Call for Papers
Call for papers/Convocatoria/Appel à contribution 37 – 05/2027
Idropolitiche: svelare l’invisibile nello storytelling delle geografie sommerse
a cura di Elena Ogliari (Università degli Studi di Milano)
e Carla Tempestoso (Università della Calabria)
Parole chiave: narrazioni e immaginari delle e sulle acque sotterranee; palinsesti idrosociali e idropolitici; verticalità e giustizia ambientale; Environmental Humanities
Questo numero vuole indagare lo storytelling come pratica discorsiva che reimmagina i paesaggi acquatici sotterranei e gli immaginari del sottosuolo. In un’epoca di urbanizzazione accelerata, sovrasfruttamento e degrado ambientale risulta necessario rivolgere la propria attenzione al sottosuolo idrico, sia sul piano immaginativo che materiale. Le acque sotterranee garantiscono il sostentamento di oltre un miliardo di abitanti delle città in Asia e 150 milioni in America Latina, inclusi quelli di megalopoli come Beijing, Jakarta e Città del Messico, eppure rimangono poco riconosciute e sempre più minacciate (British Geological Survey 2). In Europa, oltre il 15% degli acquiferi mappati è classificato come sovrasfruttato o contaminato, costituendo il 26% della superficie totale degli acquiferi (Sentek et al.). Nondimeno, questi regni sotterranei – antiche sorgenti, infrastrutture urbane labirintiche, ambienti acquei profondi – sono al contempo vitali per la sopravvivenza ecologica e la vita culturale, intrisi quali sono di memorie di vicende e interventi umani.
Le narrazioni sulle acque sotterranee non solo si configurano come critiche allo status quo, smascherando opposizioni binarie radicate ed esclusioni sistemiche, ma attuano anche processi di decentramento che riposizionano l’idrogeologia e le acque sotterranee come parti co-costitutive della stessa storia, in cui “la natura stessa della materia e la materia stessa della natura [sono iterativamente ri-]costituite attraverso una molteplicità di relazioni di forza” (Barad 110). Lungi dall’essere una sostanza marginale, l’acqua sotterranea è un ambiente tridimensionale complesso, una relazionalità intra-attiva tra acqua e suolo: una dimensione dalla quale le società umane dipendono per molteplici aspetti della vita, ma che non esiste unicamente in funzione di fini antropocentrici. Inoltre, concepire le acque sotterranee come una serie di acquiferi implica ricordare che la definizione stessa di acquifero è soggettiva e temporanea, null’altro che il punto in cui l’accessibilità e la disponibilità dell’acqua sotterranea diventano utili per scopi specifici in determinati luoghi (Waltz).
Le acque sotterranee producono e sono riprodotte nelle narrazioni, nelle pratiche rappresentazionali e visive. Le ricerche e le attività di divulgazione a riguardo sono spesso presentate come “la resa visibile dell’invisibile”, in cui, però, “la natura invisibile e capricciosa delle acque sotterranee” evidenzia le sfide epistemologiche e metodologiche insite nel loro studio (Nilekani; Powis 92). Di rado misurate direttamente, le acque sotterranee sono desunte attraverso segni, risposte e configurazioni, riecheggiando l’osservazione classica di H.B.N. Hynes secondo cui i fiumi sono manifestazioni dei paesaggi che drenano (Hynes). In tal senso, per esempio, le acque sotterranee urbane operano come un archivio speculare dello sviluppo urbano, sebbene definito da continuità, contaminazione e dall’impossibilità di isolare elementi discreti. In una certa misura, esse sono più una “rovina“ che un archivio (Bryant): un aggregato di materia simultaneamente leggibile e distorta, che offre un modo di pensare minando costantemente i tentativi umani di rappresentazione. Queste qualità non sono esclusive delle acque sotterranee né rappresentano l’unico ambito scientifico contraddistinto dalle difficoltà di misurazione. Le “difficoltà tecniche associate al campionamento dell’ambiente acquatico sotterraneo” rispecchiano la più ampia “sfida metodologica che alcune delle scienze più interessanti dell’Antropocene pongono alla geologia” (Powis 93; Ahuja). Ciò rende le acque sotterranee un caso di studio privilegiato per ripensare la pratica scientifica, le Environmental Humanities e i fondamenti epistemologici del nostro modo di rapportarci con ciò che si trova sotto la superficie terrestre.
Una riflessione che muove dalle acque sotterranee richiede, dunque, un’apertura a prospettive multispecie e non umane ciò che Reinert chiama “convivialità geologica”: i modi specifici e complessi in cui le formazioni geologiche si intersecano con le realtà umane e non umane. Considerare le acque sotterranee come un elemento attivo della nostra esistenza è coerente sia con chi ne rivendica la rilevanza “epistemica, fisica, tecnica e concettuale” come spazi di ricerca multidisciplinare nell’Antropocene (Melo Zurita et al.), sia con gli appelli a esercitare, non senza sforzo, un pensiero “ingombrante” (Steinberg e Peters). Gran parte del lavoro esistente a riguardo nelle Environmental Humanities, negli studi su scienza e tecnologia e di ecologia politica, si è focalizzato sulle industrie estrattive (combustibili, minerali, acqua) e sulle contese attorno ai siti di estrazione (Bebbington; Kinchy et al.), oppure ha esplorato le rappresentazioni immaginative, letterarie e culturali del sotterraneo rese possibili dalle nuove tecnologie di estrazione e indagine (Williams). In aggiunta a tali contributi, questo numero pone al centro le acque sotterranee come campo d’indagine a sé – che contano non solo quando vengono perforate, mappate o estratte, ma come medium vibrante capace di plasmare continuamente i mondi socio-materiali e narrativi che abita, e a sua volta esserne plasmato.
In verità, le questioni di giustizia ambientale sono inseparabili dallo studio degli idro-paesaggi poiché al di sotto della superficie si estendono pratiche di sfruttamento e di spoliazione dei paesaggi, quali l’estrazione mineraria in profondità, il controllo politico dei sistemi fognari e l’estrazione di risorse all’interno di ecosistemi sotterranei intrecciati di umani e non umani (Loftus).
Tali pratiche evidenziano una politica della verticalità, sia sul piano fisico, in termini di stratificazione e profondità degli ambienti sotterranei, sia sul piano temporale, in relazione alle storie palinsestiche di estrazione, contaminazione ed espropriazione iscritte nel tempo geologico e antropico. Pensare con la verticalità mostra come le lotte sulle acquee sotterranee si intersechino con questioni di giustizia, accesso e reciprocità ecologica.
L’urgenza di occuparsi delle acque sotterranee oggi nasce da una duplice contingenza. Esse sono al tempo stesso contemporanee – interessate dalla pianificazione urbana, dalle politiche infrastrutturali e dall’idropolitica su scala planetaria (Wojnarowski) – e diacroniche, perché recano tracce di industrializzazione, colonizzazione e trasformazione antropogenica.
Invitiamo, pertanto, a una riconcettualizzazione dei domini sotterranei in chiave palinsestuale. Seguendo la teorizzazione di Sarah Dillon del palinsesto come figura materiale e concettuale, “la cui importanza risiede nella sua palinsestualità, cioè nella struttura stratificata di iscrizioni e rimozioni” (Dillon 6-7), vogliamo mettere in evidenza acquiferi, distese d’acqua e ambienti urbani come palinsesti idrosociali e idropolitici.
Si tratta di corpi plasmati dal tempo geologico e continuamente riscritti da secoli di ingegneria, sfruttamento e sviluppo urbano. Sono anche depositi culturali, composti da frammenti di storie e da residui materiali scartati come usa-e-getta. Qui la verticalità opera come forza gerarchica, decidendo ciò che si preserva e ciò che si scarta e lasciando la materia indesiderata come resto di un passato cancellato. Eppure, quando le acque sotterranee risalgono, mettono in crisi queste gerarchie e i frammenti nascosti riaffiorano. Ciò che era mero detrito – flotsam e jetsam – torna come testimonianza preziosa, innescando l’arduo ma essenziale processo del ricordo. Destabilizzando le gerarchie convenzionali del ricordo e del valore, tale rilettura della verticalità offre nuove cartografie per abitare memoria, identità e appartenenza. Parlare oggi di acque sotterranee, sia nella loro forma ‘naturale’ sia come parte di ambienti urbani altamente ingegnerizzati, significa riconoscerne la centralità cruciale: risorsa, punto nodale di interdipendenza ecologica e archivio dinamico di continuità e rotture nelle relazioni tra soggettività non umane e multispecie.
Ponendo al centro i paesaggi idrici sotterranei come terreni culturali oltre che ecologici, invitiamo le autrici e gli autori a esplorare come le pratiche di storytelling rendano visibili le realtà precarie, stratificate e contese di questi domini sommersi. Va precisato che il nostro interesse è rivolto a percorrere declinazioni dello storytelling attraverso i media – forme letterarie, giornalistiche, filmiche, musicali, visive e multimodali – dal Novecento ad oggi senza vincoli geografici, intendendo il ‘testo’ nel senso ampio affermato dai Cultural Studies, in cui gli artefatti culturali sono letti come pratiche discorsive. Quest’ampia interpretazione consente di esaminare come le diverse forme culturali articolino e indaghino la complessità dei paesaggi idrici sotterranei.
Partendo da queste premesse, questo numero di Altre Modernità intende sollecitare contributi inerenti, anche se non limitati, alle seguenti tematiche:
- negoziazioni con il passato e palinsestualità della memoria nelle narrazioni sulle acque sotterranee;
- analisi degli immaginari delle acque sotterranee nel quadro delle Environmental Humanities e della giustizia ambientale;
- decostruzione di narrazioni ideologicamente orientate e identificazione di prospettive eccentriche in grado di mettere in crisi le strutture di potere dominanti e d’indicare nuove direzioni;
- acque sotterranee come spazi liminali che trascendono i confini temporali e spaziali, fungendo da – e/o divenendo – siti di trauma, ma anche di resistenza e trasformazione;
- ruolo dell’immaginario acquatico nella rappresentazione delle memorie represse e dei vissuti di soggetti marginalizzati, nonché i meccanismi attraverso i quali queste memorie riaffiorano;
- intersezione tra personale e politico nelle narrazioni sulle acque sotterranee, ovvero l’indagine di come le esperienze individuali e le storie collettive si intreccino in forme di storytelling incentrate sull’acqua del sottosuolo e sugli spazi sommersi.
La lista di argomenti suggeriti non è da considerarsi esaustiva: anche altre proposte di analisi del tema, avanzate da chi desidera contribuire al volume, saranno attentamente valutate dal Comitato Scientifico al fine di ampliare l’esplorazione avviata in questo numero della Rivista attraverso percorsi quanto più articolati e originali possibile.
A tal fine, la Redazione propone il seguente calendario di scadenze, cui passo previo ed essenziale è l'invio di una proposta di contributo all’indirizzo amonline@unimi.it entro il 30 aprile 2026 con indicazione sintetica dell’argomento che si intende trattare (massimo 200 parole), e di un conciso curriculum vitae della/del proponente.
La consegna del contributo è fissata al 1 settembre 2026.
Altre Modernità accetta contributi in italiano, spagnolo, francese e inglese.
Il numero sarà pubblicato entro la fine del mese di maggio 2027.
Saranno altresì gradite recensioni o interviste ad autrici/autori o studiose/studiosi del tema secondo le indicazioni di contenuto indicate in questo CfP.
Inoltre, Altre Modernità valuterà la pubblicazione di saggi non tematici, da inserire nella sezione indicizzata “Fuori Verbale”, secondo le modalità dichiarate e le tempistiche richieste per i saggi tematici in questo CfP.
Al fine di poter rendere anche metodologicamente omogeneo il volume e di confrontarsi con gli obiettivi di curatrici e curatori, esse/i si mettono a piena disposizione di autrici e autori per un colloquio e conversazione attraverso la Segreteria di Redazione (amonline@unimi.it).
Bibliografia
Ahuja, Neel. “The Anthropocene Debate: On the Limits of Colonial Geology.” Neel Ahuja, 9 Sept. 2016, ahuja.sites.ucsc.edu/2016/09/09/the-anthropocene-debate-on-the-limits-of-colonial-geology/. Accessed 27 Sept. 2025.
Barad, Karen. “No Small Matter: Mushroom Clouds, Ecologies of Nothingness, and Strange Topologies of Spacetimemattering.” Arts of Living on a Damaged Planet, edited by Anna Lowenhaupt Tsing et al., University of Minnesota Press, 2017, pp. 103-120.
Bebbington, Anthony. “Underground Political Ecologies: The Second Annual Lecture of the Cultural and Political Ecology Specialty Group of the Association of American Geographers.” Geoforum, vol. 43, no. 6, 2012, pp. 1152-1162.
British Geological Survey. Groundwater Fact Sheet: The Impact of Urbanisation. 2007, www2.bgs.ac.uk/groundwater/downloads/themes_sheets/Urbanisation.pdf. Accessed 27 Sept. 2025.
Bryant, Levi R. “Ruins and Post-Correlationist Thoughts.” Larval Subjects, 10 Aug. 2018, https://larvalsubjects.wordpress.com/2018/08/10/ruins-and-post-correlationist-thought/. Accessed 27 Sept. 2025.
Dillon, Sarah. The Palimpsest: Literature, Criticism, Theory. Continuum, 2007.
Hynes, H.B.N. “The Stream and Its Valley.” SIL Proceedings, 1922–2010, vol. 19, no. 1, 1975, pp. 1-15.
Kinchy, Abby J., et al. “Engaging the Underground: An STS Field in Formation.” Engaging Science, Technology, and Society, vol. 4, 2018, pp. 22-42.
Loftus, Alex. “Rethinking Political Ecologies of Water.” Third World Quarterly, vol. 30, no. 5, 2009, pp. 953-968.
Melo Zurita, María, et al. “Un-Earthing the Subterranean Anthropocene.” Area, vol. 50, no. 3, 2018, pp. 298-305.
Nilekani, Rohini. “Rohini Nilekani Dreams of Making Invisible Water Visible.” Mint, 19 May 2018, www.livemint.com/Leisure/7ztndZVQNjFd9HVtfn9vnI/Rohini-Nilekani--Making-invisible-water-visible.html. Accessed 27 Sept. 2025.
Powis, Anthony. “The Relational Materiality of Groundwater.” GeoHumanities, vol. 7, no. 1, 2021, pp. 89-112.
Reinert, Hugo. “About a Stone: Some Notes on Geological Conviviality.” Environmental Humanities, vol. 8, no. 1, 2016, pp. 95-117.
Sentek, Zeynep, et al. “Under the Surface: The Hidden Crisis in Europe’s Groundwater.” European Waters, 15 May 2024, https://europeanwaters.eu/. Accessed 27 Sept. 2025.
Steinberg, Philip, and Kimberley Peters. “Wet Ontologies, Fluid Spaces: Giving Depth to Volume through Oceanic Thinking.” Environment and Planning D: Society & Space, vol. 33, no. 2, 2015, pp. 247-264.
Waltz, John P. “Ground Water.” Introduction to Physical Hydrology, edited by Richard J. Chorley, Methuen & Co Ltd, 1969, pp. 122-130.
Williams, Rosalind. Notes from the Underground: An Essay on Technology, Society, and the Imagination. MIT Press, 1990.
Wojnarowski, Frederick. “Contested Flows: An Ethnographic Contribution to Narratives of Groundwater Over Abstraction in the Central Jordanian Highlands.” Environment and Planning E: Nature and Space, vol. 0, no. 0, 2025, pp. 1-26. [online first]
37 – 05/2027
Hydropolitics: Making the Invisible Visible in the Storytelling of the Submerged
edited by Elena Ogliari (Università degli Studi di Milano)
and Carla Tempestoso (Università della Calabria)
Keywords: Groundwater narratives and imaginaries; hydrosocial and hydropolitical palimpsests; verticality and environmental justice; Environmental Humanities
This issue explores storytelling as a discursive practice that reimagines underground waterscapes imaginaries. In an era of rapid urbanisation, overextraction, and environmental degradation, attention to the subterranean is no longer optional but critical—both imaginatively and materially. Groundwater already supports the livelihoods of more than 1 billion urban residents in Asia and 150 million in Latin America, including those in megacities such as Beijing, Jakarta, and Mexico City, yet it remains underacknowledged and increasingly imperilled (British Geological Survey 2). Across Europe, over 15% of mapped aquifers are classified as overexploited or contaminated, representing 26% of aquifer surface area (Sentek et al.). However, these underground realms—ancient springs, labyrinthine urban infrastructures, deep waters—are simultaneously vital for ecological survival and cultural life, layered with memories of human lives and actions.
Groundwater narratives not only operate as critiques of the status quo, exposing entrenched binary oppositions and systemic exclusions, but also enact de-centring shifts that reposition hydrogeology and groundwater as co-constituent parts of the same story, where “the very nature of matter and the very matter of nature [are iteratively re-]constituted through a multiplicity of force relations” (Barad 110). Far from being a marginal substance, groundwater is a complex three-dimensional environment, an intra-active relationality between water and ground: one upon which human societies rely for multiple aspects of life, but which does not exist solely for anthropocentric ends. Moreover, to conceptualize groundwater as a series of aquifers requires recalling the very definition of an aquifer as subjective and temporary—merely the point at which the accessibility and availability of groundwater become useful for specific purposes in specific locations (Waltz).
Groundwater both produces and is reproduced in narrative, representational, and visual cultures. Its research and dissemination are often framed as “making the invisible visible”, wherein the “invisible and capricious nature of groundwater” (Nilekani; Powis 92) highlights the epistemic and methodological challenges inherent to its study. Rarely measured directly, groundwater is inferred through signs, responses, and patterns—echoing H.B.N. Hynes’s classic observation that rivers are manifestations of the landscapes they drain (Hynes). For instance, urban groundwater, in this sense, operates as a reciprocal archive of urban development, though defined by continuity, contamination, and the impossibility of isolating discrete elements. To an extent, it is less an archive than a “ruin” (Bryant): a congregation of matter simultaneously legible and distorted, offering a way of thinking by constantly challenging human attempts at representation. These qualities are not exclusive to groundwater, nor is it the only domain of science confronted with difficulties of measurement. The “technical difficulties associated with sampling the underground aquatic environment” parallel the broader “methodological challenge that some of the most interesting Anthropocene science poses to geology” (Powis 93; Ahuja). This makes groundwater a privileged case study for rethinking both scientific practice, Environmental Humanities, and the epistemological foundations of how we engage with what stands beneath the surface.
To think with groundwater, then, requires openness to multispecies and non-human perspectives, to what Reinert calls “geological conviviality”: the specific and complex ways in which geologic existences intersect with humans and non-human beings. Conceiving groundwater as an active element of our life aligns with arguments for the “epistemic, physical, technical, and conceptual” importance of subterranean spaces as sites of multidisciplinary inquiry in the Anthropocene (Melo Zurita et al. 299), and with calls for the necessarily difficult practice of “voluminous” thinking (Steinberg and Peters 248). Much existing work in Environmental Humanities, science and technology studies, and political ecology has focussed on extractive industries (fuels, minerals, water) and the contestations surrounding sites of extraction (Bebbington; Kinchy et al.), or explored the imaginative, literary, and cultural representations of the underground enabled by new technologies of extraction and investigation (Williams). In addition to existing work, this issue centralises underground waters as a site of inquiry in themselves—one that matters not only when drilled, mapped, or extracted, but as a vibrant medium that continually reshapes, and is reshaped by, the socio-material and narrative worlds it inhabits.
Indeed, environmental justice concerns are inseparable from the study of groundwater, as exploitative and spoliative practices extend beneath the surface, such as deep mining, the political control of sewerage systems, and the extraction of resources within enmeshed human and non-human ecosystems underground (Loftus).
These practices foreground a politics of verticality—both physically, in terms of the stratification and depth of subterranean environments, and temporally, in relation to the layered histories of extraction, contamination, and dispossession inscribed across geological and anthropic time. Thinking with verticality reveals how struggles over subterranean waters intersect with questions of justice, access, and ecological reciprocity.
The urgency of attending to underground waters today lies in their dual contingency: they are at once contemporary—immediately implicated in urban planning, infrastructural politics, and planetary-scale hydropolitics (Wojnarowski 4-21)—and diachronic, as they bear traces of historical trajectories of industrialization, colonization, and anthropogenic transformation.
