Cicerone nella Controriforma. Girolamo Ragazzoni umanista e vescovo

  • Fabio Gatti Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Abstract

Nella storia della fortuna di Cicerone, l’età della Controriforma è un periodo non specificamente indagato, benché la presenza dell’oratore sia fondamentale nella formazione di molti protagonisti del rinnovamento cattolico e poi nei nuovi sistemi educativi elaborati per formare un clero più qualificato. L’articolo intende mettere in luce il ruolo centrale assunto da Cicerone in tale delicata fase storica, concentrandosi in particolare sulla figura esemplare di Girolamo Ragazzoni (1537 ca-1592), commentatore delle Epistulae ad Familiares e volgarizzatore delle Filippiche. Ragazzoni, da giovane umanista in stretto contatto con Paolo Manuzio e Carlo Sigonio, parteciperà al Concilio, tenendone l’orazione conclusiva, per poi diventare nel 1577 vescovo di Bergamo: lì, operando in collaborazione con Carlo Borromeo, si rivelerà uno dei più solerti esecutori dell’opera di riforma interna alla Chiesa, in particolare nel settore pedagogico e scolastico.

Biografia autore

Fabio Gatti, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Fabio Gatti, dottorando di ricerca presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha conseguito la laurea triennale in Lettere classiche nel 2015 presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi dal titolo Il Giambo X di Callimaco. Testo e commento (relatore prof. Luigi Lehnus); ha poi conseguito nel 2017 la laurea magistrale in Filologia, letterature e storia dell’antichità presso lo stesso ateneo con una tesi dal titolo L’umanista bergamasco Giovanni Pelliccioli e la retorica ciceroniana nella prima Controriforma (relatore prof. Giovanni Benedetto, correlatore prof. ssa Carla Castelli). I suoi interessi di ricerca sono la filologia classica, la storia della filologia e della tradizione classica, la storia della letteratura latina.

Pubblicato
2017-12-20
Sezione
Saggi