https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/issue/feed Italiano LinguaDue 2020-06-16T10:17:08+00:00 Redazione Italiano LinguaDue italianolinguadue@unimi.it Open Journal Systems <p>Italiano LinguaDue è la rivista semestrale elettronica open access del Master Promoitals dell'Università degli Studi di Milano.</p> <p>Il periodico pubblica contributi di studiosi italiani e stranieri.</p> <p>Per proporre un contributo scrivere all'indirizzo:&nbsp;<strong>italianolinguadue@unimi.it</strong>.</p> https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12754 ITALIANO OLTRE I CONFINI: UNO SGUARDO SULLE VARIETÀ DEL REPERTORIO DEGLI EMIGRATI DI OGGI 2020-03-31T08:41:00+00:00 Contributi di Luisa Amenta e Roberta Ferroni, Mariagrazia Palumbo, Barbara Bertoni, Elena Ballarin e Paolo Nitti, Luisa Revelli, Linda Badan e Emilie Lamote. promoitals@unimi.it <p>ITALIANO OLTRE I CONFINI: UNO SGUARDO SULLE VARIETÀ DEL REPERTORIO DEGLI EMIGRATI DI OGGI</p> <p>A cura di Luisa Amenta e Roberta Ferroni.</p> <p>Contributi di Luisa Amenta e Roberta Ferroni, Mariagrazia Palumbo, Barbara Bertoni, Elena Ballarin e Paolo Nitti, Luisa Revelli, Linda Badan e Emilie Lamote.</p> 2020-01-15T09:54:32+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12753 PREFAZIONE 2020-06-16T10:17:08+00:00 Redazione italianolinguadue@unimi.it <p>PREFAZIONE</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12757 I. Le varietà linguistiche e i fenomeni di contatto fra le lingue d’origine e il paese ospitante 2020-03-31T08:40:59+00:00 <p>I. Le varietà linguistiche e i fenomeni di contatto fra le lingue d’origine e il paese ospitante</p> 2020-01-15T10:01:47+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12758 LE VARIETÀ LINGUISTICHE IN CONTESTO INFORMALE: UNO STUDIO DI CASO DI UNA FAMIGLIA ITALIANA IN BRASILE 2020-04-08T08:38:46+00:00 Roberta Ferroni promoitals@unimi.it Luisa Amenta promoitals@unimi.it <p>L’obiettivo di questa indagine è di documentare le varietà linguistiche in uso in un contesto intrafamiliare di tipo informale. Lo studio di caso che presentiamo ha come protagonisti i membri di una famiglia veneta con un livello di qualificazione medio-alta che in seguito all’ultima grande crisi economica mondiale del 2008 si sono trasferiti in Brasile. Questa indagine si inserisce all’interno degli studi sull’ecologia linguistica in contesti familiari e si è basata sull’analisi di una videoregistrazione avvenuta nel corso della consumazione del pranzo e di un questionario. L’analisi mostra che anche se l’italiano rimane il codice prevalente per tutti i membri della famiglia si nota una disinvoltura da un codice ad un altro (italiano, veneto e portoghese) che apre spazi a riflessioni metalinguistiche a livello lessicale. I codici del repertorio acquistano uno spazio di sovrapposizione ma al tempo stesso di demarcazione dei confini identitari laddove si voglia sottolineare la propria distanza dalla cultura ospite, ma anche in questo caso la commutazione avviene a seguito di una precisa volontà comunicativa. Il caso studio osservato permette di far emergere come nel caso di un plurilinguismo vissuto in termini di arricchimento tra le varietà del repertorio italiano/dialetto di cui dispongono i parlanti, l’inserimento della lingua del paese ospite si inserisce come ulteriore elemento di ricchezza accanto alla lingua di origine.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Language varieties in an informal context: a case study of an italian family in Brazil</strong></p> <p>The aim of this survey is to document the language varieties used in an informal intra-family context. The case study focuses on a family with a medium-high level of education from the Veneto Region who, following the last major world economic crisis of 2008, moved to Brazil. This survey falls within studies on linguistic ecology in family contexts and is based on the analysis of a video recording made during a lunch and a questionnaire. The analysis shows that even if Italian remains the prevailing code for all family members, there is a casualness from one code to another (Italian, Venetian dialect and Portuguese) that creates space for metalinguistic reflections at the lexical level. The codes of the repertory overlap but at the same time there are clear boundaries that emphasize the distance from the host culture, although the switching takes place following a precise communicative will. The case study observed highlights how in the case of multilingualism experienced in terms of enrichment among the varieties of the Italian repertoire / dialect available to the speakers, the inclusion of the language of the host country becomes a further element of wealth in addition to the language of origin.</p> 2020-01-15T10:12:34+00:00 Copyright (c) https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12759 ALTERNANZA DI CODICE E PERCEZIONI IDENTITARIE: IL CASO DELL’EMIGRAZIONE CALABRESE A MONACO DI BAVIERA 2020-03-31T08:40:58+00:00 Mariagrazia Palumbo promoitals@unimi.it <p>Nella presente ricerca l’alternanza di codice, cioè la presenza, in un singolo episodio comunicativo, di elementi appartenenti a due o più codici linguistici diversi, viene studiata in un contesto migratorio, quello calabrese in Germania, centrale nella storia linguistica dell’emigrazione italiana sia in prospettiva diacronica, essendo un contatto linguistico “antico”, sia in prospettiva sincronica, essendo la Calabria e la Germania luoghi privilegiati dell’emigrazione italiana. Il quadro teorico è quello delineato dalla linguistica migrazionale, che ha evidenziato come, nella congerie di elementi che danno forma a questo tipo di contatto linguistico, due fattori siano particolarmente rilevanti: il contatto con la lingua standard del paese d’arrivo e la percezione individuale dell’identità. La dinamica del contatto tra le lingue in questo settore particolare è, dunque, condizionata sia da fattori linguistici, quali tipologia e struttura delle lingue in gioco, sia da fattori extralinguistici, identitari ma anche socioeconomici. Inoltre le ricerche hanno dimostrato l’esistenza di un forte legame tra l’alternanza di codice e i processi di negoziazione delle identità a livello intergenerazionale. In particolare &nbsp;Berruto (2009) ha distinto tra i fenomeni che avvengono a livello del sistema (prestito, interferenza) e a livello di discorso (alternanza di codice, <em>code switching</em>, <em>code mixing</em>, <em>fused lect</em>) mentre diversi autori hanno dimostrato come il&nbsp; passaggio di codice non sia motivato esclusivamente da ragioni legate alla competenza insufficiente dei parlanti o all’impossibilità di esprimere concetti in altre lingue ma sia sovente dovuto a ragioni di carattere emotivo, espressivo e identitario. I dati sono costituiti da circa cinque ore di registrazione di interviste semistrutturate e questionari con cinque gruppi familiari residenti a Monaco di Baviera. Obiettivo della ricerca è l’analisi della relazione tra i fenomeni di alternanza di codice e la percezione identitaria attraverso le generazioni, per rispondere alle seguenti domande: 1. Quali funzioni hanno (identitarie, espressive o pragmatiche) i diversi tipi di alternanza di codice? 2. Come cambia l’alternanza di codice attraverso le generazioni? 3. C’è una relazione tra i fenomeni linguistici analizzati e la percezione identitaria dei parlanti? Per rispondere alle domande verrà ricostruito anzitutto lo spazio linguistico degli informanti. Verranno poi quantificati e analizzati in prospettiva funzionale i diversi fenomeni di alternanza di codice. I risultati mostreranno come l’alternanza di codice possa essere una strategia a disposizione dei parlanti per esprimere particolari nuclei identitari e pertanto si configuri diversamente all’interno delle generazioni in relazione alla diversa percezione identitaria dei parlanti stessi.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Code alternation and identity perception: the case of Calabrian emigration in Munich </strong></p> <p>This paper explores code alternation, that is the use of different languages within a single communicative episode in the context of Calabrian emigration in Germany. This is relevant in the linguistic history of Italian emigration both from a diachronic and a synchronic perspective since Calabria and Germany have an “ancient” linguistic contact and are privileged countries for Italian emigration. The theoretical framework is outlined by migratory linguistics, which highlight how, in the jumble of elements that shape this type of linguistic contact, two factors are particularly relevant: the contact with the standard language of the host country and the individual perception of identity. The dynamics of language contact in a migration context is influenced both by linguistic factors,&nbsp; such as typology and structure of languages in contact,&nbsp; as well as extra linguistic factors, i.e. socio-economic aspects an cultural identity. Furthermore, research has pointed out the existence of a relationship between code alternation and the processes of identity negotiation at the intergenerational level. Berruto (2009) pointed out a difference between system level phenomena (loan, interference) and discourse level phenomena (alternation of code, code switching, code mixing, fused-lect), while different authors have underlined that code alternation is due both to the insufficient competence of the speakers and to emotional, expressive and identity factors. Data is taken from five hours of semi-structured interviews recorded in five family groups living in Munich. The research aims to analyze the relationship between code alternation phenomena and identity perception at an intergeneration level, in order to answer the following questions: 1. What types of expressive or pragmatic functions do the different types of code alternation display? 2. How does code alternation change within the generations? 3. Is there a relationship between code alternation and speakers’ identity perception? In order to answer these questions, the linguistic space of informants will be reconstructed. Furthermore, code alternation phenomena will be quantified and analyzed from a functional perspective. The results will show how code alternation can be seen as a conversational strategy speakers employ to express their own identity and in different ways in the three generations of migrants, due to the informants’ identity perceptions.</p> 2020-01-15T10:31:44+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12760 L’ESTENSIONE DI SIGNIFICATO NELL’ITALIANO PARLATO DA UNA COMUNITÀ DI ITALIANI RESIDENTI A CITTÀ DEL MESSICO 2020-03-31T08:40:58+00:00 Barbara Bertoni promoitals@unimi.it <p>Analizzerò secondo una prospettiva sociolinguistica variazionale l’italiano parlato da immigrati italiani di prima generazione residenti a Città del Messico. Il mio studio si focalizza sulle interferenze lessicali e in particolare sui lessemi italiani che subiscono un’estensione di significato. Questo fenomeno occorre quando un elemento della L1, che fonicamente assomiglia a un elemento della L2, a causa dell’influenza della L2, estende il suo campo semantico per assimilare quello dell’elemento della L2 a cui assomiglia. I dati sono stati ricavati da 12 intervistati stratificati in tre assi sociolinguistici: sesso, convivenza con messicani o ispanofoni, tempo di permanenza in Messico. Tutti gli intervistati sono immigrati di prima generazione, residenti a Città del Messico per periodi che vanno da quattro mesi a 35 anni, con un’età tra i 30 e i 79 anni e con un livello di studi alto. I metodi di raccolta dei dati sono stati un’intervista informale in italiano della durata di un’ora e venti domande aperte concernenti vocaboli italiani. I dati raccolti rivelano quanto segue: 1) le estensioni di significato occorrono principalmente con falsi amici parziali e falsi amici prossimi; 2) alcune estensioni di significato si sono fossilizzate nell’italiano parlato dalla comunità italiana residente a Città del Messico; 3) a causa del contatto con una lingua affine come lo spagnolo, si sta producendo una variazione nell’italiano parlato dagli immigrati italiani in Messico.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Extension of meaning in the Italian spoken by a community of Italian residents in Mexico City</strong></p> <p>The Italian spoken by first-generation Italian immigrants residing in Mexico City will be analyzed from a variational sociolinguistics perspective. The study focuses on lexical interferences, particularly on the extension of meaning of Italian lexemes. The extension of meaning occurs when an L1 element, which phonically resembles an L2 element, due to L2 influence, extends its semantic field to include that of the L2 element which it resembles. The data was obtained from 12 interviewees stratified on three sociolinguistic axes: sex, cohabitation with Mexicans or Spanish speakers, time in Mexico. All interviewees were first generation immigrants that resided in Mexico City for time spans ranging from four months to 35 years, aged between 30 and 79, with a high level of education. The data collection methods were hour-long informal interviews in Italian and twenty open questions concerning Italian vocabulary. The data analysis revealed the following: 1) the extension of meaning mainly occurred with partial false friends and close false friends; 2) some extensions of meaning were fossilized in the Italian spoken by the Italian community residing in Mexico City; 3) due to contact with a language of the same linguistic family, such as Spanish, variation occur in the Italian spoken by Italian immigrants in Mexico.