We invite a reconceptualisation of subterranean domains as fundamentally palimpsestic. Drawing on Sarah Dillon’s theorisation of the palimpsest as both material and conceptual figure, whose significance lies in its “palimpsestuousness”—that is, its structure of interlayered inscriptions and erasures (Dillon 6-7), we highlight aquifers, expanses of water, and urban grounds as hydrosocial and hydropolitical palimpsests.
These are bodies shaped by geological time, yet continually overwritten by centuries of engineering, exploitation, and urban development. They are also cultural repositories, composed of fragments of stories and material residues cast aside as disposable. Verticality here functions as a hierarchical force that determines what is preserved and what is discarded, leaving unwanted matter as remnants of an erased past. Yet, as groundwater rises, it unsettles these hierarchies, bringing hidden fragments to the surface. What once appeared as mere debris—flotsam and jetsam—returns as valuable testimony, igniting the arduous but essential process of remembrance.
Destabilizing conventional hierarchies of remembrance and value, this take on verticality offers new cartographies for inhabiting memory, identity, and belonging. To speak of groundwater today, whether in its ‘natural’ form or as part of highly engineered urban environments, is to acknowledge its critical centrality: as a resource, as a medium of ecological interdependence, and as a dynamic archive of both continuity and disruption in inhuman and human-nonhuman relations.
By foregrounding underground waterscapes as cultural as well as ecological terrains, we invite contributors to explore how storytelling practices make visible the precarious, layered, and contested realities of these submerged domains. We focus on instances of storytelling across media—including literary, journalistic, filmic, musical, visual, and multimodal forms— since the Twentieth century to contemporaneity without any geographical limitations, while understanding ‘text’ in the broad sense established in Cultural Studies, where cultural artefacts are read as discursive practices. Such an expansive conception allows us to examine how diverse cultural forms articulate and investigate the complexity of subterranean waters.
Considered lines of inquiry and discussion points include:
- the negotiations with the past and the palimpsestic quality of memory in the narratives of subterranean waters;
- the analysis of the imaginaries of groundwaters through the framework of the Environmental Humanities and the notion of environmental justice;
- the deconstruction of ideologically biased narratives and the identification of excentric perspectives that can challenge dominant power structures and suggest new directions for the future;
- groundwaters as liminal spaces that transcend temporal and spatial boundaries, serving as and/or becoming sites of trauma but also of resistance and transformation;
- the role of water imagery in representing the repressed remembrances and experiences of marginalized people, and the mechanisms through which these memories resurface;
- the intersection of the personal and the political in underground waters narratives, that is, the investigation of how personal experiences and collective histories are intertwined in narratives centred on groundwater.
The list of topics abovementioned is not meant to be exhaustive and the Scientific Committee will consider other proposals submitted by scholars who intend to collaborate in the issue of the journal, with a view to expand the investigation of the area with articulate and original research.
If you wish to contribute to Other Modernities issue 37, you are kindly required to submit an abstract (max 200 words) alongside a short CV to the email address amonline@unimi.it, by 30 April 2026
The complete contribution will have to be submitted by 1 September 2026.
Other Modernities accepts contributions in Italian, Spanish, French and English.
The issue will be published by the end of May 2027.
We also welcome book reviews and interviews to authors and scholars who investigate the aforementioned topics.
Moreover, Other Modernities will also consider publishing non-thematic essays in the indexed section “Off the Record”, following the conditions and deadlines indicated for thematic essays in this Call for Papers.
Contributors should feel free to contact the editors to discuss and clarify the objectives of their proposals, with a view to making the issue as homogeneous as possible also from a methodological point of view. The editors can be contacted via the Editorial Board (amonline@unimi.it).
Works Cited
Ahuja, Neel. “The Anthropocene Debate: On the Limits of Colonial Geology.” Neel Ahuja, 9 Sept. 2016, ahuja.sites.ucsc.edu/2016/09/09/the-anthropocene-debate-on-the-limits-of-colonial-geology/. Accessed 27 Sept. 2025.
Barad, Karen. “No Small Matter: Mushroom Clouds, Ecologies of Nothingness, and Strange Topologies of Spacetimemattering.” Arts of Living on a Damaged Planet, edited by Anna Lowenhaupt Tsing et al., University of Minnesota Press, 2017, pp. 103-120.
Bebbington, Anthony. “Underground Political Ecologies: The Second Annual Lecture of the Cultural and Political Ecology Specialty Group of the Association of American Geographers.” Geoforum, vol. 43, no. 6, 2012, pp. 1152-1162.
British Geological Survey. Groundwater Fact Sheet: The Impact of Urbanisation. 2007, www2.bgs.ac.uk/groundwater/downloads/themes_sheets/Urbanisation.pdf. Accessed 27 Sept. 2025.
Bryant, Levi R. “Ruins and Post-Correlationist Thoughts.” Larval Subjects, 10 Aug. 2018, https://larvalsubjects.wordpress.com/2018/08/10/ruins-and-post-correlationist-thought/. Accessed 27 Sept. 2025.
Dillon, Sarah. The Palimpsest: Literature, Criticism, Theory. Continuum, 2007.
Hynes, H.B.N. “The Stream and Its Valley.” SIL Proceedings, 1922–2010, vol. 19, no. 1, 1975, pp. 1-15.
Kinchy, Abby J., et al. “Engaging the Underground: An STS Field in Formation.” Engaging Science, Technology, and Society, vol. 4, 2018, pp. 22-42.
Loftus, Alex. “Rethinking Political Ecologies of Water.” Third World Quarterly, vol. 30, no. 5, 2009, pp. 953-968.
Melo Zurita, María, et al. “Un-Earthing the Subterranean Anthropocene.” Area, vol. 50, no. 3, 2018, pp. 298-305.
Nilekani, Rohini. “Rohini Nilekani Dreams of Making Invisible Water Visible.” Mint, 19 May 2018, www.livemint.com/Leisure/7ztndZVQNjFd9HVtfn9vnI/Rohini-Nilekani--Making-invisible-water-visible.html. Accessed 27 Sept. 2025.
Powis, Anthony. “The Relational Materiality of Groundwater.” GeoHumanities, vol. 7, no. 1, 2021, pp. 89-112.
Reinert, Hugo. “About a Stone: Some Notes on Geological Conviviality.” Environmental Humanities, vol. 8, no. 1, 2016, pp. 95-117.
Sentek, Zeynep, et al. “Under the Surface: The Hidden Crisis in Europe’s Groundwater.” European Waters, 15 May 2024, https://europeanwaters.eu/. Accessed 27 Sept. 2025.
Steinberg, Philip, and Kimberley Peters. “Wet Ontologies, Fluid Spaces: Giving Depth to Volume through Oceanic Thinking.” Environment and Planning D: Society & Space, vol. 33, no. 2, 2015, pp. 247-264.
Waltz, John P. “Ground Water.” Introduction to Physical Hydrology, edited by Richard J. Chorley, Methuen & Co Ltd, 1969, pp. 122-130.
Williams, Rosalind. Notes from the Underground: An Essay on Technology, Society, and the Imagination. MIT Press, 1990.
Wojnarowski, Frederick. “Contested Flows: An Ethnographic Contribution to Narratives of Groundwater Over Abstraction in the Central Jordanian Highlands.” Environment and Planning E: Nature and Space, vol. 0, no. 0, 2025, pp. 1-26. [online first]
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Call for papers/Convocatoria/Appel à contribution AM 36 – 11/2026
I desaparecidos e il terrore. Nuovi fenomeni e prospettive a 50 anni dal colpo di Stato in Argentina
a cura di Federico Cantoni (Università degli Studi di Salerno) e Fernando Reati (Georgia State University)
Parole chiave: desaparición; dittatura argentina; terrorismo di Stato
“Cos’è un desaparecido? In quanto tale, il desaparecido è un’incognita. Se riapparisse subirebbe un trattamento X, e se la scomparsa si trasformasse in certezza di decesso subirebbe un trattamento Z. Però fintanto che è desaparecido non può subire nessun trattamento speciale, è un’incognita, è un desaparecido, non ha entità, non è né morto né vivo, è desaparecido”: con queste parole nel 1979 il generale Jorge Rafael Videla descriveva con lucida crudeltà la figura drammaticamente emblematica dell’ultima dittatura militare argentina (1976-1983), di cui il 24 marzo 2026 ricorrerà il cinquantesimo anniversario.
“Né morto né vivo”, il desaparecido si configura come un’entità che sfida la significazione, di fronte alla quale il linguaggio “inciampa quando gli si avvicina” (Gatti, “Narrativas” 28). “Difficile da pensare e da vivere” (29), la figura del desaparecido è “comprensibile solamente nella sua mancanza di senso” (28) nella misura in cui, sospendendo l’elaborazione del lutto per via della sottrazione del corpo, spinge il linguaggio al suo punto di rottura, dissociando le parole dalle cose, installandosi in un regime di invisibilità simbolica in cui la parola ‘rincorre’ la realtà senza mai poterla raggiungere del tutto, imponendo quindi un vuoto, una vera e propria “catastrofe di senso” (27-28; Detentido).
Di fronte a tale catastrofe, la letteratura e le arti si rivelano uno strumento capace di tentare un’approssimazione al vuoto di senso causato dalla desaparición e da altre forme di vittimizzazione. Non stupirà dunque l’ampio numero di opere narrative, artistiche, cinematografiche, teatrali, musicali che trattano il tema, così come la consistente mole di lavori critici dedicati alla riflessione ermeneutica su testi prodotti durante il periodo dittatoriale (Reati), o nei decenni seguenti dalle generazioni successive a quella che ha vissuto in prima persona la violenza dittatoriale (Drucaroff; Basile; Cantoni). Si tratta di tentativi di pensare la catastrofe di senso imposta dalla desaparición e dalle altre forme di repressione messe in atto dal terrorismo di Stato.
Questo numero di Altre Modernità – che si inserisce nella linea tracciata dal numero 30, pubblicato a novembre 2023 e dedicato ai 50 anni del golpe cileno – ha come obiettivo quello di orientare la riflessione stimolata dall’anniversario del colpo di Stato argentino in una prospettiva non solo nazionale, ma anche transnazionale, ampliando lo sguardo dal contesto argentino e rintracciando gli echi e i riverberi di questa esperienza storica a livello globale.
Infatti, sebbene emblematico dell’esperienza argentina, il fenomeno della desaparición “intesa come tattica di sterminio, attraversa differenti spazi ed epoche, e il termine che la designa la accompagna attraversando frontiere linguistiche e conquistando territori sempre più lontani da quello di origine” (Nanni 27) tanto in una prospettiva storica (dittature latinoamericane, Germania nazista, Algeria coloniale…), quanto contemporanea (crisi migratorie nel Mar Mediterraneo e tra America Latina e Stati Uniti, conflitto russo-ucraino e israeliano-palestinese, fenomeni di traffico di esseri umani…). In tal senso, il numero vuole stimolare la proposta di studi critici che analizzino due aspetti distinti ma complementari. Da un lato, la ‘migrazione’ del paradigma della desaparición in contesti diversi da quello argentino, focalizzando risposte estetiche e/o narrative a tale fenomeno. D'altra parte, le nuove forme di rappresentazione del trauma all'interno della stessa Argentina, tenendo conto che sono trascorsi cinquant'anni dal colpo di Stato e che nuovi attori, nuovi conflitti e nuove conoscenze si sono sovrapposti a quelli di mezzo secolo fa.
Linee tematiche proposte:
- Fenomeni di desaparición al di fuori del contesto argentino in letteratura, cinema e/o arte;
- Desaparición e violenza di genere;
- Desaparición e fenomeni migratori;
- Desaparición e conflitti armati;
- Narrazioni di seconda o terza generazione sulla desaparición nel contesto argentino e internazionale;
- I segni lasciati dalla sparizione nel corpo sociale e fenomeni associati (il dopo insilio, le narrazioni dello spettrale, il perdurare della paura)
- Prospettive critico-teoriche sulle forme contemporanee di desaparición.
La lista di argomenti suggeriti non è da considerarsi esaustiva: anche altre proposte di analisi del tema, avanzate da chi desidera contribuire al volume, saranno attentamente valutate dal Comitato Scientifico al fine di ampliare l’esplorazione avviata in questo numero della Rivista attraverso percorsi quanto più articolati e originali possibile.
A tal fine, la Redazione propone il seguente calendario di scadenze, cui passo previo ed essenziale è l'invio di una proposta di contributo all’indirizzo amonline@unimi.it entro il 15 ottobre 2025 con indicazione sintetica dell’argomento che si intende trattare (massimo 200 parole), e di un conciso curriculum vitae della/del proponente.
La consegna del contributo è fissata al 14 febbraio 2026 .
Altre Modernità accetta contributi in italiano, spagnolo, francese e inglese.
Il numero sarà pubblicato entro la fine del mese di novembre 2026.
Saranno altresì gradite recensioni o interviste ad autrici/autori o studiose/studiosi del tema secondo le indicazioni di contenuto indicate in questo CfP.
Inoltre, Altre Modernità valuterà la pubblicazione di saggi non tematici, da inserire nella sezione indicizzata “Fuori Verbale”, secondo le modalità dichiarate e le tempistiche richieste per i saggi tematici in questo CfP.
Al fine di poter rendere anche metodologicamente omogeneo il volume e di confrontarsi con gli obiettivi di curatrici e curatori, esse/i si mettono a piena disposizione di autrici e autori per un colloquio e conversazione attraverso la Segreteria di Redazione (amonline@unimi.it).
BIBLIOGRAFIA
Basile, Teresa. Infancias. La narrativa argentina de HIJOS. Eduvim, 2019.
---. Vueltas y revueltas del testimonio en América Latina. De la Revolución a los Derechos Humanos. CLACSO, 2024.
Calveiro, Pilar. Poder y desaparición. Los campos de concentración en Argentina. Colihue, 1998.
Cantoni, Federico. Hijos argentini. Trame intergenerazionali e percorsi identitari. Pàtron, 2023.
Drucaroff, Elsa. Los prisioneros de la torre. Política, relatos y jóvenes en la postdictadura. Emecé, 2011.
Gatti, Gabriel. El detenido-desaparecido. Narrativas posibles para una catástrofe de la identidad. Trilce, 2008.
---. “Las narrativas del detenido-desaparecido (o de los problemas de la representación ante las catástrofes sociales).” CONfines, vol.2, n°4, 2006, pp. 27-38.
Nanni, Susanna. El desafío pedagógico en tiempos de pandemia. Memoria y derechos humanos entre Argentina y Mediterráneo desde un aula virtual. Nova Delphi, 2022.
Reati, Fernando. Nombrar lo innombrable. Violencia política y novela argentina: 1975-1985. Legasa, 1992.
Schindel, Estela. La desaparición a diario. Sociedad, prensa y dictadura (1975-1978). Eduvim, 2012.
Call for papers/Convocatoria/Appel à contribution AM 36 – 11/2026
Los desaparecidos y el terror. Nuevos fenómenos y perspectivas a 50 años del golpe de estado en Argentina
coordinado por Federico Cantoni (Università degli Studi di Salerno) y Fernando Reati (Georgia State University)
Palabras clave: desaparición; dictadura argentina; terrorismo de Estado
“¿Qué es un desaparecido? En cuanto esté como tal, es una incógnita el desaparecido. Si reapareciera tendría un tratamiento X, y si la desaparición se convirtiera en certeza de fallecimiento tendría un tratamiento Z. Pero mientras sea desaparecido no puede tener ningún tratamiento especial, es una incógnita, es un desaparecido, no tiene entidad, no está, ni muerto ni vivo, está desaparecido”: con estas palabras, en 1979, el general Jorge Rafael Videla describía con lúcida crueldad la figura dramáticamente emblemática de la última dictadura militar argentina (1976-1983), de cuyo inicio se cumplen cincuenta años el 24 de marzo de 2026.
“Ni muerto ni vivo”, el desaparecido se configura como una entidad que desafía la significación, frente a la cual el lenguaje “rebota cuando se le acerca” (Gatti, “Narrativas” 28). “Difícil de pensar y de vivir” (Gatti 29), la figura del desaparecido solo es “comprensible en su falta de sentido” (Gatti 28), en la medida en que, al suspenderse el proceso de duelo debido a la sustracción del cuerpo, se lleva el lenguaje al límite disociando las palabras de las cosas e instalándose en un régimen de invisibilidad simbólica en el que la palabra ‘persigue’ la realidad sin poder alcanzarla nunca del todo. Se impone así un vacío, una verdadera “catástrofe del sentido” (Gatti, 27-28; Detenido).
Ante tal catástrofe, la literatura y las artes se revelan como un instrumento capaz de intentar aproximarse al vacío de sentido causado por la desaparición y otras formas de victimización (la prisión, el exilio, el insilio o exilio interno) menos extremas, pero igualmente traumáticas. Por lo tanto, no sorprende el gran número de obras narrativas, artísticas, cinematográficas, teatrales y musicales que tratan el tema, así como la considerable cantidad de trabajos críticos dedicados a la reflexión hermenéutica sobre textos producidos durante el período dictatorial (Reati) o en las décadas siguientes por las generaciones posteriores a la que vivió en primera persona la violencia dictatorial (Drucaroff; Basile; Cantoni). Son todos intentos de pensar la catástrofe de sentido impuesta por la desaparición y otras formas de represión bajo el terrorismo de Estado.
Este número de Altre Modernità –que sigue la línea trazada por el número 30 publicado en noviembre de 2023 y dedicado a los 50 años del golpe de Estado chileno– tiene como objetivo orientar la reflexión suscitada por el aniversario del golpe de Estado argentino hacia una perspectiva no solo nacional sino además transnacional, para ampliar la mirada más allá del contexto argentino rastreando los ecos y las repercusiones de esa experiencia histórica a nivel global.
De hecho, aunque emblemático de la experiencia argentina, el fenómeno de la desaparición “en cuanto táctica de exterminio, atraviesa diferentes espacios y épocas, y el término que la designa la acompaña cruzando fronteras lingüísticas y conquistando territorios cada vez más lejanos de su origen” (Nanni 27). Esto sucede tanto desde una perspectiva histórica (dictaduras latinoamericanas, Alemania nazi, Argelia colonial) como contemporánea (crisis migratorias en el mar Mediterráneo y entre América Latina y Estados Unidos, conflicto ruso-ucraniano e israelí-palestino, fenómenos de tráfico de seres humanos). En este sentido, el número pretende estimular la propuesta de estudios críticos que analicen dos aspectos separados pero complementarios. Por un lado, la ‘migración’ del paradigma de la desaparición a contextos distintos al argentino, centrándose en respuestas estéticas y/o narrativas a dicho fenómeno. Por el otro, las nuevas formas de representación de lo traumático dentro de Argentina misma, teniendo en cuenta que han transcurrido cincuenta años desde el golpe de Estado y que nuevos actores, nuevos conflictos y saberes se han ido superponiendo a los de medio siglo atrás.
Temas propuestos:
- Fenómenos de desaparición fuera del contexto argentino en la literatura, el cine y/o el arte;
- Desaparición y violencia de género;
- Desaparición y fenómenos migratorios;
- Desaparición y conflictos armados;
- Narrativas de segunda o tercera generación sobre la desaparición en el contexto argentino e internacional;
- Las marcas en el cuerpo social de la desaparición y fenómenos asociados (el después del insilio, las narrativas de lo espectral, la perduración del miedo)
- Perspectivas crítico-teóricas sobre las formas contemporáneas de desaparición.
La lista de argumentos sugeridos no es exhaustiva: el Comité científico examinará con atención otras propuestas para el estudio del tema sugeridas por quienes deseen colaborar en el volumen, a fin de ampliar la investigación emprendida en este número de la revista desde perspectivas inéditas y bien estructuradas.
Con este objetivo, la Redacción propone el siguiente calendario, cuyo paso previo es enviar una propuesta de contribución a la dirección amonline@unimi.it antes del 15 de octubre de 2025 con una indicación sintética del tema que se quiere tratar (máximo 200 palabras) y un breve currículum vitae de la persona proponente.
La entrega de la contribución está prevista para el 14 de febrero de 2026 .
Otras Modernidades acepta contribuciones en italiano, español, francés e inglés.
El número se publicará a finales de noviembre de 2026.
Asimismo, serán bienvenidas las reseñas o entrevistas a personas expertas en el tema de acuerdo con las indicaciones sobre el contenido señaladas en esta convocatoria.
Además, Otras Modernidades evaluará la publicación de ensayos no temáticos, que se incluirán en la sección titulada “Entre mamparas”, de acuerdo con las modalidades y los plazos indicados en esta convocatoria para los ensayos temáticos.
