Abstract
L’esperienza del Metodo Suzuki in Italia e, in particolare a Molfetta (BA), oggetto principale del presente articolo, testimonia come una metodologia educativa innovativa possa integrarsi in un contesto locale, generando benefici duraturi nei bambini, nelle famiglie e nella comunità. Attraverso la precocità degli apprendimenti, il coinvolgimento attivo dei genitori e la pratica collettiva, la musica si conferma non solo come strumento di formazione tecnica ma come mezzo privilegiato per promuovere crescita personale, relazioni solide e una cultura condivisa del valore educativo dell’arte.
Riferimenti bibliografici
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