica per futuri approfondimenti.</p> Giacomo Raccis Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-21 2020-12-21 26 244 260 10.13130/2037-2426/14412 The Foregrounding Assessment Matrix: An interface for qualitative-quantitative interdisciplinary research https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14387 <p>This paper presents the results of a transdisciplinary research conducted by scholars working in the humanities and experimental psychologists in order to find an interface between the needs of a qualitative approach (mainly based on the evaluation of stylistic features) and those of a quantitative analysis, in order to find useful features for testing different reading behaviors and for new hermeneutical enquiries. The results of our research, which was conducted in two Labs (Dahlem Institute for Neuroimaging of Emotion at the FU Berlin and the NewHums – Neurocognitive and Human Studies at the University of Catania), consistently differ from previous ones, as they focus on the whole multi-layered foregrounded texture of a poem and try to evaluate predictable differences in reading, re-reading behaviour and meaning-making processes.</p> <p>We present the FAM, targeting foregrounding elements in three main categories: the phonological, morpho-syntactic, and rhetoric. To identify those elements, four different text levels were taken into account, the sublexical level of phonemes and syllables, the lexical level of single words, the interlexical level of word combinations across longer distance (e.g. two lines), and the supralexical level of whole stanzas or an entire poem. In contrast to previous quantitative analyses on short, isolated sentences and texts, mostly expository in nature (‘textoids’), or on single words or segments, the text is considered as a whole, marked by density fields that work as milestones along a reading route.</p> Grazia Pulvirenti Renata Gambino Teresa Sylvester Arthur M. Jacobs Jana Lüdtke Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-21 2020-12-21 26 261 284 10.13130/2037-2426/14387 Tradurre i miti, i miti del tradurre https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14877 <p><span lang="IT">Introduzione al supplemento annuale “Volti del tradurre” a cura di Helena Aguilà Ruzola e Donatella Siviero, che contiene un’antologia di articoli sviluppati a partire da alcune ricerche presentate in occasione della VI Giornata internazionale sulla traduzione (Università di Palermo, 5-6 dicembre 2019, in collaborazione con l’Universitat Autònoma de Barcelona e l’Università di Messina).</span></p> Helena Aguilà Ruzola Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-28 2020-12-28 26 285 287 10.13130/2037-2426/14877 Tradurre un mito letterario: tradurre Orazio https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/13737 <p><em><span lang="IT">Quinto Orazio Flacco </span></em><span lang="IT">è fra i più tradotti <em>auctores </em>latini nelle culture letterarie d’Europa, soprattutto nei secoli XVI, XVII, XVIII. La ricostruzione repertoriale e critica delle traduzioni che hanno avuto per oggetto il suo <em>corpus </em>si offre, quindi, come documento particolarmente significativo della fortuna traduttoria di un mito letterario, in quanto attesta il rapporto di <em>imitatio/aemulatio </em>che numerosi autori hanno stabilito con il modello nel momento in cui hanno deciso di assimilarlo, attraverso le traduzioni, alle lingue e alle culture nazionali cui essi appartengono. </span></p> Antonio Iurilli Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 288 298 10.13130/2037-2426/13737 Il mito poetico delle rovine di Roma. Note su alcune versioni francesi https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/13733 <p>Lo scopo di questo articolo è di presentare il motivo poetico delle rovine di Roma attraverso alcuni testi poco conosciuti. La grande quantità d’adattamenti, traduzioni ed imitazioni di questo motivo rendono difficile la fissazione di un ordine tra tutti loro, le fonti e le loro origini. Il sonetto <em>Superbi colli, e voi sacre ruine</em> di Baldassarre Castiglione (1513-21), il poema latino <em>De Roma</em> (1554) del palermitano Giovanni Vitale (Janus Vitalis) e, soprattutto, il sonetto III del libro <em>Les Antiquités de Rome</em> (1558) di Joachim Du Bellay hanno generato numerose imitazioni e traduzioni fino ad oggi. Il topos delle rovine di Roma è trasformato in mito.