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Linee guida per gli autori

 NORME REDAZIONALI 

Queste norme redazionali non esauriscono certo tutta la casistica che si potrà presentare agli autori dei contributi e ai redattori della rivista. A mano a mano che sorgano problemi nuovi, si cercherà di dare una risposta adeguata, correggendo e accrescendo le norme medesime.

Gli autori sono pregati di inviare i loro contributi nella versione definitiva, in formato .doc ovvero .rtf, usando unicamente il programma di scrittura Word. Nel caso si facesse ricorso a caratteri speciali, l’autore consegnerà la font utilizzata in versione Windows. Nell’impossibilità di seguire le indicazioni date, è indispensabile prendere contatto con la Redazione.

Insieme con il contributo (nelle sezioni Testi, Saggi, Varietà, Note e Discussioni) l’autore fornirà: un breve riassunto nella lingua del contributo e la sua traduzione in lingua inglese (si veda anche infra, III. Altre Indicazioni, punto 9), le parole-chiave (vedi sempre ibidem) e una sua breve autobiografia (massimo 100 parole).

 

I. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Nel corso del testo e nelle note a piè di pagina si usa una bibliografia siglata; le sigle vengono sciolte alla fine del contributo, nei Riferimenti Bibliografici.

La bibliografia siglata (nel testo e nelle note) è formata dal cognome dell’autore in Maiuscolo/minuscolo e dall’anno di pubblicazione, seguiti da due punti e dalle pagine (senza l’abbreviazione p. /pp.). Es.: Bellomo 2004: 65; Gorni 1988: 323-40.

Nel caso di piú opere pubblicate nello stesso anno dallo stesso autore, si usano le lettere a, b, c, ecc.: es. Gorni 1998a: 323-40, Gorni 1988b: 56.

Nel caso di opere a piú mani si indicano i cognomi degli autori separati da un trattino lungo senza spazio; es.: Pferrer—Taylor 2011.

Se gli autori sono piú di tre si indica il cognome del primo seguito da et alii; es. Bianchi et alii 1995: 34.

Se il rinvio bibliografico si limita all’indicazione della/e pagina/e, non si pone in nota, ma a testo, eventualmente tra parentesi tonde. Es.: Come afferma Bellomo (2004: 65), …

 

II. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI (con lo scioglimento delle sigle).

Lo scioglimento delle sigle si effettua in ogni caso indicando la sigla (es.: Bellomo 2004), seguita dal segno di uguale (=) e dalla citazione bibliografica completa (ripetendo l’anno).

I riferimenti bibliografici, quando sia opportuno, sono suddivisi in due sezioni: “Letteratura primaria”, cioè l’indicazione delle edizioni o dei commenti di testi (classici, romanzi, in altre lingue) e “Letteratura secondaria” (gli studî critici). La bibliografia compare alla fine di ogni contributo, preceduta da due righe bianche in corpo 12. Il titolo (RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI) è scritto in maiuscolo, corpo 12, seguito da una riga bianca. Le voci sono scritte in corpo 11, interlinea singola, rientro sporgente di 0,7 cm. 

Per le opere in corso di stampa si indichi: “in c. s.”

 

Per motivi pratici partiamo dalla Bibliografia secondaria.

1) Volumi:

Nome Cognome, Titolo in corsivo, a c. di Eventuale Curatore, Luogo di edizione, Editore, Anno di pubblicazione. Es.

Graf 1926 = Arturo Graf, Attraverso il Cinquecento, Torino, Chiantore, 1926.

L’indicazione della Casa editrice può essere a volte semplificata; per es., non c’è bisogno di scrivere “Gaetano Chiantore”, basta “Chiantore”.

Se il titolo include un altro titolo, quest’ultimo, sempre in corsivo, andrà posto tra virgolette basse caporali [« »]; es.

Bellomo 2004 = Saverio Bellomo, Dizionario dei commentatori danteschi. L’esegesi della «Commedia» da Iacopo Alinghieri a Nidobeato, Firenze, Olschki, 2004.

Se gli autori sono piú d’uno, si separano mediante una virgola:

Pfeffer—Taylor 2011 = Wendy Pfeffer, Robert A. Taylor, Bibliographie de la littérature occitane. Trente années d’études (1977-2007), Turnhout, Brepols, 2011.

