V. 4: Serie 2. 1961-1962
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Agriculus suvorovi populneus Schaefer (Coleoptera Buprestidae) dannoso ai Pioppi nell' Italia settentrionale_compressed (2)

Pubblicato 2024-08-29

Come citare

Arru, G. M. Agriculus suvorovi populneus Schaefer (Coleoptera Buprestidae) dannoso ai Pioppi nell’ Italia settentrionale_compressed (2). Bollettino Di Zoologia Agraria E Bachicoltura, 4, 160–286. Recuperato da https://riviste.unimi.it/index.php/bzab/article/view/25496

Abstract

L'A.espone i risultati dei suoi studi sulla morfologia, sulla biologia, sui danni e sui fattori di mortalità del Coleottero Buprestide Agrilus suvorovi populneus SCHAEFER, che negli anni 1958-1961 ha causato danni di rilievo alle giovani piantagioni di Pioppo nell'Italia settentrionale. Sono descritti ed illustrati l'uovo, la larva neonata e quella matura, la pupa, e l'adulto. Particolare cura è stata dedicata alla trattazione dei caratteri morfologici differenziali fra maschio e femmina con speciale riguardo all'addome ed agli apparati genitali. Gli adulti sfarfallano dalla fine di maggio fino a luglio, e, dopo essersi nutriti per una decina di giorni delle foglie della pianta ospite, si accoppiano. Le femmine fecondate depongono sulle parti soleggiate delle piante prescelte ovature costituite di solito di 7-8 elementi (da un minimo di 2 ad un massimo di 17) ricoperte da un secreto bianco, che s'indurisce all'aria. Le larve schiudono dopo una decina di giorni circa e penetrano direttamente nella corteccia. Il periodo larvale attivo può essere diviso in 4 fasi: nella 1 (2-8 giorni) la larva neonata scava una galleria sottoepidermica, di solito rettilinea, disponendosi con l'asse trasversale del corpo in direzione di quello radiale della pianta; nella 2  (25-35 giorni) la larva si nutre del libro e degli strati più supeficiali del legno, scavando una galleria tortuosa e tenendo la regione ventrale rivolta verso l'interno della pianta; nella 3  fase (3-10 giorni) la larva penetra nel legno continuando a scavare la galleria in modo tale che alla .fine rivolge verso l'esterno la regione sternale; nella 4 fase (2-4 giorni) viene preparata la cella pupale. L'attività della larva dura in media 45 giorni ed in tutte le fasi, eccetto la 1, la galleria viene riempita di fine rasura fortemente compressa. Le larve raggiungono la maturità in agosto-settembre dopo essere passate attraverso mute e svernano entro la cella pupale. La metamorfosi ha luogo in primavera (aprile-maggio); l'adulto sfarfalla 35-70 giorni dopo la rottura della spoglia larvale, scavandosi nel legno il condotto d'uscita. L'Agrims suvorovi populneus ha di norma una generazione all'anno ma un piccolo numero di larve (circa il 4 % ) iniziano la metamorfosi con un ritardo di 1 o 2 anni, che vengono trascorsi allo stadio di larva matura nella cella pupale. Danni sono stati osservati su tutti i pioppi coltivati a scopo industriale, com278

