Tre voci per un Lexicon di Giuseppe Pontiggia

Autori

  • Daniela Marcheschi Fondazione Dino Terra

DOI:

https://doi.org/10.13130/2037-2426/4170

Parole chiave:

Parola, ossimoro, John Dewey, Marcel Jousse, musica

Abstract

Tre parole-chiave offrono lo spunto per un’immersione nel pensiero e nell’opera di Giuseppe Pontiggia. La prima: parola, riaffermata dallo scrittore in quanto atto civile e ‘corporeo’ mediante il quale l’uomo fa esperienza di se stesso entrando in contatto con i suoi simili e con il circostante, ricongiungendosi insieme alla sua più profonda e antica natura. Viene così restituita allo scrittore/critico la responsabilità di lottare contro l’attuale minaccia dello svuotamento linguistico, nel nome di una costruttiva utopia culturale. La seconda parola, musica, serve a illuminare i romanzi di Pontiggia – in specie La grande sera e L’arte della fuga – attraverso suggestive analogie con la musica classica e il jazz, predilette dallo scrittore. Ossimoro è l’ultima voce di questo Lexicon: figura retorica, ma soprattutto figura conoscitiva che permette allo scrittore di scoprire la propria verità e il proprio linguaggio e al lettore di abbracciare una visione non lineare e problematica del mondo, capace di ampliare le prospettive e rinnovare lo sguardo.

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Pubblicato

2014-07-03

Come citare

Marcheschi, D. (2014). Tre voci per un Lexicon di Giuseppe Pontiggia. ENTHYMEMA, (10), 194–201. https://doi.org/10.13130/2037-2426/4170

Fascicolo

Sezione

Giuseppe Pontiggia – A cura di Daniela Marcheschi