</p> 2020-01-15T11:11:37+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12761 LE FUNZIONI DEL CLITICO “NE” NELLE INTERLINGUE POSTBASICHE DI APPRENDENTI L’ITALIANO L2, A UN ANNO DI DISTANZA DALL’IMMERSIONE NEL CONTESTO ITALOFONO 2020-03-31T08:40:57+00:00 Elena Ballarin promoitals@unimi.it Paolo Nitti promoitals@unimi.it <p>L’acquisizione del sistema pronominale dell’italiano da parte di apprendenti non nativi costituisce un elemento significativo sul piano della ricerca, vista la sostanziale carenza di letteratura scientifica a riguardo. Il contributo propone l’analisi di alcuni dati sulla presenza della proforma “ne”, in un campione di apprendenti stranieri, a un anno di distanza dall’esperienza di studio o di lavoro in Italia. I risultati della ricerca, condotta sulla base delle risposte a un questionario e della costruzione di un <em>corpus</em> testuale, ne confermano le sequenze di acquisizione.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>The functions of the “ne” clitic in post-basic interlanguages of Italian L2 learners one year after immersion in an italian-speaking context</strong></p> <p>The acquisition of the pronominal system of Italian by non-native learners is a significant element in terms of research, given the substantial lack of scientific literature in this regard. The paper analyzes some data regarding the presence of the clitic “ne”, in a sample of foreign learners, one year after study or work experience in Italy. The results of the research, based on a questionnaire, confirm the acquisition sequences.</p> 2020-01-15T11:16:07+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12762 II. Identità sociale e culturale degli emigrati 2020-03-31T08:40:56+00:00 <p>II. Identità sociale e culturale degli emigrati</p> 2020-01-15T11:17:47+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12763 ITALOFONIE MIGRANTI NEL CORNO D’AFRICA: IMMAGINARI SOCIOLINGUISTICI METICCI 2020-03-31T08:40:56+00:00 Luisa Revelli promoitals@unimi.it <p>Se il numero di cittadini italiani residenti in modo stabile nel Corno d’Africa è attualmente molto ridotto, esistono ancora oggi nelle aree delle ex colonie gruppi di parlanti che conoscono e utilizzano la lingua italiana: si tratta dei cosiddetti “meticci”, figli o discendenti dei coloni migrati dalla Penisola tra Otto- e Novecento. Collocati in una scomoda posizione intermedia tra la comunità degli italofoni e quella locale, i nati nelle famiglie italo-somale, italo-eritree e italo-etiopiche hanno tramandato di generazione in generazione un legame con la cultura italiana che ha trovato nella lingua e nell’onomastica personale i suoi più espliciti simboli di appartenenza. A partire da testimonianze (interviste, questionari, autobiografie, etnotesti) e osservazioni raccolte sul campo, il contributo si propone di analizzare comportamenti, scelte, atteggiamenti e rappresentazioni linguistiche maturate nel passato e nel presente all’interno dei contesti italo-africani per verificare se e in che termini sia possibile parlare di una comunità meticcia di parlanti italofoni.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>M</strong><strong>igrant italophonies of the Horn of Africa: sociolinguistic imaginary crossbreeds</strong></p> <p>Even if Italian citizens permanently residing in the Horn of Africa are limited, still today some Italian language speakers are present in ex-colonies. These people, commonly called “meticci” (person of “combined descent”, “half-caste”), are often colonists’ sons or descendants, migrated from Italy around 19-20<sup>th</sup> centuries. Italian-Somali, Italian-Eritrean and Italian-Ethiopian families, lying in a complicated, intermediate position between Italian-speaking and local communities, from generation to generation transmitted a bond with Italian culture, which belonging symbols predominantly consist in language and personal onomastics. From documentations (interviews, questionnaires, autobiographies, ethnotexts) and field observations, this paper aims to analyse behaviours, choices, attitudes and linguistic representations developed in the past and in the present in Italian-African contexts, in order to verify if, and in which terms, it can be possible to refer to a mixed community of Italian-speaking individuals.</p> 2020-01-15T11:21:53+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12764 ITALIANI NELLE FIANDRE ORIENTALI: UNA PRIMA ESPLORAZIONE SOCIOLINGUISTICA 2020-06-02T08:42:55+00:00 Linda Badan promoitals@unimi.it Emilie Lamote promoitals@unimi.it <p>L’articolo riporta una prima indagine esplorativa sulla situazione sociolinguistica degli italiani che vivono nelle Fiandre, in Belgio. In particolare, lo studio mira a indagare e confrontare l’atteggiamento nei confronti dell’italiano come lingua di origine e il suo legame con il senso di identità degli italiani di prima e seconda generazione che vivono nelle Fiandre orientali, in particolare nell’area del capoluogo di provincia, la città di Gent.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Italians in East Flands: a first sociolinguistic exploration</strong></p> <p>The paper is a first exploratory investigation of the sociolinguistic situation of Italians living in Flanders, Belgium. In particular, the study aims at investigating and comparing the attitude towards Italian as a heritage language and its link to the sense of identity of first and second generation Italians living in East Flanders, in particular in the area of the provincial capital, the city of Gent.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12765 ACQUISIZIONE E USO DELL’ARTICOLO ITALIANO DA PARTE DI SINOFONI: UNO STUDIO DI CASO SULL’ESPRESSIONE DELLA DEFINITEZZA 2020-06-02T08:44:11+00:00 Ilaria Mammucari promoitals@unimi.it Elena Nuzzo promoitals@unimi.it <p>Con questo studio di caso intendiamo contribuire alla ricerca sull’acquisizione dell’articolo in italiano L2 osservando come giovani apprendenti sinofoni con livelli diversi di competenza gestiscono le categorie di definitezza e indefinitezza nella lingua bersaglio. I risultati dell’analisi, condotta su produzioni orali elicitate mediante una storia per immagini, hanno in parte confermato quanto emerso in studi precedenti. Da un lato, infatti, si è confermata la difficoltà, soprattutto nelle fasi iniziali, di gestire l’espressione della definitezza mediante l’articolo; dall’altro si è osservata una tendenza piuttosto marcata a sostituire il determinativo con il dimostrativo. Quest’ultima tendenza potrebbe riflettere un transfer dalla L1, dal momento che il dimostrativo risulta essere il candidato favorito ad assumere il ruolo di marca di definitezza nel processo di grammaticalizzazione di questa categoria in corso nel cinese moderno standard.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Acquisition and use of the Italian article by sinophones: a case study on the expression of definiteness</strong></p> <p>This case study aims to contribute to the research on the acquisition of articles in L2 Italian. More specifically, we observe how young Chinese-speaking learners with different levels of competence deal with definiteness and indefiniteness in the target language. Data for analysis was elicited by means of a picture story. Our findings partly confirmed the results of previous studies. On the one hand, it was confirmed that learners, particularly at earlier stages, have difficulty in expressing definiteness through articles. On the other hand, a tendency to use demonstratives instead of definite articles was observed. This could be an effect of transfer from L1, where the demonstrative appears to be the favorite candidate for the role of definiteness marker in the process of grammaticalization of this category in modern standard Chinese.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12766 L’APPROCCIO DELL’INTERLINGUA PER INSEGNARE A SCRIVERE 2020-06-03T08:40:46+00:00 Claudia Tarallo promoitals@unimi.it <p>Questo contributo è ricavato da un’indagine svolta come tesi dottorale nell’ambito del progetto di educazione linguistica <em>Osservare l’Interlingua</em>, attivato presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Il lavoro ha come oggetto le competenze di scrittura di studenti provenienti da alcune scuole secondarie di primo grado della città di Napoli. In particolare, lo studio riguarda la capacità di scrivere un testo coerente e coeso nell’uso dei tempi verbali ed è stato condotto allo scopo di verificare l’efficacia del protocollo didattico proposto. L’analisi statistica dei dati ha consentito di misurare le prestazioni degli studenti sperimentali e di confrontarle con le prestazioni delle classi di controllo. In questa sede si discute l’impianto teorico-metodologico del progetto educativo e si presenta l’analisi dei dati relativi alla coesione verbale.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>The interlanguage approach to teaching writing</strong><strong>&nbsp;</strong></p> <p>This paper is the result of a survey carried out as a doctoral thesis in the framework of the linguistic education project <em>Osservare l’Interlingua</em>, activated at the University of Modena and Reggio Emilia. The object of the work is the writing skills of students from some secondary schools in the city of Naples. In particular, the study concerns the ability to write a coherent and cohesive text in the use of verbal tenses and was conducted in order to verify the effectiveness of the proposed didactic protocol. The statistical analysis of the data made it possible to measure the performances of the experimental students and to compare them with the performance of the control classes. Here, therefore, the theoretical-methodological structure of the educational project is discussed and the analysis of data relating to verbal cohesion is presented.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12767 L’AS-UNIT COME UNITÀ DI PRODUZIONE PER L’ITALIANO PARLATO IN L1 E L2. PROBLEMI DI APPLICAZIONE E POSSIBILI SOLUZIONI 2020-06-02T08:45:59+00:00 Stefania Ferrari promoitals@unimi.it <p>L’identificazione di unità valide e affidabili per l’analisi è un passaggio essenziale per condurre analisi quantitative di dati sul parlato al fine di indagare dimensioni come complessità, accuratezza e fluidità o misurare la frequenza di caratteristiche specifiche del discorso o della grammatica. L’Analysis of Speech Unit (AS-unit), inizialmente proposta da Foster et al. (2000) per l’inglese, ha dimostrato di essere uno strumento utile: si basa su processi di pianificazione psicolinguistica ed è descritta ed esemplificata in dettaglio, il che contribuisce alla sua validità e affidabilità. Il presente articolo illustra l’applicazione di questa unità di produzione del parlato all’italiano L1 e L2. Dopo aver presentato l’unità AS e i suoi vantaggi, vengono discusse le questioni relative alla sua applicazione in generale e all’italiano in particolare. Sulla base di queste osservazioni, ne viene proposta una parziale ridefinizione.</p> <p><em>&nbsp;</em></p> <p><strong>The AS-UNIT as a production unit for spoken L1 and L2 Italian. Application problems and possible solutions </strong></p> <p>Identifying valid and reliable units for analysis is an essential step in conducting quantitative analyses of spoken data in order to investigate dimensions such as complexity, accuracy and fluency or to measure the frequency of specific features of discourse or grammar. The Analysis of Speech Unit (AS-unit), initially proposed by Foster et al. (2000) for English, has proven to be a useful tool: it is based on psycholinguistic planning processes and it is described and exemplified in detail, which contributes to its validity and reliability. The present paper illustrates the application of this unit of production to spoken L1 and L2 Italian. After presenting the AS-unit and its advantages, issues concerning its application in general and to Italian in particular are discussed. Based on these remarks, a partial redefinition is proposed.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12768 INDAGINE SULLA VALIDITÀ DI UNA PROVA DI ASCOLTO CILS DI LIVELLO C1 2020-06-02T08:50:50+00:00 Paolo Torresan promoitals@unimi.it <p>Il seguente articolo analizza una prova di ascolto di italiano LS di livello C1, apparsa nella sessione invernale 2016 della certificazione CILS (Università per Stranieri di Siena). L’analisi è condotta su più campioni, sia di apprendenti di italiano [di livello C1 (n=70) e di livello B1 (n=67)] che di nativi [liceali (n=88) ed esperti (n=62)]. L’esito della ricognizione attesta criticità di diverso genere.