Opere in piú volumi: la specificazione segue l’anno di edizione:

Keith Busby, Codex and context. Reading old French verse narrative in manuscript, Amsterdam · New York, Rodopi, 2002, 2 voll.

Se i luoghi di edizione sono piú d’uno, separarli con un punto in alto (·), come nell’es. precedente.

Se però i volumi sono usciti in anni diversi, ci si comporti come nell’esempio seguente:

Rohlfs 1949-1954 = Gerhard Rohlfs, Historische Grammatik der Italienischen Sprache und ihrer Mundarten, Bern, Francke, I e II voll. 1949, III vol. 1954.

L’eventuale curatore di un libro non collettaneo va scritto dopo il titolo, preceduto dalla sigla “a c. di”; es.:

Parodi 1957 = Ernesto Giacomo Parodi, Lingua e letteratura. Studi di teoria linguistica e di storia dell’italiano antico, a c. di Gianfranco Folena, introduzione di Alfredo Schiaffini, Venezia, Neri Pozza, 1957, 2 voll.

Per le opere straniere che abbiano uno o piú curatori, si ricorra al sistema seguente:

- opere in francese: invece di “a c. di”, usare “éd. par”;

- opere in spagnolo: usare: “ed. por”;

- opere in inglese: usare “ed. by”;

- opere in tedesco: usare “hrsg. von”;

- per le altre lingue regolarsi in modo analogo ai casi precedenti.

 

Opere collettanee (miscellanee di studî, atti di convegni):

Miscellanee di studî:

Il curatore (o i curatori, in questo caso separati da una virgola) si indicano prima del titolo, seguiti, fra parentesi da “a c. di” o dalle altre formule nelle diverse lingue. Es.:

Luigi Castagna, Eckard Lefèvre (hrsg. von), Studien zu Petron und seiner Rezeption, Berlin · New York, de Gruyter, 2007.

Guglielmo Cavallo, Claudio Leonardi, Enrico Menestò (a c. di), Lo spazio letterario del medioevo. 1. Il Medioevo latino, vol. I. La produzione del testo, Roma, Salerno Editrice, t. 1, 1992, t. 2, 1993.

 

Atti di convegni.

a) Convegni con titolo specifico; non sono concettualmente diversi dalle opere collettive a cura di qualcuno. Va in corsivo solo il titolo. Es.:

Stefano Carrai, Giuseppe Marrani (a c. di), Cecco Angiolieri e la poesia satirica medievale. Atti del Convegno internazionale, Siena, 26-27 ottobre 2002, Firenze, Edizioni del Galluzzo per la Fondazione Ezio Franceschini, 2005.

b) Convegni periodici di società scientifiche, che di norma non hanno un titolo. Vanno in corsivo le parole che indicano il convegno. Es.:

Antonio Vilanova (ed. por), Actas del X Congreso de la Asociación Internacional de Hispanistas, Barcelona, 21-26 de agosto de 1989, Barcelona, PPU, 1992, 4 voll.

Per indicare un saggio compreso in un volume di scritti dello stesso autore si fa seguire il titolo del saggio dall’indicazione in tondo tra parentesi dell’anno originario di pubblicazione, da virgola, “in”, Id., / Ead. (eventualmente Iid.), e dagli altri dati bibliografici:

Padoan 1967 = Giorgio Padoan, Cause, struttura e significato del «De situ et figura aque et terre» (1967), in Id., Il lungo cammino del «poema sacro», Firenze, Olschki, 1993: 163-80.

In caso di opere collettanee (miscellanee, atti di convegni...) ci si comporti come nell’es. seguente:

Gorni 1988 = Guglielmo Gorni, Parodia e scrittura in Dante, in Giovanni Barblan (a c. di), Dante e la Bibbia. Atti del Convegno Internazionale promosso da Biblia, Firenze, 26-28 settembre 1986, Firenze, Olschki, 1988: 323-40.