</p> <p>Anche se le poesie più note sono state ben studiate, ad esempio, il celebre sonetto <em>A Roma sepultada en sus ruinas</em> (1648) di Quevedo, vogliamo offrire una panoramica della diffusione del mito e delle loro varianti e opposizioni principali attraverso qualche traduzione e versioni francesi meno studiate.</p> Marta Marfany Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 299 308 10.13130/2037-2426/13733 La mitificación del ciclo odiseico en la Divina comedia de Dante https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/13775 <p>En este artículo se analizan los versos 49-141 del vigesimosexto canto del «Infierno» de la <em>Divina comedia</em> de Dante a partir de la concepción de mito según Roland Barthes, frente a la concepción clásica de que el mito es una narración. Este análisis es útil para observar cómo Dante manipula unos personajes paganos, sobre todo Ulises, para que encajen en un contexto cristiano.</p> Guillem Cunill-Sabatés Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 309 317 10.13130/2037-2426/13775 L'interprete al cinema: stereotipi, pregiudizi e realtà https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14051 <p class="Standard"><span lang="IT">La figura dell’interprete nella storia ha sempre oscillato fra visibilità e invisibilità.&nbsp; Nonostante oggi si tenda a conferirgli sempre maggiore riconoscimento, alcune categorie (mediatori culturali, interpreti di guerra e dei segni) rimangono ancora in una situazione di scarso riconoscimento e spesso operano in condizioni di lavoro precarie. L’interprete come oggetto di studio è da anni presente nella letteratura mondiale. C’è da chiedersi cosa ne sia dell’interprete come soggetto nella cinematografia mondiale. Qual è il processo semeiotico per il quale una data immagine dell’interprete comunica un certo cliché o ne suggerisce determinate caratteristiche che il regista (o lo sceneggiatore) ha voluto mettere in evidenza. La rappresentazione fizionale cinematografica tenderà a distorcere, fra mito e stereotipo, la realtà lavorativa dell’interprete? In quali casi e perché? Queste sono alcune delle domande a cui tenteremo di rispondere attraverso il nostro studio basato su un corpus rappresentativo di film internazionali.</span></p> Antonino Velez Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 318 331 10.13130/2037-2426/14051 Entre Oriente y Occidente. La relectura de los mitos en la obra traducida de Joumana Haddad https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/13738 <p>&nbsp;</p> <p><strong>&nbsp;</strong></p> María Isabel López Martínez María José Rebollo Ávalos Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 332 341 10.13130/2037-2426/13738 El papel de la mitología árabe en el discurso religioso islámico y sus implicaciones en la traducción https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/13796 <p>En este artículo se tratan algunas de las dificultades que se presentan al traductor cuando no hay equivalencias entre las culturas de las lenguas que intervienen en el proceso de la traducción. Se aborda el caso de los mitos, que pueden ser propios de una cultura distinta a la árabe y que son ajenos al sistema de creencias del Islam. Se explican ciertos aspectos de esta cuestión, ya que algunos inconvenientes que pueden surgir nacen de las propias características de la terminología del discurso religioso.</p> Mostafa Ammadi Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 342 353 10.13130/2037-2426/13796 Rosalba Galvagno, Leopardi tra antico e moderno. Un’elegia triste di Ovidio. La moda e la morte. Il sogno della caduta della luna. https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14571 <p>Recensione a Galvagno, Rosalba. <em>Leopardi tra antico e moderno. Un’elegia triste di Ovidio. La moda e la morte. Il sogno della caduta della luna.</em> Sinestesie 2019.</p> Rosa Maria Monastra Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 354 357 10.13130/2037-2426/14571 Mattia Mossali, Storie di perdono. Percorsi tra letteratura e psicoanalisi https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14191 <p>Recensione di Mattia Mossali, <em>Storie di perdono. Percorsi tra letteratura e psicoanalisi</em> (Mimesis, 2020)</p> Enza Biagini Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 358 363 10.13130/2037-2426/14191 Raphaël Baroni, I meccanismi dell’intreccio. Introduzione alla narratologia funzionale https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/14864 <p>Recensione a Baroni, Raphaël, <em>I meccanismi dell’intreccio. Introduzione alla narratologia funzionale</em>, Effigi, 2020.</p> Federico Pianzola Copyright (c) 2020 ENTHYMEMA 2020-12-27 2020-12-27 26 364 368 10.13130/2037-2426/14864