&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Investigation into the validity of a CILS level C1 listening test</strong></p> <p>This paper deals with a test C1 level listening which appeared in the 2016 winter session of CILS Certificate (University for Foreigners, Siena). The study refers to different populations, including both students of Italian as a FL [C1 level (n=70) and B1 level (n=67)] and natives [students at secondary School (n=88); highly proficient natives (n=62)]. Our analysis detects different problems.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12769 COME SI INSEGNA L’ITALIANO ALLE UNIVERSITÀ IN POLONIA? 2020-06-02T08:51:36+00:00 Marta Kaliska promoitals@unimi.it <p>Nel presente articolo vengono presentati i risultati della ricerca sul contenuto dei sillabi effettuata nel 2018 alle dieci più grandi università polacche rispetto al numero degli studenti (GUS, 2017). L’obiettivo principale è stato quello di delineare il profilo dell’insegnamento dell’italiano nel contesto universitario al livello della pianificazione e organizzazione della didattica. Il corpus dei documenti sottoposto all’analisi include sia i sillabi dei corsi organizzati nell’ambito dei lettorati di lingue che quelli dei corsi dedicati agli studenti di discipline filologico-linguistiche. Nella prima parte di questo contributo si illustrano concetti teorici e aspetti rilevanti per l’insegnamento della lingua italiana, come il quadro generale della didattica dell’italiano in Polonia, la definizione della metodologia d’insegnamento delle lingue straniere con una particolare attenzione alle specificità dell’approccio ‘post-metodo’, nonché la didattica delle lingue all’università, in Polonia. Nella seconda parte, dopo aver illustrato le caratteristiche e le sottocategorie del corpus, si passa all’analisi dei dati che permette di osservare tendenze dominanti e certe carenze nella pianificazione didattica, e ad una riflessione sulla qualità della metodologia d’insegnamento in questo contesto educativo.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>How is Italian taught at universities in Poland?</strong></p> <p>The article presents the findings of the case study on Italian course syllabi carried out at the 10 biggest Polish universities in terms of number of students (GUS 2017). Its main aim was to establish the characteristics of Italian language teaching methodology within the Polish higher education system, mostly at organizational and planning levels. The corpus of documents analyzed included both general Italian course syllabi and those specific to philological/linguistic studies. In the first part of the paper, the most relevant theoretical issues are presented, such as Italian language teaching in Poland, teaching methodology definition with particular regard to a ‘post-method’ perspective, as well as foreign language teaching in higher education in Poland. In the second part, after providing the corpus traits and subcategories, the research findings are discussed. Their analysis allows us to observe dominant trends and certain shortcomings within teaching planning, which sparks reflection on the quality of teaching methodology.&nbsp;</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12770 RIFLESSIONE SULLA LINGUA E MODELLO VALENZIALE. Atti dei corsi di formazione per insegnanti sulla grammatica valenziale: “C’è grammatica e grammatica…”. Università degli Studi di Padova ottobre/febbraio 2017/2018 - ottobre/giugno 2018-2019 2020-03-31T08:41:05+00:00 Contributi di Elena Maria Duso, Francesco Sabatini, Maria G. Lo Duca, Donatella Lovison, Cristiana De Santis, Elena Martinelli, Claudia Provenzano, Laura Vanelli, Michele Prandi, Diana Vedovato e Vera Zanette, Federica di Maria, Chiara Giannone, Paola Iannacci e Paola Marinetto, Maria Rizzato. promoitals@unimi.it <p>RIFLESSIONE SULLA LINGUA E MODELLO VALENZIALE<br>Atti dei corsi di formazione per insegnanti sulla grammatica valenziale: “C’è grammatica e grammatica…”.<br>Università degli Studi di Padova ottobre/febbraio 2017/2018 - ottobre/giugno 2018-2019.</p> <p>A cura di Elena Maria Duso e Walter Paschetto.</p> <p>Contributi di Elena Maria Duso, Maria G. Lo Duca, Donatella Lovison, Cristiana De Santis, Elena Martinelli, Claudia Provenzano, Laura Vanelli, Michele Prandi, Diana Vedovato e Vera Zanette, Federica di Maria, Chiara Giannone, Paola Iannacci e Paola Marinetto, Maria Rizzato.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12771 INTRODUZIONE 2020-06-02T08:52:36+00:00 Elena Maria Duso promoitals@unimi.it <p>L’articolo introduce la raccolta dei contributi di un corso di approfondimento sulla grammatica valenziale tenutosi all’Università di Padova negli anni accademici 2017/18 e 2018/19, per insegnanti di ogni ordine e grado e studenti universitari. Dopo una sintetica presentazione di alcune problematiche relative all’insegnamento della grammatica nella scuola di oggi con particolare riferimento al territorio padovano, ci si sofferma sul modello valenziale, ripercorrendone la storia in Italia ed analizzandone la diffusione in una ventina di manuali scolastici in uso. Si riflette quindi sugli effetti positivi che la sua adozione può avere sull’apprendimento della lingua materna e si conclude con la presentazione del corso e dei saggi raccolti nel volume.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>“There’s grammar and grammar...”. Why a course on the valency model?</strong></p> <p>The article introduces a collection of contributions from an in-depth course on Valency Grammar held at the University of Padua during 2017/18 and 2018/19, for teachers of all levels and university students. After a brief presentation of some issues related to the teaching of grammar in today's schools with particular reference to the territory of Padua, we focus on the valency model, retracing its history in Italy and analyzing the spread in about twenty school textbooks currently in use. It reflects on the positive effects that adoption can have on learning the mother tongue and concludes with a presentation of the course and collected essays.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12772 I. Introduzione al modello 2020-03-31T08:40:51+00:00 <p>I. Introduzione al modello</p> 2020-01-15T15:02:12+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12773 GRAMMATICA (PERCHÉ, QUANDO E COME) E PRATICA TESTUALE 2020-06-02T08:53:14+00:00 Francesco Sabatini promoitals@unimi.it <p>Il panorama di riferimento è quello della condizione comune di un discente che alla L1 (materna e della società circostante) affianca l’apprendimento di una L2. Il discorso è tuttavia svolto interamente nell’ambito della L1, nella convinzione che senza una padronanza d’uso e una cognizione riflessa dei meccanismi grammaticali e testuali perseguite e raggiunte in questo campo, l’apprendimento di una L2 non trova nel discente terreno adatto. Altro dato presupposto è quello di un percorso d’istruzione previsto di 10 anni (durata dell’obbligo) con esiti che rispondano alle esigenze imposte dalle civiltà complesse per la generalità degli individui. In relazione a tali premesse, si distinguono fortemente i tempi dell’alfabetizzazione (da curare intensivamente nell’istruzione primaria) dai tempi della conoscenza riflessa dei meccanismi grammaticali e dei processi testuali. Gli uni e gli altri da impostare, poi, sulla base dei MODELLI oggi considerati più scientifici e produttivi, e cioè, rispettivamente: della <em>grammatica valenziale</em>, che conduce alla migliore raffigurazione della <em>frase</em>, come entità del SISTEMA della lingua; del <em>patto comunicativo </em>tra emittente e ricevente, come fattore che regolamenta la forma dei diversi tipi di TESTO, destinati a un’interpretazione più rigida (se più aderenti alle forme del sistema) o più elastica (se variamente discosti da esse).</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Grammar (why, when and how) and textual practice</strong><strong>&nbsp;</strong></p> <p>The frame of reference is that of a learner who combines learning L2 with L1 (maternal and surrounding society).&nbsp; However, the discussion is carried out within the context of L1, because without mastery of use and knowledge reflected in the grammatical and textual mechanisms, L2 learning does not find the right terrain.&nbsp; Another prerequisite is a 10-year educational course (duration of obligatory schooling) with results that meet needs imposed by complex societies.&nbsp; In relation to these premises, the time for literacy (to be intensively treated in primary education) is strongly distinguished from the time for knowledge that reflects grammatical mechanisms and textual processes.&nbsp; They are both based on MODELS that today considered more scientific and productive, namely: valency grammar, which leads to the best representation of a sentence, as an entity of the SYSTEM of the language;&nbsp; as well as communication agreement between the issuer and the receiver, as a factor that regulates the shape of the different types of TEXTS intended for more rigid interpretation (if closer to the forms of the system) or more elastic (if different from them).</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12774 RIFLESSIONE SULLA LINGUA E MODELLO VALENZIALE: COMINCIAMO DALLA PRIMARIA? 2020-06-02T08:53:53+00:00 Maria G. Lo Duca promoitals@unimi.it <p>Il saggio parte dalla definizione delle due espressioni presenti nel titolo: “riflessione sulla lingua” e “modello valenziale”. Quanto alla prima, si sostiene che, nell’impostare un qualsiasi intervento di tipo grammaticale, sia opportuno partire non già da definizioni e liste precostituite, ma dalla naturale capacità di “riflettere sulla lingua” che tutti i bambini sviluppano spontaneamente nell’acquisire la loro lingua materna. Quanto al modello valenziale, dopo una breve presentazione dello stesso, ci si interroga se esso possa essere proposto già nella scuola primaria, e, sulla base di ricerche sul campo e di alcuni dati ricavati dalle prove nazionali di valutazione (Invalsi), si argomenta a favore di una presentazione precoce del modello, che alla prova dei fatti si rivela semplice e intuitivo, e consente di esercitare al meglio le capacità riflessive degli allievi.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Reflection on language and the valency model: should we begin with the primary school?</strong></p> <p>The essay starts by defining the two expressions present in the title: “reflection on language” and “valency model”. Regarding for the former, it is argued that in setting up any grammatical intervention, it is appropriate to start from the natural ability to “reflect on the language” that all children develop spontaneously in acquiring their mother tongue rather than from pre-established definitions and lists. As for the valency model, after a brief presentation, we consider whether it can be proposed in primary school and, based on field research and data obtained from national evaluation tests (Invalsi), we argues in favor of early presentation of the model, which is simple and intuitive and promoting the students’ best reflective skills.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12775 LA FRASE SEMPLICE 2020-06-02T08:54:31+00:00 Donatella Lovison promoitals@unimi.it <p>L’articolo presenta un approccio all’analisi e alla rappresentazione grafica della frase semplice secondo la teoria delle valenze del verbo. Facendo riferimento agli studi linguistici più aggiornati e proponendo metodi e riflessioni di autorevoli studiosi del modello valenziale stesso, nonché seguendo percorsi sperimentati in classe, l’intento principale è di offrire degli spunti per l’applicazione didattica del modello teorico. I percorsi di riflessione porteranno il lettore alla scoperta della valenza dei verbi, all’individuazione del nucleo della frase, mediante il riconoscimento e la definizione degli attanti e degli argomenti del verbo, e alla distinzione tra elementi nucleari ed extranucleari. Le esemplificazioni di rappresentazione grafica suggerite costituiscono uno strumento didatticamente utile per la visualizzazione, e quindi per una più efficace comprensione, della struttura della frase.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>The simple sentence</strong><strong>&nbsp;</strong></p> <p>The article presents an approach to simple sentence analysis and its graphic representation, according to the theory of valency verb patterns. Referring to linguistic studies and proposing some methods and reflections by eminent scholars, as well as direct experiences in the classroom, the main purpose is to offer some ideas for the application of the theoretical valency model in teaching practice. The reader will identify the valency of the verbs and the sentence nucleus, by recognizing and describing the actants, the arguments and by distinguishing between nuclear and extra-nuclear elements. The suggested graphic representations are useful teaching tools for visualization and therefore for a more effective understanding of sentence structure.