Con el fin de que este número sea metodológicamente homogéneo y favorezca una confrontación con los objetivos las editoras y los editores, es posible contactarlos para comentarios y consultas a través de la Secretaría de Redacción (amonline@unimi.it).
BIBLIOGRAFÍA
Basile, Teresa. Infancias. La narrativa argentina de HIJOS. Eduvim, 2019.
---. Vueltas y revueltas del testimonio en América Latina. De la Revolución a los Derechos Humanos. CLACSO, 2024.
Calveiro, Pilar. Poder y desaparición. Los campos de concentración en Argentina. Colihue, 1998.
Cantoni, Federico. Hijos argentini. Trame intergenerazionali e percorsi identitari. Pàtron, 2023.
Drucaroff, Elsa. Los prisioneros de la torre. Política, relatos y jóvenes en la postdictadura. Emecé, 2011.
Gatti, Gabriel. El detenido-desaparecido. Narrativas posibles para una catástrofe de la identidad. Trilce, 2008.
---. “Las narrativas del detenido-desaparecido (o de los problemas de la representación ante las catástrofes sociales).” CONfines, vol.2, n°4, 2006, pp. 27-38.
Nanni, Susanna. El desafío pedagógico en tiempos de pandemia. Memoria y derechos humanos entre Argentina y Mediterráneo desde un aula virtual. Nova Delphi, 2022.
Reati, Fernando. Nombrar lo innombrable. Violencia política y novela argentina: 1975-1985. Legasa, 1992.
Schindel, Estela. La desaparición a diario. Sociedad, prensa y dictadura (1975-1978). Eduvim, 2012.
Desaparecidos and terror. New phenomena and perspectives 50 years after the coup d'état in Argentina
by Federico Cantoni
(Università degli Studi di Salerno)
and Fernando Reati
(Georgia State University)
Keywords: desaparición; Argentine dictatorship; state terrorism
“What is a desaparecido? As such, desaparecidos are something unknown. If they reappeared, they would be treated in a certain way, and if their disappearance were confirmed as death, they would be treated in another way. But as long as they are desaparecidos, they cannot be treated in any special way; they are something unknown, they are desaparecidos, they have no entity, they iare neither dead nor alive, they are desaparecidos”: with these words in 1979, General Jorge Rafael Videla described with lucid cruelty the dramatically emblematic figure of the last Argentine military dictatorship (1976-1983), the 50th anniversary of which will be marked on 24 March 2026.
“Neither dead nor alive,” the desaparecido is an entity that defies meaning, one that language “stumbles over when it tries to describe it” (Gatti, “Narrativas” 28). “Difficult to think about and to live wit”’ (29), the figure of the desaparecido is “understandable only in its lack of meaning” (28) insofar as, by suspending the grieving process due to the removal of the body, it pushes language to its breaking point, dissociating words from things, establishing itself in a regime of symbolic invisibility in which words “chase” reality without ever being able to fully reach it, thus imposing a void, a veritable “catastrophe of meaning” (27-28; Detentido).
Faced with such a catastrophe, literature and the arts prove to be a tool capable of attempting to fill the void of meaning caused by desaparición and other forms of victimisation. It is therefore not surprising that there are a large number of narrative, artistic, cinematographic, theatrical and musical works dealing with this theme, as well as a substantial body of critical works devoted to hermeneutical reflection on texts produced during the dictatorial period (Reati), or in the decades that followed by the generations that came after those who experienced the dictatorial violence first-hand (Drucaroff; Basile; Cantoni). These are attempts to reflect on the catastrophe of meaning imposed by the desaparición and other forms of repression carried out by state terrorism.
This issue of Altre Modernità – which follows on from issue 30, published in November 2023 and dedicated to the 50th anniversary of the Chilean golpe – aims to orient the reflection stimulated by the anniversary of the Argentine coup d'état in a perspective that is not only national but also transnational, broadening the view beyond the Argentine context and tracing the echoes and reverberations of this historical experience at a global level.
In fact, although emblematic of the Argentine experience, the phenomenon of desaparición, “understood as a tactic of extermination, spans different spaces and eras, and the term that designates it accompanies it across linguistic boundaries and conquers territories increasingly distant from its origin” (Nanni 27) both from a historical perspective (Latin American dictatorships, Nazi Germany, colonial Algeria...) and a contemporary one (migration crises in the Mediterranean Sea and between Latin America and the United States, the Russian-Ukrainian and Israeli-Palestinian conflicts, human trafficking...). In this sense, this issue aims to stimulate critical studies that analyse two distinct but complementary aspects. On the one hand, the “migration” of the paradigm of desaparición to contexts other than Argentina, focusing on aesthetic and/or narrative responses to this phenomenon. On the other hand, new forms of representation of trauma within Argentina itself, taking into account the fact that fifty years have passed since the coup d'état and that new actors, new conflicts and new knowledge have overlapped with those of half a century ago.
Proposed themes:
- Phenomena of desaparición outside the Argentine context in literature, cinema and/or art;
- Desaparición and gender violence;
- Desaparición and migration phenomena;
- Desaparición and armed conflicts;
- Second or third generation narratives on desaparición in the Argentine and international context;
- The marks left by disappearance on society and associated phenomena (the aftermath of exile, ghostly narratives, the persistence of fear)
- Critical and theoretical perspectives on contemporary forms of desaparición.
The list of topics abovementioned is not meant to be exhaustive and the Scientific Committee will consider other proposals submitted by scholars who intend to collaborate in the issue of the journal, with a view to expand the investigation of the area with articulate and original research.
If you wish to contribute to Other Modernities issue 36, you are kindly required to submit an abstract (max 200 words) alongside a short CV to the email address amonline@unimi.it, by the 15th October 2025.
The complete contribution will have to be submitted by 14th February 2026.
Other Modernities accepts contributions in Italian, Spanish, French and English.
The issue will be published by the end of November 2026.
We also welcome book reviews and interviews to authors and scholars who investigate the aforementioned topics.
Moreover, Other Modernities will also consider publishing non-thematic essays in the indexed section “Off the Record”, following the conditions and deadlines indicated for thematic essays in this Call for Papers.
Contributors should feel free to contact the editors to discuss and clarify the objectives of their proposals, with a view to making the issue as homogeneous as possible also from a methodological point of view. The editors can be contacted via the Editorial Board (amonline@unimi.it).
WORKS CITED
Basile, Teresa. Infancias. La narrativa argentina de HIJOS. Eduvim, 2019.
---. Vueltas y revueltas del testimonio en América Latina. De la Revolución a los Derechos Humanos. CLACSO, 2024.
Calveiro, Pilar. Poder y desaparición. Los campos de concentración en Argentina. Colihue, 1998.
Cantoni, Federico. Hijos argentini. Trame intergenerazionali e percorsi identitari. Pàtron, 2023.
Drucaroff, Elsa. Los prisioneros de la torre. Política, relatos y jóvenes en la postdictadura. Emecé, 2011.
Gatti, Gabriel. El detenido-desaparecido. Narrativas posibles para una catástrofe de la identidad. Trilce, 2008.
---. “Las narrativas del detenido-desaparecido (o de los problemas de la representación ante las catástrofes sociales).” CONfines, vol.2, n°4, 2006, pp. 27-38.
Nanni, Susanna. El desafío pedagógico en tiempos de pandemia. Memoria y derechos humanos entre Argentina y Mediterráneo desde un aula virtual. Nova Delphi, 2022.
Reati, Fernando. Nombrar lo innombrable. Violencia política y novela argentina: 1975-1985. Legasa, 1992.
Schindel, Estela. La desaparición a diario. Sociedad, prensa y dictadura (1975-1978). Eduvim, 2012.
Les desaparecidos et la terreur. Nouveaux phénomènes et perspectives 50 ans après le coup d’État en Argentine
sous la direction de Federico Cantoni (Università degli Studi di Salerno)
et Fernando Reati (Georgia State University)
Mots-clés : desaparición ; dictature argentine ; terrorisme d’État
« Qu’est-ce qu’un desaparecido ? En tant que tel, le desaparecido est une inconnue. S'il réapparaissait, il subirait un traitement X, tandis que si sa disparition se transformait en décès certifié, il subirait un traitement Z. Mais tant que desaparecido, il ne peut subir aucun traitement spécial, il reste une inconnue, un desaparecido sans identité : il n'est ni mort ni vivant, c'est un desaparecido » : c'est par ces mots que le général Jorge Rafael Videla décrivait en 1979, avec une cruauté lucide, la figure dramatiquement emblématique de la dernière dictature militaire argentine (1976-1983), dont le cinquantième anniversaire sera commémoré le 24 mars 2026.
« Ni mort ni vivant », le desaparecido apparaît comme une entité qui défie toute signification, face à laquelle le langage « trébuche lorsqu'il s'en approche » (Gatti, « Narrativas » 28). « Difficile à penser et à vivre » (29), la figure du desaparecido n'est « compréhensible que dans son absence de sens » (28) dans la mesure où, en suspendant le processus de deuil en raison de l'enlèvement du corps, il pousse le langage à son point de rupture, dissociant les mots des choses, s'installant dans un régime d'invisibilité symbolique où le mot « poursuit » la réalité sans jamais pouvoir l'atteindre complètement, imposant ainsi un vide, une véritable « catastrophe du sens » (27-28 ; Detentido).
Face à une telle catastrophe, la littérature et les arts se révèlent être un outil capable d’essayer de combler le vide de sens causé aussi bien par la disparition que par d'autres formes de victimisation. Il n'est donc pas surprenant que de nombreux œuvres narratives, artistiques, cinématographiques, théâtrales et musicales traitent de ce thème, tout comme il n'est pas surprenant que de nombreux travaux critiques soient consacrés à la réflexion herméneutique sur des textes produits pendant la période dictatoriale (Reati) ou dans les décennies suivantes par les générations qui ont succédé à celle qui a vécu directement la violence dictatoriale (Drucaroff ; Basile ; Cantoni). Il s'agit de tentatives de réflexion sur la catastrophe du sens imposée par la desaparición et par les autres formes de répression mises en œuvre par le terrorisme d'État.
Ce numéro d'Autres Modernités – qui s'inscrit dans la lignée du numéro 30, publié en novembre 2023 et consacré aux 50 ans du coup d'État chilien – a pour objectif d'orienter la réflexion suscitée par l'anniversaire du coup d'État argentin dans une perspective non seulement nationale, mais aussi transnationale, en élargissant le regard au-delà du contexte argentin et en retraçant les échos et les répercussions de cette expérience historique à l'échelle mondiale.
En effet, bien qu'emblématique de l'expérience argentine, le phénomène de la desaparición « dans son acception de tactique d'extermination, traverse différents espaces et époques, et le mot qui le désigne l'accompagne en franchissant les frontières linguistiques et en conquérant des territoires de plus en plus éloignés de celui d'origine » (Nanni 27) dans une perspective aussi bien historique (dictatures latino-américaines, Allemagne nazie, Algérie coloniale...) que contemporaine (crises migratoires en Méditerranée et entre l'Amérique latine et les États-Unis, conflits russo-ukrainien et israélo-palestinien, phénomènes de traite des êtres humains...). En ce sens, ce numéro vise à stimuler la proposition d'études critiques analysant deux aspects distincts mais complémentaires. D'un côté, il s’agit de considérer la « migration » du paradigme de la desaparición dans des contextes autres que celui de l'Argentine, en mettant donc l'accent sur les réponses esthétiques et/ou narratives à ce phénomène. De l'autre côté, notre attention sera orientée sur les nouvelles formes de représentation du traumatisme en Argentine, en tenant compte du fait que cinquante ans se sont écoulés depuis le coup d'État et que de nouveaux acteurs, de nouveaux conflits et de nouvelles connaissances se sont superposés à ceux d'il y a un demi-siècle.
Thèmes proposés :
- Phénomènes de desaparición hors du contexte argentin dans la littérature, le cinéma et/ou l'art ;
- Desaparición et violence de genre ;
- Desaparición et migration ;
- Desaparición et conflits armés ;
- Narrations de seconde ou troisième génération sur la desaparición dans le cadre argentin et international ;
- Les traces laissées par la disparition sur le corps social et les phénomènes associés (l’après-insilio, les récits fantomatiques, la présence de la peur)
- Perspectives critiques et théoriques sur les formes contemporaines de la desaparición.
La liste suggérée ne se veut pas exhaustive : d’autres propositions d’analyse du sujet, par tous/toutes ceux/celles qui souhaitent soumettre leur contribution, seront également prises en considération par le Comité Scientifique afin d’élargir, avec des parcours le plus articulés et le plus inédits possibles, l’exploration entamée dans ce numéro de la Revue.
À ce propos, la Rédaction propose l’envoi des propositions de contribution au plus tard le 15 octobre 2025. Les propositions seront à envoyer à l’adresse amonline@unimi.it, accompagnées par un résumé synthétique (200 mots maximum) du sujet que l’on entend analyser et d’un bref CV de l’auteur/e.
L’envoi des contributions est prévu pour le 14 février 2026.
Autres Modernités accepte des contributions en italien, espagnol, français et anglais.
Le numéro sera publié d’ici la fin du mois de novembre 2026.
Nous apprécierons également des critiques ou des entretiens avec des auteur/es ou des spécialistes du sujet proposé dans le présent appel à contribution.
Autres Modernités évaluera également la publication d’essais non-thématiques qui seront insérés dans la section « Hors de propos », selon les modalités et les échéances indiquées pour les essais thématiques dans le présent appel à contribution.
Afin de rendre le volume méthodologiquement homogène, les éditeurs/éditrices seront à la disposition des auteur/es par l’intermédiaire de la rédaction (amonline@unimi.it).
--------
Call for papers/Convocatoria/Appel à contribution n.35 – 05/2026
Vecchi e nuovi sguardi alle materialità nelle letterature di lingua spagnola
a cura di Flavio Fiorani (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), Ana María González Luna
(Università degli Studi di Milano-Bicocca) e Amanda Salvioni (Università degli Studi di Macerata)
Parole chiave: materialità; letteratura contemporanea di lingua spagnola; archivi; rappresentazione letteraria di oggetti
Questo numero vuole indagare il rapporto tra le letterature di lingua spagnola e le materialità nelle loro più diverse dimensioni: da oggetti, corpi e spazi che configurano l’esperienza letteraria fino ai modi in cui tali elementi sono rappresentati nei testi. Va precisato che il nostro interesse non è rivolto alla materialità del testo, una linea di ricerca che, fin dalla ricezione in America latina degli studi di Donald Mc Kenzie e di Roger Chartier, è oggi di stringente attualità, anche in virtù dei processi di dematerializzazione digitale. Ci sembra opportuno tornare piuttosto a considerare le materialità inscritta nei testi, intesa come problema della rappresentazione. Che genere di solidarietà instaura la letteratura tra le cose materiali e la narrazione? Qual è la funzione delle materialità nella configurazione di discorsi politici, storici ed estetici di cui si fa carico la letteratura?
Naturalmente le risposte possono declinarsi a seconda dei diversi risvolti del problema: da un lato la presenza delle materialità nel discorso letterario si può affrontare a partire dalla mimesi e dalla referenzialità. In “L’effet de réel” (1968), Roland Barthes affidava alla rappresentazione di oggetti in apparenza inutili in alcune narrazioni il compito di svelare l’ambiguo statuto del realismo letterario, intendendolo come un codice di significazione che simula la sua pretesa naturalità facendo riferimento alle cose rappresentate quali artefici dell’illusione referenziale. Dall’altro lato, il tema lo si può affrontare secondo una prospettiva che privilegia il rapporto dell’essere umano con le cose, e i modi in cui la letteratura sovverte tale rapporto. Francesco Orlando, nel suo Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura (20152), sosteneva che rappresentare cose inutili è una prova della disposizione della letteratura a contraddire l’ordine del reale. È significativo che entrambi gli studiosi rivolgano la loro attenzione agli oggetti inutili ed enfatizzino con ciò la funzionalità della materia. Ma quest’ultimo aspetto è soltanto una delle possibili declinazioni della questione.
L’utilità o l’inutilità delle cose, studiata da Mary Douglas secondo i criteri dell’antropologia culturale nel suo Purity and Danger. An Analysis of Concepts of Pollution and Taboo (1966), rinvia, ad esempio, alla questione degli scarti, dell’immondizia, delle rovine, dei resti e al degrado degli spazi e dei corpi resi immondizia. Il non umano, indagato da Jane Bennet nel suo Vibrant Matter. A Political Ecology of Things (2010), è esplorato da prospettive letterarie che riconoscono la partecipazione attiva delle materialità non umane negli eventi. Ma le prospettive sono molteplici: Remo Bodei, in La vita delle cose (2011), ci ricorda che investiamo intellettualmente e affettivamente negli oggetti, conferiamo loro senso e qualità sentimentali, li avvolgiamo in modelli di desiderio o in involucri ripugnanti, li collochiamo in sistemi di relazioni, li includiamo in storie che possiamo ricostruire e che riguardano noi o gli altri. E ancora: il conflitto tra materia organica e inorganica è centrale nei procedimenti di riuso, riciclaggio, compostaggio o ricostruzione. Infine, la stessa materialità del linguaggio consente alla scrittura letteraria di configurarsi in archivi e palinsesti e di coniugarsi come riscrittura, adattamenti, manipolazioni.
Insomma, considerato che un material turn ha contrassegnato gli studi letterari degli ultimi vent’anni (cfr. Thomas Bremer, On Literature and Materiality, 2020), sempre più vicini alla storia culturale e sempre più lontani dal postmoderno, ci proponiamo, con questo numero della Rivista, di creare le condizioni per attualizzare questo dibattito contemporaneo con il contributo del mondo di lingua spagnola.
Linee tematiche proposte:
- Oggetti, artefatti e cose nella narrativa, nella poesia e nel teatro;
- Spazialità e geopolitiche materiali nella letteratura;
- Corpo, testualità, affetti e performatività;
- Archivio, memoria e materialità in letteratura;
- Materialità ed economia della cultura nella letteratura ispanoamericana;
- Distruzione, ricostruzione, decostruzione: le rovine e i detriti.
La lista di argomenti suggerita non è da intendersi come esaustiva: altre proposte di studio del tema offerte da quanti intendano collaborare al volume verranno seriamente vagliate dal Comitato Scientifico, al fine di ampliare con percorsi il più articolati e inediti possibili l’esplorazione intrapresa in questo numero della Rivista.
A tal fine, la Redazione propone il seguente calendario di scadenze, cui passo previo ed essenziale è l’invio di una proposta di contributo all’indirizzo amonline@unimi.it entro il 30 maggio 2025 con indicazione sintetica dell’argomento che si intende trattare (massimo 200 parole), e di un conciso curriculum vitae del proponente.
La consegna del contributo è fissata al 1° settembre 2025.
Altre Modernità accetta contributi in italiano, spagnolo, francese e inglese.
Il numero sarà pubblicato entro la fine del mese di maggio 2026.
Saranno altresì gradite recensioni o interviste ad autori o studiosi del tema secondo le indicazioni di contenuto indicate in questo CfP.
Inoltre, Altre Modernità valuterà la pubblicazione di saggi non tematici, da inserire nella sezione indicizzata “Fuori Verbale”, secondo le modalità dichiarate e le tempistiche richieste per i saggi tematici in questo CfP.
Al fine di poter rendere anche metodologicamente omogeneo il volume e di confrontarsi con gli obiettivi dei curatori, essi si mettono a piena disposizione degli autori per un colloquio e conversazione attraverso la Segreteria di Redazione (amonline@unimi.it).
BIBLIOGRAFIA
Ahmed, Sara. The Cultural Politics of Emotion. Routledge, 2004.
Barthes, Roland. “L’effect de réel”. Communications, n. 11, 1968.
Bennet, Jane. Vibrant Matter. A Political Ecology of Things. Duke University Press, 2010.
Bodei, Remo. La vita delle cose. Laterza, 2009.
Braidotti, Rosi. Il postumano. La vita oltre l’individuo, oltre la specie, oltre la morte (Vol. 1). DeriveApprodi, 2014.
Bremer, Thomas, “On Literature and Materiality”. Neohelicon, n. 47, 2020, pp. 349-356.
Butler, Judith. Cuerpos aliados y lucha política. Hacia una teoría performativa de la asamblea. Paidós, 2017.
---. Vidas precarias. El poder del duelo y la violencia. Paidós, 2006.
