Pubblicato 2024-09-09
Come citare
Abstract
Una delle principali cause che hanno portato i precedenti ricercatori che si sono interessati ai Pachipodini ad incontrare difficoltà spesso notevoli nella determinazione dei Pachypus Serville è stata a mio avviso l'aver esaminato un numero modesto di esemplari, spesso provenienti da una sola o da poche località dell'areale geonemico, così che basandosi sugli esemplari in studio, spesso assai diversi dalle forme tipiche, gli AA. sono giunti a descrivere varietà e forme nuove di scarso o nullo valore sistematico. Per questa ragione ho ritenuto indispensabile, per poter procedere ad una revisione del genere Pachypus Serville, esaminare il maggior numero possibile di esemplari, provenienti, per quanto è possibile, da tutto l'areale geonemico. Sono così riuscito a rintracciare 612 esemplari, di cui 482 maschi e 6 femmine di Pachypus candidae (Petagna) e 120 maschi e 4 femmine di P. caesus Erichson, raccolti nel Lazio, Calabria, Puglie, Sardegna, Sicilia e Corsica. Tra i vari caratteri morfologici rilevati ed atti a separare le diverse specie, uno mi è sembrato di particolare interesse poichè facilmente individuabile e misurabile, oltre che sensibilmente costante, tanto che ho ritenuto interessante impostare su di esso un calcolo statistico. Si tratta del diverso rapporto esistente nei maschi delle due entità sistematiche, tra la larghezza del protorace (x1) e la larghezza delle elitre misurata al callo omerale (x2). Tale carattere è risultato particolarmente valido, statisticamente significativo ed ha consentito di elaborare una funzione discriminante L = 0,06658 x1 - 0,07057 x2, tale che è possibile, misurati i due caratteri x1 e x2 e sostituendo tali valori nella funzione L, stabilire, con un errore del 3 % circa, se l'esemplare in esame ::ippartiene all'una o all'altra delle popolazioni in esame. In particolare se l'L calcolato è minore del valore L0 ( = O ,0618) , che costituisce la soglia ottimale di discriminazione, l'esemplare in esame può essere attribuito al candidae, se al contrario l'L risulta maggiore di L0, lo si deve attribuire al caesus. Tale risultato ottenuto dall'esame di un elevato numero di esemplari, offre una piccola probabilità di errore e consente, mediante una semplice misurazione ed un breve calcolo, di classificare i soggetti in studio e di attribuirli all'una o all'altra popolazione. Tale dato risulta in definitiva di grande aiuto al sistematico e consente di ridurre notevolmente la possibilità di errore nella determinazione. Stabilito, mediante calcolo statistico, caratteri morfologici, ecc. che gli esemplari oggetto del presente studio appartengono a due popolazioni diverse, rimane da accertare se si tratti di due specie distinte o piuttosto di due sottospecie di una stessa entità sistematica. Le due popolazioni in effetti sono morfologicamente diverse, allopatriche (l'una si rinviene infatti in parte della penisola e nelle isole di Sardegna e Corsica, l'altra solamente in Sicilia) e risultano o.nche riproduttivamente isolate dal momento che dall'esame dell'epoca di comparsa dei maschi risulta che esiste anche una barriera etologica legata al diverso periodo di sfarfallamento degli adulti. Infatti il Pachypus candidae (Petagna) è una specie primaverileestiva ed il P. caesus Erichson al contrario estivo-autunnale. In base a tutti questi elementi, si può pertanto concludere che si tratti di due specie diverse. Pachypus candidae ha una diffusione più ampia di P. caesus (almeno per quanto è fino ad oggi noto) che appare limitato alla sola Sicilia. Nulla posso dire riguardo alla terza specie del genere, cioè il Pachypus demoflysi Normand, presente nel Nord-Africa (Tunisia), dato che non ho potuto esaminare né l'olotipo, né topotipi. Delle due entità sistematiche italiane ho elaborato una tabella sinottica, mediante la quale è possibile classificare gli esemplari oggetto di studio. A riguardo delle entità sottospecifiche descritte per il Pachypus candidae (Petagna) (ab. erichsoni, ab. impressus, ab. caesicolor) e per il P. caesus Erichson (ab. intermedius, ab. rubrothorax), dall'esame dei paratipi, omotipi, topotipi, ecc. non sono stato in grado di rilevare caratteristiche morfologiche valide a differenziare entità subspecifiche. Neppure il carattere lunghezza elitre-larghezza protorace ha dato risultati statisticamente signìficativi, per cui ritengo di poter a ragione concludere che nell'ambito delle due entitiì non si possono distinguere sottospecie. E' pertanto stabilita secondo il mio parere la seguente sinonimia: Pachypus candidae (Petagna) ( = cornutus Olivier, excavatus Fabricius, erichsoni Reitter, impressus Erichson, caesicolor Luigioni), P. caesus Erichson ( = siculus Castelnau, intermedius Ragusa, rubrothorax Vitale). Le differenze assai notevoli riscontrabili tra gli esemplari di una località rispetto a quelli di un'altra, rientrano nella variabilità della speciee devono probabilmente essere messi in relazione agli ambienti particolari, talvolta spazialmente limitati, in cui gli individui si evolvono e sono indubbiamente accentuati dalla scarsa possibilità di spostamento della femmina, che com'è noto, è attera ed ipogea.