Se non sono stati specificati i nomi dei curatori dell’opera collettanea, si faccia ricorso a: “Aa. Vv.”. Es.:

Guerrieri Crocetti 1941 = Camillo Guerrieri Crocetti, Motivi dominanti nel Cantare del Cid, in Aa. Vv., Italia e Spagna. Saggi sui rapporti storici, filosofici ed artistici tra le due civiltà, Firenze, Le Monnier, 1941: 51-83.

In caso di seconda o ulteriore edizione, porre il numero relativo in esponente (non nella sigla) e dopo il titolo porre, fra parentesi, il titolo della prima edizione. Es.:

Nardi 1967 = Bruno Nardi, Saggi di filosofia dantesca (1930), Firenze, La Nuova Italia, 19672.

Analogamente per i testi tradotti:

Ernst Robert Curtius, Letteratura europea e Medio Evo latino (1948), a c. di Roberto Antonelli, Scandicci, La Nuova Italia, 1992 (trad. di Anna Luzzatto, Mercurio Candela, Corrado Bologna).

Non è necessario indicare i nomi dei traduttori o l’eventuale collana a cui appartiene un volume; se lo si desidera fare, si metta questa informazione in fondo, fra parentesi (la collana fra virgolette caporali). Es.:

Francine Mora-Lebrun, «Metre en romanz». Les romans d’antiquité du XIIe siècle et leur posterité (XIIIe-XIVe siècle), Paris, Champion, 2008 («Moyen Âge — Outils de synthèse», 3).

 

2) Articoli

Nome Cognome, Titolo in corsivo, «Titolo del periodico» Numero/Fascicolo [eventuale] (Anno): [pagine senza p./pp.]. Es.:

Inglese 2009 = Giorgio Inglese, Filologia dantesca: note di lavoro, «Medioevo Romanzo» 33/2 (2009): 402-14.

Si noti: non c’è “in” fra il titolo dell’articolo seguito dalla virgola e il titolo del periodico preceduto dalle virgolette caporali; non c’è la virgola tra il titolo del periodico seguito dalle virgolette caporali e il numero della rivista. L’annata della rivista va in cifre arabe, anche se nell’origi­nale è in numeri romani.

Se vi sono piú autori, separarli con la virgola (c. s.).

Guidi-Trovato 2004 = Vincenzo Guidi, Paolo Trovato, Sugli stemmi bipartiti. Decimazione, asimmetria e calcolo delle probabilità, «FI» 1 (2009): 9-48.

Nel caso di riviste con varie serie, l’indicazione della serie (“n. s.”, “3ª s.” ecc.) si pone fra il titolo e il numero del volume. Es.:

Jean Boutière, Les poésies du troubadour Albertet, «SM» n.s. 10 (1937): 1-129.

 

Ora la Letteratura primaria

 

3) Edizioni di testi

Le edizioni e i commenti di testi classici, romanzi o in altre lingue citati nell’articolo vanno indicate nella Letteratura primaria, adottando il seguente schema:

Nome in tondo / Titolo in corsivo delle opere anonime (Editore/Commentatore) = dati bibliografici completi dell’edizione secondo le istruzioni precedenti. Es.:

Albertet de Sisteron (Boutière) = Jean Boutière, Les poésies du troubadour Albertet, «Studi Medievali» n.s. 10 (1937): 1-129.

Bernart de Ventadorn (Appel) = Carl Appel, Bernart de Ventadorn, seine Lieder mit Einleitung und Glossar, Halle, Niemeyer, 1915.

Se un editore ha pubblicato piú di una volta lo stesso testo e l’autore del contributo fa riferimento ad entrambe le edizioni, aggiungerà la data al nome dell’editore. Es.:

Chanson de Roland (Segre 1971) = La Chanson de Roland, edizione critica a cura di Cesare Segre, Milano · Napoli, Ricciardi, 1971.

Chanson de Roland (Segre 1989) = La Chanson de Roland, éd. critique par Cesare Segre, Genève, Droz, 1989 (nouvelle éd. revue), 2 voll.