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12776 LA FRASE COMPLESSA IN UNA PROSPETTIVA VALENZIALE 2020-06-02T08:57:13+00:00 Cristiana De Santis promoitals@unimi.it <p>L’articolo propone una rassegna critica intorno alla descrizione della frase complessa (o periodo) nelle grammatiche riferimento dell’italiano, soffermandosi sull’importanza della distinzione tra frasi nucleari (o completive), frasi subordinate propriamente dette (circostanziali), frasi relative (modificatori). Offre quindi un quadro metodologico utile per orientarsi tra le pratiche scolastiche di analisi del periodo e le nuove modalità di riflessione sulle strutture complesse suggerite dalla grammatica dalle valenze.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>The complex phrase from a perspective of valency grammar</strong></p> <p>The article offers a critical review of the description of the complex phrase (or period) in Italian reference grammars, focusing on the importance of the distinction between nuclear (or complementary) phrases, (circumstantial) subordinate phrases and relative phrases (modifiers). It therefore offers a useful methodological framework to reflect on the school practice of period analysis and the new modes of reflection on complex structures suggested by valency grammar.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12777 LA GRAMMATICA VALENZIALE IN CLASSE: PROPOSTE, DIFFICOLTÀ E PROSPETTIVE 2020-06-02T08:57:52+00:00 Elena Martinelli promoitals@unimi.it <p>Il presente contributo, pur facendo riferimento a un discreto numero di lavori teorici, vuole però mettere in primo piano l’esperienza d’aula e condividere criticità, possibili soluzioni e piste di lavoro emerse nel corso degli anni indagando la lingua in modo attivo. La speranza è quella di far evitare ad altri errori, perdite di tempo e di motivazione. Per questo, di tanto in tanto, verranno dati suggerimenti pratici, consigli, con le necessarie motivazioni, sia teoriche sia derivanti dall’esperienza. Nel riflettere sulla lingua si consiglia di seguire una prospettiva di tipo sintattico, di relazione, a tutti i livelli di analisi, non solo nell’osservare la frase, ma anche indagando la parola. La convinzione è che soltanto in relazione con qualcosa d’altro un elemento acquisisca una funzione, un senso e molto spesso modifichi anche la propria forma. L’oggetto di partenza dello studio è la frase. La prospettiva teorica è quella della valenza/reggenza/verbale, ma vengono chiamati in causa da subito anche altri importanti elementi della lingua. Innanzitutto il concetto di enunciato; quindi i sintagmi, la loro varietà, i loro diversi rapporti e la loro composizione. La dimensione interna al sintagma e le relazioni tra sintagmi aprono poi anche al concetto di morfema, che contribuisce a rendere finalmente più sfumata la tradizionale distanza tra morfologia e sintassi. Vengono proposte e discusse anche alcune possibili visualizzazioni dei legami tra gli elementi di una frase, facendo delle considerazioni sulla valenza cognitiva di determinate scelte didattiche. Infine, si presentano gli ostacoli, che arrivano spesso anche dall’esterno e che si ripercuotono, talvolta in modo potente, sulla motivazione e sulla determinazione anche del docente più deciso e preparato.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Valency grammar in the classroom: proposals, difficulties and perspectives</strong><strong>&nbsp;</strong></p> <p>This paper, although referring to a fair number of theoretical works, aims to highlight the classroom experience and share critical issues, possible solutions and work paths that have emerged over the years by investigating language in an active way. The hope is to avoid other mistakes, loss of time and motivate. For this reason, from time to time, practical suggestions and advice will be given, with the necessary motivations, both theoretical and derived from experience. When reflecting on language, it is advisable to follow a syntactic, relational perspective at all levels of analysis, not only when observing a sentence, but also when investigating a word. The conviction is that only in relation to something else does an element acquire a function, a sense and very often it also modifies its form. The starting point for the study is the sentence. The theoretical perspective is that of valence/rection/verbal, but other important elements of language are also called into question immediately. First of all, the concept of enunciation; then syntagm, their variety, their different relationships and their composition. The internal dimension of syntagm and the relationships between syntagms also open up the concept of morphemes, which contributes to making the traditional distance between morphology and syntax more nuanced. Some possible visualizations of the links between the elements of a sentence are also proposed and discussed, making considerations on the cognitive value of certain didactic choices. Finally we discuss the obstacles, which often come from outside and which affect the motivation and determination of even the most determined and prepared teacher, sometimes in a powerful way.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12778 UN SILLABO DI GRAMMATICA VALENZIALE 2020-06-02T08:58:29+00:00 Claudia Provenzano promoitals@unimi.it <p>In questo contributo si intende presentare il fascicolo <em>A partire dalla frase. Sillabo di riflessione sulla lingua per la scuola primaria e secondaria di I grado</em>, realizzato nell’ambito di un progetto di formazione, ricerca e sperimentazione da un gruppo di insegnanti di italiano delle scuole del primo ciclo della Provincia autonoma di Bolzano con la consulenza scientifica di M. G. Lo Duca. Si analizzano in particolare i punti di riferimento del lavoro svolto dal gruppo: lo studio su basi scientifiche aggiornate della lingua che si insegna a scuola; il confronto con gli esiti della ricerca sperimentale; l’individuazione di un modello teorico di descrizione della lingua coerente, potente ed economico e di un metodo euristico- attivo che favorisca una riflessione intelligente sui fenomeni linguistici. Partendo dalla storia del progetto <em>La moderna ricerca grammaticale e le sue implicazioni in ambito didattico</em>, all’interno del quale è stato elaborato il Sillabo, si approfondiscono i presupposti metodologici e teorici sottesi alla sua struttura e articolazione e le motivazioni della scelta di utilizzare l’approccio valenziale per l’analisi della frase. Si presentano inoltre le ricadute in ambito didattico e istituzionale prodotte dalla diffusione del Sillabo, della grammatica valenziale e degli esiti della recente ricerca in ambito grammaticale attraverso attività di formazione e aggiornamento.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>A valency grammar syllabus </strong></p> <p>This contribution presents the dossier <em>A partire dalla frase. Sillabo di riflessione sulla lingua per la scuola primaria e secondaria di I grado</em>, carried out as part of a training, research and experimentation project by a group of Italian teachers from primary schools in the Autonomous Province of Bolzano, under the scientific direction of M. G. Lo Duca. In particular, the points of reference for work the carried out by the group are analyzed: a scientifically-based study of the language taught at school, comparison with the results from the experimental research, the identification of a theoretical model of description of language that is coherent, powerful and economical and an active, heuristic method that favours intelligent reflection on linguistic phenomena. Starting from the history of the project <em>La moderna ricerca grammaticale e le sue implicazioni in ambito didattico</em>, in which the Syllable was developed, the methodological and theoretical assumptions underlying its structure and its articulation are examined as well as the reasons for choosing to use the valency grammar for the analysis of the sentence. The educational and institutional effects of the diffusion of the Syllabus, the valency grammar and the results of the recent research in the field of grammar through training and updating activities are also presented.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12779 II. I nodi critici 2020-03-31T08:41:04+00:00 <p>II. I nodi critici</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12787 NODI PROBLEMATICI NELLA GRAMMATICA VALENZIALE: LA SICUREZZA DEL METODO 2020-06-02T08:59:06+00:00 Maria G. Lo Duca promoitals@unimi.it <p>Come è ormai ampiamente noto, il modello valenziale ipotizza che il verbo sia il centro propulsore della frase e ne determini la struttura. Per lavorare con questo modello, bisognerà quindi in prima battuta ragionare sul verbo, e imparare a individuare gli elementi necessari, gli argomenti indispensabili alla realizzazione dell’evento rappresentato dal verbo. In questo saggio, dopo aver discusso il concetto di obbligatorietà dell’argomento, si affrontano una serie di casi problematici, e si individuano sottogruppi di verbi la cui struttura argomentale non è immediatamente evidente, o (il che è il caso più frequente) di verbi che presentano più strutture argomentali, e quindi più significati. Infine si incoraggiano i docenti a non temere le difficoltà, e ad incentivare la discussione con gli allievi sui casi più controversi. Si tratta di ragionare non già in termini di giusto/sbagliato, ma di più o meno plausibile, più o meno convincente, tenendo nel debito conto da una parte l’età degli allievi, dall’altra le sistemazioni già disponibili in materia.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Problematic nodes in valency grammar: the reliability of the method</strong></p> <p>As it is now widely known, the valency model assumes that the verb is the propelling center of the sentence and determines its structure. In order to work with this model, it is therefore necessary to reason about the verb and learn how to identify necessary elements, indispensable argument for the realization of the event represented by the verb. In this essay, after discussing the concept of the compulsoriness of the argument, we deal with a series of problematic cases and identify subgroups of verbs whose argumentative structure&nbsp; is not immediately evident or (which is the most frequent case) verbs that have several argumentative structures and therefore more meanings. Finally, teachers are encouraged not to fear difficulties and encourage discussion with students on the most controversial cases. It is a question of reasoning, not in terms of right or wrong, but what is more or less plausible, more or less convincing, taking due account of the students’ age and the structures?? already available on the subject.</p> 2020-01-16T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12780 MODELLI DI FRASE A CONFRONTO: PUNTI DI FORZA E NODI CRITICI DELLA GRAMMATICA VALENZIALE 2020-06-02T09:00:29+00:00 Laura Vanelli promoitals@unimi.it <p>Nel contributo si affrontano alcuni nodi critici della grammatica valenziale che possono avere impatto sulla sua applicazione didattica come metodo di analisi della frase. Alcune osservazioni preliminari sono dedicate alla messa a punto di quello che è l’oggetto specifico dell’analisi valenziale, che riguarda la struttura sintattico-categoriale della frase a partire dalle proprietà (anche semantiche) del verbo, che costituisce il perno della frase. Ciò che è rilevante è che la nozione di obbligatorietà e facoltatività degli elementi che accompagnano il verbo va intesa in senso strutturale e non pragmatico-contestuale, come è implicito in certe contestazioni del modello valenziale che sono state portare da alcuni linguisti, come ad es. Luca Serianni, di cui si analizzano criticamente alcuni interventi (§ 2). Viene poi affrontato (§ 3) la questione cruciale del confronto tra l’analisi della frase semplice secondo l’approccio valenziale (verbo + argomenti = struttura <em>endocentrica</em>)) con quella ben consolidata della grammatica tradizionale, di origine aristotelica, che analizza la frase come una struttura predicativa (soggetto + predicato = struttura <em>esocentrica</em>). L’ultimo paragrafo (§ 4) è dedicato alla disamina della struttura interna dei <em>sintagmi</em>, all’interno dei quali vanno distinti, come nella frase, degli elementi obbligatoriamente presenti (le <em>teste</em>, ma non solo) e altri elementi facoltativi, i cosiddetti <em>modificatori</em>, di cui si abbozza una classificazione.