Eterno ritorno o contemplazione del divenuto, astoricità o sovrastoria: Karl Löwith lettore di Nietzsche e Burckhardt

Autori/Autrici

  • Marco Barbieri Italian Doctoral School of Religious Studies

DOI:

https://doi.org/10.54103/2282-0035/21306

Abstract

Pochi pensatori – o forse nessuno – occupano nella storiografia filosofica di Karl Löwith una posizione strategica tanto rilevante quanto Friedrich Nietzsche e Jacob Burckhardt. Le ricerche löwithiane sono dunque importanti in un doppio senso: tanto come letteratura critica sull’uno e sull’altro autore (e sul loro celebre rapporto), quanto nell’economia complessiva dello stesso pensiero di Löwith. L’articolo proverà a evidenziare tale doppia pregnanza attraverso la ricostruzione di due livelli interpretativi, che non si escludono ma anzi si compenetrano a vicenda. Un primo e più evidente piano, spesso considerato dagli interpreti, illustrerà la lettura löwithiana come un passaggio esistenziale dall’estremismo di Nietzsche alla disincantata moderazione di Burckhardt. A un secondo e meno ovvio livello, la posizione löwithiana sembra in grado di accogliere, almeno potenzialmente, Nietzsche e Burckhardt quali riferimenti complementari, ai fini di una convincente postura nei confronti della storia e del mondo storico.

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Pubblicato

2023-10-05

Come citare

Barbieri, M. (2023). Eterno ritorno o contemplazione del divenuto, astoricità o sovrastoria: Karl Löwith lettore di Nietzsche e Burckhardt. ACME, 75(2), 225–240. https://doi.org/10.54103/2282-0035/21306

Fascicolo

Sezione

Saggi