Griffin and Sabine di Nick Bantock. Arte, racconto, scrittura e calligrafia.

Autori

  • Maria Grazia Sindoni Università degli Studi di Messina

DOI:

https://doi.org/10.13130/2037-2426/759

Parole chiave:

Carteggio, calligrafia, racconto, Nick Bantock

Abstract

Questo contributo prende le mosse dalla problematica definizione di racconto, variamente interpretato in sede critico-letteraria di area inglese ed angloamericana. Si prenderà in esame un esempio che sfida tale categoria, Griffin and Sabine di Nick Bantock (1991), opera scritta e illustrata. Tale opera si configura come difficilmente inquadrabile in un genere letterario canonico di tradizione occidentale, perché si presenta come un carteggio «illustrato» fra i due personaggi protagonisti, raccogliendo un insieme di lettere e cartoline dipinte e variamente decorate. Le lettere sono inserite in buste postali cui il lettore ha accesso fisico. La lettura richiede manipolazioni operative preliminari, come l’apertura della busta, lo spiegamento e il tocco della carta, la decodifica della calligrafia dei personaggi. L’esperienza sensoriale a cui è sottoposto il lettore è rinforzata dall’ uso funzionale della calligrafia, che in quest’opera viene sfruttata in tutte le sue potenzialità espressive, per assumere connotati visivi ed estetici oltre che meramente comunicativi e referenziali. Infine, si suggeriranno possibili percorsi di lettura, che contemplino l’incorporamento dell’esperienza visiva e sensoriale a completamento del processo classico (intellettuale, cognitivo) di lettura dell’opera narrativa.

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Pubblicato

2010-12-21

Come citare

Sindoni, M. G. (2010). Griffin and Sabine di Nick Bantock. Arte, racconto, scrittura e calligrafia. ENTHYMEMA, (2), 147–153. https://doi.org/10.13130/2037-2426/759

Fascicolo

Sezione

Saggi