---. El género en disputa. El feminismo y la subversión de la identidad. Paidós, 2007.
Derrida, Jacques. Mal d’Archive. Une impression freudienne. Editions Galilée, 1995.
Douglas, Mary. Purity and Danger. An Analysis of Concepts of Pollution and Taboo. Routledge, 2002.
Foster, Hal. “El impulso de archivo”, Nimio, n. 3, (2016), pp. 102-125. https://papelcosido.fba.unlp.edu.ar/ojs/index.php/nimio/article/view/351/586. Consultato il 30 mar. 2025.
González Echevarría, Roberto. Mito y archivo. Una teoría de la narrativa latinoamericana. Fondo de Cultura Económica, 2000.
Moraña, Mabel, e Ignacio Sánchez Prado (a cura di). El lenguaje de las emociones. Afecto y cultura en América Latina. Iberoamericana-Vervuert, 2012.
Nancy, Jean Luc. Essere singolare plurale. Einaudi, 2021.
Orlando, Francesco. Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura. Einaudi, 20152.
Ricoeur, Paul. La metafora viva. Trotta, 2001.
Rivera Garza, Cristina. Escrituras geológicas. Iberoamericana-Vervuert, 2022.
---. Los muertos indóciles: Necroescrituras y desapropiación, Tusquets, 2013.
Sedgwick, Eve K. Touching feeling. Affect, Pedagogy, Performativity. Duke University Press, 2003.
Velázquez Soto, Armando Octavio. “Narraciones que forman archivos en la literatura latinoamericana contemporánea”. Linhas de força do contemporâneo no Brasil e no México, a cura di Claudia Dias Sampaio, et al. 7 Letras, 2023, pp. 25-43.
Viejas y nuevas miradas a las materialidades en las literaturas de habla española
coordinado por Flavio Fiorani (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), Ana María González Luna (Università degli Studi di Milano-Bicocca) y Amanda Salvioni (Università degli Studi di Macerata)
Palabras clave: materialidades; literatura contemporánea de lengua española; archivos; representación literaria de objetos
Este número busca explorar la relación entre las literaturas de habla hispana y las materialidades en sus diversas dimensiones: desde los objetos, cuerpos y espacios que configuran la experiencia literaria hasta el modo en que estos elementos son representados en los textos. Cabe destacar que nuestro interés no se centra aquí en la materialidad del texto, una línea de investigación que, a partir de la productiva recepción en América Latina de los estudios de Donald Mc Kenzie y Roger Chartier, resulta hoy de estricta actualidad, dada la supuesta desmaterialización digital del texto. Sin embargo, aquí nos interesa más bien volver a considerar las materialidades en los textos como problema de representación. ¿Qué clase de solidaridad establece la literatura entre las cosas materiales y la narración? ¿Cuál es el papel de las materialidades en la configuración de discursos políticos, históricos y estéticos de los que la literatura se hace cargo?
Claramente, las respuestas pueden declinarse según las distintas vertientes del problema: por un lado, la presencia de las materialidades en el discurso literario puede abordarse a partir de la mímesis y la referencialidad. Roland Barthes, en “L’effet de réel” (1968), recurría a la representación de objetos aparentemente inútiles en ciertos relatos para develar el estatuto ambiguo del realismo literario, entendiéndolo como un código de significación que simula su pretendida naturalidad apelando a las cosas representadas como artífices de la ilusión referencial. Por otro lado, el tema se puede abordar desde una perspectiva que privilegia la relación del ser humano con las cosas y los modos en que la literatura subvierte dicha relación. Francesco Orlando, en Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura (2015), afirmaba que representar cosas inútiles es una prueba de la vocación de la literatura de contradecir el orden de lo real. Es notable que ambos teóricos se detengan en los objetos inútiles, haciendo hincapié en la funcionalidad de la materia, lo cual es tan solo una de las posibles dimensiones de la cuestión.
La utilidad o inutilidad de las cosas, estudiada desde la antropología cultural por Mary Douglas en Purity and Danger. An Analysis of Concepts of Pollution and Taboo (2002), remite, por ejemplo, al tema de los residuos, los restos, los desechos, los escombros, la basurización de los espacios y los cuerpos. Lo no humano, indagado por Jane Bennet en Vibrant Matter. A Political Ecology of Things (2010), es explorado por aquellas perspectivas literarias que reconocen la participación activa de las materialidades no humanas en los eventos. Pero las perspectivas son múltiples: Remo Bodei, en La vita delle cose (2009), nos recuerda que invertimos intelectual y afectivamente en los objetos, les conferimos sentido y cualidades sentimentales, los envolvemos en modelos de deseo o de repugnancia, los colocamos en sistemas de relaciones, los incluimos en historias que podemos reconstruir y que nos conciernen a nosotros o a otros. Asimismo, la oposición entre materia orgánica e inorgánica es esencial en los procesos de reutilización, reciclaje, compostaje o reconstrucción. Por su parte, la materialidad del lenguaje mismo permite que la escritura literaria se configure en archivos y palimpsestos, reordenándose en reescrituras, adaptaciones, manipulaciones.
En fin, si es verdad que un material turn está afectando los estudios literarios de los últimos veinte años, como indica Thomas Bremer, cada vez más próximos a la historia cultural y ya muy lejos de lo posmoderno, nos proponemos, con este número de la revista, crear las condiciones para actualizar este debate contemporáneo con la contribución del mundo hispanohablante.
Algunas líneas temáticas sugeridas incluyen:
- Objetos, artefactos y cosas en la narrativa, la poesía y el teatro;
- Espacialidades y geopolíticas materiales en la literatura;
- Cuerpo, textualidad, afectos y performatividad;
- Archivo, memoria y materialidad en la literatura;
- Materialidad y economía de la cultura en la literatura hispanoamericana;
- Destrucción, reconstrucción, deconstrucción: las ruinas y los escombros.
La lista de argumentos sugeridos no es exhaustiva: el Comité científico examinará con atención otras propuestas para el estudio del tema sugeridas por quienes deseen colaborar en el volumen, a fin de ampliar la investigación emprendida en este número de la revista desde perspectivas inéditas y bien estructuradas.
Con este objetivo, la Redacción propone el siguiente calendario, cuyo paso previo es enviar una propuesta de contribución a la dirección amonline@unimi.it antes del 30 de mayo de 2025 con una indicación sintética del tema que se quiere tratar (máximo 200 palabras) y un breve currículum vitae del proponente.
La entrega de la contribución está prevista para el 1 de septiembre de 2025.
Otras Modernidades acepta contribuciones en italiano, español, francés e inglés.
El número se publicará a finales de mayo de 2026.
Asimismo, serán bienvenidas las reseñas o entrevistas a autores o estudiosos del tema de acuerdo con las indicaciones sobre el contenido señaladas en este convocatoria.
Además, Otras Modernidades evaluará la publicación de ensayos no temáticos, que se incluirán en la sección titulada “Entre mamparas”, de acuerdo con las modalidades y los plazos indicados en este convocatoria para los ensayos temáticos.
Con el fin de que este número sea metodológicamente homogéneo y favorezca una confrontación con los objetivos de los editores, los autores pueden contactarlos para comentarios y consultas a través de la Secretaría de Redacción (amonline@unimi.it).
BIBLIOGRAFÍA
Ahmed, Sara. The Cultural Politics of Emotion. Routledge, 2004.
Barthes, Roland. “L’effect de réel”. Communications, núm. 11, 1968.
Bennet, Jane. Vibrant Matter. A Political Ecology of Things. Duke University Press, 2010.
Bodei, Remo. La vita delle cose. Laterza, 2009.
Braidotti, Rosi. Il postumano. La vita oltre l’individuo, oltre la specie, oltre la morte (Vol. 1). DeriveApprodi, 2014.
Bremer, Thomas, “On Literature and Materiality”. Neohelicon, núm. 47, 2020, pp. 349-356.
Butler, Judith. Cuerpos aliados y lucha política. Hacia una teoría performativa de la asamblea. Paidós, 2017.
---. Vidas precarias. El poder del duelo y la violencia. Paidós, 2006.
---. El género en disputa. El feminismo y la subversión de la identidad. Paidós, 2007.
Derrida, Jacques. Mal d’Archive. Une impression freudienne. Editions Galilée, 1995.
Douglas, Mary. Purity and Danger. An Analysis of Concepts of Pollution and Taboo. Routledge, 2002.
Foster, Hal. “El impulso de archivo”, Nimio, núm. 3, (2016), pp. 102-125. https://papelcosido.fba.unlp.edu.ar/ojs/index.php/nimio/article/view/351/586. Consultado el 30 mzo. 2025.
González Echevarría, Roberto. Mito y archivo. Una teoría de la narrativa latinoamericana. Fondo de Cultura Económica, 2000.
Moraña, Mabel, y Ignacio Sánchez Prado (editado por). El lenguaje de las emociones. Afecto y cultura en América Latina. Iberoamericana-Vervuert, 2012.
Nancy, Jean Luc. Essere singolare plurale. Einaudi, 2021.
Orlando, Francesco. Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura. Einaudi, 20152.
Ricoeur, Paul. La metafora viva. Trotta, 2001.
Rivera Garza, Cristina. Escrituras geológicas. Iberoamericana-Vervuert, 2022.
---. Los muertos indóciles: Necroescrituras y desapropiación, Tusquets, 2013.
Sedgwick, Eve K. Touching feeling. Affect, Pedagogy, Performativity. Duke University Press, 2003.
Velázquez Soto, Armando Octavio. “Narraciones que forman archivos en la literatura latinoamericana contemporánea”. Linhas de força do contemporâneo no Brasil e no México, coordinado por Claudia Dias Sampaio, et al. 7 Letras, 2023, pp. 25-43.
n.35 – 05/2026 Old and new looks at materiality in Spanish-language literature
edited by Flavio Fiorani (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), Ana María González Luna (Università degli Studi di Milano-Bicocca), and Amanda Salvioni (Università degli Studi di Macerata)
Keywords: materiality; contemporary Spanish-language literature; archives; literary representation of objects
This issue aims to investigate the relationship between Spanish-language literature and materiality in its most diverse dimensions: from objects, bodies and spaces that configure the literary experience to the ways in which these elements are represented in texts. We want to stress that our interest is not directed towards the materiality of the text, a line of research that has been of paramount importance since the reception of Donald Mc Kenzie and Roger Chartier’s studies in Latin America and it is particularly so today, also by virtue of the processes of digital dematerialisation. We would rather focus on considering the materiality inscribed within texts, meant as a problem of representation. What kind of solidarity does literature establish between material things and narration? What is the function of materiality in the configuration of political, historical and aesthetic discourses that literature takes on?
Obviously, the answers can vary depending on the different aspects of the problem: on the one hand, the presence of materiality in literary discourse can be addressed starting from mimesis and referentiality. In “L’effet de reel” (1968), Roland Barthes entrusted the representation of apparently useless objects in some narratives with the task of revealing the ambiguous status of literary realism, which is meant as a code of signification that simulates its alleged naturalness by referring to the represented things as the creators of the referential illusion. On the other hand, the topic can be approached from a perspective that favours the relationship between human beings and things, and the ways in which literature subverts this relationship. In his book Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura (20152), Francesco Orlando argued that representing useless things is proof of literature’s willingness to contradict the order of reality. It is interesting to note that both scholars turn their attention to useless objects, thus emphasising the functionality of matter. But this last aspect is only one of the possible interpretations of the question.
The usefulness or uselessness of things, studied by Mary Douglas according to the criteria of cultural anthropology in Purity and Danger. An Analysis of Concepts of Pollution and Taboo (1966), refers, for example, to the question of waste, rubbish, ruins, remains and the degradation of spaces and bodies rendered rubbish. The non-human, investigated by Jane Bennet in Vibrant Matter. A Political Ecology of Things (2010), is explored from literary perspectives that recognise the active participation of non-human materiality in events. But there are many perspectives: Remo Bodei, in La vita delle cose (2011), reminds us that we invest intellectually and affectively in objects, we give them sentimental meaning and qualities, we wrap them in models of desire or in repugnant wrappings, we place them in systems of relationships, we include them in stories that we can reconstruct and that concern us or others. And again: the conflict between organic and inorganic matter is central to the processes of reuse, recycling, composting or reconstruction. Finally, the very materiality of language allows literary writing to take shape in archives and palimpsests and to combine as rewriting, adaptations, manipulations.
In short, considering that literary studies have been characterised by a material turn over the last twenty years (see Thomas Bremer, On Literature and Materiality, 2020), moving ever closer to cultural history and ever further away from postmodernism, this issue aims to create the conditions to update the contemporary debate with contributions from the Spanish-speaking world.
Proposed thematic lines:
- bjects, artefacts and things in fiction, poetry and theatre.
- Spatiality and material geopolitics in literature.
- Body, textuality, affect and performativity.
- Archive, memory and materiality in literature.
- Materiality and the economy of culture in Spanish-American literature.
- Destruction, reconstruction, deconstruction: ruins and debris.
The list of topics abovementioned is not meant to be exhaustive and the Scientific Committee will consider other proposals submitted by scholars who intend to collaborate in the issue of the journal, with a view to expand the investigation of the area with articulate and original research.
If you wish to contribute to Other Modernities issue 25, you are kindly required to submit an abstract (max 200 words) alongside a short CV to the email address amonline@unimi.it, by the 30th May 2025.
The complete contribution will have to be submitted by the 1st September 2025.
Other Modernities accepts contributions in Italian, Spanish, French and English.
The issue will be published by the end of May 2026.
We also welcome book reviews and interviews to authors and scholars who investigate the aforementioned topics.
Moreover, Other Modernities will also consider publishing non-thematic essays in the indexed section “Off the Record”, following the conditions and deadlines indicated for thematic essays in this Call for Papers.
Contributors should feel free to contact the editors to discuss and clarify the objectives of their proposals, with a view to making the issue as homogeneous as possible also from a methodological point of view. The editors can be contacted via the Editorial Board (amonline@unimi.it).
WORKS CITED
Ahmed, Sara. The Cultural Politics of Emotion. Routledge, 2004.
Barthes, Roland. “L’effect de réel”. Communications, no. 11, 1968.
Bennet, Jane. Vibrant Matter. A Political Ecology of Things. Duke University Press, 2010.
Bodei, Remo. La vita delle cose. Laterza, 2009.
Braidotti, Rosi. Il postumano. La vita oltre l’individuo, oltre la specie, oltre la morte (Vol. 1). DeriveApprodi, 2014.
Bremer, Thomas, “On Literature and Materiality”. Neohelicon, no. 47, 2020, pp. 349-356.
Butler, Judith. Cuerpos aliados y lucha política. Hacia una teoría performativa de la asamblea. Paidós, 2017.
---. Vidas precarias. El poder del duelo y la violencia. Paidós, 2006.
---. El género en disputa. El feminismo y la subversión de la identidad. Paidós, 2007.
Derrida, Jacques. Mal d’Archive. Une impression freudienne. Editions Galilée, 1995.
Douglas, Mary. Purity and Danger. An Analysis of Concepts of Pollution and Taboo. Routledge, 2002.
Foster, Hal. “El impulso de archivo”, Nimio, no. 3, (2016), pp. 102-125. https://papelcosido.fba.unlp.edu.ar/ojs/index.php/nimio/article/view/351/586. Accessed 30th Mar. 2025.
González Echevarría, Roberto. Mito y archivo. Una teoría de la narrativa latinoamericana. Fondo de Cultura Económica, 2000.
Moraña, Mabel, and Ignacio Sánchez Prado (edited by). El lenguaje de las emociones. Afecto y cultura en América Latina. Iberoamericana-Vervuert, 2012.
Nancy, Jean Luc. Essere singolare plurale. Einaudi, 2021.
Orlando, Francesco. Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura. Einaudi, 20152.
Ricoeur, Paul. La metafora viva. Trotta, 2001.
Rivera Garza, Cristina. Escrituras geológicas. Iberoamericana-Vervuert, 2022.
---. Los muertos indóciles: Necroescrituras y desapropiación, Tusquets, 2013.
Sedgwick, Eve K. Touching feeling. Affect, Pedagogy, Performativity. Duke University Press, 2003.
Velázquez Soto, Armando Octavio. “Narraciones que forman archivos en la literatura latinoamericana contemporánea”. Linhas de força do contemporâneo no Brasil e no México, edited by Claudia Dias Sampaio, et al. 7 Letras, 2023, pp. 25-43.
n. 35 – 05/2026 Regards anciens et nouveaux sur la matérialité dans la littérature espagnole
sous la direction de Flavio Fiorani (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), Ana María González Luna (Università degli Studi di Milano-Bicocca) et Amanda Salvioni(Università degli Studi di Macerata)
Mots-clés : matérialité ; littérature contemporaine de langue espagnole ; archives ; représentation littéraire d’objets
Ce numéro vise à enquêter sur la relation entre les littératures de langue espagnole et les matérialités dans leurs dimensions les plus variées, allant des objets, des corps et des espaces, qui façonnent l’expérience littéraire, jusqu’ à la manière dont ces éléments sont représentés dans le texte littéraire. Il convient de préciser que notre but n’est pas d’analyser la matérialité du texte en tant que tel, quoique cet axe de recherche soit aujourd’hui d’une grande actualité, notamment à la suite de la diffusion en Amérique latine des études de Donald Mc Kenzie et Roger Chartier, ainsi qu’en raison des processus de dématérialisation numérique. Notre objectif est plutôt d’analyser la matérialité inscrite dans les textes en tant que problématique de la représentation. Quelle forme de solidarité la littérature établit-elle entre les choses matérielles et la narration ? Quelle est la fonction des matérialités dans le cadre de la configuration des discours politiques, historiques et esthétiques que la littérature transmet ?
Les réponses peuvent, bien évidemment, être déclinées selon les différentes facettes du problème. D’une part, la présence de matérialités dans le discours littéraire peut être abordée sous l’angle de la mimésis et de la référentialité. Dans “L’effet de réel“ (1968), Roland Barthes reconnaît notamment à la représentation de certains objets apparemment inutiles au cœur du texte le rôle de dévoiler le statut ambigu du réalisme littéraire, en tant que code de signification qui, en désignant les choses représentées comme créatrices de l’illusion référentielle, simule une naturalité prétendue.
D’autre part, le sujet peut être abordé dans une perspective qui privilégie la relation entre les êtres humains et les choses, ainsi que les façons dont la littérature subvertit cette relation. Francesco Orlando, dans son ouvrage, Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura (2015), affirme que la représentation de choses inutiles témoigne de la disposition de la littérature à contredire l’ordre de la réalité. Le fait que les deux chercheurs s’intéressent aux objets inutiles et mettent ainsi l’accent sur la fonctionnalité de la matière nous semble en effet relever d’un certain intérêt. Mais ce dernier aspect n’est qu’une de nombreuses déclinaisons possibles de la question.
Le concept d’utilité ou d’inutilité des choses, étudié par Mary Douglas selon les perspectives de l’anthropologie culturelle dans son ouvrage Purity and Danger. An Analysis of Concepts of Pollution and Taboo (1966), renvoie par exemple à la question des déchets, des ordures, des restes et de la dégradation des espaces et des corps transformés en déchets. Le non-humain, étudié par Jane Bennett dans son étude Vibrant Matter. A Political Ecology of Things (2010), est exploré à partir de perspectives littéraires qui reconnaissent la participation active des matérialités non humaines dans les événements.
Les perspectives sont multiples : Remo Bodei, dans son œuvre, La vita delle cose (2011), nous rappelle notamment que nous accordons une valeur intellectuelle et affective aux objets, nous leur donnons du sens et des qualités sentimentales, nous les enveloppons dans des modèles de désir ou dans des enveloppes répugnantes, en les rangeant dans des systèmes de relations et en les plaçant au cœur de narrations que nous pouvons reconstruire et qui concernent nous-mêmes tout comme les autres.
Et encore : le conflit entre matière organique et inorganique est au centre des processus de réutilisation, de recyclage, de compostage ou de reconstruction. Et même la matérialité du langage permet à l’écriture littéraire de prendre forme dans des archives et des palimpsestes et de se conjuguer en réécritures, adaptations, manipulations.
Enfin, en considérant le material turn qui a marqué les études littéraires des vingt dernières années (cf. Thomas Bremer, On Literature and Materiality, 2020), d’une façon toujours plus proche de l’histoire culturelle et toujours plus éloignée du postmodernisme, l’objectif de ce numéro est surtout de créer les conditions nécessaires pour actualiser ce débat contemporain avec l’apport du monde hispanophone.
