Ceppi in ferro da sepolture e da santuari (VIII-I sec. a.C.). Problemi di interpretazione

Autori

  • Pier Giovanni Guzzo

DOI:

https://doi.org/10.13130/2037-4488/13723

Abstract

Ceppi in ferro da sepolture e da santuari (VIII-I secolo a.C.): problemi di interpretazione. Si raccolgono le documentazioni relative provenienti da un’area delimitata dalla Gallia meridionale ad Ovest e dalla penisola Calcidica ad Est. I ceppi dai santuari alludono alla liberazione dalla schiavitù: pur ponendo problemi in quanto sono per lo più ancora chiusi. Dal santuario di Vigna Nuova di Crotone non sono noti ceppi, ma solamente catene ed attrezzi in ferro: ne deriva che la titolarità di Hera Eleutheria è da sostituirsi con quella di Demetra. Nelle sepolture, tranne il caso della 950 di Pithecusa, si tratta di schiavi sepolti con ceppi alle caviglie. Poiché la schiavitù è accettata nel mondo antico, tombe del genere non possono essere definite ‘devianti’.

 

Iron fetters from burials and sanctuaries (VIII-I century BC): problems of interpretation. Relevant documents are collected from an area bordered by southern Gaul to the west and the Chalkidian peninsula to the east. The fetters from the sanctuaries allude to liberation from slavery: even if they pose problems as they are mostly still locked. There are no known fetters from the sanctuary of Vigna Nuova di Crotone, but only chains and iron tools: therefore its dedication to Hera Eleutheria is to be replaced with that to Demetra. In burials, except for the case of the tomb 950 in Pithecusa, there are slaves buried with fetters. Because the slavery was normally accepted in the ancient world, such tombs cannot be called ‘deviant’.

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Pubblicato

2020-06-23

Fascicolo

Sezione

Articoli