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Phrase models in comparison: strengths and critical nodes of valency grammar </strong><strong>&nbsp;</strong></p> <p>The paper deals with some critical nodes in valency grammar that may have an impact on its didactic application as a method for sentence analysis. Some preliminary observations are dedicated to the development of the specific object of valency analysis, which concern the syntactic-categorical structure of the sentence starting from the properties (including the semantic ones) of the verb, which constitute the pivot of the sentence. The notion of the obligatory and optional nature of the elements that accompany the verb is understood in a structural sense and not in a pragmatic-contextual one, as is implicit in certain objections to the valency model raised by some linguists such as Luca Serianni, whose interventions are critically analyzed (§ 2). The crucial question of the comparison between the analysis of the simple sentence according to the valency approach (verb + arguments = endocentric structure) and that of well-established, traditional grammar of Aristotelian origin, which analyses the sentence as a predicate structure (subject + predicate = exocentric structure) is addressed (§ 3). The last paragraph (§ 4) is dedicated to the examination of the internal structure of the syntagm, within which we must distinguish, as in the sentence, the obligatorily present elements (the pivot, but not only) and other optional elements, the so-called modifiers, for a classification is drafted.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12781 VALENZA E GRAMMATICA: L’ESPRESSIONE DEGLI ARGOMENTI E LA STRATIFICAZIONE DEI MARGINI 2020-06-02T09:01:10+00:00 Michele Prandi promoitals@unimi.it <p>Questo saggio intende fornire alcune basi concettuali utili per superare uno dei difetti più gravi degli approcci tradizionali alla grammatica, e in particolare alla sintassi, e quindi all’analisi logica: si tratta della mancanza di coerenza interna. Secondo l’autore, alla base di questo difetto c’è la mancata distinzione tra relazioni grammaticali indipendenti e forme di espressione motivate al servizio di relazioni concettuali. La sintassi affronta problemi di ordine concettuale – la connessione di concetti atomici in significati complessi di frasi, o processi – con mezzi formali. L’approccio valenziale alla grammatica ha il pregio di porre in termini corretti il problema concettuale – la struttura argomentale del verbo – ma condivide con gli approcci tradizionali la tendenza a non distinguere la struttura del problema concettuale dalla struttura delle soluzioni formali che ogni lingua offre; il presupposto è che le strutture sintattiche rispecchino le strutture concettuali. La struttura concettuale del processo e la struttura sintattica delle espressioni, viceversa, non sono isomorfe, e la loro interazione dà luogo a esiti variabili. Nel nucleo del processo, una struttura grammaticale formale autonoma impone ai concetti uno stampo rigido, in un regime di codifica che ho chiamato relazionale. Mano a mano che ci si allontana dal nucleo, la pressione dei concetti porta verso strutture sintattiche motivate, iconiche, in un regime di codifica che ho chiamato puntuale. Trasposta sul piano didattico, dell’analisi logica, questa premessa metodologica sarà in grado di fornire a una grammatica pedagogica criteri distinti per analizzare in modo appropriato sia le strutture formali, sia le forme di espressione di strutture concettuali. Oltre a rendere possibile un’analisi appropriata delle forme di espressione differenziate degli argomenti, la distinzione fra relazioni grammaticali e forme di espressione iconiche di relazioni concettuali apre la strada a un’analisi rigorosa degli strati di espressioni marginali opzionali che circondano il nucleo.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Valency and grammar: the expression of subjects and the stratification of margins</strong><strong>&nbsp;</strong></p> <p>This essay aims to provide some useful conceptual bases to overcome one of the most serious flaws of traditional approaches to grammar, in particular to syntax, and therefore to logical analysis: the lack of internal coherence. According to the author, the basis of this defect is the lack of distinction between independent grammatical relationships and forms of expression motivated in the service of conceptual relations. The syntax addresses conceptual problems – the connection of atomic concepts in complex meanings of sentences or processes – by formal means. A valid approach to grammar has the merit of correctly expressing the conceptual problem – the valency scheme of the verb – but shares the tendency of the traditional approaches to not distinguish the structure of the conceptual problem from the structure of the formal solutions that each language offers; the assumption is that the syntactic structures reflect the conceptual structures. The conceptual structure of the process and the syntactic structure of expressions, on the other hand, are not isomorphic and their interaction gives rise to variable outcomes. At the heart of the process, an autonomous formal grammatical structure imposes a rigid mold on concepts, in a coding regime referred to as “relational”. As we move away from the nucleus, the pressure of concepts leads to motivated, iconic syntactic structures, in a coding regime referred to as “punctual”. Transposed on the didactic level of logical analysis, this methodological premise provides a pedagogical grammar with distinct criteria for analyzing both formal structures and the forms of expression of conceptual structures in an appropriate way. In addition to making an appropriate analysis of differentiated forms of expression of arguments possible, the distinction between grammatical relationships and the iconic forms of expression of conceptual relationships opens the way for a rigorous analysis of the layers of optional marginal expressions surrounding the core.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12782 III. Esperienze didattiche/riflessioni pratiche 2020-03-31T08:40:45+00:00 <p>III. Esperienze didattiche/riflessioni pratiche</p> 2020-01-15T16:54:34+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12783 FARSI LE DOMANDE GIUSTE: ALCUNE RIFLESSIONI SULLA GRAMMATICA VALENZIALE ALLA SCUOLA PRIMARIA 2020-06-02T09:01:50+00:00 Diana Vedovato promoitals@unimi.it Vera Zanette promoitals@unimi.it <p>Questo contributo vuole restituire una parte dei ragionamenti fatti insieme ai docenti della scuola primaria durante il laboratorio del corso di formazione <em>C’è grammatica e grammatica</em>. Ogni paragrafo è costruito attorno ad alcuni importanti interrogativi sorti durante le discussioni con i docenti: Perché bisogna dividere in sintagmi? Come visualizzare la frase con gli studenti? Come si stabilisce se una frase è minima? Che cosa fare con la grammatica tradizionale? In ogni sezione, abbiamo fatto prima chiarezza sui concetti di base implicati nella questione, problematizzando e restituendo una sintesi delle acquisizioni più solide della linguistica, e poi abbiamo illustrato le attività proposte ai corsisti. Il quadro che ne emerge è sicuramente denso, ma, come sottolineiamo nelle conclusioni, è importante per un docente padroneggiare nozioni che vanno al di là di quanto strettamente necessario per le lezioni, al fine di sollecitare il ragionamento degli studenti e procedere con loro, passo dopo passo, alla scoperta del funzionamento della lingua.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Asking the right questions: some reflections on the valency grammar in primary school</strong></p> <p>This contribution aims to give feedback to primary school teachers who participated in a PD workshop <em>C’è grammatica e grammatica</em>. Each section is based on important questions that arose during discussions with teachers: Why is it necessary to divide into syntagms? How to visualize the sentence with the students? How to determine if a sentence is minimal? What to do with traditional grammar? In each section, we first clarify the basic concepts raised by the question, problematizing and restoring a synthesis of the most solid acquisitions of linguistics, and then we illustrate activities proposed to the students. The picture that emerges is certainly dense, but, as stressed in the conclusions, it is important for teachers to master notions that go beyond what is strictly necessary for the lessons, in order to promote the reasoning of the students and proceed with them, step by step, to discover the functioning of the language.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12784 DALLE LAVAGNE MAGNETICHE A BUMPO. NUOVE TECNOLOGIE PER LA GRAMMATICA VALENZIALE 2020-06-02T09:02:26+00:00 Federica di Maria promoitals@unimi.it <p>In questo contributo si presentano alcune attività sulla grammatica valenziale sperimentate in una Scuola Secondaria di I grado: la lezione partecipata con penne colorate e lavagna in ardesia, il <em>Cooperative Learning </em>con lavagne e barrette magnetiche e la lezione partecipata con la presentazione multimediale, l’uso della piattaforma didattica digitale Bunpo, creata <em>ex novo</em> da allievi di un Istituto Superiore. Nell’articolo viene presentata anche una proposta di rappresentazione grafica. Si tratta di attività nate in classe, da una parte per superare i limiti didattici della grammatica tradizionale, dall’altra per aumentare il grado di coinvolgimento, il pensiero astratto e l’autonomia degli allievi nell’ora di grammatica.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>From the magnetic boards to Bunpo. New technologies for valency grammar </strong></p> <p>This contribution presents some valency grammar activities tested in a middle school: a participatory lesson with colored pens and a blackboard, Cooperative Learning with blackboards and magnetic bars and the participatory lesson with a multimedia presentation, the use of the Bunpo digital teaching platform, created by high school students. The article also presents a proposal for graphic representation. These activities were created in the classroom to overcome the educational limits of traditional grammar and to increase the degree of involvement, abstract thinking and autonomy of the students during their grammar lesson.</p> 2020-01-15T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12794 L’ATTRAZIONE MAGNETICA DELLE POLIREMATICHE: UN ESPERIMENTO IN CLASSE ATTRAVERSO LA GRAMMATICA VALENZIALE 2020-06-02T09:03:06+00:00 Chiara Giannone promoitals@unimi.it <p>In questo contributo si riportano le riflessioni, sviluppate attraverso la grammatica valenziale, sulle parole polirematiche e sulla rappresentazione grafica della frase attraverso un nuovo modello valenziale. Ideato in collaborazione con Federica Di Maria e Daniele Parise, e utilizzato durante un intervento didattico in una classe prima della scuola secondaria di primo grado, questo modello di rappresentazione della frase prevede l’utilizzo di lavagne magnetiche, calamite e cartoncini. Si propongono i materiali di lavoro utilizzati.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>The magnetic attraction of multi-word expression: an experiment in class through valency grammar</strong></p> <p>This paper reports the reflections developed to multi-word expression and the graphic representation of the sentence through a new valency model. Conceived in collaboration with Federica Di Maria and Daniele Parise and used during a didactic intervention in a middle school class, this model of representation of the sentence involves the use of magnetic boards, magnets and cards. The materials used are proposed.</p> 2020-01-17T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12795 LA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DI FRASE E PERIODO: UN PROBLEMA, UN’ULTERIORE DIFFICOLTÀ O UN’OPPORTUNITÀ? 2020-06-02T09:03:36+00:00 Paola Iannacci promoitals@unimi.it Paola Marinetto promoitals@unimi.it <p>Quale importanza ha rivestito la rappresentazione grafica della frase semplice nella grammatica tradizionale? E la rappresentazione della frase complessa? È utile, una volta scelto un modello, rappresentarne graficamente i nodi fondanti e le relazioni che li legano? Quale impatto ha la visualizzazione degli schemi negli studenti, non solo della scuola primaria, ma anche in quelli della secondaria di primo e di secondo grado? La rappresentazione più nota e diffusa del modello valenziale è in grado di rispettare coerentemente la scientificità del modello e i rapporti gerarchici tra i costituenti, in particolare quelli della frase complessa? Queste sono sostanzialmente le domande che le autrici del contributo si sono poste e alle quali hanno cercato di dare risposta sulla base della loro esperienza didattica nella scuola secondaria di primo e secondo grado, dei numerosi corsi di formazione e dell’analisi della rappresentazione radiale finora più coerente con il modello valenziale.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>The graphic representation of the sentence and the period: a problem, an additional difficulty or an opportunity?</strong></p> <p>What is the importance of the graphic representation of the simple phrase in traditional grammar? And the representation of the complex phrase? Is it useful, once a model has been chosen, to graphically represent its founding nodes and the relationships that bind them? What impact does the visualization of patterns have on students, not only in primary school, but also in middle and high school? Is the best known and most widespread representation of the valency model able to consistently respect the scientific nature of the model and the hierarchical relationships between the constituents, in particular those of the complex phrase? These are the questions that the authors have tried to answer on the basis of their didactic experience in middle and high schools, numerous training courses and the analysis of the radial representation that has been more coherent with the valency model up to now.