Pistes d’analyse envisageables :
- Objets, artefacts et choses dans la littérature, la poésie et le théâtre ;
- Spatialité matérielles et géopolitiques dans la littérature ;
- Corps, textualité, affects et performativité ;
- Archives, mémoire et matérialité dans la littérature ;
- Matérialité et économie de la culture dans la littérature hispano-américaine ;
- Destruction, reconstruction, déconstruction : ruines et débris.
La liste suggérée ne se veut pas exhaustive : d’autres propositions d’analyse du sujet, par tous/toutes ceux/celles qui souhaitent soumettre leur contribution, seront également prises en considération par le Comité Scientifique afin d’élargir, avec des parcours le plus articulés et le plus inédits possibles, l’exploration entamée dans ce numéro de la Revue.
À ce propos, la Rédaction propose l’envoi des propositions de contribution au plus tard le 30 mai 2025. Les propositions seront à envoyer à l’adresse amonline@unimi.it, accompagnées par un résumé synthétique (200 mots maximum) du sujet que l’on entend analyser et d’un bref CV de l’auteur.
L’envoi des contributions est prévu pour le 1er septembre 2025.
Autres Modernités accepte des contributions en italien, espagnol, français et anglais.
Le numéro sera publié d’ici la fin du mois de mai 2026.
Nous apprécierons également des critiques ou des entretiens avec des auteur/es ou des spécialistes du sujet proposé dans le présent appel à contribution.
Autres Modernités évaluera également la publication d’essais non-thématiques qui seront insérés dans la section « Hors de propos », selon les modalités et les échéances indiquées pour les essais thématiques dans le présent appel à contribution.
Afin de rendre le volume méthodologiquement homogène, les éditeurs seront à la disposition des auteur/es par l’intermédiaire de la rédaction (amonline@unimi.it).
BIBLIOGRAPHIE
Ahmed, Sara. The Cultural Politics of Emotion. Routledge, 2004.
Barthes, Roland. “L’effect de réel”. Communications, n° 11, 1968.
Bennet, Jane. Vibrant Matter. A Political Ecology of Things. Duke University Press, 2010.
Bodei, Remo. La vita delle cose. Laterza, 2009.
Braidotti, Rosi. Il postumano. La vita oltre l’individuo, oltre la specie, oltre la morte (Vol. 1). DeriveApprodi, 2014.
Bremer, Thomas, “On Literature and Materiality”. Neohelicon, n° 47, 2020, pp. 349-356.
Butler, Judith. Cuerpos aliados y lucha política. Hacia una teoría performativa de la asamblea. Paidós, 2017.
---. Vidas precarias. El poder del duelo y la violencia. Paidós, 2006.
---. El género en disputa. El feminismo y la subversión de la identidad. Paidós, 2007.
Derrida, Jacques. Mal d’Archive. Une impression freudienne. Editions Galilée, 1995.
Douglas, Mary. Purity and Danger. An Analysis of Concepts of Pollution and Taboo. Routledge, 2002.
Foster, Hal. “El impulso de archivo”, Nimio, n° 3, (2016), pp. 102-125. https://papelcosido.fba.unlp.edu.ar/ojs/index.php/nimio/article/view/351/586. Consulté le 30 mars. 2025.
González Echevarría, Roberto. Mito y archivo. Una teoría de la narrativa latinoamericana. Fondo de Cultura Económica, 2000.
Moraña, Mabel, et Ignacio Sánchez Prado (sous la direction de). El lenguaje de las emociones. Afecto y cultura en América Latina. Iberoamericana-Vervuert, 2012.
Nancy, Jean Luc. Essere singolare plurale. Einaudi, 2021.
Orlando, Francesco. Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura. Einaudi, 20152.
Ricoeur, Paul. La metafora viva. Trotta, 2001.
Rivera Garza, Cristina. Escrituras geológicas. Iberoamericana-Vervuert, 2022.
---. Los muertos indóciles: Necroescrituras y desapropiación, Tusquets, 2013.
Sedgwick, Eve K. Touching feeling. Affect, Pedagogy, Performativity. Duke University Press, 2003.
Velázquez Soto, Armando Octavio. “Narraciones que forman archivos en la literatura latinoamericana contemporánea”. Linhas de força do contemporâneo no Brasil e no México, sous la direction de Claudia Dias Sampaio, et al. 7 Letras, 2023, pp. 25-43.
Call for papers/Convocatoria/Appel à contribution n. 34 – 11/2025 (versione in pdf)
La letteratura di successo nell’Italia del XXI secolo
a cura di Luca Gallarini, Elisa Gambaro e Mauro Novelli
(Università degli Studi di Milano)
Parole chiave: bestseller; letteratura contemporanea; generi letterari; classifiche di vendita; letteratura di massa
A quarant’anni e più di distanza dagli studi pioneristici di Giuseppe Petronio (Letteratura di massa. Letteratura di consumo, 1979), Gian Carlo Ferretti (Il bestseller all’italiana, 1983) e della scuola di Vittorio Spinazzola (Il successo letterario, 1985), è tempo di tornare a fare il punto sulle opere narrative capaci di mobilitare i consensi del pubblico nazionale. Anche in Italia il primo quarto del XXI secolo ha visto compiersi il declino di un’idea unica e assoluta di letteratura, rispondente in pieno al gusto della critica militante o accademica, che salvo rare eccezioni ha reagito alla situazione accentuando l’indifferenza – quando non il disprezzo – nei confronti dei testi in grado di soddisfare l’immaginario estetico dei lettori più giovani o culturalmente poco addestrati. Ma se il critico non intende rinunciare alla sua funzione sociale, oggi più di ieri dovrà guardare al sistema letterario nella sua interezza, cogliendo l’emergere di fenomeni di estremo interesse. Ciò, beninteso, se si ritiene che i bestseller non si possano liquidare a prescindere come mere operazioni commerciali prive di originalità, e che la relativizzazione dei valori estetici, concepiti in modo diverso dalle diverse fasce di pubblico, in una società moderna e democratica rappresenti uno stato fisiologico, non patologico.
Per dirla con Gian Arturo Ferrari, che ha interpretato la categoria di ‘letteratura di successo’ in accezione prettamente economica, “nulla più dei dati di vendita globalmente presi, non solo e non tanto le classifiche dei bestseller, ci parla dei movimenti profondi, tellurici, del gusto. Messi tutti insieme, se mai fosse possibile, ci darebbero una accuratissima mappa, una specie di Tac, della cultura di un paese e della sua evoluzione”. La narrativa contemporanea di successo merita di essere studiata non per rivoluzionare il canone scolastico o dei ceti colti, ma per comprendere le modalità della valorizzazione sociale, gli sviluppi dell’immaginario collettivo, e per capire quali strumenti espressivi siano in grado di intercettare i gusti di un pubblico sempre più sensibile a sollecitazioni extra-letterarie, come i videogiochi, la serialità cine-televisiva e il fumetto, un genere che oggi conosce forme di nobilitazione inimmaginabili in passato, vedi la diffusione del graphic novel e la distribuzione in libreria. Il libro di successo sollecita inoltre altri fenomeni su cui sarà opportuno riflettere, a cominciare dalla fan fiction (si veda: Stefano Calabrese, Anatomia del bestseller, 2015).
Il campo d’indagine del riscontro commerciale è di norma la letteratura d’intrattenimento, ma non mancano esempi più istituzionali, in fase avanzata di canonizzazione: basti al riguardo ricordare i casi di Andrea Camilleri ed Elena Ferrante, che esemplarmente dimostrano – a quasi un secolo dalle riflessioni di Gramsci – quanto popolare sia finalmente divenuta la letteratura nazionale. Non solo: sempre più permeabili sono anche i confini del mercato e del pubblico. Geronimo Stilton è ormai un brand planetario, al pari dei citati Camilleri, Ferrante e di vari altri scrittori che hanno saputo far breccia anche all’estero, come confermano i dati dell’Associazione Italiana Editori sui foreign rights degli scrittori italiani, in crescita incessante da un ventennio. Ciò ovviamente non significa che le altre letterature abbiano smesso di rappresentare un punto di riferimento, come lascia comprendere la pratica perdurante di nascondersi dietro uno pseudonimo anglicizzante (Erin Doom, Felicia Kingsley, Kira Shell). Gli autori stranieri continuano a svettare nelle classifiche e a godere di largo seguito: tanto i rappresentanti delle letterature occidentali, tradizionalmente egemoni, quanto scrittori provenienti da altre latitudini, non di rado in virtù di riuscite iniziative di soft power multimediale. Fondamentale sarà dunque studiare la ricezione dei bestseller esteri in Italia, verificando affinità e differenze rispetto all’orizzonte d’attesa del paese d’origine.
Partendo da queste premesse, il presente numero di Altre Modernità intende sollecitare contributi inerenti, anche se non limitati, alle seguenti tematiche, circoscrivendo il campo d’analisi alla produzione letteraria dal 2000 a oggi:
- tipologia e declinazioni italiane dei generi letterari di maggior successo (giallo, romance, fantasy, horror, fantascienza, romanzi storici, biografie e autobiografie…);
- opere singole giunte ai vertici delle classifiche o produzione complessiva di un autore italiano di successo;
- esempi di successo di letteratura italiana per l’infanzia, per ragazzi e young adult;
- libri e autori italiani che hanno avuto largo impatto all’estero, diffondendo immagini, modelli e figure dell’italianità;
- libri e autori stranieri che hanno avuto largo impatto in Italia, diffondendo immagini, modelli e figure dei rispettivi paesi d’origine;
- presenza e funzioni nel dibattito pubblico di scrittrici e scrittori di successo;
- il fumetto, nelle sue varie declinazioni e specificità nazionali;
- la fan fiction italiana;
- classifiche letterarie ufficiali e costruite dagli utenti (Amazon, Ibs, Goodreads ecc.);
- il book influencing italiano, con particolare attenzione a YouTube, TikTok e Instagram;
- le modalità di comunicazione commerciale, con attenzione a YouTube, TikTok, Twitter e Instagram;
- specificità nazionali nella produzione e fruizione letteraria su Wattpad e altre piattaforme telematiche;
- il rapporto tra bestseller e film, serie televisive e serie animate;
- il rapporto tra bestseller e modalità di fruizione (libro cartaceo, e-reader, audiolibri e podcast);
- il rapporto tra bestseller e luoghi di vendita (libreria online, fisica, edicola, ecc.);
- il rapporto tra bestseller e pubblicazione (piccola, media e grande editoria; self-publishing ecc.);
- il ruolo dei premi letterari italiani nell’ambito della valorizzazione;
- dinamiche di genere nell’ambito della fruizione letteraria italiana;
- dinamiche di genere nell’ambito della produzione letteraria italiana di successo;
- la riflessione critica italiana e straniera sui bestseller, in prospettiva metodologica.
La lista di argomenti suggerita non è da intendersi come esaustiva: altre proposte di studio del tema offerte da quanti intendano collaborare al volume verranno seriamente vagliate dal Comitato Scientifico, al fine di ampliare con percorsi il più articolati e inediti possibili l’esplorazione intrapresa in questo numero della Rivista.
A tal fine, la Redazione propone il seguente calendario di scadenze, cui passo previo ed essenziale è l'invio di una proposta di contributo all’indirizzo amonline@unimi.it entro il 15 ottobre 2024 con indicazione sintetica dell’argomento che si intende trattare (massimo 200 parole), e di un conciso curriculum vitae del proponente.
La consegna del contributo è fissata al 14 febbraio 2025.
Altre Modernità accetta contributi in italiano, spagnolo, francese e inglese.
Il numero sarà pubblicato entro la fine del mese di novembre 2025.
Saranno altresì gradite recensioni o interviste ad autori o studiosi del tema secondo le indicazioni di contenuto indicate in questo CfP.
Inoltre, Altre Modernità valuterà la pubblicazione di saggi non tematici, da inserire nella sezione indicizzata “Fuori Verbale”, secondo le modalità dichiarate e le tempistiche richieste per i saggi tematici in questo CfP.
Al fine di poter rendere anche metodologicamente omogeneo il volume e di confrontarsi con gli obiettivi dei curatori, essi si mettono a piena disposizione degli autori per un colloquio e conversazione attraverso la Segreteria di Redazione (amonline@unimi.it).
34 – 11/2025 La literatura de éxito en la Italia del siglo XXI (versione in pdf)
coordinado por Luca Gallarini, Elisa Gambaro y Mauro Novelli
(Università degli Studi di Milano)
Palabras clave: bestseller; literatura contemporánea; géneros literarios; listas de ventas; literatura de masas
Pasados más de cuarenta años de los estudios pioneros de Giuseppe Petronio (Letteratura di massa. Letteratura di consumo, 1979), Gian Carlo Ferretti (Il bestseller all’italiana, 1983) y de la escuela de Vittorio Spinazzola (Il successo letterario, 1985), ha llegado el momento de volver a hacer un balance de las obras narrativas capaces de movilizar el consenso del público nacional. También en Italia, el primer cuarto del siglo XXI ha asistido al declive de una idea única y absoluta de la literatura, que respondía plenamente al gusto de la crítica militante o académica, la cual, con raras excepciones, reaccionaba a la situación acentuando la indiferencia –cuando no el desprecio– hacia los textos capaces de satisfacer la imaginación estética de lectores más jóvenes o menos instruidos. Pero, si el crítico no pretende renunciar a su función social, hoy más que ayer tendrá que contemplar el sistema literario en su conjunto, captando la emergencia de fenómenos sumamente interesantes. Esto, claro está, si creemos que los bestsellers no pueden ser descartados como meras operaciones comerciales carentes de originalidad, y que la relativización de los valores estéticos, concebidos de manera diferente por distintos segmentos del público, en una sociedad moderna y democrática representa un cambio fisiológico, no patológico.
En palabras de Gian Arturo Ferrari, que ha interpretado la categoría de ‘literatura de éxito’ en un sentido puramente económico, “nulla più dei dati di vendita globalmente presi, non solo e non tanto le classifiche dei bestseller, ci parla dei movimenti profondi, tellurici, del gusto. Messi tutti insieme, se mai fosse possibile, ci darebbero una accuratissima mappa, una specie di tac, della cultura di un paese e della sua evoluzione”. La narrativa contemporánea de éxito merece ser estudiada no para revolucionar el canon académico o culto, sino para comprender las modalidades de valoración social, los desarrollos del imaginario colectivo y entender qué instrumentos expresivos son capaces de interceptar los gustos de un público cada vez más sensible a estímulos extraliterarios, como los videojuegos, el cine y las series de televisión y los cómics, un género que hoy experimenta formas de ennoblecimiento inimaginables en el pasado, véase la difusión de la novela gráfica y su distribución en las librerías. El libro de éxito también invita a reflexionar sobre otros fenómenos, empezando por el fan fiction (véase: Stefano Calabrese, Anatomia del bestseller, 2015).
El campo de investigación de la respuesta comercial suele ser el de la literatura de entretenimiento, pero no faltan ejemplos más institucionales, en avanzado estado de canonización: a este respecto, basta recordar los casos de Andrea Camilleri y Elena Ferrante, que demuestran ejemplarmente –a casi un siglo de las reflexiones de Gramsci– hasta qué punto ha llegado a ser popular la literatura nacional. No solo eso: las fronteras del mercado y del público también son cada vez más permeables. Geronimo Stilton es hoy una marca global, como los ya mencionados Camilleri, Ferrante y otros escritores que han sabido abrirse camino también en el extranjero, como lo confirman los datos de la Asociación Italiana de Editores sobre los foreign rights de los escritores italianos, que han ido creciendo incesantemente desde hace veinte años. Obviamente, esto no significa que las otras literaturas hayan dejado de representar un punto de referencia, como sugiere la práctica constante de esconderse detrás de un seudónimo anglicanizante (Erin Doom, Felicia Kingsley, Kira Shell). Los autores extranjeros siguen encabezando las listas y gozan de un gran número de seguidores: tanto los representantes de las literaturas occidentales, tradicionalmente hegemónicas, como los escritores de otras latitudes, no pocas veces en virtud de exitosas iniciativas multimedia de soft power. Por tanto, será fundamental estudiar la acogida de los bestsellers extranjeros en Italia, verificando afinidades y diferencias con respecto al horizonte esperado en el país de origen.
Partiendo de estas premisas, este número de Otras Modernidades invita a participar con contribuciones relacionadas, aunque no exclusivamente, con los siguientes temas, restringiendo el campo de análisis a la producción literaria desde el año 2000 hasta la actualidad:
- tipología y declinaciones italianas de los géneros literarios de mayor éxito (policiaco, novela romántica, fantástico, de terror, ciencia ficción, novela histórica, biografías y autobiografías...);
- obras individuales que están a la cabeza de las listas de éxitos o la producción completa de un autor italiano de éxito;
- ejemplos exitosos de literatura italiana para niños, jóvenes y young adult;
- libros y autores italianos que han tenido un gran impacto en el extranjero, difundiendo imágenes, modelos y figuras de la italianidad;
- libros y autores extranjeros que han tenido un gran impacto en Italia, difundiendo imágenes, modelos y figuras de sus respectivos países de origen;
- presencia y funciones en el debate público de escritores y escritoras de éxito;
- el cómic, en sus diversas formas y especificidades nacionales;
- la fan fiction italiana;
- clasificaciones literarias oficiales y creadas por los usuarios (Amazon, Ibs, Goodreads, etc.);
- el book influencing italiano, con especial atención a YouTube, TikTok e Instagram;
- las modalidades de comunicación comercial, con atención a YouTube, TikTok, Twitter e Instagram;
- especificidades nacionales en la producción y uso de literatura en Wattpad y otras plataformas telemáticas;
- la relación entre los bestsellers y las películas, series de televisión y series de animación;
- la relación entre los bestsellers y los modos de uso (libros en papel, lectores electrónicos, audiolibros y pódcast);
- la relación entre los bestsellers y los lugares de venta (librería en línea, librería física, quiosco, etc.);
- la relación entre bestsellers y publicación (pequeñas, medianas y grandes editoriales; autoedición, etc.);
- el papel de los premios literarios italianos en el ámbito de la valorización;
- dinámicas de género en el contexto del consumo literario italiano;
- dinámica de género en el contexto de la producción literaria italiana de éxito;
- la reflexión crítica italiana y extranjera sobre los bestsellers, desde una perspectiva metodológica.
La lista de argumentos sugeridos no es exhaustiva: el Comité científico examinará con atención otras propuestas para el estudio del tema sugeridas por quienes deseen colaborar en el volumen, a fin de ampliar la investigación emprendida en este número de la revista desde perspectivas inéditas y bien estructuradas.
Con este objetivo, la Redacción propone el siguiente calendario, cuyo paso previo es enviar una propuesta de contribución a la dirección amonline@unimi.it antes del 15 de octubre de 2024 con una indicación sintética del tema que se quiere tratar (máximo 200 palabras) y un breve currículum vitae del proponente.
La entrega de la contribución está prevista para el 14 de febrero de 2025.
Otras Modernidades acepta contribuciones en italiano, español, francés e inglés.
El número se publicará a finales de noviembre 2025.
Asimismo, serán bienvenidas las reseñas o entrevistas a autores o estudiosos del tema de acuerdo con las indicaciones sobre el contenido señaladas en este convocatoria.
Además, Otras Modernidades evaluará la publicación de ensayos no temáticos, que se incluirán en la sección titulada “Entre mamparas”, de acuerdo con las modalidades y los plazos indicados en este convocatoria para los ensayos temáticos.
Con el fin de que este número sea metodológicamente homogéneo y favorezca una confrontación con los objetivos de los editores, los autores pueden contactarlos para comentarios y consultas a través de la Secretaría de Redacción (amonline@unimi.it).
