«Le mieux est l’ennemi du bien». Roy Rosenzweig e il dibattito americano sulla public history agli albori del World Wide Web

Authors

  • Fabio Guidali Università degli Studi di Milano

DOI:

https://doi.org/10.13130/2282-0035/12024

Abstract

Lo studio prende in esame il contributo fornito da Roy Rosenzweig al dibattito sulla public history tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila, una fase in cui il mondo accademico e quello scolastico iniziavano a scoprire le opportunità e i rischi del digitale. Storico americano di formazione democratica e radicale, Rosenzweig fu tra i primi a riconoscere i vantaggi che il digitale può portare nell’ambito della conservazione documentaria e dell’apprendimento, ma anche nell’educazione alla ricerca storica grazie all’accesso diretto alle fonti. Il saggio mette tuttavia in luce anche i limiti del digitale precocemente individuati da Rosenzweig, quali l’assenza di contestualizzazione delle fonti online e di controlli qualitativi su di esse, nonché le restrizioni del copyright. Rosenzweig suggeriva, infatti, di valutare costi e benefici della nuova tecnologia e ciò che essa comporta dal punto di vista educativo e della ricerca storica, proponendo ai colleghi di impegnarsi per garantire una più ampia democratizzazione della conoscenza e una piena accessibilità delle fonti primarie e secondarie.

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Published

2019-07-30

How to Cite

Guidali, F. (2019). «Le mieux est l’ennemi du bien». Roy Rosenzweig e il dibattito americano sulla public history agli albori del World Wide Web. ACME, 71(2), 179–198. https://doi.org/10.13130/2282-0035/12024

Issue

Section

Saggi