</p> 2020-01-17T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12796 ANTIDOTI A MECCANISMI. ESEMPI DI ATTIVITÀ PER UNA GRAMMATICA COME ALLENAMENTO AL PENSIERO CRITICO 2020-06-02T09:04:08+00:00 Maria Rizzato promoitals@unimi.it <p>Posto che l’analisi valenziale di una frase è importante per capire il ruolo fondamentale in essa rivestito dal verbo, si ritiene opportuno abituare gli studenti della scuola secondaria di secondo grado ad osservare anche tutti i mezzi con cui si possono esprimere le relazioni concettuali tra processi. Le proposte di attività nascono dalla necessità di stimolare il ragionamento sulla lingua per evitare la semplificazione e l’abuso di un modello di analisi talora adottato in modo meccanico.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Antidotes to mechanisms. Examples of activities for a grammar like training in critical thinking</strong></p> <p>Since the analysis of the value of a sentence is important in order to understand the fundamental role played by the verb, it is considered appropriate to accustom secondary school students to observe how they can express the conceptual relationships between processes. The proposals for activities arise from the need to stimulate reasoning on language to avoid the simplification and abuse of a model of analysis that is sometimes adopted in a mechanical way.</p> 2020-01-17T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12835 BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO SULLA GRAMMATICA VALENZIALE A SCUOLA 2020-06-02T09:04:45+00:00 A cura di Elena Maria Duso promoitals@unimi.it <p>BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO SULLA GRAMMATICA VALENZIALE A SCUOLA</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12802 APPUNTI PER UN SILLABO DI UN CORSO DI AGGIORNAMENTO SULLA DIDATTICA DELLA LETTURA NELLE SCUOLE SUPERIORI 2020-06-02T09:05:43+00:00 Daniele D’Aguanno promoitals@unimi.it <p>L’articolo raccoglie alcuni appunti sulla didattica della comprensione del testo scritto nelle scuole superiori. Tratti dalla ricerca educativa sul tema, gli appunti hanno lo scopo di suggerire i contenuti di un corso di aggiornamento per gli insegnanti di italiano. Le informazioni sono selezionate per la didattica agli alunni adolescenti che frequentano i primi anni delle scuole superiori e che dimostrano di incontrare difficoltà nella comprensione dei testi scritti non riconducibili a specifici disturbi dell’apprendimento. Le note riguardano l’esposizione di questi argomenti: le nozioni di linguistica testuale che permettono di riconoscere i dispositivi coesivi in un testo scritto esteso e formale; le implicazioni didattiche che è possibile tratte dalla ricerche di psicologia cognitiva sullo sviluppo della comprensione dei testi scritti; l’insegnamento intenzionale del lessico; la selezione dei testi per gli interventi didattici; la verifica dell’abilità di lettura tramite le prove oggettive e l’uso dei test nella valutazione formativa; e, infine, gli strumenti per analizzare e promuovere la motivazione alla lettura. Nel complesso l’articolo intende ribadire l’importanza di una specifica e continua formazione didattica per gli insegnanti d’italiano.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Notes for the syllabus of a PD course on teaching reading in high schools</strong></p> <p>&nbsp;The article collects some notes on the teaching of understanding written texts in high schools.&nbsp; Based on research on this topic, these notes are intended to suggest the content for a PD course for Italian teachers teaching adolescents attending high school and who encounter difficulties in understanding written texts that are not attributable to specific learning disorders.&nbsp; The notes present textual linguistics concepts that allow students to recognize cohesive devices in an extended and formal written text;&nbsp; the didactic implications drawn from cognitive psychology research on the development of the understanding of written texts;&nbsp; intentional teaching of vocabulary;&nbsp; a selection of texts for teaching interventions;&nbsp; verification of reading skills through objective tests and the use of tests in assessment;&nbsp; and finally, the tools to analyze and promote the motivation to read.&nbsp; Overall, the article reiterates the importance of specific and continuous&nbsp; training for Italian teachers.</p> 2020-01-17T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12809 IMPARARE L’ITALIANO. UN BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE DA GIULIO TARRA A OGGI. Atti delle Giornate di Studio dedicate a Giulio Tarra, Milano 2016-2017 2020-03-31T08:40:39+00:00 Contributi di Massimo Prada, Matteo Grassano, Giuseppe Polimeni, Michela Dota, Maria Giulia Longhi, Giulia Galbiati, Francesca Almini e Federica Venier, Cecilia Demuru, Elisa Marazzi, Aldo Roma, Daniela Notarbartolo promoitals@unimi.it <p>IMPARARE L’ITALIANO. UN BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE DA GIULIO TARRA A OGGI<br>Atti delle Giornate di Studio dedicate a Giulio Tarra, Milano 2016-2017<br>a cura di Giuseppe Polimeni, Massimo Prada</p> <p>Contributi di Massimo Prada, Matteo Grassano, Giuseppe Polimeni, Michela Dota, Maria<br>Giulia Longhi, Giulia Galbiati, Francesca Almini e Federica Venier, Cecilia Demuru, Elisa<br>Marazzi, Aldo Roma, Daniela Notarbartolo</p> 2020-01-18T15:15:19+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12810 NOTA INTRODUTTIVA 2020-06-02T09:07:50+00:00 Daniele Donzelli promoitals@unimi.it <p>NOTA INTRODUTTIVA</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12811 I. A proposito di Giulio Tarra 2020-03-31T08:40:37+00:00 <p>I. A proposito di Giulio Tarra</p> 2020-01-18T15:19:49+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12812 TORNARE A PARLARE DI DON GIULIO TARRA 2020-06-02T09:08:52+00:00 Massimo Prada promoitals@unimi.it <p>L’articolo si offre come premessa agli atti dei convegni di studio dedicati nel 2016 e 2017 a Giulio Tarra, il sacerdote milanese che per tanti anni avrebbe retto le sorti di quello che è oggi il Pio Istituto dei sordi. Presenta un quadro delle principali tematiche di ordine metodologico, glottodidattico e linguistico connesse con l’attività dell’educatore e offre lo spoglio linguistico di una tra le sue opere didatticamente più fortunate: le&nbsp;<em>Letture graduate</em>, studiate nella loro evoluzione diacronica, che rivela come il Tarra si sia progressivamente accostato, a partire dagli anni ’70 dell’Ottocento, a un toscanismo dell’uso vivo che si potrebbe dire di impostazione manzoniana.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Speaking of Don Giulio Tarra once again</strong></p> <p>The article is an introduction for the proceedings of the study conferences in 2016 and 2017 dedicated to Giulio Tarra, the Milanese priest who for many years headed what is now the <em>Pio Istituto dei sordi</em>. It presents a picture of the main methodological, didactic and linguistic themes connected with the activity of the educator and offers a linguistic overview of one of his most successful didactic works: the <em>Letture graduate</em>, studied in their diachronic evolution, which reveals how the Tarra progressively approached a Tuscanism of living use that could be said to have a Manzonian approach, starting from the 1870s.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12813 «PERCHÈ NOI S’HA DA PARLARE TOSCANO?». NOTE LINGUISTICHE SULLE “LETTURE GRADUATE” DI GIULIO TARRA 2020-06-02T09:10:58+00:00 Matteo Grassano promoitals@unimi.it <p>Il presente articolo propone alcune considerazioni linguistiche sulle <em>Letture graduate</em> di Giulio Tarra (pubblicate nel 1862 e ristampate in diverse edizioni nei decenni successivi), per dimostrare il loro apporto, nel panorama ottocentesco, alla didattica dell’italiano parlato. Analizzando la metodologia di insegnamento dell’autore, si sottolinea innanzitutto l’ideale di uno stile di scrittura semplice e modellato sulla «bona lingua parlata nella Toscana». Lo studio si concentra poi sul terzo volume del manuale: il confronto tra due differenti versioni (1868 e 1886) permette di evidenziare, con particolare riferimento alla sezione <em>Conversazioni e corrispondenze famigliari</em>, la ricerca del sacerdote milanese intorno a una lingua che sappia aprirsi a espressioni del parlato. Infine si dà conto, sempre da un punto di vista linguistico, del rapporto tra tradizione e innovazione nelle altre sezioni del volume. L’articolo termina con un’appendice dedicata alla probabile influenza degli scritti di Tarra sul libro <em>Cuore</em> di Edmondo De Amicis.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>«Why should we speak Tuscan Language?». Linguistic notes on Giulio Tarra’s </strong><strong><em>letture graduate</em></strong></p> <p>The article makes some comments on Giulio Tarra’s <em>Letture graduate</em> (published in 1862 and reissued in several editions in the following decades) and demonstrates his contributions in the field of spoken Italian didactics. Firstly, analyzing the teaching methodology of the author underlines the idea of a simple writing style, modeled on the «good language spoken in Tuscany». The study then focuses on the third volume of the textbook: the comparison between two different editions (1868 and 1886) allows the frequency of spoken expressions in the section <em>Conversazioni e corrispondenze famigliari</em> to be highlighted. Finally, the relationship between tradition and innovation in the other sections is also viewed from the same linguistic perspective. The article ends with an appendix dedicated to the probable influence of Tarra’s writings on Edmondo De Amicis’s <em>Cuore.</em></p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12814 LA “PIÙ ARDUA E QUINDI PIÙ MERITEVOLE EDUCAZIONE”. BRUSUGLIO, 8 OTTOBRE 1872, ALESSANDRO MANZONI E GIULIO TARRA: IL «FONDAMENTO» DI UNA POSIZIONE LINGUISTICA 2020-06-02T09:11:41+00:00 Giuseppe Polimeni promoitals@unimi.it <p>L’articolo si propone di valutare alcuni aspetti del rapporto tra la pedagogia linguistica di Giulio Tarra e l’assetto teorico dell’idea di formazione linguistica sotteso al pensiero linguistico manzoniano. A partire da un’analisi del resoconto dell’incontro tra Manzoni e un gruppo di giovani allievi dell’Istituto dei sordomuti di Milano, diretto dal Tarra, il saggio vuole portare alla luce la comune adesione a un ideale di parola intesa come strumento di integrazione e di partecipazione sociale.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>The “most arduous, and therefore most deserving, education”. Brusuglio, 8 october 1972, Alessandro Manzoni and Giulio Tarra: the “foundation” of a linguistic position</strong></p> <p>The article aims to evaluate some aspects of the relationship between Giulio Tarra's linguistic pedagogy and the theoretical structure of the idea of linguistic training underlying Manzoni's linguistic thought. Starting from an analysis of the report of the meeting between Manzoni and a group of young students from the Institute for the Deaf and Dumb in Milan, directed by Tarra, the essay aims to bring to light the common adherence to an ideal word understood as an instrument for integration and social participation.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12815 LA PEDAGOGIA LINGUISTICA DI GIULIO TARRA 2020-06-02T09:12:14+00:00 Michela Dota promoitals@unimi.it <p>Il contributo considera i processi di educazione linguistica sottesi al metodo orale puro propugnato da Tarra. Tali processi saranno analizzati in relazione alle questioni più pregnanti per l’educazione linguistica scolastica del tempo. In particolare, il contributo si sofferma sulle proposte per incoraggiare l’uso della lingua italiana tra gli studenti sordomuti, sul ruolo ritagliato per i dialetti e, più in generale, sulle caratteristiche del metodo glottodidattico tarriano.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>The linguistic pedagogy of &nbsp;Giulio Tarra</strong></p> <p>The contribution considers language education processes underlying the pure oral method advocated by Tarra. These processes are analyzed in relation to the most significant issues for current school language education. In particular, the contribution focuses on proposals to encourage the use of the Italian language among deaf-mute students, on the role of dialects and, more generally, on the characteristics of Tarra’s language teaching methodology.