Quaderni di Aristonothos

 

Dal 2012 la serie “Quaderni di Aristonothos. Scritti per il Mediterraneo antico” affianca la rivista, accogliendo, senza periodicità regolare, monografie, studi miscellanei e atti di convegni. La direzione, il comitato scientifico e la redazione sono gli stessi della rivista.

I “Quaderni” sono stati pubblicati fino al numero 5 da Tangram edizioni scientifiche (Trento); dal sesto ed ultimo numero sono editi da Ledizioni (Milano).  

 

6. Nel ricordo di Gianfranco Fiaccadori

Atti della giornata di studi, Milano 21 gennaio 2016

A cura di Vera von Falkenhausen, Federica Chiesa, Fabio Eugenio Betti

Ledizioni, Milano 2018, ISBN: 9788867058211

https://www.ledizioni.it/prodotto/quaderni-di-aristonothos-6/

Il volume raccoglie gli Atti della giornata di studi in memoria di Gianfranco Fiaccadori, con i contributi di Alberto Bentoglio, Saluto dal Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali; Vera von Falkenhausen, Federica Chiesa, Fabio Eugenio Betti, Prefazione; Giorgio Bejor, Gianfranco Fiaccadori; Pier Francesco Fumagalli Gianfranco Fiaccadori e l’Accademia Ambrosiana; Antonio Rigo, Ricordo di Gianfranco Fiaccadori; Federica Chiesa, Il carro della Dea? Una lastra architettonica con leonesse dal complesso monumentale di Tarquinia; Pier Francesco Fumagalli, Una nota su San Sepolcro di Milano; Mauro della Valle, La croce e le sue leggende a Costantinopoli; Andrea Torno Ginnasi, La spada ‘riposta’ nell’iconografia imperiale medio-bizantina. Riflessi figurativi di un’insegna del potere; Marco Di Branco, Moschee a Costantinopoli (VIII-XIII secolo); Elisa Panero, Vetri bizantini nel Mediterraneo antico; Maria Teresa Grassi, Palmira islamica. I nuovi dati dal quartiere sud-ovest; Antonio Panaino, Il simbolismo dell’Albero della Vita secondo la tradizione iranica; Giuliano Boccali, La descrizione della capitale di Himālaya nel Kumārasambhava (VI, 37-47) di Kālidāsa; Paolo Chiesa, Vampiri in Mingrelia e altre avventure. Usanze caucasiche nel Libellus de notitia orbis di Giovanni di Sultanìa; Fabio Eugenio Betti, Una collana sudarabica in oro da Kharibat Hamdān/Haram (Jawf, Yemen); Patrizia Piacentini, Alessandria d’Egitto l’italiana. Giuseppe Botti, gli scavi e il Museo Greco-Romano; Andrea Gariboldi, Alcune “gemme letterate” della collezione Ficoroni al Museo Nazionale di Ravenna; Sergio Lazzarini, Diritto al premio e Università Agrarie. Note in margine alle ricerche archeologiche dell’Università degli Studi di Milano a Tarquinia.

 

5. Nuovi studi sul bestiario fantastico di età orientalizzante nella penisola italiana

A cura di Enrico Giovanelli, Maria Cristina Biella

Tangram, edizioni scientifiche, Trento 2016, ISBN:  9788864581279

http://www.edizioni-tangram.it/libri/nuovi-studi-sul-bestiario-fantastico-di-et%C3%A0-orientalizzante-nella-penisola-italiana

Il presente volume esce a distanza di tre anni dalla pubblicazione de Il bestiario fantastico di età orientalizzante nella penisola italiana (Quaderni di Aristonothos, 1, 2012), in un momento in cui la tematica del bestiario fantastico ha ricevuto grande attenzione da parte dell’Antichistica, sia nelle attività di ricerca sia in quelle di divulgazione. Sin dalla Premessa, il primo volume si presentava come un dossier, una raccolta di dati. Per questo secondo volume, ci si è posti invece l’obiettivo di avviare la discussione sui contributi pubblicati nel 2012 e contemporaneamente di raccogliere ulteriori approfondimenti sul tema del bestiario fantastico di età orientalizzante. Da qui è scaturita la decisione di organizzare un workshop, ospitato alla British School at Rome nel gennaio del 2014. In quell’occasione studiosi di diverse formazioni, affrontando il tema con differenti prospettive critiche ed ermeneutiche, hanno preso le mosse da dove ci si era arrestati. Il presente volume è l’edizione degli Atti di quell’incontro di studio e raccoglie saggi che spesso cercano di valicare, seguendo percorsi multiformi, i limiti dell’aspetto classificatorio, per giungere a indagare con diverse prospettive i significati più profondi del bestiario orientalizzante, spingendosi anche al di là della fine del cosiddetto periodo orientalizzante con incursioni a più riprese nell’Arcaismo e oltre.

 

4. Dinamiche culturali ed etniche nella sicilia orientale

Atti del Convegno di Studi – Università degli Studi di Milano, 19-20 settembre 2013 (PRIN 2009)

A cura di Teresa Alfieri Tonini, Stefano Struffolino

Tangram, edizioni scientifiche, Trento 2014, ISBN: 978-88-6458-106-4

http://www.edizioni-tangram.it/libri/dinamiche-culturali-ed-etniche-nella-sicilia-orientale

Il quaderno contiene i lavori portati a termine nell’ambito del progetto PRIN (2009) dedicato alle dinamiche culturali ed etniche nella Sicilia orientale. La prima parte del quaderno riguarda le dinamiche culturali ed etniche in atto nella Sicilia orientale dall’età classica all’epoca ellenistica. I contributi si concentrano sulle due aree di Siracusa e dintorni da un lato e di Akrai e Camarina dall’altro. Al primo comparto dedicano i loro studi Luisa Moscati, Maria Paola Castiglioni, Concetta Ciurcina, Paola Pelagatti, Teresa Alfieri Tonini, Angela Maria Manenti, Alessandra Inglese, Federica Cordano. Akrai e Camarina sono al centro dei contributi di Antonietta Brugnone, Leone Porciani, Paola Schirripa, Roberta Salibra, Giovanni Di Stefano, Fabio Copani, Francesca Berlinzani. La seconda parte del quaderno verte sui culti che, attraverso le iconografie del falcone e di San Pancrazio, sono stati identificati in contiguità da Taormina a Naxos negli studi presentati da Federica Cordano, Francesco Muscolino, Maria Costanza Lentini e Stefano Struffolino.

