EDITORIALE di Giorgio Bejor, Direttore di LANX

Nell’ambito della sua attività ormai pluriennale, la Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università degli studi di Milano ha sempre cercato di offrire lezioni e seminari che potessero servire agli studenti come spunti per riflessioni e nuove considerazioni, avendo per scopo quella cooptazione alla professionalità che è scopo istituzionale della Scuola stessa. Per questo si è anche sempre cercato di dare la possibilità di ascoltare docenti esterni, invitati ogni anno a tenere lezioni e conferenze, che hanno costituito un fattore essenziale nella formazione degli allievi. Tanto i docenti quanto gli stessi allievi hanno così potuto sviluppare nuovi temi di ricerca, che sono spesso culminati in contributi originali che hanno trovato posto in diverse riviste scientifiche, o che sono confluiti negli elaborati finali, essi stessi oggetto talvolta di edizione.
Il desiderio di render conto di queste attività, e contemporaneamente di mantenere l’insieme di questi contributi, che proprio nella loro pluralità hanno caratterizzato la Scuola, aveva fatto nascere già da tempo l’idea di creare una sede idonea a raccoglierli e a presentarli, uno accanto all’altro. L’occasione propizia ci apparve quando, grazie alla dottoressa Galimberti e al prof. Slavazzi, coadiuvati dall’operosità del dottor Manunta, già allievo della Scuola, si palesò la possibilità di creare una rivista on line, quindi dalle spiccate caratteristiche di rapidità di edizione e facilità di diffusione, che ben si adattavano al proposito di presentare questi contributi alla discussione anche fuori dei limiti della Scuola. Tanto più che questa opportunità coincideva con una profonda trasformazione strutturale degli insegnamenti, ed un loro forte ripensamento, dovuti al passaggio dal vecchio ordinamento triennale al nuovo, biennale, che ha anche portato alla nuova denominazione di Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici. In quest’occasione, in aggiunta ai due ormai tradizionali curricula in Archeologia Classica e in Preistorica e Protostoria, è stato aperto anche un terzo curriculum di Archeologia Tardo Antica e Medievale, con particolare attenzione a quell’indirizzo di apertura al mondo bizantino e alle esperienze del Mediterraneo orientale che è da tempo nella tradizione degli studi della nostra università. Ciò non ha mancato di dare anche nuovo vigore alla pluralità dell’offerta didattica, e quindi anche degli interessi scientifici della Scuola.
Così è nata LANX: una rivista on line che costituisce per noi un esperimento nella sua stessa struttura, con un nome che ci è parso sottolineare l’intenzione di porgere come su un vassoio, che saturo speriamo non sia mai, una miscellanea di studi, di annotazioni, di contributi diversi, scritti dagli studenti, anche traendoli dagli elaborati finali, dai docenti, dai visiting professors che hanno contribuito ad alimentare nell’ambito della Scuola il dibattito archeologico, perché siano sottoposti in tempi brevi ad una discussione più ampia possibile. Per tutto questo, la varietà degli spunti e delle voci è destinata a rimanere una caratteristica costante.
Data poi la peculiare intenzione professionalizzante della Scuola, e la quantità e varietà delle ricerche sul campo condotte dai suoi docenti con la cooperazione degli allievi, è prevista anche una sezione dedicata alla presentazione di problemi e primi risultati derivati da queste attività. Una sezione sarà inoltre destinata ad accogliere recensioni e notizie, proprio come nuova ed ulteriore base per un migliore aggiornamento, anche da un punto di vista problematico. Non ci sarà invece un notiziario vero e proprio delle attività della Scuola, per il quale si rimanda al nostro sito ad esso specificatamente destinato, http://users.unimi.it/discanti/corsipl/Specializzazione.
Con questo numero, dunque, la Scuola sperimenta una nuova autopresentazione, e contemporaneamente una ulteriore forma di inquadrare meglio i diversi aspetti della disciplina, attraverso un confronto ancor più ampio di quanto consentano i metodi più tradizionali. Si è pertanto scelto di uscire con un numero relativamente ancora ridotto di contributi, per incrementare invece la frequenza di questi confronti, che è nostra intenzione di rendere quadrimestrali.
Né posso concludere senza aver ancora una volta espresso la più profonda gratitudine a quanti lo hanno reso possibile, studenti, docenti, collaboratori della Scuola, ed in particolare i già ricordati dottoressa Galimberti, prof. Slavazzi, dottor Manunta, oltre a quanti l’hanno reso possibile con il loro continuo ed amichevole sostegno, dal nostro Magnifico Rettore, professor Enrico Decleva, ai professori Elio Franzini e Giuseppe Zanetto, che, rispettivamente come preside di facoltà e direttore di dipartimento, ma anche come colleghi ed amici, ci sono sempre stati affettuosamente e fattivamente vicini.


Milano, 30 Ottobre 2008


Giorgio Bejor
Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici
Università degli Studi di Milano