 

4) Sigle per indicare i testi o gli autori

Se si ritiene opportuno ricorrere a sigle per indicare i testi, al fine soprattutto di risparmiare spazio o di evitare ripetizioni di stringhe un po’ lunghe, lo si può fare; tali sigle verranno giustificate nella prima nota opportuna; per es., parlando della Chanson de Roland, si può scrivere in nota qualcosa come: «D’ora in poi ChR», anche se non ce ne sarebbe del tutto bisogno. Inutile chiarire che If, Pg e Pd corrispondono all’Inferno, al Purgatorio e al Paradiso di Dante o che RVF sono i Rerum Vulgarium Fragmenta.

I trovatori provenzali si possono citare secondo le sigle tradizionali, quindi, per es. PVid sta per Peire Vidal, RbOr per Raimbaut d’Aurenga e cosí via. Di conseguenza: PVid (Avalle); e, in bibliografia:

PVid = Peire Vidal, Poesie, ed. D’Arco Silvio Avalle, Milano · Napoli, Ricciardi, 1960.

 

5) Lessici, repertorî, opere di consultazione, riviste

I lessici, i repertorî e le altre opere di consultazione si possono citare secondo le sigle in uso. Es.:

GDLI = Salvatore Battaglia, Grande Dizionario della Lingua Italiana, Torino, UTET, 1961-2002, 21 voll.

 

III. ALTRE INDICAZIONI

1.     La font normale è il carattere “Garamond”.

2.     Il carattere del testo va impostato in corpo 12, con interlinea singola. Quello delle note a piè di pagina e delle cosiddette “citazioni a blocchetto” (cf. infra) in corpo 10 con interlinea singola.

3.     Le recensioni sono scritte in corpo 11, con interlinea singola; le note in corpo 10 con interlinea singola; i titoli delle recensioni sono invece in corpo 12.

4.     Margini della pagina: Superiore: 5,3 cm; Inferiore: 5,8; Sinistro: 4,6; Destro: 4,6.

5.     Il rientro del comma, esteso anche alle note, è di 0,7 cm. Tuttavia non si rientra: all’inizio del testo; all’inizio di un nuovo capitolo o paragrafo; dopo una citazione a blocchetto; dopo un elenco numerato o puntato, dopo una tabella, dopo un’immagine.

6.     Il primo rigo è costituito dal titolo del contributo, centrato, tutto in maiuscolo, corpo 16, interlinea singola; seguono due righe bianche in corpo 16; un eventuale esergo (corpo 10, allineamento a destra) segue le due righe bianche ed è a sua volta seguito da due righe bianche in corpo 12.

7.     Alla fine del contributo (in corpo 12, con allineamento a destra, preceduto da due righe bianche) compare il nome dell’autore in Maiuscolo/minuscolo; nella riga successiva si indica fra parentesi l’Università a cui fa riferimento l’autore o la sua città di residenza (corpo 12, allineamento a destra).

8.     Gli abstracts, come già accennato, sono uno nella lingua del contributo, l’altro in inglese; se il contributo è in inglese, il primo abstract è in inglese, il secondo in italiano.

9.     Dopo il testo vanno i Riferimenti bibliografici (vedi sopra), quindi, dopo due righe bianche in corpo 11, gli abstracts, prima quello nella lingua del contributo, indi quello in inglese, separati da una riga bianca, sempre in corpo 11; l’abstract in inglese è preceduto dalla parola Abstract in Maiuscolo/Maiuscoletto, seguita da due punti (Abstract: Xxx...); quello in altre lingue è preceduto dalla parola Riassunto, Resumen, Résumé ecc. (Resumen: Xxx...). Dopo ogni riassunto, separate da una linea bianca, si inseriscono le Parole chiave (Keywords, Palabras-clave ecc.). In genere bastano quattro o cinque parole-chiave (anche espressioni composte da piú parole, per es.: Parole chiave: letteratura cortese; romanzo cavalleresco; satira; Roman de Troie ecc.).

10.  I contributi vanno preferibilmente divisi in paragrafi ed eventualmente in sottoparagrafi; i titoli dei paragrafi, centrati e in maiuscoletto, sono seguiti da una riga bianca; la numerazione progressiva dei titoli dei paragrafi è in cifre arabe seguite da un punto (es.: 5. La tradizione diretta). Gli eventuali titoli dei sottoparagrafi, pure centrati, ma in corsivo, porteranno una numerazione progressiva in tondo sempre separata dal punto (1.1., 1.1.1., 2.1., 2.1.1. ecc.; es. 2.1. La lingua del manoscritto A). Prima di ogni nuovo paragrafo o sottoparagrafo titolato ci sono due righe bianche. Come separatore tra due paragrafi non titiolati, ci si può servire anche solo di una riga bianca, dopo la quale non si rientra.

