"Riordinare in ottimo sistema di archiviazione tutti i documenti e carte". L’archivio ducale Visconti di Modrone e il mestiere dell’archivista a Milano nell’Otto-Novecento
DOI:
https://doi.org/10.54103/asl/30572Parole chiave:
Nobiltà, Metodi archivistici, Archivio di Stato di Milano, Luca Peroni, Archivisti (professione)Abstract
Il saggio prende avvio dal lungo contenzioso ottocentesco tra la scuola milanese fautrice dell’ordinamento per materia dei fondi archivistici, portato alle estreme conseguenze da Luca Peroni e il cosiddetto metodo storico, sostenuto alla tradizione fiorentina del Bonaini e scelto quale metodo archivistico di riordino da applicare in tutti gli archivi del Regno. In questo gioco di archivisti si inserisce il dibattito relativo al riordino degli archivi gentilizi e, in particolare, dell’Archivio ducale Visconti di Modrone la cui vicenda, a partire dal primo riordino per materia fino ai suoi complicati trasferimenti a seguito dei bombardamenti su Milano durante la seconda guerra mondiale, mostra quanto gli archivi non siano statici depositi di vecchie carte dimenticate, ma oggetti di riflessioni, ripensamenti e riordini, implicanti competenze teoriche e pratiche. Seguono due appendici: un documento inedito di Luca Peroni sul “Metodo da osservarsi nella riordinazione di un archivio particolare d’una famiglia illustre” (prima metà del secolo XIX) e i risultati di una ricognizione intesa a verificare quali sinergie si siano create tra l’Archivio di Stato di Milano e gli archivi dei grandi casati milanesi e quanto a lungo il metodo peroniano sia stato impiegato come metodo di riordino ufficiale.
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