Di case, lingue e finestre: Ida Kaminska, attrice yiddish

  • Giulia Randone Università degli Studi di Torino
Parole chiave: Ida Kaminska, teatro yiddish, cinema, storia dell’attore, identità, alterità

Abstract

This paper aims to explore the artistic biography of Ida Kaminska – the leading figure of the Yiddish theatre in Poland in the 20th century – proposing a new metaphor for the theatrical experience of the Ashkenazi Jews and a different use of the audio-visual sources. First, I will explain why we can look at the Yiddish theatre as a house (heym) with a lot of windows, then I will examine Kaminska’s performance in three different films – On a heym (Without a Home, 1939), Obchod na korze (The Shop on Main Street, 1965) and The Angel Levine (1970) – through this peculiar metaphor. Even if they are not recordings of the theatrical performance, these documents could help us to understand some of the features of Kaminska’s art (i.e., the focus on identity, otherness and Yiddish language) and how they changed after the Holocaust.

Biografia autore

Giulia Randone, Università degli Studi di Torino

Giulia Randone è dottoranda presso il Dipartimento di Studi Umanistici, sezione Musica e Spettacolo, dell’Università di Torino. Le sue ricerche si sono concentrate sul teatro polacco del Novecento e sulla poetica di interpreti come Jacek Woszczerowicz e Ida Kaminska, ai quali ha dedicato alcuni studi. Attualmente lavora a un progetto di ricerca sull’arte dell’attore polacco e yiddish nella Polonia tra il 1913 e il 1939 che ha preso l’avvio dallo studio di documenti fotografici e audiovisivi

Pubblicato
2015-01-22
Come citare
Randone, Giulia. 2015. «Di Case, Lingue E Finestre: Ida Kaminska, Attrice Yiddish». Altre Modernità, gennaio, 156-80. https://doi.org/10.13130/2035-7680/4632.