Nóema
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<p>Nóema è una rivista di filosofia e cultura, dedicata principalmente a temi di filosofia teoretica, orientati nel senso degli studi contemporanei di genealogia, pensiero delle pratiche, fenomenologia, ermeneutica... <a href="/index.php/noema/about/editorialPolicies#focusAndScope">leggi tutto</a></p>Università degli Studi di Milanoit-ITNóema2239-5474<p>Gli autori che pubblicano su questa rivista accettano le seguenti condizioni:</p> <p>Gli autori mantengono i diritti sulla loro opera e cedono alla rivista il diritto di prima pubblicazione dell'opera, contemporaneamente licenziata sotto una <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/" target="_new">Licenza Creative Commons - Attribuzione</a> che permette ad altri di condividere l'opera indicando la paternità intellettuale e la prima pubblicazione su questa rivista.</p>La concezione processuale della natura in Whitehead
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<p>La metafisica del processo, di cui <em>Process and Reality</em> è il manifesto e la attuazione, non nasce dal nulla, ma al contrario emerge da una complessa e prolungata meditazione condotta da Whitehead sin dai primi scritti, di carattere logico e matematico, e passa poi per una articolata riflessione sui problemi fondamentali dell’epistemologia delle scienze naturali, condotta alla luce della rivoluzione concettuale generata dalle ricerche di Einstein ma anche di molti altri studiosi.<br>Per situare quindi nel suo giusto contesto teorico le nozioni fondamentali elaborate da Whitehead nel suo periodo cosiddetto “speculativo”, è fondamentale delineare il quadro teorico da cui tali nozioni emergono, per mostrare che esse non rappresentano, come qualcuno ha sostenuto, una deviazione, ma al contrario uno sviluppo coerente delle premesse matematiche, logiche ed epistemologiche su cui il matematico e filosofo inglese non ha mai cessato di interrogarsi (anche dopo le grandi opere degli anni venti). In tal modo si può sia apprezzare il contenuto filosofico di scritti apparentemente diversi, sia il senso genuino di termini che altrimenti restano avvolti in una oscurità spesso denunciata ma più raramente compresa. Le nozioni speculative di entità attuale, oggetto eterno, processo, concrescenza e così via si comprendono solo se viste in questa chiave a un tempo genetica e geneaologica.</p>Luca Vanzago
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2020-07-112020-07-111111810.13130/2239-5474/13892Teorie descrittive e revisioniste degli eventi
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<p>Sulla scorta della distinzione di P. F. Strawson tra metafisica descrittiva e revisionista, in questo saggio esamino questi due differenti approcci rispetto a un’ontologia degli eventi e avanzo l’ipotesi che un approccio revisionista basato sulla fisica moderna sia una base più realizzabile in vista di una teoria ontologica. La metafisica descrittiva, in accordo con Aristotele e Kant, dà priorità al ruolo che gli eventi rivestono nel linguaggio ordinario. Gli eventi si rivelano dipendenti dalle sostanze poiché sono attività di corpi materiali. La metafisica revisionista, in accordo con Whitehead, Russell e Quine, respinge il linguaggio ordinario in qualità di guida dell’ontologia. In questa prospettiva, gli eventi sono le entità primarie e i corpi materiali si rivelano quali schemi relativamente monotoni nelle sequenze degli eventi. Ciò è la conclusione derivante dalla teoria einsteniana della relatività e da varie interpretazioni della meccanica quantistica. La scienza ha superato la teoria sostanzialistica di Aristotele e dei suoi continuatori.</p>Leemon McHenryRiccardo Manzotti
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2020-07-202020-07-2011193110.13130/2239-5474/13993Per una logica dell'evento
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<p>Il linguaggio rappresenta uno degli aspetti più caratterizzanti di <em>Processo e realtà</em> e al contempo uno degli scogli più ardui per chi si accinge alla lettura. Per comprendere le ragioni di questa scelta, il presente articolo ripercorre le riflessioni di Whitehead sul linguaggio, sia ordinario che filosofico, per poi approdare ad un’analisi critica del linguaggio <em>di Processo e realtà</em>, tesa a mostrare il nesso profondo che sussiste tra la filosofia dell’evento e le decisioni che l’autore prende a livello lessicale e sintattico.</p>Maria Regina Brioschi
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2020-07-202020-07-2011324510.13130/2239-5474/13965The Process of Translating Process and Reality
