Gli Enti religiosi nel Terzo Settore: considerazioni sul patrimonio destinato

Autori/Autrici

  • Angelo Ciarafoni Università degli Studi Roma Tre

DOI:

https://doi.org/10.54103/2531-6710/25398

Parole chiave:

Terzo settore; patrimonio destinato; enti religiosi

Abstract

Il Codice del Terzo settore ha richiesto agli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti degli adempimenti ulteriori rispetto agli enti non
confessionali, per poter accedere al Terzo settore. L’approntamento di una disciplina statale unilaterale, scarna sotto molteplici
aspetti, ha suscitato innumerevoli difficoltà interpretative e conseguenti dubbi sulla collocazione sistematica dei vari istituti giuridici.
In particolare, la richiesta diretta agli enti religiosi di costituire un patrimonio destinato, senza ulteriori specificazioni a riguardo
da parte della legge, induce ad effettuare delle disquisizioni sulla natura del vincolo patrimoniale, oltre che sulla perimetrazione
delle risorse necessarie a portare avanti un’attività di interesse generale.
Ad ogni modo, le analisi, che si rendono necessarie in materia, devono essere condotte in modo tale da preservare la matrice
confessionale degli enti ecclesiastici, in sintonia con i principi costituzionali posti a presidio delle Confessioni religiose..

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Biografia autore/autrice

Angelo Ciarafoni, Università degli Studi Roma Tre

Angelo Ciarafoni è Tutor di Documentazione, comunicazione giuridica e processo civile, Dipartimento di
Giurisprudenza, Università degli Studi Roma Tre.
Articolo soggetto a revisione tra pari a doppio ciec

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Pubblicato

2024-08-26

Come citare

Ciarafoni, A. (2024). Gli Enti religiosi nel Terzo Settore: considerazioni sul patrimonio destinato . Società E Diritti, 9(17), 51–63. https://doi.org/10.54103/2531-6710/25398