Il fuori e il dopo: l'immagine della finestra nel primo teatro di Maurice Maeterlinck

  • Andrea Accardi Università degli Studi di Pisa
Parole chiave: Maeterlinck, letteratura belga, dramma statico, temporalità, sacrificio, Pelléas et Mélisande.

Abstract

Maeterlinck's drama is mostly a static drama, where there is very little action and this little is hesitant. This empirical aspect is connected to another (less evident) realization: in Maeterlinck's theatre the future is never made pertinent, it is rather a representational impasse. Castles are ruins, but they don't collapse; kings are old and decrepit, but alive nevertheless, while young people die instead. The lack of a future affects also the representation of space: the setting is always a closed, suffocating space, with locked doors and windows, and the characters seem to prefer their isolation to any outdoor experience. There is thus a compelling connection between the inability to conceive the future and the difficulty to come out of a recluse condition.

Biografia autore

Andrea Accardi, Università degli Studi di Pisa

Andrea Accardi è nato a Cagliari il 23/07/1984. Si è laureato in Lingue e culture moderne all'Università di Palermo nel 2006, e in Letterature e filologie europee all'Università di Pisa nel 2008. Sempre a Pisa ha conseguito nel 2012 un dottorato in Letteratura francese. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la letteratura francofona belga, e il periodo fin de siècle. Ha pubblicato sulle riviste Les Lettres romanes e Esperienze letterarie. È curatore del Terzo Quaderno della Scuola di Dottorato in Letterature e Filologie Moderne dell'Università di Pisa, uscito nel 2013.

Pubblicato
2015-01-31
Come citare
Accardi, Andrea. 2015. «Il Fuori E Il Dopo: L’immagine Della Finestra Nel Primo Teatro Di Maurice Maeterlinck». Altre Modernità, gennaio, 357-65. https://doi.org/10.13130/2035-7680/4653.