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12816 GIULIO TARRA TRADUTTORE DAL FRANCESE 2020-06-02T09:13:55+00:00 Maria Giulia Longhi promoitals@unimi.it <p>Con <em>Il Libro pel bambino</em>, Don Giulio Tarra risultò il vincitore di due concorsi indetti dal Congresso Pedagogico Italiano nel 1861: quello per un libro di lettura destinato ai bambini sordomuti e l’altro per un libro destinato alle scuole rurali. Fra le opere del Tarra pubblicate da Paolo Carrara è menzionato il volumetto “<em>Lezioni in famiglia</em>, versione da M. Carraud”. Questo contributo intende offrire alcuni elementi d’informazione su Zulma Carraud, autrice delle <em>Historiettes véritables pour les enfants de quatre à huit ans</em>, titolo originale della raccolta di racconti tradotta da Don Giulio. Il libro era uscito a Parigi nel 1864 per i tipi di Hachette. In precedenza lo stesso editore aveva accolto le prime opere di Zulma nelle collane destinate alla scuola primaria. A pochi anni di distanza l’uno dall’altra, la Carraud nella Francia del II Impero e il Tarra nell’Italia postunitaria, entrambi hanno contribuito con i loro “libri di lettura” allo sviluppo dell’editoria per la scuola e per l’infanzia.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Giulio Tarra translator from French</strong></p> <p>With the volume entitled <em>Il Libro pel bambino</em>, Don Giulio Tarra won two literary competitions held in 1861 by the Congresso Pedagogico Italiano: the first was dedicated to books for deaf-mute chidren, the second to books for rural schools. Among Tarra’s works published by Paolo Carrara we find “<em>Lezioni in famiglia</em>, versione da M. Carraud”. This article provides some information about Zulma Carraud, the author of the collection of novels entitled: <em>Historiettes véritables pour les enfants de quatre à huit ans</em> published by Hachette in 1864 and translated into Italian by Don Giulio. Previously the same publisher had collected Zulma’s first works in a series to be used in primary schools. Carraud, during the Second Empire period in France, and Tarra, in post-Unity Italy, both contributed to the development of the publishing industry for schools and children with their educational and entertaining books.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12817 DON GIULIO TARRA, EDUCATORE DEI SORDOMUTI. BIOBIBLIOGRAFIA ESSENZIALE 2020-06-02T10:15:53+00:00 Giulia Galbiati promoitals@unimi.it <p>La presente scheda ripercorre la biobibliografia di Don Giulio Tarra nei suoi tratti essenziali.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Don Giulio Tarra, educator for the deaf and dumb. Essential bio-bibliography</strong></p> <p>This document retraces the essential bio-bibliography of Don Giulio Tarra.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12818 II. Intorno a Giulio Tarra 2020-03-31T08:40:32+00:00 <p>II. Intorno a Giulio Tarra</p> 2020-01-18T15:45:48+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12819 IL CONGRESSO DI MILANO FRA SUONO E SEGNO 2020-06-02T09:24:19+00:00 Francesca Almini promoitals@unimi.it Federica Venier promoitals@unimi.it <p>Il seguente articolo presenta la contrapposizione esistente tra il metodo oralista e il metodo segnico nell’educazione dei sordi in Europa e in Italia a partire dal XVIII secolo. Viene prestata particolare attenzione alle cause dell’esito oralista del Congresso di Milano del 1880 e alla conseguente sottovalutazione della lingua dei segni. Si ricorda poi il ritorno dei segni, grazie alla fondamentale scoperta linguistica dei cheremi (equivalenti dei fonemi in lingua dei segni) da parte del linguista americano William Stokoe, e alla conseguente nuova consapevolezza della loro complessità linguistica. Infine, si presta attenzione alla recentissima produzione poetica in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e alla situazione attuale in Italia rispetto al riconoscimento della LIS.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>The Congress of Milan between sound and sign</strong></p> <p>The following article presents the contrast between the oralist method and the sign method in the education of the deaf in Europe and Italy from the 18th century onwards. Particular attention is paid to the causes of the oralist outcome of the 1880 Milan Congress and the consequent underestimation of sign language. The return of signs is also recalled, thanks to the fundamental linguistic discovery of cheremes (equivalent to phonemes in sign language) by the American linguist William Stokoe and the consequent new awareness of their linguistic complexity. Finally, attention is paid to very recent poetic production in Italian Sign Language (LIS) and the current situation in Italy regarding the recognition of LIS.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12820 «NON È COI GESTI»: L’EDUCAZIONE ALLA LETTO-SCRITTURA PER I SORDOMUTI NEI SILLABARI DELL’OTTOCENTO 2020-06-02T09:24:53+00:00 Cecilia Demuru promoitals@unimi.it <p>Nell’articolo vengono analizzati i principali sillabari destinati all’educazione dei sordomuti nel periodo postunitario: nella prima parte si presentano i dati relativi ai sussidi utilizzati negli Istituti italiani secondo l’inchiesta statistica realizzata nel 1880, in vista del Congresso di Milano; si esamina poi più nel dettaglio il sillabario più adottato, quello di Giovanni Nicolussi, mettendo in relazione la <em>Guida pel maestro</em> con gli Atti del Congresso di Siena del 1873, portando in evidenza in particolare il contrasto tra alcune posizioni di Nicolussi e di Giulio Tarra; in conclusione, si presenta una breve panoramica di altri sillabari destinati all’insegnamento dei sordomuti e di metodi nati per l’istruzione dei sordomuti estesi a quella degli udenti.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>“</strong><strong>Not with signs</strong><strong>”: primers for the education of the deaf and dumb in the 19th century</strong></p> <p>This article illustrates the most important primers for the education of the deaf and dumb during the post-unitarian period: the first part presents data regarding the textbooks used in Italian Institutes according to the statistical survey carried out in 1880 for the Congress of Milan; afterwards, the primer by Giovanni Nicolussi is examined in-depth, and the <em>Guida pel maestro</em> is compared with the Congress Proceedings of Siena (1873), highlighting some contrasts between Nicolussi and Giulio Tarra; finally, there is an overview of other primers for the education of deaf-mutes as well as methods developed for the education of deaf-mutes extended to other students.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12821 PASQUALE FORNARI (1837-1923), UN POLIGRAFO AL SERVIZIO DELLA «PAROLA VIVA» 2020-06-02T09:26:03+00:00 Elisa Marazzi promoitals@unimi.it <p>L’articolo intende ricostruire la biografia intellettuale di Pasquale Fornari, docente e poi direttore del Regio istituto per i sordomuti di Milano e prolifico pubblicista. Dopo aver percorso con gli occhi di Fornari le tappe dell’affermazione del metodo orale in Italia, di cui fu uno dei protagonisti, si indagano le ragioni del successo di questa opzione in relazione al contesto sociale e culturale. Vengono infine passate in rassegna le pubblicazioni di Fornari nell’ambito dell’editoria didattico-educativa, raramente slegate dalla sua esperienza professionale: si trattava molto spesso, infatti, di strumenti didattici di cui anche gli studenti sordi avrebbero notevolmente beneficiato.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Pasquale Fornari (1837-1923), a polygraph at the service of living language</strong></p> <p>The article aims to retrace the intellectual biography of Pasquale Fornari, teacher, later the head of the <em>Regio istituto per i sordomuti</em> [Royal institute for the deaf and dumb] in Milan and a prolific writer. Firstly, the affirmation in Italy of the so-called oral method is reconstructed, highlighting the role played by Fornari; secondly, the reasons for the success of this method will be investigated, taking the socio-cultural context into account. Finally, Fornari’s educational publications will be described, showing how they were closely connected to his profession: in most cases, his books and journals were didactic tools that were likely to be successfully used by deaf pupils as well.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12822 I SEGNI IN SCENA OVVERO LA POSTERITÀ DI CHARLES-MICHEL DE L’ÉPÉE NEL TEATRO ITALIANO DELL’OTTOCENTO 2020-06-02T09:26:38+00:00 Aldo Roma promoitals@unimi.it <p>Questo contributo discute la ricezione italiana dell’Abbé de l’Épée (1799), commedia storica di Jean-Nicolas Bouilly incentrata sulla figura di Charles-Michel de l’Épée, primo celebre educatore dei sordi. Si darà conto della sua pressoché ininterrotta fortuna scenica ed editoriale nell’Italia della prima metà dell’Ottocento, e si presenteranno le principali traduzioni della pièce e i sequel editi e inediti che essa suscitò. Attraverso l’analisi dei paratesti, si rifletterà infine sulle modalità e le funzioni della scelta di Bouilly di adottare una sorta di “protolingua” dei segni come codice distintivo nella rappresentazione della sordità.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Signs on stage or the posterity of Charles-Michel de l’Épée in nineteenth century Italian theatre </strong><strong>&nbsp;</strong></p> <p>This paper examines the nineteenth-century Italian reception of L’Abbé de l’Épée (1799), a historical comedy by Jean-Nicolas Bouilly about Charles-Michel de l’Épée, the first well-known educator of deaf people. Presenting the principle Italian translations and the published and unpublished sequels of the play, this study takes into account its almost uninterrupted presence on stage and in the editorial context of the period. By analyzing the paratexts, the essay discusses the modalities and functions of Bouilly’s choice of adopting a sort of proto-sign language as a distinctive codex in the representation of deafness.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12823 MODELLI SINTATTICI E STRUMENTI VISIVI: LA GRAMMATICA PER STUDENTI CON BES 2020-06-02T09:27:13+00:00 Daniela Notarbartolo promoitals@unimi.it <p>La grammatica come viene insegnata tradizionalmente non può essere inclusiva. Infatti essa fornisce un sapere astratto nel senso deteriore, perché richiede allo studente con BES un consistente sforzo cognitivo davanti a definizioni spesso non verificate dai dati e non univoche; né favorisce i processi di astrazione necessari al passaggio dagli aspetti più intuitivi alla conoscenza del sistema formale della lingua. Il testo propone alcune risposte al problema, maturate attraverso concrete esperienze didattiche con studenti con BES. I modelli formali sintattici di frase (la struttura argomentale e i gruppi sintattici) infatti aiutano la comprensione del funzionamento della lingua; gli strumenti visivi, come la rappresentazione grafica della frase attraverso il modello a ovali e rettangolo, aiutano a identificare la posizione e la funzione delle parole; le trasformazioni a parità di funzione aiutano a conoscere la struttura stabile della forma-frase nelle diverse formulazioni linguistiche.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Syntactic models and visual tools: the grammar for students with special educational needs</strong></p> <p>As taught traditionally, grammar cannot be inclusive. In fact, it provides abstract knowledge, requiring students with special educational needs to exert cognitive effort to understand definitions that are often ambiguous and not empirically verifiable. In addition, it does not promote methods for fruitful abstractions necessary to appreciate the formal system of a language. This&nbsp;paper offers solutions to these limitations by based on the author’s practical experience. To facilitate the understanding of the functioning of a language, models for syntactical&nbsp;analysis, that is, valency syntax&nbsp;and syntagmatic structures of noun groups, are proposed. Visual tools and sentence transformations are suggested, in order to help identify the position and syntactic functioning of&nbsp;verbs and nouns.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12824 UN VECCHIO ITALIANO PER UNA NEOPOLITICA. LA LINGUA IN AZIONE DI MATTEO SALVINI 2020-06-02T09:27:41+00:00 Claudio Nobili promoitals@unimi.it <p>Questo articolo presenta un esempio di studio del rapporto tra lingua e gesti nell’oralità della comunicazione politica. In particolare viene prospettato un modello di analisi multimodale della lingua e dei gesti simbolici e coverbali utilizzati dall’ex vicepremier Matteo Salvini, sullo sfondo di alcune linee di tendenza nell’italiano della politica tra la cosiddetta Seconda e Terza Repubblica. I gesti coverbali sono analizzati secondo il metodo dell’analisi gestemica (Nobili, 2019), ovvero scomposti in quelle parti minime di significante e di significato (i gestemi), ciascuna delle quali è portatrice di una porzione precisa del significato letterale e complessivo dei gesti. I risultati dello studio rivelano un idioletto salviniano non innovativo e che non punta sull’argomentazione, bensì sul convincimento, sull’azione, sul conteggio e sul discredito dell’avversario.