Un problema bramantesco? Il palazzo di Urbano Rampini di Sant’Alosio, ovvero Talenti di Fiorenza
DOI:
https://doi.org/10.54103/asl/30627Parole chiave:
Bramante, Revival, Palazzi milanesi, Architettura bramantesca, StoricismoAbstract
Questo articolo presenta nuovi spunti di riflessione per la storia architettonica di palazzo Talenti di Fiorenza a Milano, un edificio singolare per la presenza di colonne ad tronchonos in una fabbrica civile. La documentazione che qui si presenta permette di ripercorrere per la prima volta la vicenda della costruzione dalla sua origine ai primi anni del XIX secolo. In particolare si identifica l’originario committente nel misconosciuto Urbano Rampini da Sant’Aloiso, personaggio già menzionato in relazione alla costruzione al chiostro bramantesco di Chiaravalle. Ne emerge la storia di una fabbrica di origine quattrocentesca fortemente e volutamente ampliata e alterata nella seconda metà del XVI secolo in forme storicizzate bramantesche. Il palazzo si inserisce dunque entro un novero di edifici milanesi in via di studio che attestano il perdurare di un gusto “neobramantesco” o “neosforzesco” fin dentro al Seicento, costituendo un tassello fondamentale per una nuova ricostruzione della fortuna dello “storicismo” pre ottocentesco. Inoltre, per comprendere questo fenomeno, che vede come centrale il sistema di affermazione culturale e sociale della famiglia Talenti di Fiorenza, si forniscono in questo testo anche nuovi elementi preliminari per affrontare sotto diversa luce il sistema di mecenatismo creato da questa casata.
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