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<p>Nel tradurre <em>Processo e realtà </em>è importante considerare che l'<em>opus magnum</em> di Whitehead ha una natura metafisica, cosmologica e sistematica. Il sitema di Whitehead è aperto; le sue categorie sono interrelate e non vanno considerate separate dall'intero del sistema metafisico. Le generalità metafisiche sono difficili da esprimere e il nostro linguaggio è fortemente limitato. Ciononostante, il traduttore di <em>Processo e realtà </em>deve saper cogliere le parole esatte e rigorose al fine di rendere quella vera e propria "rivoluzione linguistica" introdotta da Whitehead nel suo testo. La traduzione italiana bilingue di <em>Processo e realtà</em> condotta da Maria Regina Brioschi ha in questo senso raggiunto un risultato eccezionale.</p>Maria-Teresa Teixeira
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2020-07-202020-07-2011465110.13130/2239-5474/13966La 'Critica del puro sentire' come propedeutica alla cosmologia speculativa: Kant, Whitehead e il controverso primato del feeling sull'Erkenntnis
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<p>Whitehead è un matematico che conferisce pieni poteri al sentimento. La cosmologia speculativa che elabora in <em>Processo e realtà</em> è un’estetica trascendentale in cui il sentire è elevato a condizione reale di ogni esperienza. Non, quindi, un’estetica trascendentale in senso kantiano. La filosofia dell’organismo si propone di invertire il procedimento con cui Kant deriva il mondo dal soggetto, e ‘sentimento’ è proprio il nome del processo con cui il soggetto emerge dall’oggetto. Kant era andato vicino a scoprirlo quando ha fatto della sensazione la porta della percezione. Ma la sua imprevedibilità – sinonimo di variabilità, soggettività e aposteriorità – lo costringe a lasciarla fuori dall’analisi trascendentale. Whitehead, al contrario, ridefinendo lo statuto della soggettività in termini di sentire, la recupera e, scopo di quest’articolo, è mostrare in che modo vi riesca, ossia in che modo si passi dalla causa come categoria alla causa come sentimento.</p> <p><strong> </strong></p>Alessandra Campo
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2020-07-152020-07-151113410.13130/2239-5474/13532Whitehead's Interpretation of Plato’s «Receptacle» and the Parallels with the Concept of «Eternal Objects»
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<p>Lo scopo di questo articolo è quello di descrivere la specifica interpretazione di Whitehead del concetto, originariamente platonico, di "ricettacolo" (<em>hypodoché</em>). Whitehead, in linea con la sua filosofia del processo, comprende il concetto di "ricettacolo" di Platone come un'unità personale, la quale, nel suo carattere strutturale, esprime il principio generale che determina la costituzione della nostra intera realtà. L'autore di questo articolo comincia con una breve descrizione del concetto di <em>hypodoché </em>di Platone. Successivamente, l'autore presenta la specifica interpretazione di Whitehead di tale concetto, così da elaborare i potenziali parallelismi tra l'interpretazione di Whitehead del concetto di <em>hypodoché </em>e il suo concetto di "oggetti eterni". Infine, l'autore tenta di trovare una risposta a una domanda filosofica fondamentale, ossia che cosa corrisponda nella realtà al concetto di Whitehead di "oggetti eterni". Secondo il suggerimento dell'autore, si può trovare una possibile risposta nella <em>Teoria generale dei sistemi </em>di Ludwig von Bertalanffy.</p>Jan Svoboda
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2020-07-252020-07-2511355310.13130/2239-5474/14036Tutela degli ecosistemi e filosofia dell'organismo
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<p>Il valore di “Processo e Realtà” non si esaurisce in generali valutazioni di<br>ecologia o in punto di diritto. Dopo quasi un secolo dalla sua pubblicazione,<br>infatti, l’opera suggerisce un cambio di prospettiva dai risvolti decisamente<br>pratici. Lo scopo del presente contributo consiste nell’evidenziare, attraverso la<br>prospettiva whiteheadiana, l’ossimorica natura dell’attuale diritto dell’ambiente<br>e nel proporre una possibile soluzione ai vulnera che affliggono la tutela degli<br>ecosistemi.</p>Antonio Micello
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2020-09-122020-09-1211546710.13130/2239-5474/14038Giurisprudenza speculativa
