In copertina: Livorno, Biblioteca Labronica “F.D. Guerrazzi”, Fondo Foscolo, vol. XXVIII, c. 140r
Contributi individuali

Foscolo critico del Tasso lirico

Massimo Castellozzi

Abstract


Foscolo non si sottrae al fascino esercitato in età romantica dal Tasso personaggio, nel quale in particolare può ravvisare l'archetipo del poeta contrastato e avvilito dal potere della corte e censurato dalla chiesa. Le rime del Tasso, in quanto tradizionalmente considerate il diario della vita dell'autore, sono dunque in parte piegate anche dal Foscolo ad una prospettiva biografica e, per così dire, mitologica. Tuttavia, sul piano più strettamente critico-letterario, esse sono oggetto di letture ed annotazioni foscoliane fin dal 1808 e, accanto al Canzoniere petrarchesco e alle rime di Michelangelo, costituiscono il capitolo principale nella storia della poesia lirica italiana nel quale Foscolo può tradurre ed affinare l'idea maturata della poesia amorosa come tensione tra ragione e natura, tra il platonismo petrarchesco e la sensualità dei classici greci e latini.


Parole chiave

rime; platonismo; anacreontica; petrarchismo

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DOI: https://doi.org/10.13130/quadernidigargnano-01-17

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