1828, gli occhi degli Asburgo sulla rivolta del Cilento. : Polizia, cospirazione politica, brigantaggio
Pubblicato 2025-12-19
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Abstract
Sulla base di documenti inediti e di fonti edite ma poco valorizzate, nell’articolo si esamina dal punto di vista della diplomazia austriaca la rivolta del Cilento (provincia di Salerno, 1828), dove la cospirazione politica dei Filadelfi, una società segreta rivoluzionaria, si intrecciò con l’azione criminale di bande brigantesche locali. L’analisi è condotta alla luce di un panorama storiografico profondamente rinnovato sui temi dei sistemi di sicurezza transnazionali nell’Europa post-napoleonica, delle polizie politiche e delle cospirazioni antisistema; del controllo del territorio, della lotta alla criminalità, del brigantaggio. Emergono almeno tre punti degni di riflessione: 1. la rappresentazione della crisi offerta agli austriaci, sembra in maniera convincente, dai funzionari borbonici; 2. la setta filadelfica, un’indubbia realtà meridionale, ma con origini o legami esteri indefinibili; 3. la commistione tra cospirazione politica e delinquenza comune, foriera di una costruzione retorica degli eversori politici come criminali, nonché i modi utilizzati dal governo delle Due Sicilie per debellarli.