La lunga ombra dell’anarchico. Aspetti della narrativa di Andrés Carranque de Ríos

  • Barbara Minesso Università degli Studi di Milano

Abstract

Dopo anni di oblio, Andrés Carranque de Ríos (1902-1936) sta ritrovando il suo giusto spazio nella critica e presso i lettori. Il proposito del presente lavoro è delineare la figura dello scrittore, praticamente sconosciuto in Italia, e analizzare alcuni aspetti della sua prosa giornalistica e narrativa. Si studierà l’importante e controverso legame con il cinema che conosceva la sua timida alba in Spagna, si analizzeranno i racconti pubblicati sulla rivista illustrata «Estampa» e si metteranno in luce alcuni aspetti dei suoi tre romanzi: «Uno» (1934), «La vida difícil» (1935), «Cinematógrafo» (1936). Carranque appartiene a quella generazione di scrittori della Repubblica che fanno della letteratura uno strumento di denuncia sociale, convergendo sulla necessità di superare l’elitismo borghese dell’avanguardia per rivolgersi alle masse, raccontando le dure condizioni di vita della classe operaia. La letteratura di Carranque non è però propagandistica: rifiuta l’addottrinamento di partito per denunciare le ferite aperte del corpus sociale in una prospettiva neorealista. Tutto ciò viene dalla sua esperienza diretta: una vita di ristrettezze economiche che lo obbligano a dedicarsi fin da giovanissimo ai lavori più svariati, in Spagna e in Europa. Il suo anarchismo lo porta due volte in carcere e il tempo della reclusione è dedicato alla lettura disordinata a vorace. Nonostante una vita al margine nel 1935 viene scelto, insieme ad alcuni grandi della letteratura, come delegato spagnolo nel Primo Congresso Internazionale di scrittori in difesa della Cultura realizzato a Parigi. After years of being ignored as a writer by critics and readers, Andrés Carranque de Ríos (1902-1936) is finding his deserved place. The aim of this work is to outline the figure of this writer, almost unknown in Italy, and analyze some aspects of his narrative and journalistic prose. We will study as well the important and controversial relation between Carranque and the cinema, which was having a timid beginning in Spain. We will analyze the stories published by Carranque in the illustrated magazine 'Estampa' and we will also underline some aspects of his three novels: 'Uno' (1934), 'La vida difícil' (1935) and 'Cinemátografo' (1936). Carranque belongs to that generation of writers of "la República" that made of literature an instrument of social protest to overcome the bourgeois elitism of vanguard and to appeal to the masses by telling them about the harsh living conditions of the working class. The literature is not propaganda for Carranque: he refuses party indoctrination and exposes the open wounds of the social body in a neorealist perspective. All of this comes from his direct experience: a life of privations that forced him to work since a young age in lots of different jobs, in Spain and Europe, and his anarchism that led him into prison two times. Despite a life at the margin, Carranque was chosen, along with important personalities of literature, as a Spanish delegate to the First International Congress of Writers for the Defence of Culture held in Paris, in 1935.
Pubblicato
2012-01-02
Fascicolo
Sezione
Articoli