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong><em>Old</em></strong><strong> Italian for a <em>neo</em>politics. Matteo Salvini’s language in action</strong></p> <p>This article presents a study on the relationship between language and gestures in the orality of political communication. In particular, a multimodal analysis model of language and symbolic and co-verbal gestures used by the Vice-Premier Matteo Salvini is proposed, based on trends in political Italian language between the so-called Second and Third Republic. The co-verbal gestures are analyzed according to the method of gestemic analysis (Nobili, 2019), i.e. they are broken down into minimal parts of the signifier and the meaning (the gestemes), each of which carries a precise portion of the literal and overall meaning of the gestures. The results of the study reveal a non-innovative idiolect of Salvini, not focused on argumentation, but on persuasion, action, counting and discreting the opponent.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12825 ESPERIENZE DI SCRITTURE AL FEMMINILE NELL’ITALIA DEL SETTECENTO 2020-06-02T09:28:16+00:00 Mariella Giuliano promoitals@unimi.it <p>Nella seconda metà del Settecento, a Venezia, si registrava una vasta e intensa attività culturale grazie soprattutto alla penetrazione delle idee illuministiche. In questo clima di rinnovamento si diffondevano i primi giornali, destinati esplicitamente alle donne. Si trattava di scritture di carattere composito: saggi divulgativi sul progresso delle scienze, letteratura amena (romanzi, racconti, opere teatrali), discussioni su temi morali e di costume. Tra i più importanti rappresentanti dell’editoria veneziana spiccano le figure femminili colte e raffinate della famiglia Caminer, in particolare Elisabetta Caminer Turra – direttrice, tra il 1773 e il 1774, dell’<em>Europa letteraria </em>e, successivamente del <em>Giornale Enciclopedico</em> – e Gioseffa Cornoldi Caminer, compilatrice del periodico quindicinale <em>La donna galante ed erudita. Giornale dedicato al bel sesso</em> (1786-1788). Particolarmente sensibili al dibattito linguistico del Settecento, entrambe hanno contribuito alla diffusione di una lingua più dinamica, che facilitava una maggiore divulgazione dei testi. Attraverso l’analisi linguistica di un <em>corpus</em> eterogeneo (lettere, articoli, aneddoti, recensioni) in questo contributo vengono indagati i livelli lessicale e sintattico, altamente caratterizzanti ai fini di un’osservazione stilistica dei testi. Il livello lessicale infatti può contribuire efficacemente alla storicizzazione del cambiamento linguistico in atto nel Settecento, notoriamente percepibile nei processi di risemantizzazione legati al dinamismo socio-culturale. Il livello sintattico si rivela altrettanto funzionale per accertare le strategie di scrittura miranti a una più ampia fruibilità dei testi. Collateralmente allo spoglio linguistico si ritiene opportuno sottoporre il <em>corpus</em> ad analisi pragmatica, ovviamente limitata a qualche sondaggio, per verificare se e come lo stile discorsivo dei “giornali per il bel sesso” si adeguasse ai modelli conversativi dominanti nel Settecento, in particolare agli usi comunicativi femminili.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Experiences of </strong><strong>“woman-writers” in Italy during 18th century</strong></p> <p>During the second half of 18<sup>th</sup> century, thanks to the spread of the ideas of the Enlightenment, Venice enjoyed wide and intense cultural activity. In this atmosphere of renewal, the first newspapers specifically dedicated to women, with texts of different natures: popular essays on scientific progress, literature (novels, short stories, dramas), discussions on moral and custom issues, appeared. Two cultured and refined women stood out among the most important figures in the Venetian publishing industry, members of the Carminer family: Elisabetta Carminer Turra – director of <em>Europa letteraria</em> between 1773 and 1774, and later of <em>Giornale Enciclopedico</em> –&nbsp; and Gioseffa Cornoldi Caminer, editor of the bi-weekly <em>La donna galante ed erudita. Giornale dedicato al bel sesso</em> (1786-1788). Particularly sensitive to the linguistic debate of the 18th century, both of them contributed to spreading more dynamic language that encouraged greater circulation of texts. Through the linguistic analysis of a heterogeneous corpus – letters, articles, anecdotes, reviews – this paper will investigate the lexical and syntactical levels, essential for the stylistic observation of texts. The lexical level can effectively contribute to the historicization of the linguistic changes which took lace during the 18<sup>th</sup> century, perceptible in the processes of resemantization linked to socio-cultural dynamism. In addition to the linguistic analysis, the corpus also underwent a pragmatic analysis, limited to a survey, to verify whether and how the discursive style of the “newspapers for the gentle sex” adapted to the conversational models dominant in the 18th century, in particular to aspects of female communication.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12826 LO STRUMENTO AUDIOVISIVO PER L’INSEGNAMENTO DELL’ITALIANO L2 A STUDENTI DI ORIGINI CINESI 2020-06-02T10:11:28+00:00 Enrico Maso promoitals@unimi.it <p>Il testo analizza e commenta le abitudini degli studenti cinesi rispetto al materiale audiovisivo. I dati, raccolti nel corso di una recente indagine, si riferiscono a diverse tipologie di contenuto e al loro utilizzo come supporto allo studio e/o come momento di svago. Sulla base di quanto emerso, si suggeriscono infine alcune buone pratiche.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Audiovisual tools for teaching Italian L2 to students of Chinese origin</strong></p> <p>The article analyzes the Chinese students’ habits related to audiovisual materials. The data was collected during a recent survey and focuses on different content and how to use them as a support for study and/or during free time. Finally, some good practices are suggested.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12827 DAL BAMBARA ALL’ABC. PROGETTARE PERCORSI DI ALFABETIZZAZIONE PER RICHIEDENTI PROTEZIONE INTERNAZIONALE 2020-06-02T10:12:10+00:00 Elisabetta Balbo promoitals@unimi.it <p>Il primo obiettivo di questo articolo è di presentare il complesso panorama dell’accoglienza dei migranti richiedenti protezione internazionale che giungono in Italia, data l’attualità dell’argomento, e nello specifico di sondare quali siano le necessità e i servizi offerti a livello linguistico. In secondo luogo si intende indagare una problematica con la quale molti insegnanti di italiano per stranieri si trovano a dover fare i conti: l’analfabetismo. Non sono pochi infatti coloro che giungono nel nostro paese senza essere mai andati a scuola. Una delle conseguenze della mancata – o scarsa e inadeguata – scolarizzazione, è il non saper leggere e scrivere: tra scolarizzazione e alfabetizzazione vi è un doppio <em>fil rouge</em>. Conseguentemente è necessario progettare percorsi non solo di italiano come L2 ma di vera e propria alfabetizzazione: occorre cioè insegnare a leggere e a scrivere utilizzando <em>come mezzo</em> la lingua italiana. Infine verranno evidenziate alcune accortezze didattiche particolarmente importanti quando ci si trova di fronte a una classe composta da richiedenti protezione internazionale. L’idea di fondo è quella di offrire soprattutto una panoramica pratica e attuale a coloro che, a vario titolo, si occupano dell’insegnamento dell’italiano a migranti, e soprattutto a questa delicata categoria di apprendenti. Con una domanda-guida fondamentale: è possibile insegnare a leggere e a scrivere in italiano a un venticinquenne maliano che non è andato a scuola se non per pochissimo e sa parlare solo in <em>bambara</em>?</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>From BAMBARA to ABC: designing literacy pathways for international protection applicants</strong></p> <p>The first objective of this article is to present the complex panorama of the reception of migrants seeking international protection who come to Italy, given the topicality of the subject, and specifically to probe what the needs and services offered at the linguistic level are. Secondly, we intend to investigate a problem that many teachers of Italian for foreigners have to deal with: illiteracy. In fact, there are many who come to our country without ever having gone to school. One of the consequences of the lack of - or insufficient and inadequate - schooling, is not being able to read and write: between schooling and literacy there is a double <em>fil rouge</em>. Consequently, it is necessary to plan paths not only regarding Italian L2 but for real literacy: that is, it is necessary to teach people how to read and write using the Italian language as a medium. Finally, a number of particularly important educational precautions will be highlighted when faced with a class made up of applicants for international protection. The basic idea is to offer above all a practical and current overview to those who, for various reasons, deal with teaching Italian to migrants, and especially to this delicate category of learners. A fundamental guide-question: is it possible to teach a twenty-five year old Malian who only attended school for a short time and only knows how to speak in <em>Bambara</em> to read and write in Italian?</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12828 LE DONNE NELLA SCIENZA NELL’AULA DI ITALIANO L2/LS. UNA PROPOSTA DIDATTICA 2020-06-02T10:12:46+00:00 Simona Frabotta promoitals@unimi.it <p>La Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’11febbraio, è un’occasione per riflettere sul fatto che nella nostra società troppo spesso si considera la conoscenza come un territorio maschile e che le donne sono assenti o relegate in aree limitate. I contributi delle donne di ieri e di oggi, così come i problemi attuali legati alla loro piena partecipazione alla società, sono stati spesso esclusi dal dibattito culturale. Consapevoli di questo, il ruolo degli e delle insegnanti dovrebbe essere quello di promuovere una cultura dell’uguaglianza, utilizzando o creando materiali che possano rimediare in una certa misura a queste importanti assenze. Nella presente proposta presentiamo una serie di attività realizzate nel corso italiano C1 del Centro Linguistico della Universidad de Málaga (Spagna), in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza 2019. Utilizzando le risorse disponibili sulla pagina www.donnenellascienza.it, abbiamo invitato le studentesse e gli studenti a riflettere sugli ostacoli che trovano le donne che sono impegnate in professioni scientifiche e poi a condurre una ricerca su alcune scienziate illustri della storia.</p> <p><em>&nbsp;</em></p> <p><strong>Women in science in the Italian L2/LS classroom. A didactic proposal</strong></p> <p>The International Day of Women and Girls in Science, held by the United Nations General Assembly on February 11, is an occasion to reflect on the fact that, in our society, we frequently consider knowledge as belonging to men, and women are absent or relegated to marginal spheres. The contributions of women, both in the past and present, together with their expertise and the difficulties they currently face in order to fully participate in society, have often been excluded from the cultural debate. Bearing this in mind, the role of the teacher is to promote equality by using or creating materials that can offset, as much as possible, this important absence. The paper presents a series of activities developed within the framework of a C1 Italian course held at the Centro de Idiomas de la Universidad of Málaga (Spain) for the International Day of Women and Girls in Science. Using the resources available on the page www. donnenellascienza.it, we invited students to reflect on the obstacles for women working in science and then discover more about some female scientists from the past.</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12829 INDICI DELLE ANNATE 2009 - 2019 2020-03-31T08:40:26+00:00 <p>INDICI DELLE ANNATE 2009 - 2019</p> 2020-01-18T17:59:27+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12830 ITALIANO LINGUADUE ANNATE 2009-2019 2020-03-31T08:40:26+00:00 <p>ITALIANO LINGUADUE ANNATE 2009-2019<br>SEZIONE ITALIANO LINGUA SECONDA E STRANIERA</p> 2020-01-18T18:01:18+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12831 ITALIANO LINGUADUE ANNATE 2009-2019 2020-03-31T08:40:25+00:00 <p>ITALIANO LINGUADUE ANNATE 2009-2019<br>SEZIONE LINGUISTICA E STORIA DELLA LINGUA ITALIANA</p> 2020-01-18T18:02:52+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12832 ITALIANO LINGUADUE ANNATE 2009-2019 2020-03-31T08:40:39+00:00 <p>ITALIANO LINGUADUE ANNATE 2009-2019<br>SEZIONE EDUCAZIONE LINGUISTICA</p> 2020-01-18T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12833 ITALIANO LINGUADUE ANNATE 2009-2019 2020-03-31T08:40:24+00:00 <p>ITALIANO LINGUADUE ANNATE 2009-2019<br>SEZIONE ESPERIENZE E MATERIALI</p> 2020-01-18T18:20:12+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/view/12834 ITALIANO LINGUADUE ANNATE 2009-2019 2020-03-31T08:40:23+00:00 <p>ITALIANO LINGUADUE ANNATE 2009-2019<br>TESTI E DOCUMENTI DEL CONSIGLIO D’EUROPA - UNITÀ DELLE<br>POLITICHE LINGUISTICHE PUBBLICATI IN ITALIANO LINGUADUE</p> 2020-01-18T18:21:57+00:00 Copyright (c) 2020 Italiano LinguaDue