11.  Le citazioni, anche di una singola parola, vanno poste in corsivo o tra virgolette caporali.

12.  Se la citazione supera le 3-4 righe, il testo va disposto con rientri di 0,7 cm a sinistra e a destra, in corpo 10 e in interlinea singola senza usare le virgolette caporali, ma lasciando una riga bianca in corpo 10 prima e dopo la citazione (è questa la “citazione a blocchetto”).

13.  I richiami delle note a piè di pagina vanno posti in esponente dopo l’eventuale segno di interpunzione.

14.  Come s’è visto sopra (sezione I, Riferimenti bibliografici) il rimando bibliografico si fa attraverso la formula esemplificata da “Bellomo 2004: 65”. Se si deve citare una nota, si scriverà: “Bellomo 2004: 65, n. 1”; se il numero della nota non fosse specificato (caso raro), si unisce “n.” al numero di pagina: “Bellomo 2004: 65n.”.

15.  Gli etimi vanno in maiuscoletto.

16.  I dialoghi vanno posti tra virgolette caporali.

17.  Le parole moderne che chiosano termini antichi o stranieri vanno poste tra apici semplici (‘xxx’).

18.  Le citazioni dentro le citazioni si racchiudono fra virgolette alte, inglesi (“xxx”).

19.  Le virgolette inglesi servono anche per connotare vocaboli usati in senso diverso da quello corrente.

20.  Si usa la barretta obliqua (/) o la barretta verticale (|) nelle citazioni tra virgolette di brevi passi poetici, per indicare lo stacco tra un verso e l’altro (la doppia barretta obliqua [//] o verticale [||] se c’è anche cambio di strofa o di lassa).

21.  Si usa la barretta verticale (|) per indicare, nella riproduzione diplomatica di testi o di frontespizî di libri, la divisione dei righi (la doppia barretta verticale [||] per segnalare la fine della pagina o della colonna): la barretta va preceduta e seguita da spazio se posta fra due parole, non va spaziata se divide in due una parola.

22.  Per i trattini indicanti incisi usare sempre il trattino lungo (—).

23.  Si usano le parentesi quadre per eventuali indicazioni all’interno di parentesi tonde.

24.  Tre puntini fra parentesi quadre indicano le citazioni frammentarie: [...].

25.  Nelle edizioni di testi si usano le parentesi uncinate (<xxx>) per indicare le integrazioni congetturali, le parentesi quadre ([xxx]) per indicare le integrazioni da danno meccanico; i puntini fra uncinate (<...>) indicano le lacune incolmabili, mentre i puntini fra quadre ([...]) indicano, nelle edizioni, i passi guasti per danno meccanico, la cui lezione non è ricostruibile.

26.  I loci desperati vanno segnati con una crux all’inizio e una alla fine del luogo interessato: “† xyz †”.

27.  Parole e frasi in latino vanno in corsivo.

28.  Per le indicazioni degli intervalli di pagine si adotta il seguente schema: 21-2 (non 21-22), 104-18 (non 104-118) e cosí via; 123 s. (è equivalente a 123-4), 123 ss. (vuol dire 123 e altre pagine seguenti non precisate). Si prega di far ricorso il meno possibile a quest’ultima formula (123 ss.).

29.  Si indicano per esteso le date (1974-1975), i versi (vv. 160-162) e le carte dei manoscritti (cc. 112v-114r), con le abbreviazioni in tondo r e v per recto e verso. Se il testo è a due o piú colonne, si prega di far ricorso a questo schema:

Testo a 2 colonne (per es. carta 10): c. 10a, 10b per le due colonne di c. 10r; 10c, 10d per le due colonne di c. 10v. Testo a 3 colonne: 10a, 10b, 10c per le 3 colonne di c. 10r; 10d, 10e, 10f per le 3 colonne di c. 10v.