 

3. Scarabei e scaraboidi in Etruria, Agro Falisco e Lazio Arcaico dall’VIII al V sec. a.C

Enrico Giovanelli

Tangram, edizioni scientifiche, Trento 2015, ISBN: 978-88-6458-103-3

http://www.edizioni-tangram.it/libri/scarabei-e-scaraboidi-etruria-agro-falisco-e-lazio-arcaico-dall%E2%80%99viii-al-v-sec-ac

Gli scarabei e gli scaraboidi sono una classe di materiale che gode di fortuna nel mondo preromano a partire dalla prima età del Ferro. Relegati spesso nella più ampia categoria degli oggetti minori, essi costituiscono in realtà un indicatore dei rapporti delle popolazioni preromane con il resto del bacino del Mediterraneo e delle complesse istanze culturali sottese. Il presente studio costituisce una rivisitazione sistematica dell’edito, costituito principalmente da grandi corpora e cataloghi, a partire dalle prime importazioni di oggetti egizi ed egittizzanti fino alla produzione glittica in pietre dure dell’età tardo arcaica, momento in cui l’arrivo digemmarii dal mondo greco comporta una svolta decisiva per lo sviluppo di una delle più raffinate arti etrusche. I manufatti, presentati alla luce dei loro contesti e dei loro supporti quando possibile, sono trattati in tutti i loro aspetti tecnici, stilistici e iconografici, al fine di delinearne la polifunzionalità e valore per i possessori.

 

2. Impasti orientalizzanti con decorazioni incise in Agro Falisco

Maria Cristina Biella

Tangram, edizioni scientifiche, Trento 2014, ISBN: 9788864580852

http://www.edizioni-tangram.it/libri/impasti-orientalizzanti-con-decorazioni-incise-agro-falisco

Tra le produzioni ceramiche di età orientalizzante la classe dell’impasto merita un’attenzione particolare. In questo periodo, infatti, la cultura materiale di ampi settori territoriali della penisola italiana è basata prevalentemente su queste manifestazioni artigianali. Esse sono da un lato fortemente ancorate alle tradizioni locali e dall’altro strettamente connesse anche a complesse testimonianze figurate, spie dei multiformi contatti culturali con l’ambito mediterraneo. Il presente volume, dedicato allo studio delle produzioni di area falisca, è incentrato sull’analisi dettagliata di oltre 650 vasi d’impasto, provenienti da Falerii, Narce, Nepi, Corchiano, Gallese e Vignanello e caratterizzati da superfici ornate con decorazioni ottenute a incisione, spesso riempite con paste colorate. All’analisi formale dei fittili si affianca uno studio dettagliato del repertorio decorativo e un primo inquadramento dei contesti di provenienza. Officine ceramiche polivalenti, operanti nel corso del VII secolo a.C. nei diversi centri falisci, appaiono specializzate contemporaneamente nelle tecniche dell’incisione, della meno comune excisione e nella pittura. Questi vasi, pur distinti in diversi filoni produttivi, vengono a costituire un insieme omogeneo, un tratto fortemente caratterizzante della specificità culturale di questo comparto territoriale dell’Italia antica.

 

1. Il bestiario fantastico di età orientalizzante nella penisola italiana              

A cura di Enrico Giovanelli, Maria Cristina Biella, Lucio Giuseppe Perego

Tangram, edizioni scientifiche, Trento 2012 [2013], ISBN: 9788864580692

http://www.edizioni-tangram.it/libri/il-bestiario-fantastico-di-et%C3%A0-orientalizzante-nella-penisola-italiana

L’Italia centrale tirrenica nel VII sec. a.C. è ormai da tempo pienamente inserita in un ricco circuito di scambi e commerci a livello mediterraneo. In questo complesso quadro di scambi e contatti, che hanno portato a una radicale trasformazione in ampi settori dell’Italia preromana, uno degli aspetti forse più evidenti e facilmente percepibili è l’evoluzione nelle produzioni artigianali etrusche e italiche di un interessante e variegato bestiario fantastico, che in buona parte affonda le sue radici in ambito lato sensu orientale e greco, ma la cui sopravvivenza nel corso del VII secolo a.C. e oltre, è in un certo senso garantita dalle differenti riletture locali, che spesso rielaborano liberamente i modelli allotri dando vita a figurazioni parzialmente o del tutto nuove. Il volume Il bestiario fantastico di età orientalizzante nella Penisola Italiana, che inaugura i Quaderni della serie Aristonothos, Scritti per il Mediterraneo Antico, ha lo scopo di creare un dossier di partenza, con il fine di attirare attenzione sul fenomeno e suscitare un dibattito, coinvolgendo studiosi che da diversi punti di vista (archeologico, storico artistico, antropologico, ecc.) e a diversi gradi di approfondimento, hanno incontrato nella propria ricerca questo aspetto della cultura figurativa.