Monika Fludernik, Verso una narratologia ‘naturale’

  • Filippo Pennacchio
Parole chiave: Monika Fludernik, Verso una narratologia ‘naturale’, narratologia, cognitivismo, esperienzialità

Abstract

Si traduce qui, per la prima volta in lingua italiana, un testo di Monika Fludernik. Si tratta di un saggio, pubblicato nel 1996 sul «Journal of Literary Semantics», in cui la studiosa austriaca anticipa alcuni dei contenuti che pochi mesi più tardi andranno a costituire il primo capitolo della sua opera a oggi più nota, e cioè Towards a ‘Natural’ Narratology. Tra le sue pagine, che di quest’ultima riprendono il titolo, Fludernik si sofferma sulle basi della propria teoria narratologica, oggi assai diffusa a livello internazionale ma al contrario poco o punto penetrata in Italia. A partire dai concetti di esperienzialità, embodiedness e racconto naturale, viene illustrato un paradigma teorico – la narratologia ‘naturale’, appunto – per più versi lontano dalle proposte di molti narratologi «classici», anzitutto nella misura in cui pone al suo centro il lettore, il suo coinvolgimento cognitivo con i testi. Non solo: nel corso della trattazione, Fludernik sottolinea come tale paradigma possa essere esteso in senso diacronico, come cioè i suoi presupposti consentano d’integrare le trasformazioni dai testi subite nel corso del tempo. In altre parole, esso si presta ad accogliere al suo interno una vasta gamma di forme narrative, dallo storytelling orale alla scrittura storiografica, e dai romanzi modernisti a larga parte della fiction secondonovecentesca.

La traduzione del saggio è fatta precedere da un’introduzione in cui viene presentato, più in generale, il pensiero di Monika Fludernik, e insieme valutato il suo ruolo nell’ambito del dibattito teorico sviluppatosi in seno alla comunità scientifica a partire dai primi anni Duemila.
Pubblicato
2013-06-12
Come citare
PennacchioF. (2013). Monika Fludernik, Verso una narratologia ‘naturale’. ENTHYMEMA, (8), 141-191. https://doi.org/10.13130/2037-2426/3046
Fascicolo
Sezione
Cognitive Poetics - A cura di Stefano Calabrese e Stefano Ballerio