Opere come dati: open data, diritto d’autore e patrimonio musicale alla prova dell’intelligenza artificiale generativa
Abstract
Il contributo analizza l'intersezione tra le discipline europee sugli open data, il diritto d'autore e il patrimonio musicale alla luce dell'avvento dell'intelligenza artificiale generativa. Muovendo dalla duplice qualificazione che un medesimo oggetto culturale digitalizzato può assumere – come espressione protetta destinata alla fruizione estetica o come dato strutturato destinato al calcolo computazionale –, lo studio individua l'evoluzione del concetto di 'leggibilità meccanica' quale fattore chiave e ambivalente del quadro normativo. L'articolo propone la nozione concettuale di 'utilizzo informazionale' delle opere, distinto dalla fruizione tradizionale e dallo sfruttamento dell'espressione, ed evidenzia l'inadeguatezza del modello classico delle eccezioni e limitazioni dinanzi a tecnologie che richiedono un accesso sistemico all'intero corpus digitalizzato. Il patrimonio musicale e le istituzioni AFAM costituiscono il caso di studio ideale: il primo per l'estrema disaggregazione dei dati e frammentazione dei diritti, le seconde perché sintetizzano la natura di enti pubblici, custodi storici, centri di ricerca e produttori di nuove opere con IA.
Parole chiave
Diritto d'autore, Intelligenza Artificiale Generativa, Leggibilità Meccanica, Text and Data Mining, Patrimonio Musicale, AFAM
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stampaBiografia autore
Fabio Dell'Aversana
Insegna Diritto delle arti, del design, dello spettacolo e dei beni culturali all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove coordina il curriculum in "Copyright Law and Cultural Economy" del Dottorato di ricerca di interesse nazionale in "Visual Arts, Performing Arts, New Media, New Technologies, Music and Cultural Heritage". È stato P.I. e coordinatore nazionale del PRIN PNRR 2022 "The right to beauty between instances of protection and inclusiveness". È responsabile scientifico per l'Accademia di Napoli del progetto PROBEN e ha coordinato l'unità di ricerca del progetto PNRR INAR, che ha avuto come capofila l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Laureato con lode in Giurisprudenza all'Università "Federico II" e dottore di ricerca in Diritto pubblico e costituzionale, ha conseguito, entrambi con lode, i diplomi accademici di primo e secondo livello in Pianoforte al Conservatorio "San Pietro a Majella" di Napoli. Avvocato cassazionista del Foro di Napoli e consulente di soggetti privati e pubblici operanti nel settore della cultura, è presidente di SIEDAS - Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo e direttore scientifico della Rivista di diritto delle arti e dello spettacolo.