34 – 11/2025 Successful Literature in 21st Century Italy (versione in pdf)
edited by Luca Gallarini, Elisa Gambaro, and Mauro Novelli
(Università degli Studi di Milano)
Keywords: bestseller; contemporary literature; literary genres; sales rankings; mass literature
Forty years and more after the pioneering studies of Giuseppe Petronio (Letteratura di massa. Letteratura di consumo, 1979), Gian Carlo Ferretti (Il bestseller all’italiana, 1983) and the school of Vittorio Spinazzola (Il successo letterario, 1985), it is time to take stock again of the narrative works capable of mobilising the consensus of the national public. In Italy, the first quarter of the 21st century has seen the decline of a unique and absolute idea of literature, fully responding to the taste of militant or academic criticism, which has reacted (with rare exceptions) to the situation by accentuating indifference—when not contempt—towards texts capable of satisfying the aesthetic imagination of younger or culturally untrained readers. But if the critics do not intend to renounce their social function, today more than yesterday they will have to look at the literary system in its entirety, grasping the emergence of extremely interesting phenomena. This, of course, if one believes that bestsellers cannot be dismissed out of hand as mere commercial operations lacking originality, and that the relativisation of aesthetic values, conceived differently by different segments of the public, in a modern and democratic society represents a physiological, not pathological state.
In the words of Gian Arturo Ferrari, who has interpreted the category of “successful literature” in a purely economic sense, “nulla più dei dati di vendita globalmente presi, non solo e non tanto le classifiche dei bestseller, ci parla dei movimenti profondi, tellurici, del gusto. Messi tutti insieme, se mai fosse possibile, ci darebbero una accuratissima mappa, una specie di Tac, della cultura di un paese e della sua evoluzione”. Successful contemporary fiction deserves to be studied not in order to revolutionise the scholastic canon or that of the cultured classes, but to understand the modalities of social valorisation, the developments of the collective imagination, and to understand which expressive instruments are capable of intercepting the tastes of a public that is increasingly sensitive to extra-literary stimuli, such as video games, film and television seriality and comics, a genre that today is experiencing forms of ennobling that were unimaginable in the past, considering the spread of the graphic novel and its distribution in bookshops. The successful book also prompts other phenomena to be reflected upon, starting with fan fiction (see: Stefano Calabrese, Anatomia del bestseller, 2015).
The field of investigation of commercial feedback is usually entertainment literature, but there is no shortage of more institutional examples, in an advanced stage of canonisation: suffice it to recall the cases of Andrea Camilleri and Elena Ferrante, which demonstrate in an exemplary way—almost a century after Gramsci’s reflections—how popular national literature has finally become. Not only: the boundaries of the market and the public are also increasingly permeable. Geronimo Stilton is by now a planetary brand, no less than the aforementioned Camilleri, Ferrante and various other writers who have also made inroads abroad, as confirmed by the Italian Publishers’ Association’s data on the foreign rights of Italian writers, which has been growing steadily for the past twenty years. This obviously does not mean that other literatures have ceased to represent a point of reference, as the persistent practice of hiding behind an anglicising pseudonym (Erin Doom, Felicia Kingsley, Kira Shell) suggests. Foreign authors continue to top the charts and enjoy a large appeal: both representatives of traditionally hegemonic Western literatures and writers from other latitudes, not infrequently by virtue of successful multimedia soft power initiatives. It will therefore be fundamental to study the reception of foreign bestsellers in Italy, verifying affinities and differences with respect to the horizon of expectation in the country of origin.
Starting from these premises, this issue of Other Modernities is calling for contributions revolving around, though not limited to, the following areas, circumscribing the field of analysis to literary production from 2000 to the present:
- typology and Italian declinations of the most successful literary genres (detective stories, romance, fantasy, horror, science fiction, historical novels, biographies and autobiographies...)
- single works that have reached the top of the charts or the overall production of a successful Italian author;
- successful examples of Italian children’s, youth and young adult literature;
- Italian books and authors that have had a wide impact abroad, spreading images, models and figures of Italianness;
- foreign books and authors that have had a wide impact in Italy, spreading images, models and figures of their respective countries of origin;
- presence and functions in the public debate of successful writers;
- the comic strip, in its various declinations and national specificities;
- Italian fan fiction;
- official and user-generated literary rankings (Amazon, Ibs, Goodreads etc.);
- Italian book influencing, with particular attention to YouTube, TikTok and Instagram;
- the modes of commercial communication, with attention to YouTube, TikTok, Twitter and Instagram;
- national specificities in literary production and fruition on Wattpad and other telematic platforms;
- the relationship between bestsellers and films, television series and animated series;
- the relationship between bestsellers and modes of access (paper books, e-readers, audiobooks and podcasts);
- the relationship between bestsellers and places of sale (online bookstores, physical bookstores, newsstands, etc.);
- the relationship between bestsellers and publishing (small, medium and large-scale publishing; self-publishing etc.);
- the role of Italian literary prizes in the context of exploitation;
- gender dynamics in the sphere of access to Italian literature;
- gender dynamics in the sphere of successful Italian literary production;
- Italian and foreign critical reflection on bestsellers, from a methodological perspective.
The list of topics abovementioned is not meant to be exhaustive and the Scientific Committee will consider other proposals submitted by scholars who intend to collaborate in the issue of the journal, with a view to expand the investigation of the area with articulate and original research.
If you wish to contribute to Other Modernities issue 25, you are kindly required to submit an abstract (max 200 words) alongside a short CV to the email address amonline@unimi.it, by the 15th October 2024.
The complete contribution will have to be submitted by 14th February 2025.
Other Modernities accepts contributions in Italian, Spanish, French and English.
The issue will be published by the end of November 2025.
We also welcome book reviews and interviews to authors and scholars who investigate the aforementioned topics.
Moreover, Other Modernities will also consider publishing non-thematic essays in the indexed section “Off the Record”, following the conditions and deadlines indicated for thematic essays in this Call for Papers.
Contributors should feel free to contact the editors to discuss and clarify the objectives of their proposals, with a view to making the issue as homogeneous as possible also from a methodological point of view. The editors can be contacted via the Editorial Board (amonline@unimi.it).
34 – 11/2025 La littérature à succès dans l’Italie du XXIe siècle (versione in pdf)
sous la direction de Luca Gallarini, Elisa Gambaro et Mauro Novelli
(Università degli Studi di Milano)
Mots-clés : best-sellers ; littérature contemporaine ; genres littéraires ; palmarès des ventes ; littérature de masse
Après les études pionnières de Giuseppe Petronio (Letteratura di massa. Letteratura di consumo, 1979), Gian Carlo Ferretti (Il bestseller all’italiana, 1983) et de l’école de Vittorio Spinazzola (Il successo letterario, 1985), il y a plus de 40 ans, il est temps de refaire le point sur les œuvres narratives ayant été capables de mobiliser le consensus du public national. En Italie aussi, le premier quart du XXIe siècle a connu le déclin d’une idée unique et absolue de la littérature, une idée qui répondait pleinement au goût de la critique militante ou académique, qui, à quelques rares exceptions, a réagi à la situation en accentuant l’indifférence – voire même le mépris – à l’égard des textes capables de satisfaire l’imaginaire esthétique des lecteurs plus jeunes ou sans une formation culturelle particulière. Or, si la critique ne veut pas renoncer à sa fonction sociale, elle devra, aujourd’hui encore plus que jadis, considérer le système littéraire dans sa globalité, c’est-à-dire en y décelant l’émergence de phénomènes de grand intérêt. Cela, évidemment, à condition que l’on refuse l’idée selon laquelle les bestsellers soient à rejeter d’emblée, en tant que simples opérations commerciales sans originalité, et que l’on considère la relativisation des valeurs esthétiques, conçues de façon différente selon les diverses typologies de public au sein d’une société moderne et démocratique, comme un état physiologique et non pathologique.
En empruntant les mots de Gian Arturo Ferrari, qui a interprété la catégorie de « littérature à succès » dans un sens purement économique, « nulla più dei dati di vendita globalmente presi, non solo e non tanto le classifiche dei bestseller, ci parla dei movimenti profondi, tellurici, del gusto. Messi tutti insieme, se mai fosse possibile, ci darebbero una accuratissima mappa, una specie di Tac, della cultura di un paese e della sua evoluzione ». La fiction contemporaine à succès mérite d'être étudiée non dans le but de révolutionner le canon scolaire ou des classes cultivées, mais pour étudier les modalités de la valorisation sociale, les développements de l’imaginaire collectif, ainsi que pour comprendre quels instruments expressifs peuvent intercepter les goûts d’un public de plus en plus sensible aux influences extra-littéraires, comme celles exercées par les jeux vidéo, la sérialité cinématographique et télévisuelle et la bande dessinée, un genre qui connaît aujourd’hui des formes d’ennoblissement inimaginables dans le passé, notamment la diffusion du roman graphique et sa distribution dans les librairies. Le succès du livre suscite également de différentes questions sur d'autres phénomènes, à commencer par la fanfiction (voir : Stefano Calabrese, Anatomia del bestseller, 2015).
Le terrain d’enquête envisageant les répercussions commerciales correspond, de façon générale, à la littérature de divertissement, mais les exemples plus institutionnels, à un stade avancé de canonisation, ne manquent pas : il suffit de rappeler les cas d'Andrea Camilleri et d’Elena Ferrante, qui démontrent de manière exemplaire – près d'un siècle après les réflexions de Gramsci – à quel point la littérature nationale est finalement devenue populaire. Par ailleurs, les frontières du marché et du public sont de plus en plus perméables. Geronimo Stilton est désormais une marque planétaire, au même titre que Camilleri, Ferrante et bien d’autres écrivains qui sont également devenu célèbres à l’étranger, comme le confirment les données de l’Association des éditeurs italiens sur les droits étrangers des écrivains italiens, qui sont en constante augmentation depuis vingt ans. Cela ne signifie pas que les autres littératures ont cessé de représenter un point de repère, comme le suggère la pratique persistante de se cacher derrière un pseudonyme anglicisant (Erin Doom, Felicia Kingsley, Kira Shell). Les auteurs étrangers continuent en effet d'occuper les premières places et de jouir d’une grande popularité, qu’il s’agisse de représentants de la littérature occidentale traditionnellement hégémonique ou d'écrivains d'autres latitudes, souvent grâce à des initiatives multi-médiatiques de soft power. Il sera donc fondamental d’étudier la réception des bestsellers étrangers en Italie, en vérifiant les affinités et les différences par rapport à l'horizon d'attente du pays d'origine.
Sur la base de ces prémisses, ce numéro d’Autres Modernités entend solliciter des contributions inhérentes, mais non limitées, aux thèmes suivants, en circonscrivant le champ d’analyse à la production littéraire de l’an 2000 à nos jours :
- Typologie et déclinaisons italiennes des genres littéraires les plus populaires (polar, romance, fantastique, horreur, science-fiction, romans historiques, biographies et autobiographies...) ;
- Œuvres individuelles qui ont atteint le sommet du succès ou la production globale d'un auteur italien célèbre ;
- Exemples réussis de littérature italienne pour enfants, adolescents et jeunes adultes ;
- Livres et auteurs qui ont eu un grand impact à l’étranger, diffusant des images, des modèles et des figures d’italianité ;
- Livres et auteurs étrangers qui ont eu un grand impact en Italie, diffusant des images, des modèles et des figures de leurs pays d’origine ;
- Présence et fonctions dans le débat public d’écrivains à succès ;
- La bande dessinée dans ses différentes déclinaisons et spécificités nationales ;
- La fan fiction italienne ;
- Les classements littéraires officiels et établis par les utilisateurs (Amazon, Ibs, Goodreads etc.) ;
- Le book influencing italien, avec une attention particulière à YouTube, TikTok et Instagram ;
- Les modalités de communication commerciale, avec une attention particulière à YouTube, TikTok et Instagram ;
- Les spécificités nationales dans la production et dans l’utilisation de la littérature sur Wattpad et sur d’autres plateformes numériques ;
- Les rapports entre bestseller et film, séries télévisées et séries animées ;
- Les rapports entre bestsellers et modes de d’utilisation (livres papier, e-reader, audio livres et podcasts) ;
- Le rapport entre best-sellers et lieux de vente (librairies, librairies en ligne, kiosques à journaux) ;
- Le rapport entre best-sellers et publications (petites, moyennes et grandes maisons d’éditions ; self-publishing, etc.) ;
- Le rôle des prix littéraires dans le milieu de la valorisation ;
- Les dynamiques de genre dans le milieu de l’utilisation de la littérature italienne ;
- Les dynamiques de genre dans les milieux de la production littéraire italienne à succès ;
- La réflexion critique italienne et étrangère sur les best-sellers dans une perspective méthodologique.
La liste suggérée ne se veut pas exhaustive : d’autres propositions d’analyse du sujet, par tous/toutes ceux/celles qui souhaitent soumettre leur contribution, seront également prises en considération par le Comité Scientifique afin d’élargir, avec des parcours le plus articulés et le plus inédits possibles, l’exploration entamée dans ce numéro de la Revue.
À ce propos, la Rédaction propose l’envoi des propositions de contribution au plus tard le 15 octobre 2024. Les propositions seront à envoyer à l’adresse amonline@unimi.it, accompagnées par un résumé synthétique (200 mots maximum) du sujet que l’on entend analyser et d’un bref CV de l’auteur.
L’envoi des contributions est prévu pour le 14 février 2025.
Autres Modernités accepte des contributions en italien, espagnol, français et anglais.
Le numéro sera publié d’ici la fin du mois de novembre 2025.
Nous apprécierons également des critiques ou des entretiens avec des auteur/es ou des spécialistes du sujet proposé dans le présent appel à contribution.
Autres Modernités évaluera également la publication d’essais non-thématiques qui seront insérés dans la section « Hors de propos », selon les modalités et les échéances indiquées pour les essais thématiques dans le présent appel à contribution.
Afin de rendre le volume méthodologiquement homogène, les éditeurs seront à la disposition des auteur/es par l’intermédiaire de la rédaction (amonline@unimi.it).
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Call for papers/Convocatoria/Appel à contribution AM 33 – 05/2025 (versione in pdf)
Letteratura ed eventi politici in un orizzonte mediterraneo. Nuove voci in campo culturale dopo i movimenti dei cittadiniin Spagna, Francia e Italia (2011-2021)
a cura di Carlo Baghetti, David Becerra Mayor, Aurore Labadie e Laura Scarabelli
A un decennio di distanza dalle mobilitazioni cittadine che hanno avuto luogo in Spagna, Italia e Francia nel 2011, è necessario proporre una panoramica aggiornata e teoricamente strutturata di ciò che questi eventi hanno comportato.
In Spagna, il movimento degli Indignados o 15M (15 maggio 2011), così come le mobilitazioni che lo hanno seguito – Rodea el Congreso (25 settembre 2012), Marchas de la Dignidad (22 marzo 2015) o la manifestazione femminista dell'8 marzo 2018 –, hanno aperto un processo di critica e ampliamento della democrazia. In Italia, sempre nel 2011, il panorama politico e sociale è stato trasformato dalla fine del berlusconismo, dai movimenti per i beni comuni e dall'occupazione di vari luoghi culturali, come il Teatro Valle di Roma il 14 giugno 2011, che si è ispirata alle lotte degli artisti in Francia di qualche anno prima per ottenere lo status di intermittenti dello spettacolo (intermittents du spéctacle). In Francia, l'indignazione è stata incanalata attraverso la Nuit debout (31 marzo 2016) e i Gilets Jaunes (17 novembre 2018), movimenti innescati rispettivamente dalle proteste contro la cosiddetta Loi travail e la Carbon tax.
Basandosi sulla nozione di événement [evento], sviluppata dal filosofo francese Alain Badiou, questo numero si propone di analizzare gli effetti dei suddetti movimenti sociali sul campo letterario e di tracciare il processo di ripoliticizzazione che ha avuto luogo nella letteratura nell'ultimo decennio. Secondo Badiou, l’evento ha la capacità di cambiare i nomi, penetrare i saperi consolidati e trasformare i codici di comunicazione. L’evento destabilizza il regime di verità nella misura in cui ciò che si supponeva ovvio ora appare instabile e, di conseguenza, sorge la necessità di esplorare e costruire altri discorsi in grado di dare un nome alla nuova situazione.
Se prima dell'evento la letteratura egemonica tendeva a spostare le contraddizioni politiche e sociali per mettere al loro posto i conflitti di natura intima o individuale e promuoveva una cultura consensuale, il “ritorno del politico” – come lo definisce Mouffe – dopo l'evento genera narrazioni che danno visibilità a ciò che era stato precedentemente allontanato: la precarietà, il lavoro, la disuguaglianza o il femminismo. Si può dire, con le parole di Rancière, che ciò che prima era percepito come rumore ora è sentito come voce, producendo una nuova distribuzione del sensibile. Tracciare, interpretare e comprendere queste nuove voci emergenti nel campo culturale, confrontarle con altri casi mediterranei, osservarne i punti in comune, i risultati, il potenziale, ma anche i limiti, è l'obiettivo principale di questo lavoro monografico.
La nostra ipotesi di partenza è che l'evento genera nuove narrazioni che consentono un ritorno del politico nelle letterature studiate. A differenza dei grandi movimenti rivoluzionari del XX secolo, che avevano un'organizzazione più verticale, i movimenti sociali dell'ultimo decennio mancano di struttura, sono orizzontali, rizomatici, in rete; non hanno una direzione, ma esplorano altre forme di vita. L'obiettivo è osservare come la letteratura che emerge dall'evento, dai movimenti di distruzione, non sia più una letteratura engagée alla maniera del XX secolo, con un chiaro obiettivo rivoluzionario, ma una cultura che, più che costituire nuovi mondi, destituisce – rende inutilizzabili – i dispositivi che fissano la nostra soggettività, i nostri comportamenti, opinioni e discorsi.
Il numero richiede articoli che affrontino le seguenti questioni:
- Nuovi modi di raccontare la politica in Spagna, Francia e Italia
- Trasformazioni del campo culturale all'indomani delle manifestazioni politiche
- Narrazioni della rivolta sociale e nuove forme di militanza
- Nuovi femminismi dopo le manifestazioni politiche
- Razza, genere e classe nelle narrazioni del ritorno della politica
- Letteratura del lavoro
- Letteratura della precarietà, della crisi e della vulnerabilità sociale
- Letteratura e crisi ecologica
- Genealogie politiche con altri movimenti sociali precedenti (Transizione, G8, ecc.).
La lista di argomenti suggerita non è da intendersi come esaustiva: altre proposte di studio del tema offerte da quanti intendano collaborare al volume verranno seriamente vagliate dal Comitato Scientifico, al fine di ampliare con percorsi il più articolati e inediti possibili l’esplorazione intrapresa in questo numero della Rivista.
A tal fine, la Redazione propone il seguente calendario di scadenze, cui passo previo ed essenziale è l'invio di una proposta di contributo all’indirizzo amonline@unimi.it entro il 7 gennaio 2024 con indicazione sintetica dell’argomento che si intende trattare (massimo 200 parole), e di un conciso curriculum vitae del proponente.
La consegna del contributo è fissata al 20 giugno 2024.
Altre Modernità accetta contributi in italiano, spagnolo, francese e inglese.
Il numero sarà pubblicato entro la fine del mese di maggio 2025.
Saranno altresì gradite recensioni o interviste ad autori o studiosi del tema secondo le indicazioni di contenuto indicate in questo CfP.
Inoltre, Altre Modernità valuterà la pubblicazione di saggi non tematici, da inserire nella sezione indicizzata “Fuori Verbale”, secondo le modalità dichiarate e le tempistiche richieste per i saggi tematici in questo CfP.
Al fine di poter rendere anche metodologicamente omogeneo il volume e di confrontarsi con gli obiettivi dei curatori, essi si mettono a piena disposizione degli autori per un colloquio e conversazione attraverso la Segreteria di Redazione (amonline@unimi.it).
BIBLIOGRAFIA
Badiou, Alaine. L’être et l’événement. Seuil, 1988.
–––. L’éthique. Nous, 2003.
Mouffe, Chantal. The Return of the Political. Verso, 2005.
Rancière, Jacques. Le partage du sensible. Esthétique et politique. La fabrique, 2000.
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AM 33 – 05/2025 (pdf)
Literatura y acontecimientos políticos en un horizonte mediterráneo. Nuevas voces en el campo cultural tras los movimientos ciudadanos en España, Francia y Italia (2011-2021)
coordinado por Carlo Baghetti, David Becerra Mayor Aurore Labadie y Laura Scarabelli
Una década después de las movilizaciones ciudadanas que tuvieron lugar en España, Italia y Francia en 2011, resulta necesario proponer una visión de conjunto, actualizada y teóricamente estructurada, de lo que esos acontecimientos supusieron.
