Il narratore algoritmico
DOI:
https://doi.org/10.13130/2037-2426/8350Abstract
La promessa di Facebook è renderci autori e lettori delle nostre stesse storie, ma in realtà il social network di Mark Zuckerberg costruisce una catena di montaggio della “narrazione narrabile” che imprigiona vite, biografie e racconti possibili. Processando i metadati, i comportamenti e le interazioni di miliardi di utenti all’interno del giardino chiuso della piattaforma, l’algoritmo si impone come un narratore onnisciente e totalitario, una macchina di storytelling predittivo a beneficio degli unici lettori che contano davvero: gli inserzionisti pubblicitari.
Sulla scorta di riflessioni provenienti, tra gli altri, da Christian Salmon, Stefano Calabrese, James Gottschall, Raul Mordenti, Marie-Laure Ryan, e sulla base della visibile concentrazione nei media digitali del doppio ruolo di fornitori di contenuti e fornitori di infrastrutture di distribuzione, il contributo sostiene che la dittatura narrativa di Facebook cancella la promessa del Web come spazio di narrazioni aperto, collaborativo e partecipato dal basso.
Ciò che resta dell’ipertesto è una “rete televisiva”, una piattaforma di broadcasting che privilegia oralità, video e slideshow in modo che con le loro performance dai palchi di TED e YouTube i guru dell’epica digitale e dell’innovazione possano affermarsi come le vere pop star di questa epoca neoliberista.Downloads
Dowloads
Pubblicato
Come citare
Fascicolo
Sezione
Licenza

Except where otherwise noted, the content of this site is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 Unported License.
Accettato 2017-06-16
Pubblicato 2017-06-27



