Dall’intercultura agli studi contemplativi: per uno studio delle pratiche meditative
DOI:
https://doi.org/10.54103/mde.i13.1.31579Parole chiave:
Studi contemplativi, filosofia interculturale, pratica contemplativa, meditazioneAbstract
Questo articolo ricostruisce l’emergere degli Studi Contemplativi come campo interdisciplinare e interculturale e propone di leggerli, nel contesto italiano, come sviluppo dell’orizzonte aperto dal lavoro di Giangiorgio Pasqualotto sulla filosofia interculturale. Dopo aver tracciato alcuni momenti chiave nella formazione istituzionale e teorica del campo, propone una definizione operativa di Studi Contemplativi e ne discute le principali coordinate metodologiche: gli approcci in prima, seconda e terza persona, il ruolo della pratica contemplativa come oggetto e strumento di indagine, e la tensione tra vocabolari fenomenologici, storici, filosofici ed empirici. Le sezioni finali affrontano questioni irrisolte come la difficoltà definitoria, il buddhocentrismo, il neurocentrismo e i più ampi rischi culturali, delineando al contempo possibili sviluppi futuri, dalla fenomenologia rigorosa alla critica socialmente impegnata.
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