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<p>Questo testo esplora il concetto di legge come ordine immanente elaborato da Whitehead, sostenendo che esso possa essere usato per coprire l’intero campo semantico denotato dalla parola ‘legge’, e in particolare la sua accezione giuridica. Dopo aver illustrato le caratteristiche che lo rendono più plausibile e desiderabile dell’opposta concezione della legge come un’imposizione trascendente, la legge sarà definita come <em>l’espressione del modo d’esistenza degli individui all’interno del loro ambiente</em>. Questo concetto sarà poi testato come chiave per comprendere il legame tra vita e diritto, e mostrare l’inadeguatezza delle riflessioni biopolitiche di Foucault e Agamben: se la legge è un ordine immanente, allora la vita dev’essere identica alla propria normatività inerente. Infine, anche attraverso la filosofia del diritto di Deleuze, si delineeranno le caratteristiche fondamentali di una pratica immanente del diritto, una “giurisprudenza speculativa” che reintegri il diritto la legge e la vita all’immanenza, come proposta per una filosofia pratica coerente con la cosmologia processuale di Whitehead.</p>Christian Frigerio
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2020-09-122020-09-1211689010.13130/2239-5474/14043Whitehead e il divenire euritmico
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<p>Nel dibattito sui fondamenti filosofici della fisica, la teoria dell'organismo di Whitehead svolge un ruolo essenziale. Nonostante gli sforzi compiuti da molti studiosi, la posizione realista di Whitehead invalida qualsiasi tentativo di mettere in relazione la sua filosofia con l'interpretazione ortodossa della meccanica quantistica. Sia nelle sue opere matematiche che nelle filosofiche il suo «compito costruttivo» è stato «una protesta contro l'esenzione del cambiamento da qualsiasi parte dell'universo». Whitehead mirava a fondere la sua conoscenza nella logica matematica e nella fisica matematica al fine di ottenere uno modello assiomatico e cosmologico diverso dal sistema newtoniano: la nozione di campo, introdotta per la prima volta dall'elettromagnetismo, non è riconciliabile con l'immagine meccanicista del mondo; inoltre, sia nella teoria della relatività che nella teoria quantistica, i fenomeni non lineari hanno mostrato i limiti di applicabilità dei postulati classici. La formalizzazione simbolica portata avanti da Whitehead ha come suo referente la nozione ontologica di periodicitá e ritmo, comuni in tutte le scale della complessitá: un quantum di energia, una molecola di ferro, una nota musicale, un organismo biologico, una marea oceanica, un pianeta e una stella sono sistemi periodici che hanno bisogno di un «lasso di tempo» per funzionare, per manifestarsi come entità e per esprimere la loro individualità. Ognuno di questi sistemi deve «essere concepito come una modifica delle condizioni nello spazio-tempo, estendendosi in tutta la suo campo». Inoltre, questi sistemi periodicamente, ritmicamente pulsanti, questi «stati di agitazione», sono analizzabili in una «regione focale» e in un flusso esterno, ma non separato, dal momento che «per la fisica, la cosa stessa è ciò che fa e ciò che fa è questo flusso di influenza divergente».</p>Andrea Mazzola
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2020-10-032020-10-03119111810.13130/2239-5474/14371Whitehead e la filosofia (analitica) della religione: bilancio di una (discussa) eredità
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<p>Sotto il profilo storico, la ricezione italiana di Whitehead come filosofo della religione presenta delle lacune che in occasione della nuova traduzione di <em>Processo e realtà</em> meritano di essere colmate. Una valutazione del ruolo avuto da Whitehead nella filosofia analitica della religione, una adeguata contestualizzazione del suo pensiero, e una rilettura critica della V parte di <em>Processo e realtà</em>, mostrano come attribuire a Whitehead la paternità della <em>teologia del processo</em> sia riduttivo e fuorviante. La sua eredità può risultare più feconda alla luce dei recenti sviluppi della filosofia analitica della religione, con particolare riferimento alle sue riflessioni sul linguaggio religioso e sul male.</p>Marco Damonte
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2020-10-062020-10-061111914510.13130/2239-5474/14400Tempo, spazio e materiale
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<p>Nel 1919, Alfred North Whitehead interviene nel corso di un convegno interdisciplinare dedicato ai dati scientifici ultimi, mostrando come né il tempo né lo spazio né alcun tipo di materiale siano in grado ricoprire questo ruolo. La natura, ai suoi occhi, è invece un insieme in continua crescita di eventi ed oggetti che si intersecano e si sovrappongono tra loro, totalmente irriducibile a ogni visione materialistica e atomistica. Il testo, finora inedito in lingua italiana, si presenta come un’efficace panoramica intorno ad alcuni concetti-chiave della filosofia di Whitehead (evento, oggetto, cogredienza, avanzamento creativo) ed è corredato da una breve introduzione, utile a contestualizzarlo.</p>Alfred North WhiteheadGiulio Piatti
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2020-09-072020-09-071111410.13130/2239-5474/14200