En España, el movimiento de los indignados o 15M (15 de mayo de 2011), así como las movilizaciones que lo siguieron –Rodea el Congreso (25 de septiembre de 2012), Marchas de la Dignidad (22 de marzo de 2015) o la manifestación feminista del 8 de marzo de 2018–, abrieron un proceso de crítica y ampliación de la democracia. En Italia, también en 2011, el panorama político y social se transformó con el fin del berlusconismo, los movimientos por los beni comuni y la ocupación de distintos lugares de cultura, como la del Teatro Valle de Roma el 14 de junio de 2011, que se inspiró en las luchas que habían emprendido algunos años atrás los artistas en Francia para obtener el estatuto de intermittents du spéctable. En Francia, la indignación se canalizó a través de la Nuit debout (31 de marzo de 2016) y de los chalecos amarillos (17 de noviembre de 2018), movimientos que se desencadenaron tras la protesta contra la llamada Ley del Trabajo y el impuesto sobre el carbono, respectivamente.
A partir de la noción de événement [acontecimiento], elaborada por el filósofo francés Alain Badiou, este número pretende analizar los efectos de los citados movimientos sociales en el campo literario y rastrear el proceso de repolitización que se ha producido en la literatura durante la última década. Según Badiou, el acontecimiento tiene la capacidad de cambiar los nombres, perforar los saberes establecidos y transformar los códigos de comunicación. El acontecimiento desestabiliza el régimen de verdad en la medida en que aquello que se suponía obvio aparece ahora como inestable y, en consecuencia, surge la necesidad de explorar y construir otros discursos capaces de nombrar la nueva situación.
Si antes del acontecimiento la literatura hegemónica tendía a desplazar las contradicciones políticas y sociales para poner en su lugar conflictos de corte íntimo o individual y promovía una cultura consensual, el “retorno de lo político” –la expresión pertenece a Mouffe– tras el acontecimiento genera unas narrativas que dan visibilidad a aquello antes desplazado: la precariedad, el trabajo, la desigualdad o el feminismo. Se puede decir, en palabras de Rancière, que lo que antes era percibido como ruido ahora se escucha como voz, produciéndose un nuevo reparto de lo sensible. Rastrear, interpretar y entender esas nuevas voces que emergen en el campo cultural, confrontarlas con otros casos mediterráneos, observar sus puntos en común, sus logros alcanzados, su potencialidad, pero también sus límites, son el objetivo primordial de este monográfico.
Nuestra hipótesis de partida considera que el acontecimiento genera unas nuevas narrativas que posibilitan un retorno de lo político en las literaturas estudiadas. A diferencia de los grandes movimientos revolucionarios del siglo XX, que disponían de una organización vertical que conducía hacia el objetivo de asaltar la institución, los movimientos sociales de la última década carecen de estructura, son horizontales, rizomáticos, en red; carecen de dirección, pero exploran otras formas de vida. El objetivo es observar cómo la literatura que surge del acontecimiento, de los movimientos destituyentes, no es ya una literatura engagée a la manera del siglo XX, con una meta revolucionaria clara, sino una cultura que, más que constituir nuevos mundos, destituye –vuelve inoperativos– los dispositivos que fijan nuestra subjetividad, nuestras conductas, opiniones y discursos.
El número solicita la contribución de artículos que aborden las siguientes cuestiones:
- Nuevas formas de narrar lo político en España, Francia e Italia
- Transformaciones del campo cultural tras el acontecimiento
- Narraciones de la revuelta social y de las nuevas formas de militancia
- Nuevos feminismos tras el acontecimiento
- Raza, género y clase en las narrativas del retorno de lo político
- Literatura del trabajo
- Literatura de la precariedad, de la crisis y de la vulnerabilidad social
- Literatura de la crisis ecológica
- Genealogías políticas con otros movimientos sociales anteriores (Transición, G8, etcétera)
La lista de argumentos sugeridos no es exhaustiva: el Comité científico examinará con atención otras propuestas para el estudio del tema sugeridas por quienes deseen colaborar en el volumen, a fin de ampliar la investigación emprendida en este número de la revista desde perspectivas inéditas y bien estructuradas.
Con este objetivo, la Redacción propone el siguiente calendario, cuyo paso previo es enviar una propuesta de contribución a la dirección amonline@unimi.it antes del 7 de enero de 2024 con una indicación sintética del tema que se quiere tratar (máximo 200 palabras) y un breve currículum vitae del proponente.
La entrega de la contribución está prevista para el 20 de junio de 2024.
Otras Modernidades acepta contribuciones en italiano, español, francés e inglés.
El número se publicará a finales de mayo 2025.
Asimismo, serán bienvenidas las reseñas o entrevistas a autores o estudiosos del tema de acuerdo con las indicaciones sobre el contenido señaladas en este convocatoria.
Además, Otras Modernidades evaluará la publicación de ensayos no temáticos, que se incluirán en la sección titulada “Entre mamparas”, de acuerdo con las modalidades y los plazos indicados en esta convocatoria para los ensayos temáticos.
Con el fin de que este número sea metodológicamente homogéneo y favorezca una confrontación con los objetivos de los editores, los autores pueden contactarlos para comentarios y consultas a través de la Secretaría de Redacción (amonline@unimi.it).
BIBLIOGRAFÍA
Badiou, Alaine. L’être et l’événement. Seuil, 1988.
–––. L’éthique. Nous, 2003.
Mouffe, Chantal. The Return of the Political. Verso, 2005.
Rancière, Jacques. Le partage du sensible. Esthétique et politique. La fabrique, 2000.
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AM 33 – 05/2025 (pdf)
Literature and political events in a Mediterranean horizon. New voices in the cultural field
after the citizens’ movements in Spain, France, and Italy (2011-2021)
edited by Carlo Baghetti, David Becerra Mayor, Aurore Labadie, and Laura Scarabelli
A decade after the citizen mobilizations that took place in Spain, Italy, and France in 2011, it is necessary to propose an updated and theoretically structured overview of what these events entailed.
In Spain, the Indignados movement or 15M (May 15, 2011), as well as the mobilizations that followed it (Rodea el Congreso (September 25, 2012), Marchas de la Dignidad (March 22, 2015) or the feminist demonstration of March 8, 2018), opened a process of critique and expansion of democracy. In Italy, also in 2011, the political and social landscape was transformed by the end of Berlusconism, the movements for the commons, and the occupation of various cultural venues, such as the Teatro Valle in Rome on June 14, 2011, which was inspired by the artists’ struggles in France a few years earlier to obtain the status of intermittents of the performing arts (intermittents du spéctacle). In France, the outrage was channeled through the Nuit debout (March 31, 2016) and the Gilets Jaunes (November 17, 2018), movements triggered by protests against the so-called Loi travail and the Carbon tax, respectively.
Drawing on the notion of événement [event], developed by French philosopher Alain Badiou, this issue aims to analyze the effects of the aforementioned social movements on the literary field and to trace the process of repoliticization that has taken place in literature over the past decade. According to Badiou, the event has the ability to change names, penetrate established knowledge and transform communication codes. The event destabilizes the regime of truth to the extent that what was supposedly obvious now appears unstable and, as a result, the need arises to explore and construct other discourses capable of naming the new situation.
If before the event hegemonic literature tended to displace political and social contradictions in order to put conflicts of an intimate or individual nature in their place and promoted a consensual culture, the “return of the political”, as Mouffe calls it, after the event generates narratives that give visibility to what had previously been pushed aside: precarity, labor, inequality or feminism. It can be said, in Rancière’s words, that what was previously perceived as noise is now heard as voice, producing a new distribution of the sensible. Tracing, interpreting and understanding these new emerging voices in the cultural field, comparing them with other Mediterranean cases, observing their commonalities, achievements, potential, but also limitations, is the main objective of this monographic work.
Our starting hypothesis is that the event generates new narratives that enable a return of the political in the literatures studied. Unlike the great revolutionary movements of the 20th century, which had a more vertical organization, the social movements of the last decade lack structure, are horizontal, rhizomatic, networked; they have no direction but explore other forms of life. The aim is to observe how the literature that emerges from the event, from the movements of destruction, is no longer an engagée literature in the manner of the 20th century, with a clear revolutionary objective, but a culture that, rather than constituting new worlds, destitutesrenders unusablethe devices that fix our subjectivity, our behaviors, opinions, and discourses.
The issue calls for articles that address the following issues:
- New ways of narrating politics in Spain, France, and Italy
- Transformations of the cultural field in the aftermath of political demonstrations
- Narratives of social revolt and new forms of militancy
- New feminisms in the aftermath of political demonstrations
- Race, gender and class in narratives of the return of politics
- Literature of labor
- Literature of precarity, crisis and social vulnerability
- Literature and ecological crisis
- Political genealogies with other previous social movements (Transition, G8, etc.)
The list of topics abovementioned is not meant to be exhaustive and the Scientific Committee will consider other proposals submitted by scholars who intend to collaborate in the issue of the journal, with a view to expand the investigation of the area with articulate and original research.
If you wish to contribute to Other Modernities issue 25, you are kindly required to submit an abstract (max 200 words) alongside a short CV to the email address amonline@unimi.it, by 7th January 2024.
The complete contribution will have to be submitted by 20th June 2024.
Other Modernities accepts contributions in Italian, Spanish, French and English.
The issue will be published by the end of May 2025.
We also welcome book reviews and interviews to authors and scholars who investigate the aforementioned topics.
Moreover, Other Modernities will also consider publishing non-thematic essays in the indexed section “Off the Record”, following the conditions and deadlines indicated for thematic essays in this Call for Papers.
Contributors should feel free to contact the editors to discuss and clarify the objectives of their proposals, with a view to making the issue as homogeneous as possible also from a methodological point of view. The editors can be contacted via the Editorial Board (amonline@unimi.it).
WORKS CITED
Badiou, Alaine. L’être et l’événement. Seuil, 1988.
–––. L’éthique. Nous, 2003.
Mouffe, Chantal. The Return of the Political. Verso, 2005.
Rancière, Jacques. Le partage du sensible. Esthétique et politique. La fabrique, 2000.
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AM 33 – 05/2025 (pdf)
Littérature et événements politiques dans un horizon méditerranéen. Nouvelles voix dans le milieu culturel après les mouvements citoyens en Espagne, France et Italie (2011-2021)
sous la direction de Carlo Baghetti, David Becerra Mayor Aurore Labadie et Laura Scarabelli
Dix ans après les mobilisations citoyennes qui ont eu lieu en Espagne, en Italie et en France en 2011, une vue d’ensemble actualisée et théoriquement structurée de ce que ces événements ont impliqué nous paraît nécessaire.
En Espagne, le mouvement des Indignados ou 15M (15 mai 2011), ainsi que les mobilisations qui l’ont suivi, – Rodea el Congreso (25 septembre 2012), Marchas de la Dignidad (22 mars 2015), ou la manifestation féministe du 8 mars 2018 – ont déclenché un processus de critique et d’élargissement de la démocratie. En Italie, toujours en 2011, le panorama politique et social a été transformé par la fin du berlusconisme, les mouvements en faveur des biens communs et l’occupation de divers lieux culturels, comme le Teatro Valle à Rome le 14 juin 2011, inspireé par les luttes menées quelques années auparavant par les artistes français, pour obtenir le statut d’intermittents du spectacle. En France, l’indignation a été canalisée par la Nuit debout (31 mars 2016) et par les Gilets Jaunes (17 novembre 2018), des mouvements qui ont été déclenchés, respectivement, par les protestations contre la Loi travail et contre la Taxe carbone.
En s’appuyant sur le concept d’événement, élaboré par le philosophe français Alain Badiou, ce numéro se propose d’analyser les effets des mouvements sociaux que l’on vient d’évoquer sur les milieux littéraires et de retracer le processus de ré-politisation qui s’est opéré au sein de la littérature au cours des dix dernières années. D’après Badiou, l’événement a la capacité de changer les noms, de percer les savoirs établis et de transformer les codes de communication. Par ailleurs, l’événement déstabilise le régime de vérité dans la mesure où tout ce que l’on a toujours considéré comme évident devient désormais instable, d’où la nécessité d’explorer et de construire d’autres discours capables de nommer cette nouvelle situation.
Si, avant l’événement, la littérature hégémonique tendait à déplacer les contradictions politiques et sociales pour les remplacer avec des conflits de nature intime ou individuelle, en mettant en œuvre une censure consensuelle, le “retour du politique“ – selon la définition de Mouffe – après l’événement, produit des récits qui donnent une visibilité à tout ce qui avait été précédemment occulté : la précarité, le travail, les inégalités ou le féminisme. On pourrait dire, en paraphrasant les paroles de Rancière, que tout ce qui était perçu comme du bruit, est maintenant entendu comme une voix, produisant une nouvelle distribution du sensible. Retracer, intercepter et comprendre ces voix nouvelles, les confronter avec d’autres cas méditerranéens, ainsi qu’observer leurs points communs, leurs résultats, leur potentiel, tout comme leurs limites, représente l’objectif de ce travail monographique.
Notre point de départ est l’hypothèse selon laquelle l’événement produit des narrations nouvelles, en favorisant le retour du politique au sein des littératures étudiées. Contrairement aux grands mouvements révolutionnaires du XXe siècle, caractérisés par une organisation plus nettement verticale, les mouvements sociaux de la dernière décennie n’ont pas de structure ; ils sont horizontaux, rhizomatiques, en réseaux : ils n’ont pas de direction, mais ils explorent d’autres formes de vie. Ainsi, nous nous proposons comme objectif d’observer comment la littérature émergeant de l’événement, des mouvements de destruction, ne corresponde plus à une littérature engagée, à la manière du XXe siècle, avec des fins clairement révolutionnaires, mais plutôt à une culture qui, plutôt que la construction de mondes nouveaux, vise la destitution – en les rendant inutilisables – des dispositifs qui fixent notre subjectivité, nos comportements, nos opinions et nos discours.
Ce numéro sollicite des articles qui abordent les thématiques suivantes :
- Nouvelles façons de raconter la politique en Espagne, France et Italie
- Transformations des milieux culturels à la suite de manifestations politiques
- Narrations de la révolte sociale et de nouvelles formes de militance
- Féminismes nouveaux dans le sillage des manifestations politiques
- Littérature du travail
- Littérature de la précarité, de la crise et de la vulnérabilité sociale
- Littérature et crise écologique
- Généalogies politiques avec les mouvements sociaux précédents (Transitions, G8, etc.)
La liste suggérée ne se veut pas exhaustive : d’autres propositions d’analyse du sujet, par tous/toutes ceux/celles qui souhaitent soumettre leur contribution, seront également prises en considération par le Comité Scientifique afin d’élargir, avec des parcours le plus articulés et le plus inédits possibles, l’exploration entamée dans ce numéro de la Revue.
À ce propos, la Rédaction propose l’envoi des propositions de contribution au plus tard le 7 janvier 2024. Les propositions seront à envoyer à l’adresse amonline@unimi.it, accompagnées par un résumé synthétique (200 mots maximum) du sujet que l’on entend analyser et d’un bref CV de l’auteur.
L’envoi des contributions est prévu pour le 20 juin 2024.
Autres Modernités accepte des contributions en italien, espagnol, français et anglais.
Le numéro sera publié d’ici la fin du mois de mai 2025.
Nous apprécierons également des critiques ou des entretiens avec des auteur/es ou des spécialistes du sujet proposé dans le présent appel à contribution.
Autres Modernités évaluera également la publication d’essais non-thématiques qui seront insérés dans la section « Hors de propos », selon les modalités et les échéances indiquées pour les essais thématiques dans le présent appel à contribution.
Afin de rendre le volume méthodologiquement homogène, les éditeurs seront à la disposition des auteur/es par l’intermédiaire de la rédaction (amonline@unimi.it).
BIBLIOGRAPHIE
Badiou, Alaine. L’être et l’événement. Seuil, 1988.
–––. L’éthique. Nous, 2003.
Mouffe, Chantal. The Return of the Political. Verso, 2005.
Rancière, Jacques. Le partage du sensible. Esthétique et politique. La fabrique, 2000.
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Call for papers/Convocatoria/Appel à contribution n. 32 – 11/2024 (versione PDF)
Quando la narrazione incontra la cura: Dialoghi interdisciplinari intorno alla malattia e al trauma
a cura di Paolo Caponi, Maria Micaela Coppola e Francesca Di Blasio
Parole chiave: narrazione e competenza narrativa; cura; malattia e trauma; emozioni; medical humanities; medicina narrativa
A partire dalla metà del Novecento, diverse teorie critiche, pur con modalità diverse, hanno enfatizzato il ruolo della narrazione quale strumento di conoscenza dell’esperienza di malattia e trauma e forza connettiva e rigeneratrice nei processi di cura.
Le medical humanities da alcuni anni stanno portando avanti una profonda rivalutazione del ruolo delle humanities e dell’arte nel raggiungimento o nel recupero di uno stato di salute e well-being, nel convincimento che il mero approccio bio-medico, soprattutto se non accompagnato da un’adeguata comunicazione, possa sfociare in un esito non risolutivo o gratificante per chi soffre.
La medicina narrativa sta conoscendo uno straordinario incremento di attenzioni per il suo riconoscimento delle potenzialità rigeneratrici della narrazione (nei processi di produzione, ricezione, condivisione) non solo rispetto al rapporto medico-paziente ma anche rispetto a quello fra il soggetto e l’altro da sé. La competenza narrativa – intesa come capacità di riconoscere, assorbire, interpretare ed essere commossi/e e mossi/e all’azione dalle storie altrui (Charon) – viene a svolgere un ruolo chiave nella formazione di professionisti/e della salute e, più in generale, nella promozione di un approccio subject-centred alla salute, al benessere e alla costruzione di comunità inclusive.
Parallelamente a ciò, e senza che lo spettro di interventi possa esaurirsi in una rigida campionatura, alcune modalità tipiche del linguaggio narrativo, poetico e lirico sono state portate all’attenzione della ricerca scientifica per il loro potenziale apporto nella “suspension of disbelief” necessaria per il valico di alcuni processi di cura, anche e soprattutto laddove ogni terapia si stia rivelando inutile (Clerici et al.). Se infatti, la narrazione può contribuire, tra il resto, a un riassestamento dei fatti traumatici in una ipotetica linea del tempo, la poesia e certe modalità “sospensive” a essa connesse possono contribuire a rifocalizzare sull’hic et nunc, disinnescando, almeno in parte, il potenziale traumatico e alluvionale connesso al termine o alla scadenza (Bleakley).
Anche la critica femminista e gli studi di genere intersezionali (Lorde, hooks, Ahmed, Crenshaw) hanno da tempo enfatizzato il potere della narrazione di portare consapevolezza ed empowerment sia per il singolo sia per la comunità; di denunciare il radicamento di “medical apartheid” (Washington), ingiustizie strutturali e pregiudizi in diversi contesti storici e socio-culturali; e di decostruire i modelli di cura e di benessere dominanti.
Infine, la Affect Theory si concentra su come la dinamica ricettiva e relazionale, in una sorta di scambio fra text e reader fortemente connotato in senso emozionale, costituisca la base del rapporto fra processi di cura e di rappresentazione.
Partendo da queste premesse e in un approccio fortemente interdisciplinare che integri saperi bio-medici, empirici, umanistici e/o artistico-letterari, intendiamo riflettere sui seguenti assi di ricerca:
- modalità terapeutiche che, abbracciando approcci orientati in senso umanistico e non strettamente convenzionale, mostrino le potenzialità benefiche di un rapporto medico-paziente informato da una conoscenza delle metodologie di analisi, decostruzione e ricostruzione del materiale artistico, letterario ed esperienziale;
- rapporto fra narrazione (letteraria, artistica, autobiografica, testimoniale, diagnostica, …) ed esperienze della malattia e di traumi individuali e collettivi;
- storytelling e lettura quali strumenti di comprensione e svelamento di ingiustizie strutturali, pregiudizi e stereotipi legati all’esperienza di cura, nonché di ridefinizione delle concettualizzazioni dominanti di salute e benessere;
- l’emozione come modalità conoscitiva e relazionale; connessioni fra emozioni e cura nel rapporto fra testo e lettore/lettrice.
