I passeriformi dell’ambiente ripariale del lago Trasimeno: risultati di undici anni di inanellamento a sforzo costante
DOI:
https://doi.org/10.30456/avo.32322Abstract
Nel periodo agosto 1996 - dicembre 2007 in una località del lago Trasimeno sono state effettuate 562 sessioni di inanellamento (almeno una per decade) in ambiente di canneto. Numero e posizione delle reti sono stati mantenuti costanti per tutta la durata della ricerca. Le catture hanno avuto luogo a partire dalle prime luci dell’alba fino a metà giornata, senza ausilio di richiami. Sono stati catturati 13512 individui appartenenti a 52 specie di Passeriformi. I dati raccolti sono stati utilizzati per definire: struttura e parametri della comunità e relative variazioni stagionali; trend delle specie più rappresentate, prendendo in considerazione sia gli interi campioni annuali, sia limitando l’analisi alla popolazione nidificante (classe degli adulti durante il periodo riproduttivo). Le specie risultate dominanti in almeno un mese dell’anno sono: Prunella modularis, Cettia cetti, Acrocephalus melanopogon, A. schoenobaenus, A. scirpaceus, A. arundinaceus, Phylloscopus collybita, Sylvia atricapilla, Erithacus rubecula, Cyanistes caeruleus, Remiz pendulinus, Emberiza schoeniclus. I parametri della comunità mostrano nette variazioni stagionali: abbondanza, biomassa, percentuale di specie palustri sono più elevate dalla primavera avanzata all’inizio dell’autunno, mentre nello stesso periodo diversità ed equiripartizione toccano i valori minimi. Considerando per ognuna delle 18 specie analizzate l’intero campione annuale di cattura, si osservano trend significativi nei seguenti casi: Panurus biarmicus (diminuzione), Erithacus rubecula (aumento), Emberiza schoeniclus (aumento). Prendendo in considerazione soltanto le popolazioni nidificanti (analisi effettuata su 8 specie), mostrano trend negativi significativi Panurus biarmicus, Cettia cetti, Remiz pendulinus; le restanti specie (Acrocephalus scirpaceus, A. arundinaceus, Sylvia atricapilla, Parus major, Passer italiae) mostrano anch’esse variazioni negative che non raggiungono però il livello di significatività. La flessione di alcune specie palustri potrebbe dipendere almeno in parte dalla regressione e dallo stato di degrado in cui versa il canneto.
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