Il linguaggio del corpo: tra oratore e attore

  • Gianenrico Manzoni Università Cattolica del Sacro Cuore

Abstract

Fedeltà alla tradizione ciceroniana, ma, insieme, inserimento di qualche parziale, occasionale differenza: questa la posizione di Quintiliano sulle caratteristiche dell’actio, termine che egli usa senza differenze da pronuntiatio, seguendo Cicerone ma distinguendosi dagli autori precedenti al modello di Arpino. Ma in entrambi gli autori emerge la volontà di distinguere l’actio dell’attore da quella dell’oratore: con netta preferenza per la figura professionale di quest’ultimo. L’attore, che soggiace a una condanna morale perché della verità è solo imitatore, mira a un’alterazione pesante della realtà, mentre l’oratore tende a un’imitazione leggera: è imitatore della vita vera. L’oratore infatti non deve imitare gli attori e la loro effeminatezza, ma deve tendere a un’actio virile, appresa dalla palestra o dalla piazza d’armi dei soldati. Sono presi in esame per questo confronto, oltre al trattato di Quintiliano, soprattutto i passi del De oratore ciceroniano, e occasionalmente delle altre opere di retorica, dove l’actio viene definita, sul modello di Demostene, come la prima, ma contemporaneamente anche come la seconda e la terza dote dell’oratore.

Biografia autore

Gianenrico Manzoni, Università Cattolica del Sacro Cuore

Gian Enrico Manzoni è docente di didattica del latino nella sede bresciana della Facoltà di Lettere dell'Università Cattolica; dal 1981 insegna anche Letteratura greca e latina nel Liceo classico Cesare Arici di Brescia. Collabora alla pagina letteraria del "Giornale di Brescia", dove ha pubblicato più di cinquecento elzeviri. Nell’ambito editoriale, fa parte del Comitato scientifico delle editrici La Scuola e Morcelliana di Brescia e delle Edizioni Studium di Roma. E' autore di numerose pubblicazioni scientifiche sia di Letteratura greca, riguardanti Omero e Sofocle, sia di Letteratura latina, dedicate ad autori come Ennio, Elvio Cinna, Cornelio Gallo, Virgilio, Orazio, Ovidio, Plinio il Vecchio e Quintiliano.

Pubblicato
2017-12-20
Sezione
Saggi