Wayne Booth, Perché la critica etica ha attraversato tempi difficili?

Autori

  • Antonio Sotgiu Università degli Studi di Milano

DOI:

https://doi.org/10.13130/2037-2426/582

Parole chiave:

Critica, etica, narrativa, valutazione

Abstract

Nel presente articolo Wayne Booth immagina un dialogo intercorso tra lui e il noto cri- tico inglese vissuto nel XVIII secolo Samuel Johnson, quest’ultimo mostra la sua indignazione nei confronti della reticenza dei critici contemporanei nell’esprimere giudizi di valore ben argomentati sulle opere letterarie. A partire dalla constatazione fittizia di Johnson, Booth sviluppa una riflessione sull’importanza e la validità dei giudizi di valore e si fa promotore di una critica etica delle narrativa. Mettendo in risalto i fattori che hanno condotto al discredito di tale critica all’interno del panorama contemporaneo, e rintracciandoli in ordine nel «rigetto teorico di un’indagine sui valori», nel convincimento moderno secondo il quale la «vera ragione possa avanzare solo tramite il dubbio critico», nella «consapevolezza dell’immensa variabilità» dei giudizi di valore e nel «trionfo delle teorie dell’arte come forma astratta». Successivamente, Booth illustra cinque peculiarità auspicabili per una critica etica della narrativa: universalità, riflessività, reciprocità, interrogazione sulle questioni ultime, anti-utilitarismo.

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Pubblicato

2010-06-22

Come citare

Sotgiu, A. (2010). Wayne Booth, Perché la critica etica ha attraversato tempi difficili?. ENTHYMEMA, (1), 117–135. https://doi.org/10.13130/2037-2426/582

Fascicolo

Sezione

Saggi