«Non dover divertire, non dover vendere, non dover seguire le mode, non dover ammiccare, non dover essere i primi della classe, non dover fare carriera». Carlo Bordini e la critica della poesia

Autori/Autrici

DOI:

https://doi.org/10.54103/2974-8070/28146

Parole chiave:

Carlo Bordini, Critica Letteraria, Poesia Italiana Contemporanea, Margine, Anni Settanta

Abstract

L’articolo riattraversa l’intera parabola poetica di Carlo Bordini (1938-2020) con l’intento di discutere e analizzare il motivo poetico, psicologico ed esistenziale del margine. La poesia, deprivata di ogni prestigio e di ogni valore nelle società occidentali, in quanto estranea alle logiche del mercato, è recuperata dall’autore come spazio privilegiato di opposizione e contestazione del potere

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Pubblicato

2024-06-30

Come citare

Miliucci, F. (2024). «Non dover divertire, non dover vendere, non dover seguire le mode, non dover ammiccare, non dover essere i primi della classe, non dover fare carriera». Carlo Bordini e la critica della poesia. Configurazioni. Ricerche Sulla Poesia Contemporanea, (4), 96–114. https://doi.org/10.54103/2974-8070/28146

Fascicolo

Sezione

Critica e poesia nel secondo Novecento. Atti del Seminario Annuale di Poesia Contemporanea, V (Verona 2023), a cura di Maria Borio e Massimo Natale