Meir Sternberg, Raccontare nel Tempo (II): Cronologia, Teleologia, Narrativita

  • Franco Passalacqua Università degli Studi di Milano
Parole chiave: Narrazione, principio di Proteo, effetti narrativi, sorpresa, teleologia, narratologia

Abstract

In questa sezione centrale di Telling in Time II, Meir Sternberg rivolge la propria riflessione alle questioni sorte dall’incontro tra temporalità e narrazione osservato nella parte iniziale del saggio: strategie retoriche di controllo discorsivo, effetti narrativi, dinamica teleologica della sorpresa, sono tutte problematiche, queste, appartenenti a quella dimensione pragmatica che caratterizza la prospettiva di indagine dell’autore. Il percorso argomentativo dei primi capitoli di queste pagine affronta infatti il discorso sugli effetti narrativi, presente nella storia degli studi letterari fin dalla Poetica aristotelica, a partire da premesse che consentono di gettare nuova luce su di essi: se i concetti aristotelici di «rovesciamento», «riconoscimento» e «sorpresa» sono entrati nelle teorizzazioni novecentesche – Sternberg osserva in particolare i lavori pioneristici di Propp e le implicazioni introdotte nell’esperienza narratologica – in forma pressoché immutata, conservando un ancorag- gio alla realtà narrata più che alle modalità narrative, Telling in Time II propone invece di concepirli in relazione al loro «funzionamento comunicativo» e al cosiddetto «principio di Proteo». Nei capi- toli conclusivi dell’articolo, delineata una tale cornice concettuale, queste dinamiche – cui si aggiungono quelle di «suspense» e «curiosità» – vengono assunte quali fattori invarianti del genere narrativo, posti alla base della rete di rapporti teleologici tra il livello rappresentativo e il livello comunicativo che costituiscono il nucleo essenziale della proposta critica sternberghiana.
Pubblicato
2010-06-22
Fascicolo
Sezione
Saggi