  1. M. ARRU prendenti sia cloni selezionati (Populus X euramericana (Dode) Guinier cvv. I-214, I-488, I-262, I-45/51, ecc.) sia le forme volgarmente dette « Canadesi » e « Caroliniane», ed anche sui pioppi bianchi (Populiis alba L.). L'A. ha esaminato in 41 diverse località della Pianura padana una sessantina di piantagioni attaccate ed ha constatato che venivano danneggiate soltanto piante già indebolite per sfavorevoli condizioni del terreno, per errate pratiche colturali, per danni all'apparato radicale o, più genericamente, per qualsiasi causa che determinasse un insufficiente rifornimento idrico. Non sono stati notati danni su piante vigorose. I pioppi trapiantati nell'annata sono particolarmente esposti agli attacchi dell'Agrilus: evidentemente questa pratica colturale va considerata come uno dei principali fattori predisponenti. Nell'Italia settentrionale, secondo le norme di una razionale tecnica colturale, vengono trapiantati pioppi di 2 anni di fusto e di 2 o 3 anni di radice, con circonferenze da 8 a oltre 15 cm, a m 1,30 dal suolo e alti m 6-9. Al momento dell'estirpazione del vivaio le pioppelle vengono private dei rami e le radici ridotte a brevi monconi; la messa a dimora avviene entro buche profonde cm 80-100. Di solito i pioppi sopportano bene la crisi da trapianto e l'hanno già superata prima della comparsa degli adulti dell'Agrilus; in caso contrario rimangono esposti all'attacco dell'insetto. Le cause che rendono i pioppi suscettibili agli attacchi dell'insetto sono rappresentate principalmente da:
  1. a) fattori che si manifestano all'atto del trapianto (pioppelle indebolite perché mal coltivate in vivaio, cattiva scelta del periodo in cui si effettua il trapianto, non perfetta esecuzione delle operazioni relative, ecc.); b) inconvenienti che dipendono dalla stazione (anomalie fisiche o chimiche del suolo);
  1. e) traumi all'apparato radicale provocati da animali, da lesioni meccaniche e da contatto con sostanze tossiche. Le cause di cui alle lettere a) e b) agiscono fin dal primo anno di trapianto e solo assai di rado si manifestano all'improvviso negli anni seguenti; quelle indicate alla lettera e) si presentano casualmente e su aree limitate, esponendo agli attacchi dell'Agrilus piante di qualunque età. I fattori di cui alla lettera
  1. a) possono essere neutralizzati seguendo strettamente le regole della moderna e razionale tecnica di coltura sia in vivaio che all'atto del trapianto. Meno facilmente si può intervenire contro le anomalie chimiche o, peggio ancora, fisiche del terreno (ad es. sottosuolo sabbioso e ghiaioso) nel qual caso non è possibile evitare gravi danni neppure con l'irrigazione. Nei terreni che presentano tali anomalie gli attacchi di Agrilus si ripetono infatti facilmente anche negli anni seguenti a quello del trapianto rendendo la lotta difficile e dispendiosa e sconsigliando anche i risarcimenti delle piante danneggiate che, se non opportunamente difesi con mezzi chimici, andrebbero incontro agli stessi inconvenienti. Il danno è causato dalle larve che, scavando nella corteccia e negli strati superficiali del legno uccidono il cambio, di conseguenza le aree infestate nelle quali la corteccia ed il legno muoiono, costituiscono punti di debolezza in corrispondenza dei quali la pianta può venire stroncata dal vento. La maggior parte dei danni è causata dalle larve giovani nei primi 5-10 giorni dopo la schiusura dell'uovo. Quando il numero delle lesioni è elevato la pianta indebolita può essere attaccata da funghi semiparassiti quali Dothichiza populea Sacc. et Br., Cytospora spp. e Phomopsis sp. che la conducono a morte. Poiché l'insetto attacca soltanto piante deboli la lotta, essenzialmente preventiva, dovrebbe mirare a mantenere costantemente le piante in buone condizioni di vegetazione. Molta attenzione è necessaria in particolare nella scelta dei soggetti da mettere a dimora e nell'assicurare il rifornimento idrico ai pioppi. Se si desidera ricorrere ad intervento mediante insetticidi, bisogna tener presente che gli adulti sfarfallano scalarmente (per un mese e mezzo circa) cosicché sono necessari diversi trattamenti. Negli esperimenti condotti dall' A. irrorazioni di parathion al 2% di p.a. sul fusto hanno determinato la morte di tutte le larve che si nutrivano della corteccia ma non di quelle già penetrate nel legno né tanto meno di quelle mature entro la cella pupale né delle pupe. L'azione di tale trattamento non è stata efficace contro gli adulti. Con 5 trattamenti effettuati a partire da una decina di giorni dall'inizio dell'ovideposizione è stato possibile ottenere una completa protezione delle piante; con un numero minore di trattamenti la protezione è stata solo parziale. Il risultato della lotta è comunque legato alla scelta dell'opportuna epoca di applicazione dell'insetticida. Fra le cause che limitano l'attività dell'insetto si ricorderà che una mortalità delle uova notevolmente elevata si osserva spesso come conseguenza del distacco e della fessurazione del secreto protettivo delle ovature; gran parte delle larve trova inoltre la morte a causa della reazione della pianta in seguito ad abbondanti irrigazioni. L' Agrilus suvorovi populneus ha diversi nemici naturali. Tra i predatori l'unico importante è il Picchio verde (Ficus viridis L.) che si nutre delle- larve che scavano nella corteccia, di quelle mature entro le celle pupali e delle pupe. Tra gli Insetti sono stati osservati 4 Imenotteri parassiti dell'Agrilus e precisamente Spathius polonicus Niez. (Braconidae, Spathiinae), Oodera formosa Gir. (Chalcidoidea, Eupelmidae), Euderus amphis Walk. (Chalcidoidea, Entedontinae) e Tetrastichus (= Aprostocetus) agrilorum Ratzb. (Chalcidoidea, Tetrastichinae). Soltanto l'ultimo di questi è diffuso in tutte le zone infestate da Agrilus suvorovi populneus ma la sua azione non è risultata tale da causare una sensibile riduzione del fitofago.

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