Storia del potere e potere della storia. Indagine sulla nozione di translatio imperii e del suo utilizzo nell’opera di Ibn Khaldun (XIV sec.)

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  • Francesca Forte Ricercatrice indipendente

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https://doi.org/10.54103/2035-7362/32092

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Abstract

Il presente contributo vuole indagare la relazione tra la storia come disciplina e la nozione di translatio imperii come categoria storiografica e interpretativa del passato.

Si intende partire da una breve analisi storica dell’evoluzione del concetto di translatio imperii a partire dall’antichità per arrivare all’uso originale che ne fa un  grande storico arabo come Ibn Khaldûn (XIV secolo): in questo percorso si cercherà di dare conto di alcuni momenti di svolta come l’irrompere della potenza romana nel mediterraneo, la prima civiltà che fa un uso costante e strategico di tale nozione per giustificare il proprio dominio, e dell’interpretazione della stessa categoria in chiave teleologica nella tradizione religiosa. Si cercherà di mostrare in che modo il mondo islamico (erede dell’antichità classica e influenzato dal cristianesimo orientale) abbia recepito tale concetto e lo abbia utilizzato nella propria interpretazione della storia, fino ad arrivare all’originale contributo di Ibn Khaldûn sul piano della teoria della successione degli imperi.

In tale indagine si intende anche accennare al rapporto tra storia e memoria riprendendo la domanda di Assmann: tutti i popoli fanno storia? Se la categoria di translatio imperii appare un universale di quasi tutte le grandi civiltà del passato che l’hanno utilizzata per definire la propria identità politica, non tutti i popoli sembrano aver sviluppato una coscienza storica vera e propria: la storia del Potere (politico) non sempre sembra affiancata dal potere della Storia.

 

This paper aims to investigate the relationship between history as a discipline and the notion of translatio imperii as a historiographical and interpretative category of the past.

We shall begin with a brief historical analysis of the evolution of the concept of translatio imperii from antiquity onwards, leading up to its original use by a great Arab historian such as Ibn Khaldûn (14th century): In doing so, we shall seek to account for certain turning points, such as the emergence of Roman power in the Mediterranean – the first civilisation to make constant and strategic use of this notion to justify its dominion – and the teleological interpretation of the same category within the religious tradition. We shall endeavour to demonstrate how the Islamic world (heir to classical antiquity and influenced by Eastern Christianity) assimilated this concept and utilised it in its own interpretation of history, culminating in Ibn Khaldûn’s original contribution to the theory of the succession of empires.

This study also aims to touch upon the relationship between history and memory, taking up Assmann’s question: do all peoples make history? Whilst the concept of translatio imperii appears to be a universal feature of almost all the great civilisations of the past, which have used it to define their political identity, not all peoples seem to have developed a genuine historical consciousness: the history of (political) power does not always seem to go hand in hand with the power of History.

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Pubblicato

2026-09-27

Come citare

Storia del potere e potere della storia. Indagine sulla nozione di translatio imperii e del suo utilizzo nell’opera di Ibn Khaldun (XIV sec.). (2026). Doctor Virtualis, 21(1), 47-75. https://doi.org/10.54103/2035-7362/32092