Il presente numero di Altre Modernità intende sollecitare contributi inerenti, anche se non limitati, alle seguenti tematiche:
- vecchi e nuovi approcci allo psicodramma e alle terapie a vocazione drammatica e teatrale;
- lo spazio e il tempo nella narrazione della malattia, della cura e del rapporto medico-paziente;
- nuovi approcci alla poesia nella sua funzione ispiratrice e terapeutica;
- terapie incentrate sul recupero e il well-being di istituzioni collettive, pubbliche e private;
- l’evoluzione del rapporto medico-paziente nel tempo;
- figure storiche di terapeuti convenzionali e non;
- il presente, passato e futuro delle terapie di recupero psicologico rivolte al personale carcerario (prison studies);
- narrazioni (fittizie e non) di malattia, cura e traumi individuali e/o collettivi;
- narrazioni di “medical apartheid”, ingiustizie strutturali, pregiudizi e stereotipi nei contesti di cura;
- narrazione e medicina di genere;
- narrazioni di riscatto, empowerment, benessere e ri-generazione;
- narrazione e affiliazione e community-building;
- narrazione ed emozioni.
- il testo e la narrazione fra ricezione, conoscenza ed emozione.
La lista di argomenti suggerita non è da intendersi come esaustiva: altre proposte di studio del tema offerte da quanti intendano collaborare al volume verranno seriamente vagliate dal Comitato Scientifico, al fine di ampliare con percorsi il più articolati e inediti possibili l’esplorazione intrapresa in questo numero della Rivista.
A tal fine, la Redazione propone il seguente calendario di scadenze, cui passo previo ed essenziale è l'invio di una proposta di contributo all’indirizzo amonline@unimi.it entro il 15 ottobre 2023 con indicazione sintetica dell’argomento che si intende trattare (massimo 200 parole), e di un conciso curriculum vitae del proponente.
La consegna del contributo è fissata al 14 febbraio 2024.
Altre Modernità accetta contributi in italiano, spagnolo, francese e inglese.
Il numero sarà pubblicato entro la fine del mese di novembre 2024.
Saranno altresì gradite recensioni o interviste ad autori o studiosi del tema secondo le indicazioni di contenuto indicate in questo CfP.
Inoltre, Altre Modernità valuterà la pubblicazione di saggi non tematici, da inserire nella sezione indicizzata “Fuori Verbale”, secondo le modalità dichiarate e le tempistiche richieste per i saggi tematici in questo CfP.
Al fine di poter rendere anche metodologicamente omogeneo il volume e di confrontarsi con gli obiettivi dei curatori, essi si mettono a piena disposizione degli autori per un colloquio e conversazione attraverso la Segreteria di Redazione (amonline@unimi.it).
n. 32 – 11/2024 (PDF)
Cuando la narración encuentra la cura: Diálogos interdisciplinarios en torno a la enfermedad y el trauma coordinado por Paolo Caponi, Maria Micaela Coppola y Francesca Di Blasio
Palabras clave: narración y competencia narrativa; cura; enfermedad y trauma; emociones; humanidades médicas; medicina narrativa
Desde mediados del siglo XX, diversas teorías críticas, si bien de manera diferente, han destacado el papel de la narración como herramienta para comprender la experiencia de la enfermedad y el trauma y como fuerza conectiva y regeneradora en los procesos de cura.
Las humanidades médicas, desde hace algunos años, vienen realizando una profunda revalorización del papel de las humanidades y el arte en la consecución o recuperación de un estado de salud y bienestar, en la convicción de que el mero abordaje biomédico, sobre todo si no va acompañado de una adecuada comunicación, puede desembocar en un éxito no resolutivo ni gratificante para quien sufre.
La medicina narrativa está experimentando un extraordinario incremento de atención debido a su reconocimiento del potencial regenerador de la narración (en los procesos de producción, recepción, puesta en común) no solo con respecto a la relación médico-paciente, sino también en cuanto a la relación entre el sujeto y lo otro de sí. La competencia narrativa –entendida como la capacidad de reconocer, absorber, interpretar, conmoverse y reaccionar a las historias de los demás (Caronte)– pasa a desempeñar un papel clave en la formación de los profesionales de la salud y, más en general, en la promoción de un enfoque de la salud, el bienestar y la construcción de comunidades inclusivas centrado en el sujeto.
Paralelamente, y sin que el espectro de intervenciones se agote en un muestreo rígido, algunas modalidades típicas del lenguaje narrativo, poético y lírico han llamado la atención de la investigación científica por su contribución potencial en la “suspensión de la incredulidad” necesaria para atravesar ciertos procesos de cura, también y sobre todo allí donde toda terapia se revela inútil (Clerici et al.). Si, en efecto, la narración puede contribuir, entre otras cosas, a poner en orden los acontecimientos traumáticos en una hipotética línea temporal, la poesía y ciertas modalidades “suspensivas” vinculadas a ella pueden contribuir a volver a centrar el hic et nunc, desactivando, al menos en parte, el potencial traumático y acumulador ligado al término o plazo (Bleakley).
La crítica feminista y los estudios interseccionales de género (Lorde, hooks, Ahmed, Crenshaw) también han hecho hincapié desde hace tiempo en el poder de la narración para concienciar y empoderar tanto al individuo como a la comunidad; para denunciar el arraigo del “apartheid médico” (Washington), las injusticias estructurales y los prejuicios en diferentes contextos históricos y socioculturales; y para deconstruir los modelos dominantes de cura y bienestar.
Por último, la teoría del afecto se centra en cómo la dinámica receptiva y relacional, en una suerte de intercambio entre texto y lector fuertemente connotado en un sentido emocional, constituye la base de la relación entre los procesos de cura y de representación.
Partiendo de estas premisas y desde una perspectiva fuertemente interdisciplinar, que integra conocimientos biomédicos, empíricos, humanísticos o artístico-literarios, pretendemos reflexionar sobre las siguientes líneas de investigación:
- modalidades terapéuticas que, abarcando enfoques de orientación humanística y no estrictamente convencionales, muestren el potencial benéfico de una relación médico-paciente informada por el conocimiento de las metodologías de análisis, deconstrucción y reconstrucción del material artístico, literario y vivencial;
- la relación entre la narración (literaria, artística, autobiográfica, testimonial, diagnóstica...) y las experiencias de enfermedad y trauma individuales y colectivas;
- la narración y la lectura como herramientas para comprender y revelar injusticias estructurales, prejuicios y estereotipos vinculados a la experiencia de cura, así como para redefinir las conceptualizaciones dominantes de la salud y el bienestar;
- la emoción como modalidad cognoscitiva y relacional; conexiones entre emociones y cura en la relación entre texto y lector/lectora.
Este número de Otras Modernidades invita a participar con contribuciones relacionadas, no exclusivamente, con las siguientes temáticas:
- antiguos y nuevos enfoques del psicodrama y las terapias con vocación dramática y teatral;
- el espacio y el tiempo en la narración de la enfermedad, la cura y la relación médico-paciente;
- nuevos enfoques de la poesía en su función inspiradora y terapéutica;
- las terapias centradas en la recuperación y el bienestar en las instituciones colectivas, públicas y privadas;
- la evolución de la relación médico-paciente a lo largo del tiempo;
- figuras históricas de terapeutas convencionales y no convencionales;
- presente, pasado y futuro de las terapias de recuperación psicológica dirigidas al personal penitenciario (estudios penitenciarios);
- narraciones (ficticias y no ficticias) de la enfermedad, la cura y el trauma individual o colectivo;
- narraciones del “apartheid médico”, injusticias estructurales, prejuicios y estereotipos en los contextos de cura;
- narración y medicina de género;
- narraciones de rescate, empoderamiento, bienestar y regeneración;
- narración y afiliación y creación de comunidades;
- narración y emociones;
- el texto y la narración entre recepción, conocimiento y emoción.
La lista de argumentos sugeridos no es exhaustiva: el Comité científico examinará con atención otras propuestas para el estudio del tema sugeridas por quienes deseen colaborar en el volumen, a fin de ampliar la investigación emprendida en este número de la revista desde perspectivas inéditas y bien estructuradas.
Con este objetivo, la Redacción propone el siguiente calendario, cuyo paso previo es enviar una propuesta de contribución a la dirección amonline@unimi.it antes del 15 de octubre de 2023 con una indicación sintética del tema que se quiere tratar (máximo 200 palabras) y un breve currículum vitae del proponente.
La entrega de la contribución está prevista para el 14 de febrero de 2024.
Otras Modernidades acepta contribuciones en italiano, español, francés e inglés.
El número se publicará a finales de noviembre de 2024.
Asimismo, serán bienvenidas las reseñas o entrevistas a autores o estudiosos del tema de acuerdo con las indicaciones sobre el contenido señaladas en este convocatoria.
Además, Otras Modernidades evaluará la publicación de ensayos no temáticos, que se incluirán en la sección titulada “Entre mamparas”, de acuerdo con las modalidades y los plazos indicados en este convocatoria para los ensayos temáticos.
Con el fin de que este número sea metodológicamente homogéneo y favorezca una confrontación con los objetivos de los editores, los autores pueden contactarlos para comentarios y consultas a través de la Secretaría de Redacción (amonline@unimi.it).
n. 32 – 11/2024 (PDF)
When storytelling meets the cure: Interdisciplinary dialogues around illness and trauma
edited by Paolo Caponi, Maria Micaela Coppola and Francesca Di Blasio
Keywords: storytelling and narrative competence; care; illness and trauma; emotions; medical humanities; narrative medicine
Since the mid-20th century, various critical theories, albeit in different ways, have emphasised the role of narrative as a tool to learn about the experience of illness and trauma, and as a connective and regenerative force in healing processes.
For some years now, medical humanities have been conducting a profound re-evaluation of the role of humanities and art in achieving or recovering a state of health and well-being, claiming that the mere bio-medical approach, especially if not accompanied by adequate communication, may result in an outcome that is not decisive or gratifying for the sufferer.
Narrative medicine is experiencing an extraordinary increase in attention due to its recognition of the regenerative potential of narration (in the processes of production, reception, sharing), not only concerning the doctor-patient relationship but also the relationship between the subject and the other. Narrative competence—meant as the ability to recognise, absorb, interpret and be moved to action by the stories of others (Charon)—comes to play a key role in the training of health professionals and, more generally, in the promotion of a subject-centred approach to health, well-being and the building of inclusive communities.
At the same time, and without allowing the spectrum of interventions to be exhausted in a rigid sampling, certain typical modes of narrative, poetic and lyrical language have been brought to the attention of scientific research for their potential contribution to the “suspension of disbelief” necessary for the crossing of certain healing processes, even and especially where therapy is proving useless (Clerici et al.). If, in fact, narration can contribute, among the other things, to a rearrangement of traumatic events in a hypothetical timeline, poetry and certain “suspenseful” modes connected to it can contribute to refocusing on the hic et nunc, defusing, at least in part, the traumatic and flooding potential connected to the issue of end of life (Bleakley).
Feminist theories and intersectional gender studies (Lorde, hooks, Ahmed, Crenshaw) have also long emphasised the power of storytelling to bring awareness and empowerment for both the individual and the community; to denounce the entrenchment of “medical apartheid” (Washington), structural injustices and prejudices in different historical and socio-cultural contexts; and to deconstruct dominant models of care and well-being.
Finally, Affect Theory focuses on how the receptive and relational dynamic forms the basis of the relationship between processes of care and representation, in a kind of exchange between text and reader strongly marked in an emotional sense.
Based on these premises, and in a strongly interdisciplinary approach integrating bio-medical, empirical, humanistic and/or artistic-literary knowledge, we intend to reflect on the following research areas:
- therapeutic modalities which embrace humanistic and not strictly conventional approaches, showing the beneficial potential of a doctor-patient relationship informed by a knowledge of the methodologies of analysis, deconstruction and reconstruction of artistic, literary and experiential narratives;
- the relationship between narration (literary, artistic, autobiographical, testimonial, diagnostic, ...) and experiences of illness and individual and collective trauma;
- storytelling and reading as tools for understanding and revealing structural injustices, prejudices and stereotypes related to the experience of care, as well as for redefining dominant conceptualisations of health and well-being;
- emotion as a cognitive and relational modality; connections between emotions and care in the relationship between text and reader.
This issue of Other Modernities calls for contributions related, though not limited, to the following topics:
- old and new approaches to psychodrama and drama-oriented therapies;
- space and time in the narrative of illness, care and the doctor-patient relationship;
- new approaches to poetry in its inspirational and therapeutic function;
- therapies focused on the recovery and well-being of collective, public and private institutions;
- the evolution of the doctor-patient relationship over time;
- historical figures of conventional and non-conventional therapists;
- present, past and future of psychological recovery therapies for prison staff (prison studies);
- (fictional and non-fictional) narratives of individual and/or collective illness, care and trauma;
- narratives of “medical apartheid”, structural injustices, prejudices and stereotypes in care settings;
- narrative and gender medicine;
- narratives of redemption, empowerment, well-being and re-generation;
- narrative and community-building;
- narrative and emotions;
- text and narration between reception, knowledge and emotion.
The list of topics abovementioned is not meant to be exhaustive and the Scientific Committee will consider other proposals submitted by scholars who intend to collaborate in the issue of the journal, with a view to expand the investigation of the area with articulate and original research.
If you wish to contribute to Other Modernities issue 25, you are kindly required to submit an abstract (max 200 words) alongside a short CV to the email address amonline@unimi.it, by the 15th October 2023.
The complete contribution will have to be submitted by the 14th February 2024.
Other Modernities accepts contributions in Italian, Spanish, French and English.
The issue will be published by the end of November 2024.
We also welcome book reviews and interviews to authors and scholars who investigate the aforementioned topics.
Moreover, Other Modernities will also consider publishing non-thematic essays in the indexed section “Off the Record”, following the conditions and deadlines indicated for thematic essays in this Call for Papers.
Contributors should feel free to contact the editors to discuss and clarify the objectives of their proposals, with a view to making the issue as homogeneous as possible also from a methodological point of view. The editors can be contacted via the Editorial Board (amonline@unimi.it).
n. 32 – 11/2024 (PDF)
Quand le récit et les soins se rencontrent : Dialogues interdisciplinaires sur la maladie et le trauma
sous la direction de Paolo Caponi, Maria Micaela Coppola et Francesca Di Blasio
Mots-clés : narration et compétence narrative ; thérapie ; maladie et trauma ; émotions ; medical humanities ; médecine narrative.
Depuis le milieu du XXe siècle, de nombreuses théories critiques, quoique de manière différente, ont mis l’accent sur le rôle de la narration comme outil d'apprentissage de l'expérience de la maladie et du trauma, ainsi que comme force de connexion et de régénération dans les processus des soins médicaux.
Depuis quelques années, les sciences humaines médicales ont entrepris de réévaluer sensiblement le rôle des sciences humaines et de l'art dans l'obtention ou le rétablissement d'un état de santé et de bien-être, convaincues que la simple approche biomédicale risque en réalité d’aboutir à un résultat non décisif ou non gratifiant, pour la personne souffrante, surtout si elle n'est pas accompagnée d'une communication adéquate.
À l’heure actuelle, la médecine narrative connaît un regain d'attention extraordinaire en raison de la reconnaissance du potentiel régénérateur de la narration (dans les processus de production, de réception et de partage), non seulement en ce qui concerne la relation médecin-patient, mais aussi en ce qui concerne la relation entre le sujet et l'autre. La compétence narrative – c’est-à-dire la capacité de reconnaître, d'absorber, d'interpréter et d’être ému et poussé à l'action par les histoires des autres (Charon) – joue un rôle clé dans la formation des professionnels et des professionnelles de la santé et, plus en général, dans la proposition d'une approche de la santé, du bien-être et de la construction de communautés inclusives centrée sur le sujet.
Parallèlement, et dans le but d’éviter que le spectre des interventions puisse s’épuiser dans un échantillonnage rigide, certaines modalités typiques du langage narratif, poétique et lyrique ont été portées à l’attention de la recherche scientifique en raison de leur contribution potentielle dans la « suspension of disbelief » (suspension de l’incrédulité) nécessaire à la traversée de certains processus de guérison, surtout là où la thérapie s’avère inutile (Clerici et al.). Si, en effet, la narration peut contribuer, entre autres, à un réarrangement des événements traumatiques dans une hypothétique ligne du temps, la poésie et certaines modalités de "suspension" qui lui sont liées peuvent contribuer à nous recentrer sur le hic et nunc, désamorçant, au moins en partie, le potentiel traumatique et engloutissant lié au terme ou à l'échéance (Bleakley).
La critique féministe et les études de genre intersectionnelles (Lorde, hooks, Ahmed, Crenshaw) soulignent également depuis longtemps le pouvoir des récits en ce qui concerne la sensibilisation et l’empowerment (autonomisation) à la fois de l'individu et de la communauté, pour dénoncer l'enracinement de l' « apartheid médical » (Washington), les injustices structurelles et les préjugés dans différents contextes historiques et socioculturels, ainsi que pour déconstruire les modèles dominants en matière de santé et de bien-être.
Enfin, la Affect Theory (Théorie de l'Affect) se concentre sur la manière dont la dynamique réceptive et relationnelle, dans une sorte d'échange entre le texte et le lecteur fortement marqué dans un sens émotionnel, constitue la base de la relation entre les processus de soins et de représentation.
À partir de ces prémisses et dans une approche fortement interdisciplinaire intégrant des connaissances biomédicales, empiriques, humanistes et/ou artistico-littéraires, nous nous proposons de réfléchir aux axes de recherche suivants :
- les modalités thérapeutiques qui, en incluant des approches humanistes et non strictement conventionnelles, montrent le potentiel bénéfique d'une relation médecin-patient informée par une connaissance des méthodologies d'analyse, de déconstruction et de reconstruction du matériel artistique, littéraire et expérientiel ;
- la relation entre la narration (littéraire, artistique, autobiographique, testimoniale, diagnostique, ...) et les expériences de maladie et de traumatisme individuel et collectif ;
- story telling (la narration) et la lecture comme outils pour comprendre et révéler les injustices structurelles, les préjugés et les stéréotypes liés à l'expérience des soins médicaux, ainsi que pour redéfinir les conceptualisations dominantes de la santé et du bien-être ;
- l'émotion en tant que modalité cognitive et relationnelle ; les liens entre les émotions et les soins médicaux dans la relation entre le texte et le/la lecteur/lectrice.
Ce numéro d’Autres Modernités entend solliciter des contributions liées, mais non limitées, aux thèmes suivants :
- approches anciennes et nouvelles du psychodrame et des thérapies à vocation dramatique et théâtrale ;
- l’espace et le temps dans la narration de la maladie, du traitement de la maladie et de la relation médecin-patient ;
- nouvelles approches de la poésie dans sa valeur inspiratrice et de thérapie ;
- thérapies axées sur le rétablissement et le bien-être des institutions collectives, publiques et privées ;
- évolution du rapport médecin-patient au fil du temps ;
- figures historiques des thérapeutes conventionnels et non conventionnels ;
- présent, passé et futur des thérapies de rétablissement psychologique adressées au personnel pénitentiaire (études carcérales) ;
- récits (fictifs et non fictifs) de maladies, de traitements et de traumatismes individuels et/ou collectifs ;
- récits de « apartheid médical », d'injustices structurelles, de préjugés et de stéréotypes dans les domaines des soins médicaux ;
- narration et médecine de genre ;
- récits de rédemption, d'empowerment (autonomisation), de bien-être et de régénération ;
- narration, affiliation au community-building (construction de la communauté)
- narration et émotions ;
- le texte et le récit entre réception, connaissance et émotion.
La liste suggérée ne se veut pas exhaustive : d’autres propositions d’analyse du sujet, par tous/toutes ceux/celles qui souhaitent soumettre leur contribution, seront également prises en considération par le Comité Scientifique afin d’élargir, avec des parcours le plus articulés et le plus inédits possibles, l’exploration entamée dans ce numéro de la Revue.
À ce propos, la Rédaction propose l’envoi des propositions de contribution au plus tard le 15 octobre 2023. Les propositions seront à envoyer à l’adresse amonline@unimi.it, accompagnées par un résumé synthétique (200 mots maximum) du sujet que l’on entend analyser et d’un bref CV de l’auteur.
L’envoi des contributions est prévu pour le 14 février 2024.
Autres Modernités accepte des contributions en italien, espagnol, français et anglais.
Le numéro sera publié d’ici la fin du mois de novembre 2024.
Nous apprécierons également des critiques ou des entretiens avec des auteur/es ou des spécialistes du sujet proposé dans le présent appel à contribution.
Autres Modernités évaluera également la publication d’essais non-thématiques qui seront insérés dans la section « Hors de propos », selon les modalités et les échéances indiquées pour les essais thématiques dans le présent appel à contribution.
Afin de rendre le volume méthodologiquement homogène, les éditeurs seront à la disposition des auteur/es par l’intermédiaire de la rédaction (amonline@unimi.it).

