Morfologia del silenzio in The Last Gift di Abdulrazak Gurnah

Autori

  • Nicoletta Brazzelli Università degli Studi di Milano

DOI:

https://doi.org/10.13130/2037-2426/15171

Parole chiave:

Diaspora, Abdulrazak Gurnah, memory, silence, The Last Gift

Abstract

Nelle narrazioni contemporanee della migrazione e della diaspora, l’intersecarsi di memoria e racconto restituisce i traumi della dislocazione, facendo emergere il passato personale e collettivo. In The Last Gift (2011) di Abdulrazak Gurnah la ricostruzione memoriale avviene attraverso una struttura narrativa che privilegia il non detto, e attribuisce al silenzio, articolato in varie forme, dall’afasia al mutismo, passando attraverso l’amnesia, un ruolo centrale. Il graduale dispiegarsi della storia di Abbas viene evocato dallo scrittore attraverso un narratore onnisciente e una focalizzazione multipla, che raffigurano un microcosmo famigliare i cui segreti sono infine rivelati solo parzialmente. Il romanzo intreccia frammenti di storie, appartenenti a tempi e spazi diversi, per farle confluire in una registrazione su nastro che costituisce l’ultimo dono offerto da un padre originario di Zanzibar ai suoi figli inglesi. La questione identitaria si traduce in un racconto che ha un forte impatto emotivo e lascia ai lettori la possibilità di diverse interpretazioni.

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Pubblicato

2021-07-09

Come citare

Brazzelli, N. (2021). Morfologia del silenzio in The Last Gift di Abdulrazak Gurnah. ENTHYMEMA, (27), 73–89. https://doi.org/10.13130/2037-2426/15171

Fascicolo

Sezione

Saggi