Religious symbols in Bosnia and Herzegovina’s courtrooms. Between domestic law and ECHR system

Autori

DOI:

https://doi.org/10.54103/1971-8543/31464

Parole chiave:

Libertà religiosa, Diritto alla manifestazione del credo, Simboli religiosi, Tribunali, Bosnia ed Erzegovina

Abstract

Il saggio esamina la questione del porto di simboli religiosi all’interno del contesto giudiziario della Bosnia ed Erzegovina. Dopo aver delineato il quadro di tutela della libertà religiosa e dei rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose che sorregge l’ordinamento in questo ordinamento, il contributo ricostruisce le origini del particolare dibattito sui simboli religiosi nell’ambito giudiziario in Bosnia. L’analisi colloca tale quadro di riferimento nel più ampio panorama della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. In conclusione, il paper esplora possibili criteri di bilanciamento tra la libertà individuale di manifestare la propria religione e il principio di neutralità del giudice nelle aule di giustizia bosniache.

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Biografie autore

  • Tania Pagotto, Università degli Studi di Milano-Bicocca

    RTT in Diritto e Religione presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Giurisprudenza.

     

  • Harun Išerić, University of Sarajevo

    Ricercatore e Assistente alla didattica in Diritto amministrativo e Amministrazione presso l’Università di Sarajevo, Facoltà di Giurisprudenza.

         

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Pubblicato

2026-03-09

Fascicolo

Sezione

Articoli

Come citare

Religious symbols in Bosnia and Herzegovina’s courtrooms. Between domestic law and ECHR system . (2026). Stato, Chiese e pluralismo confessionale. https://doi.org/10.54103/1971-8543/31464