Virgilio Melchiorre. La perla preziosa dell’alterità
DOI:
https://doi.org/10.54103/mde.i13.1.32195Parole chiave:
alterità, accoglienza, ecumenismoAbstract
Scientia est scire per causas (Aristotele). L’atteggiamento di ricerca di V.M. ha privilegiato la “causa finale” rispetto a quella efficiente. Ha chiesto non tanto “unde venis?” quanto “quo tendis?”, sia ai pensatori con cui si è confrontato sia alle persone. Un pensiero e un atteggiamento “ecumenici”, sommamente interessati allo scambio con l’alterità: quella umana e quella divina cui accolta nella fede. Ha aperto l’orizzonte del suo pensiero a visioni filosofiche considerate allotrie dalla scuola filosofica di provenienza. La prospettiva era quella rovesciata propria della icona, il cui punto di fuga non è “dietro” all’immagine, bensì “davanti”, nello sguardo di chi la contempla. Ha integrato nella vita il sapere con il sapore: degli affetti familiari, delle amicizie, della ricerca di “compagnia” anche nella ricerca; col sapore semplice del lavoro manuale e del contatto con la natura. I suoi iniziali e mai abbandonati interessi per l’estetica lo hanno accompagnato nella focalizzazione dell’intrascendibile orizzonte del simbolico e in un atteggiamento prima di tutto recettivo ed esplorativo, evitando rischi di solipsismi. La sua cifra: accoglienza.
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