Estimità/intimità: tra pulsioni e passioni dell'essere

Autori

  • Giovanni Bottiroli Università degli Studi di Bergamo

DOI:

https://doi.org/10.13130/2037-2426/754

Parole chiave:

Personaggio, interiorità, passioni

Abstract

Per la cultura del Novecento, la nozione di «interiorità» non è una nozione ovvia. Al contrario: i pensatori più innovativi l’hanno messa radicalmente in discussione. Heidegger rifiuta l’idea di un soggetto incapsulato, che dovrebbe aprirsi al mondo esterno; Freud teorizza un soggetto diviso, definito da processi di identificazione, cioè da un rapporto costitutivo con l’alterità. Si può dunque sostenere che la nozione di interiorità è accettabile solo nella prospettiva (pre-freudiana) di un soggetto indiviso.

Secondo Lacan (Seminario VII), l’intimità del soggetto è abitata dall’estimità, cioè da un’esteriorità opaca che eccede ogni tentativo di padronanza e di trasparenza. Nell’estimità, nel dinamismo elastico delle pulsioni, dobbiamo probabilmente individuare la causa delle scissioni nel soggetto. Queste scissioni sono modi d’essere e modi di pensare. Il soggetto tenta di cucire le proprie lacerazioni, e coltiva il progetto impossibile di una coincidenza con se stesso; ma le pulsioni, e le passioni, lo trascinano oltre i propri confini.

Alcune opere di Tolstoj vengono qui utilizzate per esemplificare il rapporto tra i registri lacaniani (immaginario, simbolico, reale): rapporto di intreccio e di conflitto, possibilità di inclusione paradossale. L’amore si rivela una miscela instabile, eterogenea, anche nella sua forma media. Le forme estreme ripropongono la sudditanza a das Ding, la Cosa, l’esteriorità intima del soggetto.

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Pubblicato

2010-12-21

Come citare

Bottiroli, G. (2010). Estimità/intimità: tra pulsioni e passioni dell’essere. ENTHYMEMA, (2), 329–344. https://doi.org/10.13130/2037-2426/754

Fascicolo

Sezione

Centenario di Lev Tolstoj