30.  Si prega di far uso il meno possibile del neretto, riservandolo a casi particolarissimi da giustificare.

31.  Se in una nota si deve citare lo stesso libro o saggio citato nella nota precedente, si usi la formula “ibi” seguita da due punti e dal nuovo numero di pagina (/pagine). Per es., se nella nota 4 è stato citato “Avalle 1966: 23” e nella nota 5 si deve citare la p. 30 dello stesso articolo, si scriverà solo: “ibi: 30”. Se anche la pagina è la stessa, basterà scrivere “ibid.” (= ibidem). Se si cita un’opera diversa dello stesso autore si userà in ogni caso il sistema della sigla, ripetendo il cognome: “Avalle 1973: 89” (non: “Id. 1973: 89”).

32.  Il sistema adottato elimina l’uso delle parole “pagina, pagine” nelle forme abbreviate “p. / pp.”; ma può darsi che in certi casi sia utile far ricorso a “p. /pp.” (non “pag. / pagg.”).

33.  “Seguente” e “seguenti” si abbreviano “s.” e “ss.” (non “sg.” e “sgg.”).

 

IV. ABBREVIAZIONI

È previsto l’uso delle seguenti abbreviazioni:

a c. di = a cura di

ad l. = ad locum

c., cc. = carta, carte

cap., capp. = capitolo, capitoli

cf. = confronta

col., coll. = colonna, colonne

ex. = exeunte

fig., figg. = figura, figure

ibid. = ibidem, nel caso di citazione che ripete lo stesso testo, nella stessa pagina, citato nella nota immediatamente precedente.

in. = ineunte

ms., mss. = manoscritto, manoscritti

nº, nni = numero, numeri

n., nn. = nota, note

n. n. = non numerato

n. s. = nuova serie

p., pp. = pagina, pagine

r = recto

r., rr. = riga, righe

rist. = ristampa

§, §§ = paragrafo, paragrafi

s. a. = senza indicazione dell’anno di stampa

s. l. = senza indicazione del luogo di edizione

s. n. = senza indicazione del nome dell’editore

s. n. t. = senza note tipografiche

sec., secc. = secolo, secoli

s., ss. = seguente, seguenti (nell’indicazione delle pagine o delle carte)

s. v., ss. vv. = sub voce, sub vocibus

t., tt. = tomo, tomi

tav., tavv. = tavola, tavole

v = verso

v., vv. = verso, versi

vd. = vedi

vol., voll. = volume, volumi

vs = versus

 

Lista di controllo per la predisposizione di una proposta

Durante la procedura di trasmissione di una proposta, gli autori devono verificare il rispetto dei seguenti requisiti; la submission potrebbe essere rifiutata se non aderisce a queste richieste.

  1. La submission non è stata precedentemente pubblicata, né proposta a un'altra rivista (oppure si fornisce una spiegazione all'editor nei commenti).
  2. Il file di submission è in formato .doc o .rtf, creato unicamente attraverso il software Word. Il formato della pagina rispetta le indicazioni fornite nelle linee guida dell'autore.
  3. Il file è scritto con la font Garamond 12 punti (11 per le recensioni) per il testo e 10 per le note e le citazioni, con interlinea singola; impiega il corsivo invece della sottolineatura (eccetto con gli indirizzi URL); e tutte le illustrazioni, figure, e tabelle sono posizionate all'interno del testo nei punti appropriati, piuttosto che alla fine.
  4. Il testo e le note aderiscono alle richieste stilistiche e bibliografiche riassunte nelle linee guida dell'autore, che si trova in questa stessa pagina.
  5. Il contributo è corredato di un abstract e di una sua traduzione in lingua inglese; se il contributo è in inglese, il primo abstract sarà in inglese, il secondo in italiano.
  6. Se si sta facendo la submission a una sezione peer-reviewed della rivista, seguire le istruzioni su Come assicurare una revisione cieca.
 

Informativa sui diritti

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Quando siano rispettate le indicazioni di cui sopra, non è necessario richiedere ulteriori permessi di utilizzazione del materiale né all’autore né al comitato scientifico.

 

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