Importanza dell'umidità nello sviluppo e nella diffusione di Amblyseius andersoni Chant (Acarina Phytoseiidae)
Pubblicato 2024-10-28
Parole chiave
- Phytoseiidae,
- Amblyseius andersoni,
- umidità,
- sopravvivenza
Come citare
Abstract
È osservazione di più anni che A. andersoni trasportato dalla Pianura Padana (dove è diffuso da tempo) nei frutteti dell'area di Montpellier, dopo una prima risposta in presenza di preda, dal mese di giugno declina; si ricerca qui la causa dell'insuccesso: 1) con indagini di laboratorio sulle esigenze di umidità di questa specie; 2) con il confronto fra le condizioni climatiche del paese di provenienza e quello di introduzione. La ricerca di laboratorio si è svolta esponendo femmine svernanti in diapausa a 50, 60, 70, 80% RH e a temperature di 20 e 25 °C. Si è rilevato che la mortalità delle femmine diminuisce con l'aumentare dell'UR, che la soglia critica si trova fra 70 e 80% UR e che 1'80% UR è il livello ottimale per la vita e lo sviluppo di A. andersoni. Il confronto fra le oscillazioni dell'UR nel clima della Valle Padana e dell'area di Montpellier rileva che in questa località il livello di umidità è spesso molto più basso di quello della Valle Padana. Si suppone pertanto che la causa della mancata affermazione di A. andersoni nel nuovo habitat sia l'intolleranza alle basse umidità in alcuni mesi dell'anno, analogamente a quanto è stato osservato per altre specie. La difficoltà di una valutazione della reale umidità cui è soggetta la specie nel clima del nuovo habitat viene discussa.