Una élite privata. Strategie economiche e scelte professionali della nobiltà in area milanese dall’Unità al fascismo
DOI:
https://doi.org/10.54103/asl/30626Parole chiave:
Nobiltà milanese, Strategie patrimoniali e di investimento, Industria, Credito e finanzaAbstract
Il saggio analizza il ruolo economico e sociale della nobiltà milanese tra l’Unità d’Italia e il regime fascista, mettendo in luce la capacità di adattamento di un’élite che, pur privata dei privilegi dell’ancien régime, seppe mantenere un ruolo di primo piano nel capitalismo lombardo. Attraverso lo studio di atti notarili, fonti d’archivio e biografie rappresentative, emerge come le famiglie nobili abbiano saputo diversificare i propri investimenti tra agricoltura, credito e industria, stabilendo alleanze con la borghesia imprenditoriale e assumendo posizioni di rilievo nei consigli di amministrazione di banche e società. Lungi dall’essere un ceto in declino, la nobiltà milanese si configurò come un’élite privata capace di rinnovarsi, integrando nuovi membri provenienti dal mondo degli affari e partecipando attivamente alla modernizzazione economica italiana fino agli anni del fascismo.
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