Call for papers - N. 1 (2026)
Il mito della leggibilità del Mondo si sostanzia ancora oggi in una biblioteca e noi vorremmo proporre e discutere un approccio diverso all’ordinamento di questa biblioteca, non più basato sulla mera arte combinatoria che analizza tutti i dati e genera tutti i dati, bensì ispirato al criterio warburghiano della “simpatia” e dell’analogia per la catalogazione dei libri e l’elaborazione dei “dati”.
Intendiamo quindi considerare che il comprendere si realizza tramite il linguaggio, ma non nella sua forma di concatenazione monologica di assiomi logicamente perfetti (Raimondo Lullo e John von Neumann), bensì in forma dialogica, presupponendo un ascoltatore e lasciando che l’etica diventi implicita nel discorso (H. von Foerster e Martin Buber). Il linguaggio non trasporta informazione, ma evoca e presuppone una comprensione, un nesso tra esperienza e giudizio.
Una biblioteca è fatta di libri e i libri sono fatti di carta: le intelligenze hanno un supporto materiale che le plasma e le indirizza. La considerazione e la discussione circa la forma, la struttura e la materia dell’intelligenza, e le loro metamorfosi, sono quindi imprescindibili nel progettare e descrivere la “biblioteca”. Ci occuperemo quindi, anche e soprattutto, dei supporti delle intelligenze: carta, inchiostro, cellule, silicio, pigmenti, acqua, terra, aria, fuoco.
Il primo tema di discussione e approfondimento che proponiamo agli autori e ai lettori è quello dei dati e, in particolare, le connessioni e le differenze tra dato, informazione e messaggio. Non tutti i dati generano informazione e non tutte le informazioni vengono o devono essere recepite come messaggi.
Le linee guida per inviare le proposte sono disponibili a questa pagina.


