Quale ragione per l’IA e l’Umanesimo del Terzo Settore
DOI:
https://doi.org/10.54103/2531-6710/31250Palabras clave:
techne, phronesis, episteme, ragione strumentale, legge morale, antropocentrismoResumen
Nel panorama tecnologico contemporaneo, l’Intelligenza Artificiale si è affermata come una forza trasformatrice, rimodellando molti aspetti della nostra vita. Questo contributo ha l’obiettivo di far riflettere sul rapporto tra l’intelligenza artificiale e l’uomo, ponendo l’accento sulla necessità di un utilizzo quanto più corretto che ne garantisca un impiego etico. Anziché considerare l’intelligenza artificiale una forza inevitabile che agisce da sola e decide per noi, si vuole sostenere la necessità di posizionare questo potente strumento al servizio dell’uomo senza perdere di vista la centralità dell’agire umano. Nello specifico del presente contributo, si vuole evidenziare come il Terzo Settore, con i suoi ideali e valori intrinseci di dignità umana, solidarietà e giustizia sociale, possa agire da faro etico per un'applicazione dell’intelligenza artificiale che vada oltre la mera efficienza. Posta l’indiscussa potenzialità dell’intelligenza artificiale per l'ottimizzazione operativa nel Terzo Settore, si vuole mettere in guardia dai rischi di disumanizzazione, aumento delle disuguaglianze e perdita di responsabilità, qualora l'efficienza prevalesse sui fini etici. La sfida è quella, dunque, di imbrigliare la ragione strumentale dell’intelligenza artificiale al servizio della “Ragion Pratica Morale” del Terzo Settore, assicurando che la tecnologia elevi l'umanità senza minarne i valori fondamentali.
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Citas
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