Volontarismo e diplomazia informale su emigrazione e lavoro nel primo Novecento: la carriera di Guglielmo E. di Palma Castiglione
Pubblicato 2025-05-30
Parole chiave
- Organizzazione internazionale del lavoro - OIL, Migranti italiani negli Stati Uniti, Commissariato generale dell’emigrazione - CGE, Ufficio del lavoro per gli italiani di New York
Come citare
Copyright (c) 2025 Marco Soresina

Questo lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0.
Abstract
Seguendo la carriera di un funzionario, l’articolo contribuisce alla discussione sull’evoluzione delle politiche a tutela del lavoro italiano all’estero, tra età liberale e fascismo. Di Palma Castiglione, avvocato e in gioventù militante socialista, dal 1902 entrò a far parte della “diplomazia informale” che il ministero degli Esteri utilizzava per assistere i lavoratori all’estero, durante la “grande migrazione”. A New York diresse l’Ufficio del lavoro per gli italiani; fu inviato in diverse località europee e americane per studiare le opportunità di lavoro, secondo l’ottica prevalente tra le autorità italiane, che auspicavano di poter indirizzare i migranti in grandi gruppi omogenei, al fine di mantenere coese le comunità e in saldo contatto con la madre patria. Come esperto d’emigrazione partecipò nel 1919 alla Conferenza di Pace e fu tra i promotori dell’Organizzazione internazionale del lavoro, presso cui rimase come funzionario fino agli anni Trenta.