Dall’iconografia allo scavo, riflessioni sulla donna nell’antica Peucezia

Autori

  • Marina Castoldi Università degli Studi di Milano

DOI:

https://doi.org/10.13130/2282-0035/15682

Abstract

Partendo dalla figura femminile dolente raffigurata sul famoso cratere con la violenza a Cassandra, attribuito al Pittore di Licurgo (355-345 a.C.), che si caratterizza per un grosso orecchino circolare, di tradizione indigena, vengono proposte alcune considerazioni sulle figure femminili del mondo peuceta, quali le ‘danzatrici di Ruvo’ e le numerose donne che accolgono i guerrieri vincitori, indicative di una visibilità della donna, che si denota anche nella composizione dei corredi funerari di Monte Sannace e Bitonto. Suffraga questa impressione anche lo scavo del ricco borgo agricolo di Jazzo Fornasiello (Gravina in Puglia, Bari) che offre interessanti spunti di riflessione per la ricostruzione delle funzioni e delle prerogative delle donne peucete.

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Pubblicato

2021-06-04

Fascicolo

Sezione

Saggi