Il mio ricordo di Nicola letto il giorno del suo funerale e ripensato a più riprese nel tempo che resta
DOI:
https://doi.org/10.54103/mde.i13.1.32419Parole chiave:
Nicola Pedone, elaborazione del lutto, ricordo, malattia, funerale, “Di lume e di candela. Tre modelle per Caravaggio”Abstract
In questo scritto, Nicola Melchiorre rielabora il ricordo del carissimo amico Nicola, letto al suo funerale e meditato nel tempo del distacco. Attraverso la memoria di un legame nato sui banchi del Liceo Parini e nutrito di musica, l'autore riflette sull'arte di stare di fronte alla morte senza fuggire la vita. Di fronte alla malattia, l'amico rifiuta il lamento sterile per dedicarsi alla scrittura teatrale, offrendo un’altissima lezione di dignità e ironia. Accettando il limite delle parole non dette, Melchiorre trasforma il congedo in una meditazione laica e profonda su come abitare il limite, capaci ancora, fino all'ultimo, di riconoscere un giorno di felicità.
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